Un romanzo consigliato da Fortune

19 agosto 2018

Questo romanzo è uno di quelli consigliati dalla rivista Fortune, che, scommettiamo,  non è in cima alla lista delle letture di molti frequentatori di questo sito. Il romanzo ha un titolo in italiano un po’ lunghetto e un po’ modaiolo: “Storia d’amore vera e supertriste”. Lo ha scritto Gary Shteyngart nel 2010 ed in Italia è stato pubblicato da Guanda nel 2011.

E’ un romanzo di satira sulla crisi finanziaria Usa, o meglio sul dopo crisi, ambientato a New York. Letto allora sembrava forse troppo improbabile. Letto oggi, alla luce di tanta letteratura e di tanta tv e cinema americano, a partire da House of cards, scrive Fortune, può sembrare un romanzo surrealista.

Anche la tecnologia che domina il romanzo, che si chiama Gizmo, non è così diversa dalla ossessione per gli smartphone che dominano ormai la vita di tutti, e specialmente di quelli che lavorano nella finanza, scrive ancora la rivista di business Usa. Che parla proprio della nostra “dipendenza da smartphone, social media e video games”.

Il romanzo parla d’amore, naturalmente, e non vi diremo perché la storia d’amore ivi raccontata è supertriste. Vi diremo però che il protagonista, nonostante il presente e il futuro siano così tremendamente avvilenti, tiene un diario, un diario vero, e coltiva l’amore.

Il romanzo appassiona anche perché getta una luce sul nostro prossimo futuro, tra cinesi e americani, in cui l’Europa non esiste. Da leggere

Gary Shteyngart, Storia d’amore vera e supertriste, Guanda editore, 2011

Gaetano Vannuzzi

La Goccia: Roth e la posterità

-Come stai organizzando la tua posterità?

-Non la sto organizzando. Tanto non posso farci niente. La sola cosa buona della posterità è che non dovrò più leggere le recensioni sui miei libri.

(Philip Roth nell’intervista di Livia Manera su “La lettura” del Corsera 17/3/2013)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Quirico, giornalista dei vinti

Da quasi due mesi non si hanno notizie di Domenico Quirico. Scomparso in Siria tra Homs e Damasco, Quirico pare fosse entrato dal Libano e qualche giorno prima aveva detto alla sua famiglia che per qualche giorno non avrebbe potuto comunicare. Le due figlie hanno rivolto un appello a dare notizie della sua sorte, mentre la Farnesina continua a nn avere notizie. “Quei luoghi ci hanno abituato a storie lunghe e Domenico è tenace”, ha detto il direttore de La Stampa Mario Calabresi.

Per parlare di Quirico varrà la pena di leggere quel che scriveva. Da poco è uscito, per Neri Pozza, uscì “La magnifica storia dei vinti, una raccolta di ritratti di alcuni personaggi cui è spettato “il compito, affascinante, crudele e immane, di liquidare o di scuotere dalle fondamenta costruzioni storiche secolari, possenti ideologie, imperi e regni che avevano quasi assorbito il mondo”.

 

Un racconto “tragico” nel senso letterale del termine, nel senso che – qualunque sia stata la loro storia personale – tutti hanno avuto dalla Storia “il marchio degli infami, dei vinti, di notai miserabili di una eredità dilapidata, di traditori di fedi che dovevano essere incrollabili”. Storie come quella di Dario, sconfitto da Alessandro, o di Gorbaciov, e del suo disperato tentativo di riformare l’impero sovietico. Ma anche l’ultimo Atahualpa, all’ultimo imperatore Pu Yi, da Romolo Augustolo, l’imperatore per conto di un padre che non voleva la porpora pur avendo il potere, a Benedetto XVI che scoprì all’improvviso che non si può guarire neppure la chiesa dall’ingiustizia e dalla stupida ferocia degli uomini. Ferruccio de Bortoli, presentando il libro qualche giorno fa a Milano insieme a Calabresi, ha detto che i personaggi raccontati da Quirico, “timidi o temerari”, “non necessariamente buoni”, quasi sempre sono “semplicemente travolti”.

Calabresi, qualche mese fa, guardando le foto fatte da un operatore in Siria, gli chiedeva: “Ma proprio sotto le bombe dovevi andare?” “È immorale fermarsi al confine”, ha risposto lui: “se vuoi raccontare una popolazione bombardata, devi stare sotto le bombe”.

Domenico Costantini

 

Lunedì 10 settembre 2012

…a quel che conta davvero non ha tempo di pensare. La vita trascorre senza darti quasi mai il tempo di pensare alle cose più semplici e più grandi come la solitudine, la nostalgia, il desiderio e la morte. Il silenzio ora era profondo, ampio, spezzato a tratti dal lamento degli sciacalli. Yoav si è sentito pieno di riconoscenza per quel silenzio, e anche per quel lamento. Non credeva in Dio, ma nei momenti di solitudine e silenzio come ora, in quella notte, gli sembrava che qualcuno fosse lì ad aspettarlo giorno e notte, ad aspettare in silenzio e con pazienza, in perfetta immobilità, e che avrebbe continuato ad aspettarlo per sempre.

(Amos Oz, “Tra amici”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Martedì 24 luglio 2012

Trent’anni prima, quel posto era ancora intatto. E lui era più giovane, il sogno ancora fresco, raggiungibile… Ci viene accordato un dono, ma è un dono fragile, effimero. Adesso quel posto era più simile a un’idea, un guscio vuoto, privo di sostanza. Ridotto a un nugolo di zanzare, a un vecchio corpo stanco e ad aria qualsiasi. Gary era fatto per vivere lì, ma avrebbe dovuto farlo allora.

(David Vann, “Da dove vengono i sogni”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Dal 29, Caffeina

E’ arrivata alla edizione numero 6 “Caffeina”, la manifestazione culturale che per quasi tre settimane animerà la città di Viterbo. Caffeina 2012 si terrà dal 29 Giugno al 14 Luglio; quasi tre settimane, intensissime, di incontri con scrittori e giornalisti, dibattiti, reading teatrali, anteprime nazionali, letture sceniche, teatro per ragazzi, concerti, proiezioni, spettacoli, sonorizzazioni, mostre ed esposizioni.

Il cuore medievale del capoluogo della Tuscia si trasformerà così in una vera e propria cittadella della cultura dove poter passeggiare, vivere, indugiare. Dove poter scegliere tra un incontro culturale e prendere un aperitivo, tra assistere a un dibattito o a un concerto e sorseggiare un caffè, tra partecipare a un reading teatrale e mangiare in uno dei locali aperti per l’occasione.

Ben 14 arene eventi (allestite in cortili, piazze, chiostri e prestigiosi palazzi storici), circa 25 eventi giornalieri e quasi 400 complessivi, Caffeina è concepita come una manifestazione culturale e artistica eterogenea, aperta elle differenze, agli scambi, agli incontri formali e informali. Caffeina è cultura in libertà, senza vincoli ideologici, luogo di fusione tra esperienze letterarie, giornalistiche, televisive, cinematografiche e musicali; il festival ha come intento unico quello di stimolare l’intelletto e la curiosità dei visitatori attraverso un melting pot di idee e relazioni, di tendenze ed opinioni, in cui circolano e vengono condivise storie ed azioni, forme di scrittura, di recitazione, di arte, in cui le diverse visioni del mondo vanno a comporre una storia collettiva ricca ed ineguagliabile.

Tutto il programma

 

Eliana Giglioli

Lunedì 4 giugno 2012

 Stirandosi sotto la trapunta, i suoi piedi toccarono nuovamente quelli della moglie. Un po’ accaldato, allungò il braccio per accarezzarle i capelli, e la mano scese gradualmente verso il basso.
“Quinquin può tornare da un momento all’altro” disse lei tirandosi a sedere. “Vado a scaldarti il tortino nel microonde. Non hai ancora cenato, e domani mattina dobbiamo svegliarci presto tutti e due”.
Ci rimase un po’ male. Ma era vero che l’indomani mattina presto avrebbe dovuto trovarsi al Distretto per una teleconferenza, ed era vero che era stanco.

   (Qiu Xiaolong, “Di seta e di sangue”)

 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza