Resto qui, di Marco Balzano

19 giugno 2018

Uno dei libri candidati a vincere il premio strega, insieme a La ragazza con la Leica, di cui parlammo tempo fa su questo sito, è firmato da Marco Balzano e si intitola Resto qui. E’ quel che dice la protagonista del romanzo, Trina, una maestra che non lascia il paese del Tirolo in cui abita, quando il fascismo è appena arrivato, con la sua ossessione per l’italiano e gli italiani. Chi abitava da quelle parti era comunque sbagliato. Troppo tedesco per Mussolini, troppo italiano per Hitler.

In un posto come quello non si stava comodi.

Quando arriva la guerra sì, decide di andarsene per seguire il marito Erich, disertore. E per fuggire il fascismo ancora più incattivito. E poi c’è il dopoguerra, in una terra non particolarmente amichevole, con una natura intorno non particolarmente amichevole.

Trina ha una figlia scomparsa e si rivolge a lei fin dalle prime pagine del libro. A lei dà la parola l’autore. Il libro ha in copertina una foto particolarmente significativa: un campanile quasi completamente sommerso dall’acqua. E’ un luogo reale, un paese che è diventato lago dopo una terribile inondazione. L’autore l’ha visto anni fa e lo ha messo nel romanzo. Ma il romanzo non parla solo di quel campanile.

Parla di chi decide di resistere anche se tutti gli altri non lo fanno, di puntare i piedi, e di continuare a rivolgersi, con la sua scrittura esatta da maestra, alla figlia che è scomparsa.

Marco Balzano, Resto qui, Einaudi

Gaetano Vannuzzi

Bacino 13, Jon McGregor

4 giugno 2018

Jon McGregor è un autore britannico. Vive a Nottingham ed ha esordito con un romanzo per il quale la critica di casa lo ha osannato come “il nuovo Ian Mac Ewan. Il romanzo si chiamava “Se nessuno parla di cose meravigliose” ed è pubblicato in Italia da Neri Pozza. Un romanzo folgorante secondo chi lo ha letto, perché fotografava un istante tragico nella vita quotidiana di persone normali. Naturalmente l’originalità del romanziere è nello stile, nella qualità della scrittura, nello stile. I capitoli e il loro alternarsi sono il pezzo forte di questo suo primo romanzo.

Anche un altro romanzo pubblicato in Italia, da Isbn, “Neanche i cani”, ha colpito nel segno: “Sfondano la porta a fine dicembre e portano via il corpo”, l’inizio, un ritrovamento di un cadavere e le storie di vite marginali e disperate. Anche in questo caso la lingua è particolarmente bella.

Oggi Guanda pubblica un nuovo romanzo di McGregor. Si chiama Bacino 13 ed è ambientato nella campagna inglese durante un inverno in cui sparisce una adolescente. Iniziano le ricerche, in un territorio fatto di bacini idrici, di fiumi e di boaxhi, e il tempo passa. Trecidi capitoli, tredicini anni, 13 bacini. Da leggere, basta scorrere qualche pagina dellle prime per capire che ne vale la pena (qui trovate qualche pagina)

Bacino 13, Jon McGregor, Guarda, 2018

Miranda Guterres

Mr Ove, l’uomo che metteva in ordine il mondo

30 maggio 2018

E’ stato il libro più venduto in Svezia nel 2013-2014 tanto da essere tradotto in italiano. Pubblicato da Mondadori, il libro si chiama “L’uomo che metteva in ordine il mondo” ed è firmato da Frederik Backman.

E’ la storia di un personaggio che ad un recensore ha ricordato il vecchio Clint Eastwood di Gran Torino. Il personaggio si chiama Ove, non è così vecchio come il personaggio di Eastwood ma ha ugualmente un pessimo carattere e soprattutto non desidera altro che morire.

Ma Ove non è un personaggio triste. Anzi: è pieno di umorismo e anche di sarcasmo, dice sempre quello che pensa, specialmente ai vicini. Il romanzo dunque è pervaso da questo conflitto: un uomo che non vuole più vivere e la vita là fuori, con tutti i suoi imprevisti, compreso l’amore che può sempre arrivare, producono anche una comicità irresistibile. E vi faranno entrare in sintonia con il personaggio.

Lo scorso anno il film tratto dal libro (“Mr. Ove – Lui vi detesta. Voi lo amerete”) è arrivato brevemente nelle sale italiane senza successo

Frederik Backman ha anche un sito internet su cui ha pubblicato di recente un racconto, che ancora non ha trovato un’altra collocazione. Si chiama Sebastian and the troll e lo trovate qui.

L’uomo che metteva in ordine il mondo, 2014, Mondadori

Sebastiano Pozzi

 

Da dove vengono i sogni, David Vann

Il romanzo si apre con la scena di Irene che racconta alla figlia Rhoda – ormai adulta anche lei – di quando, da bambina, rientrando a casa trovò la madre impiccata; e si conclude con una scena sostanzialmente identica, ma di assai maggiore, inaudito orrore.

In mezzo c’è la vita. La vita di una famiglia, o di una serie di coppie, ambientata in Alaska; persone normali (risparmiamoci l’ovvietà delle virgolette), eppure ciascuna con un suo tarlo che scava nel fondo, minando le fondamenta.
Irene e Gary – la coppia centrale, pensionati che decidono di costruirsi un capanno su una vicina isola deserta per andare a viverci. E’ il sogno vagheggiato da decenni; almeno quello di Gary. E Irene? Irene lo asseconda, ma in realtà dentro di sé ha maturato la convinzione che il marito non l’abbia mai amata, che stia per lasciarla e cerchi solo un pretesto per farlo. Hanno una  figlia, buona, responsabile e amorevole, Rhoda, che vive con Jim, facoltoso dentista col quale la ragazza sogna di poter mettere su famiglia, una vita solida e serena, una bella casa, bambini… lei intanto lavora con grande dedizione in un ambulatorio veterinario (al quale tuttavia non manca, di tanto in tanto,  di sottrarre – rischiando il licenziamento – antidolorifici per alleviare i malanni – veri o immaginari: altro tema centrale della storia – della madre). Quanto a Jim, il suo progetto di vita (nascosto, ovviamente) è di tutt’altro genere, e inizia con una faticosa e altamente dispendiosa avventura erotica con la bellissima Monique.
L’altro figlio di Irene e Gary, Mark, sembrerebbe essere il più felice e realizzato: fa il pescatore, con passione, ha una ragazza che ama, e amici; sembrerebbe allegro, solare. Perché allora quell’inquietante rituale di frustare a sangue con un ramoscello ragazza e amici durante la sauna? – con la motivazione che “stimola la circolazione”…
Gary e Irene iniziano a costruire il capanno. Ma l’inclemenza estrema del tempo, la fatica, e soprattutto le tensioni e le reciproche recriminazioni che vengono fuori, trasformano la realizzazione di un sogno in un incubo. Si sono spinti troppo in là, dicendosi parole cariche di risentimento, ognuno accusando l’altro di essere la causa della propria infelicità.

E la follia non è poi così lontana dalla normalità – banale considerazione, come insegnano secoli di letteratura. Rhoda arriverà troppo tardi, agitata da angosciosi presagi. Si troverà davanti uno scenario di inimmaginabile ferocia, tanto quanto feroce può diventare il rimosso, lasciato incancrenire, di una vita qualunque.

Su Vann: il suo blog.

Una pagina da Le Monde

Una del New York Times

di Mariletta Caiazza