L’identità e la sinistra

22 dicembre 2018

Mark Lilla insegna storia alla Columbia University e vive a New York. E’ un americano, un newyorkese, e si potrebbe essere diffidenti, in Europa, nei confronti di un newyorkese che ci spiega cosa sia di sinistra. Da bravo newyorkese ha anche un sito personale, per niente comune nei professori di storia europei.

L’Europa ha una certa tradizione e una certa storia che di certo non è condivisa negli Usa, se non altro perché la storia delle idee nel nostro continente ha avuto uno sviluppo molto più radicato. Eppure il libro di cui parliamo oggi sembra proporre tesi molto più avanzate. O meglio: sembra proporre idee che non sono molto comuni nella sinistra europea di oggi.

Diritti delle donne, delle minoranze, degli omosessuali, diritto all’identità di genere sono oggi i temi centrali delle politiche che si dicono di sinistra. Lilla invita la sinistra – o meglio, invita i liberal del suo Paese e la sinistra nel mondo – a dismettere la politica centrata sull’identità perché questa rischia di essere l’altra faccia dell’individualismo identitario su cui si fonda la destra. E questo vuol dire in pratica populismo – come diremmo noi oggi – o antipolitica, come si dice nella storia delle idee. I liberal insomma dovrebbero riprendere in mano le idee collettive, quelle che escono dalla rivendicazione dell’io e dei suoi diritti per rivolgersi a gruppi.

Le politiche fondate sull’identità infatti non sono in grado – afferma Lilla – di offrirsi come alternative delle politiche del passato. Il marxismo era un sistema di idee complessivo, una idea di mondo. Le politiche fondate sull’identità non bastano, afferma l’autore. Non sappiamo se abbia ragione e non sappiamo se la sua ricetta servirà e sarà raccolta dalla sinistra ma il suo saggio è certamente interessante e sta facendo discutere parecchio.

L’identità non è di sinistra, Mark Lilla, Marsilio, 2018

 

La storia dell’acqua

4 settembre 2018

Per chi ha letto La storia delle api è arrivato il secondo libro di quella che è un’opera monumentale in progress. Per chi si è appassionato al romanzo delle api, un romanzo epico-ambientale incentrato sull’ipotetico disastro ambientale per eccellenza, ovvero la scomparsa delle api, il tema che la scrittrice Maja Lunde ha scelto per il suo secondo episodio è l’acqua.

Il bello del primo libro-ambientalista della Lunde, quello dedicato alle api, è che era scritto con uno stile narrativo avvincente, con tre storie intrecciate – una donna cinese contemporanea, un biologo inglese dell’Ottocento e un agricoltore americano – che hanno in comune il ronzio delle api e la loro essenza.

Anche in questo caso il libro è pubblicato da Marsilio ed è intitolato Storia dell’acqua.

Anche in questo caso i piani temporali delle storie si intrecciano con i temi generali – qui l’acqua, le conseguenze delle nostre azioni sul pianeta, l’amore in tutte le sue declinazioni. Si parla più del futuro, nella Storia dell’acqua. Di un futuro in cui l’acqua sarà molto poca e le popolazioni saranno costrette a migrare verso nord, sempre più a nord.

La storia dell’acqua, Maja Lunde, Marsilio, 2018

Michela Fabbri