Per alberghi Instagram friendly

2 maggio 2019

Il canale più usato dagli utenti di internet che usano in maniera intensa i social e che viaggiano è sicuramente Instagram. E’ infatti questo il social media – secondo tutte le ricerche – quello con una crescita più forte. Negli ultimi dodici mesi sono aumentati del 56 per cento gli italiani iscritti ad Instagram e interessati ai viaggi.

Gli “influencer”, utenti con almeno 10 mila follower che dispensano consigli, stanno crescendo soprattutto nel settore viaggi. Se avete bisogno di informazioni e soprattutto di vedere, con foto e brevi video, le città europee o quelle dell’altra sponda dell’oceano Atlantico dovete affidarvi a Instagram.

E anche gli alberghi si affidano al social delle foto per farsi conoscere. Un albergo-ostello marocchino, il Rodamon Riad di Marrakech, ha puntato molta della sua campagna pubblicitaria usando Instagram e facendo girare le foto degli utenti, tanto che nelle ultime settimane diversi giornali del mondo hanno parlato di questo hotel “instagram friendly”, qualsiasi cosa significhi.

Se volete il Mali, per ora andate in Burkina Faso

Nei giorni scorsi il presidente ad interim dell’Assemblea nazionale del Mali ha detto senza mezzi termini che la crisi politica che sta annichilendo il suo Paese – con la dichiarazione di indipendenza della regione dell’Azawad, il Mali nord orientale, ad opera di gruppi islamisti – non è tanto o solo una questione religiosa. “Quel che si gioca nello spazio sahariano-saheliano in generale e Nord del Mali in particolare è anche la conseguenza delle lotte per l’influenza dele grandi potenze e dei loro alleati per il controllo delle potenziali risorse del suolo e del sottosuolo di questa vasta zona”, ha spiegato. Quel che è certo è che a causa della crisi della scurezza ed istituzionale, l’economia nazionale è stata gravemente colpita: e il bilancio dello Stato ne ha risentito soprattuto nel settore del turismo, uno dei più colpiti.
Qualche giorno fa il settimanale The Economist scriveva che in un fine settimana qualunque a Bamako, la capitale del Paese, era difficile trovare posto in un locale o in un ristorante. Ma dal colpo di Stato del 22 marzo, Paesi come la Gran Bretagna, la Francia, gli Usa, patria della maggior parte dei turisti che ogni anno visitavano il Paese, diramano informazioni in cui sconsigliano di partire per il Mali. Non è stato solo il colpo di Stato, ricordava il settimanale britannico. Già ad agosto dello scorso anno l’instabilità al Nord ha causato una perdita di 110 milioni di dollari al turismo, e 8000 posti di lavoro in meno rispetto a due anni prima. A Bamako – non a Timbuctu – hanno chiuso alberghi storici, come l’Azalai Grand. Nel mercato N’Golonina, famoso per i turisti, ricco di artigianato locale, continuano a chiudere le botteghe. Sia chiaro: anche il ministero degli esteri italiano sconsiglia vivamente di andare a Bamako in questo periodo. E se su TripAdvisor si trovano ancora recensioni apparentemente tranquille di hotel e ristoranti, forse per andare in Africa meglio spostarsi su altri Paesi.

Non lontano dal Mali è il Burkina Faso, che offre al viaggiatore con la valigia pronta un evento molto alla moda: il Waga Hip Hop festival, un evento ormai arrivato alla dodicesima edizione, vero e proprio festival della controcultura musicale del secondo millennio.

 

Se insomma il viaggiatore vuol sentire un po’ di quella parte dell’Africa, si scordi per un po’ di viaggiare alla ricerca del passato nell’antica Timbouctou, e si “accontenti” della moderna e vitale vita burkinabé. Per arrivarci si fa scalo in Marocco, e dunque si può volare con Royal Air Maroc direttamente da Roma o Milano. Ma anche via Air France.

Continente nero propone un comodo pacchetto di 10 giorni, a circa 3000 euro a persona. Ma si può anche spendere meno, viaggiando da soli.

Salvatore Tranchino