La Goccia: il silenzio è una risorsa

10 agosto 2018

In una gelida notte di marzo 2010 cento esperti di marketing finlandesi si sono riuniti nel ristorante Sea Horse di Helsinki con l’obiettivo di trasformare un paese di medie dimensioni e piuttosto isolato in un’attrazione turistica mondiale… Sorseggiando i loro drink gli esperti hanno passato in rassegna i punti di forza: insegnanti eccellenti, una grande abbondanza di funghi e frutti di bosco, una capitale piccola ma culturalmente vivace. Niente di particolarmente irresistibile…

Qualche mese dopo la commissione ha redatto un rapporto sul marchio paese che elencava tutte le caratteristiche nazionali che si potevano sfruttare per fini commerciali. Uno dei punti principali era completamente nuovo: il silenzio… Il rapporto diceva che “il silenzio è una risorsa… In futuro la gente sarà disposta a pagare per vivere l’esperienza del silenzio”.

(Daniel A. Gross su “Internazionale” del 21/11/2014)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: migliaia di giorni

6 agosto 2018

Adesso il signor Linh è vecchio, e stanco. Il paese sconosciuto lo sfinisce. La morte lo sfinisce… La morte gli ha preso tutto. Lui non ha più niente. E’ a migliaia di chilometri da un paese che non esiste più, a migliaia di chilometri dalle tombe orfane dei corpi morti a pochi passi da esse. E’ a migliaia di giorni da una vita che fu bella, incantevole.

    (Philippe Claudel, “La nipote del signor Linh”)

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La Goccia: una scena al rallentatore

23 luglio 2018

E cominciava a sognare sua madre com’era l’ultima volta che l’aveva vista, mentre correva in un campo lungo la strada. Era vestita di bianco – pantaloni a sigaretta e una maglia bianca attillata con lo scollo a barchetta – e aveva litigato per l’ultima volta con il marito alle porte della cittadina di Truth or Consequences, nel New Mexico. Lui l’aveva sbattuta fuori dall’auto infuocata e George Harvey, seduto immobile come una statua sul sedile posteriore, con gli occhi sgranati, indifferente alla paura come può esserlo una statua, aveva seguito tutta quanta la scena come faceva sempre allora, al rallentatore. Lei era corsa via senza mai fermarsi, il corpo bianco, magro e fragile che spariva mentre suo figlio si aggrappava al ciondolo d’ambra che gli aveva lasciato strappandoselo dal collo. Il padre guardava la strada. “Se n’è andata, figliolo” gli aveva detto. “E non tornerà”.

(Alice Sebold, “Amabili resti”)

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La Goccia: il mio assassino

9 luglio 2018

Il mio assassino era un vicino di casa. A mia madre piacevano i fiori ai bordi del suo giardino, e una volta papà aveva parlato con lui di fertilizzanti. Il mio assassino credeva ai rimedi di una volta, tipo i gusci d’uovo o i fondi di caffè; sua madre li aveva sempre usati, sosteneva. Papà era tornato a casa divertito, ironizzando sul fatto che quel giardino poteva pure essere bello, ma con il primo caldo sarebbe diventato una pattumiera e la puzza sarebbe arrivata fino al cielo.

(Alice Sebold, “Amabili resti”)

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La Goccia: UMILITA’

29 giugno 2018

UMILITA’. – Dell’umilità si vede somma sperienza nello agnello il quale si sottomette a ogni animale, e quando per cibo son dati all’incarcerati leoni, a quelli si sottomettano come alla propria madre, in modo che spesse volte s’è visto i lioni non li volere occidere.

(Leonardo da Vinci, “Scritti letterari”)

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