Uno scrittore svedese senza occhi azzurri

11 settembre 2018

Qualche anno fa sulla pagina delle opinioni del New York Times arrivò un intervento di Jonas Hassen Khemiri. Si tratta di uno scrittore svedese che – per usare le sue stesse parole – non ha l’aspetto dello stereotipo svedese di una volta, occhi azzurri e capelli biondi. E’ piuttosto arabo, infatti, avendo un papà tunisino. Khemiri finiva sulle pagine dell’autorevole quotidiano americano perché qualche tempo prima avevo scritto una lettera al governo del suo Paese che aveva promosso un programma di “profilazione” della popolazione su metropolitana e mezzi pubblici sulla base dei caratteri etnici. Quelli che non rispondevano allo stereotipo dello svedese venivano fermati dalla polizia, per dirla in breve, e lo scrittore raccontava la sua esperienza di bambino ed adolescente “non svedese”, benché purissimo svedese.

Khemiri ha scritto 4 romanzi ed è uno degli scrittori svedesi più noti e più tradotti nel mondo. La casa editrice Iperborea ha tradotto lo scorso anno il romanzo “Tutto quello che non ricordo”. E’ un romanzo su un ragazzo morto – non si sa se per incidente o per omicidio – e sulle voci che si sovrappongono per cercare di ricostruire la sua vita e le cause della sua morte. Parla molto della Svezia di oggi, di una terra che – anche per lo scrittore Khemiri – era una specie di Utopia e oggi è confusa e spaurita.

Jonas Hassen Khemiri, Tutto quello che non ricordo, Iperborea, 2017

Valeria Palumbo