Asymmetry

28 giugno 2018

Da mesi se ne parla nel mondo anglosassone e il Washington Post lo ha inserito tra i libri da leggere questa estate. Il romanzo si chiama Asymmetry ed è scritto da Liza Halliday, al suo romanzo d’esordio. Il motivo per cui se ne parla è perché il libro, secondo tutti quelli che lo hanno letto, parla di Philip Roth, del Roth privato. Un Roth che forse non interessa ai lettori di Roth ma che sicuramente ha dato notorietà alla Halliday. Che ha avuto una relazione con l’autore, avendo qualche decina d’anni meno di lui.

La prima asimmetria del romanzo dunque è certamente questa. Il romanzo però ha avuto recensioni molto positive, apprezzamenti dalla critica e dal pubblico, ed è prossimo ad uscire anche in Italia. E’ un romanzo più complesso del semplice racconto di questa relazione (non esplicita ma abbastanza chiara da risultare QUELLA relazione. Al personaggio per esempio è negato il Nobel) anche perché è diviso in due parti che spiazzano il lettore alla ricerca di dettagli pruriginosi. La seconda infatti non c’entra niente con la prima, parla di un giovane iracheno e della tragedia del suo popolo. Le asimmetrie dunque sono diverse.

La parte su Roth è bella non solo per il lato di seduttore che il lettore conosce o immagina ma anche per la sua personalità e il suo umorismo così importante anche nei suoi romanzi. Il libro è certamente colto e interessante, secondo i lettori. In attesa che esca in Italia, se volete, leggete cosa ne ha scritto Rivista Studio.

Letizia Sandri

La Goccia: Roth e la posterità

-Come stai organizzando la tua posterità?

-Non la sto organizzando. Tanto non posso farci niente. La sola cosa buona della posterità è che non dovrò più leggere le recensioni sui miei libri.

(Philip Roth nell’intervista di Livia Manera su “La lettura” del Corsera 17/3/2013)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Martedì 26 giugno 2012

Cos’era successo? Nulla di particolarmente originale. Avevamo litigato, per la prima volta, nulla di più e nulla di meno sconvolgente di questo. Ciò che aveva caricato la retorica e infiammato il risentimento era ovviamente l’attrito tra il suo ruolo di figlia di sua madre e il mio di figlio di mio padre: la nostra prima lite non era stata neanche nostra. Ma d’altra parte la battaglia che dà lo scossone iniziale alla maggior parte dei matrimoni è quasi sempre questa: combattuta da delegati dei veri antagonisti il cui conflitto non è mai nel qui e ora, ma certe volte ha origini così lontane che tutto ciò che resta dei valori dei nonni sono le brutte parole dei novelli sposi…il tarlo nel sogno è sempre il passato, quell’ostacolo a ogni rinnovamento.

(Philip Roth, “La controvita”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza