La Goccia: splendono le cose secondarie

7 dicembre 2018

Dunque avrei potuto profittare di quegli istanti fuggevoli, non di confidenza, ma piuttosto di tregua con mio padre. E non l’ho fatto. Erano troppo poca cosa.

Considerazione: viviamo prigionieri del mito della profondità e della complessità, finché la morte, privandoci delle cose più ovvie, le rende ironicamente memorabili. Le superfici cominciano a splendere, splendono le cose secondarie, i ricordi più fiochi e le parole che dicevamo per caso e che non avremmo appuntato nemmeno a matita ora diventano leggende.

(Edoardo Albinati, “Vita e morte di un ingegnere”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: prima dell’acredine

19 novembre 2018

La seconda volta c’era andato con Robert. Era stato circa a metà della loro relazione, quando Less aveva acquistato sufficiente uso di mondo da essere d’aiuto nei viaggi e Robert non era ancora così traboccante di acredine da diventare un impaccio, l’epoca in cui una coppia ha trovato il proprio  equilibrio e l’urlo primordiale della passione si è smorzato ma la gratitudine ancora sgorga; gli anni d’oro, insomma, ma nessuno lo capisce.

 (Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: paura

12 novembre 2018

Che cosa intendeva Freddy con “La persona più coraggiosa che conosco”? Per Less rimane un mistero. Citate un solo giorno, una sola ora in cui Arthur Less non abbia avuto paura. Di ordinare un cocktail, di prendere un taxi, di scrivere un libro. Paura di questo e di quasi qualunque altra cosa al mondo. Strano, però; proprio perché ha paura di tutto, nulla gli risulta più difficile di qualcos’altro.

Fare il giro del mondo non lo terrorizza di più che comprare un pacchetto di gomme. La dose quotidiana di coraggio.

   (Andrew Sean Greer, “Less”)

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La Goccia: tramonto

29 ottobre 2018

Ma arriva l’urlo di Zohra dal suo cammello: “Chiudete quella cazzo di bocca! Godetevi questo cazzo di tramonto sul vostro cazzo di cammello! Dio santo!”

Dopotutto, è quasi un miracolo che siano qui. Non perché sono sopravvissuti all’alcol, all’hashish e alle emicranie. Non per quello. E’ che sono sopravvissuti a tutte le cose della vita, alle umiliazioni, alle delusioni, alle pene d’amore e alle occasioni mancate, a cattivi padri e cattivi lavori, al sesso e alle droghe di seconda scelta, alle cadute di faccia e a tutti i viaggi e gli errori che ci sono voluti per arrivare a cinquant’anni e qui in questo posto… E dunque: sì. Vale per qualunque tramonto, ma per questo in particolare: chiudiamo quella cazzo di bocca.

(Andrew Sean Greer, “Less”)

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La Goccia: come vivere da soli

15 ottobre 2018

Com’era vivere con un genio?

Come vivere da soli.

Come vivere da soli con una tigre.

Tutto doveva essere sacrificato al lavoro. Si cancellavano i programmi, si ritardavano i pasti; l’alcol doveva essere comprato immediatamente, oppure buttato tutto nel lavello. A seconda delle giornate, i soldi andavano contati o sperperati. L’orario del sonno era appannaggio del poeta, e le ore piccole erano frequenti quanto le sveglie all’alba.

   (Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: Laika

8 ottobre 2018

– Beatnik, Sputnik… Mi confondo sempre con questo tipo di parole…
(…) Da allora Sumire ribattezzò dentro di sé Myû “la ragazza dello Sputnik”.
Amava il suono di quell’espressione. La faceva pensare alla cagnetta Laika. Il
satellite artificiale che attraversa silenzioso il buio del cosmo. Gli occhi neri e
lucidi di Laika che si affacciano da un minuscolo oblò. Che cosa avrà visto, la
cagnetta, in quello spazio sconfinato e deserto?
(Murakami Haruki, “La ragazza dello Sputnik”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza