Umanisti e scienziati, l’eterno dibattito

2 giugno 2019

Galileo e Cicerone, Einstein e Croce, Darwin e Stevenson: il dibattito tra la cultura scientifica e quella umanistica è perenne, specialmente in Italia. Se venti anni
fa ancora il dominio era di quelli che sostenevano l’importanza della cultura umanistica – vista la tradizione italiana – negli ultimi venti anni la tendenza sembra
opposta: non servono latino e greco, servono ingegneri. Il fatto che il dibattito non sia nuovo è dimostrato da libro di cui parliamo oggi, che si trova ancora con
relativa facilità (anche in versione elettronica), nonostante risalga a diversi lustri fa.

Si tratta di “Contare e raccontare” ed è un dialogo molto brillante tra due grandi intellettuali italiani: Tullio de Mauro, linguista ed “umanista”, e Carlo Bernardini, fisico e “scientifico”, affrontano i dilemmi con cui ci si arrovella ancora oggi: se i numeri siano belli e affascinanti, se le formule scientifiche possano essere anche fascinose, se la retorica di Cicerone sia una scienza.

Raccontare un evento fondamentale per l’umanità – dice per esempio De Mauro – è possibile sia in italiano perfetto che in dialetto pugliese. E il modo di raccontarlo non toglie nulla al significato dell’evento per la scienza. E tuttavia è possibile difendere la cultura umanistica con ragioni scientifiche, e nello stesso tempo si può imparare la centralità logica del pensiero matematico. E che comunque limitarsi ad una delle due metà del sapere rende comunque una conoscenza limitata.

Contare e raccontare, Carlo Bernardini e Tullio De Mauro, Laterza, 2005

Con la cultura si mangia

6 novembre 2018

Paola Dubini insegna management delle industrie e delle istituzioni culturali alla Università Bocconi di Milano. Conosce dunque a fondo quel settore dell’economia che si occupa di cultura e di come la cultura sia utile non solo a chi ne fruisce ma anche a chi la fa.

“Con la cultura non si mangia” è uno dei luoghi comuni più diffusi e per l’editore Laterza è appena uscito un saggio che riprende proprio quel luogo comune.

“Con la cultura non si mangia: falso” è infatti il titolo di un saggio che spiega – con le cifre e gli argomenti di una studiosa che conosce a fondo la materia – perché libri e musei, teatro e cinema, arte di tutti i tipi e patrimonio culturale di un Paese – sia importante.

A maggior ragione in un paese come l’Italia, che di tutto questo è ricchissima. Dovrebbe approfittarne per arricchirsi economicamente e dunque anche civilmente.

Con la cultura non si mangia. Falso, di Paola Dubini. Laterza, 2018

Miranda Guterres