L’Iran al tempo di Trump

16 maggio 2018

Luciana Borsatti è stata corrispondente da Teheran per molti anni. Prima era stata al Cairo. Certamente conosce l’Iran e dunque, per farsi una idea, può essere utile
comprare il suo “L’Iran al tempo di Trump”, edito da Castelvecchi. Il libro prende spunto dalla decisione dell’Amministrazione Usa di rinnegare l’accordo sul nucleare
iraniano che – dopo gli accordi firmati da Europa e Usa, con Obama, nel 2015 – sembrava un tema destinato a scomparire tra le emergenze planetarie. E’ possibile che
l’accordo diventi carta straccia riportando indietro la lancetta della storia. Cosa ne penseranno gli iraniani?

Di questo soprattutto ci parla il libro della Borsatti. Parla di un Paese giovane, frustrato, straordinariamente aperto al mondo, come sanno i turisti che lo hanno visitato, e avvolto in una contraddizione fortissima, una democrazia islamica, con un fortissimo potere clericale che pervade la società e i problemi di una società moderna, con grandi città congestionate dal traffico e inquinatissime, università animatissime, donne istruite ma anche costrette a pratiche da società medievale, a partire dal sempiterno velo da indossare.

Nel libro le voci degli iraniani, di molti e diversi cittadini di quel Paese. Essi raccontano il loro Paese e aiutano lo straniero a capire meglio.

Luciana Borsatti, L’Iran al tempo di Trump, Castelvecchi

Sebastiano Pozzi

Ma che dice l’accordo di Parigi?

7 giugno 2017

Ma cosa dicono gli accordi di Parigi recentemente sconfessati da Trump? Un libro utile – disponibile però solo in versione elettronica – è quello scritto da Emanuele Bompan e Sergio Ferraris. Si chiama “Il mondo dopo Parigi. L’accordo sul clima visto dall’Italia: prospettive, criticità e opportunità” ed affronta il nodo del cambiamento climatico spiegando che la fine dell’economia fossile è indispensabile per evitare il percorso verso cui sta andando il pianeta, un futuro segnato da grandi catastrofi e dalla “accelerazione della storia naturale”. Ma soprattutto il volume spiega che cosa fa l’Accordo di Parigi su questi temi, che posto occupa, se è stato davvero un successo o un fallimento. Il libro raccoglie commenti e opinioni sull’accordo approvato nel dicembre 2015 e propone spunti, idee, pensieri da esperti, esponenti della politica e della società civile, studiosi.

Se invece volete la riflessione di un uomo di lettere, da leggere è il lavoro di Amitav Ghosh, scrittore e giornalista indiano, che vive tra il suo Paese e New York. Il titolo della sua riflessione è “La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile”. Quella di Ghosh è a tutti gli effetti la riflessione di un intellettuale sul ruolo della cultura e degli intellettuali di fronte a questa emergenza, perché di cambiamento climatico non si parli solo in noiosi saggi e non ne parlino solo scienziati ed esperti.
Luca V. Valgrande