Israele è solo un angolo sperduto nel mondo: per Amos Oz

Tanti di quei grilli per la testa: realizzarsi, sregolarsi, nervi, vizi, vedere il mondo, godersi la vita e chissà cosa diavolo ancora. Lo saprai anche tu meglio di me. E quei capelli lunghi: tutti artisti, a quanto pare. Una generazione intera fatta di artisti… Ecco, mio figlio maggiore mi ha appena annunciato che il lavoro nell’autorimessa non fa per lui. Che nemmeno il kibbutz fa per lui. Che la terra d’Israele, con tutto il rispetto, è solo un angolo sperduto nel grande mondo. E lui deve partire per vederlo, quel grande mondo lì, fare esperienze prima di decidere qual è la sua strada nella vita. Chissà quale illuminazione filosofica da chissà quali altitudini l’ha fatto pervenire alla conclusione che si vive una volta sola e che la vita è breve. Né più né meno. E che la vita è solo sua, né dello stato né del kibbutz, né del movimento né dei suoi genitori. Già…

Lo sa bene il cuore, anche se la bocca non lo dice, che siamo stati sconfitti, di una sconfitta irrimediabile, eterna. Tutto è perduto, Eshkol.

(Amos Oz, “Una pace perfetta”)  

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Lunedì 10 settembre 2012

…a quel che conta davvero non ha tempo di pensare. La vita trascorre senza darti quasi mai il tempo di pensare alle cose più semplici e più grandi come la solitudine, la nostalgia, il desiderio e la morte. Il silenzio ora era profondo, ampio, spezzato a tratti dal lamento degli sciacalli. Yoav si è sentito pieno di riconoscenza per quel silenzio, e anche per quel lamento. Non credeva in Dio, ma nei momenti di solitudine e silenzio come ora, in quella notte, gli sembrava che qualcuno fosse lì ad aspettarlo giorno e notte, ad aspettare in silenzio e con pazienza, in perfetta immobilità, e che avrebbe continuato ad aspettarlo per sempre.

(Amos Oz, “Tra amici”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza