A settembre in Iran

6 settembre 2018

Tra settembre e dicembre: è questo secondo chi lo conosce il periodo migliore per visitare l’Iran. Tutto l’Iran, non solo la caotica Teheran o i luoghi santi. Uno dei tour operator specializzati è Metamondo, che da sempre organizza vari tour nel Paese, per assaporare la storia millenaria che emana, visto che tra l’altro ha visto condottieri e imperatori come Ciro, Dario, Alessandro. Accanto alle vestigia di questa storia ci sono i profumi, i giardini, la poesia persiana, la religione.

Per chi entra in Iran per la prima volta ci sono due tour: Iran Classico, di 8 giorni e Magica Persia di 10. Si può avere una vista complessiva sui siti, le città, la storia millenaria del Paese, toccando posti come Isfahan, Persepoli, Shiraz, Yazd. Per chi invece torna nel Paese dovrà sicuramente vedere siti archeologici di rilievo come l’antica capitale achemenide di Susa, Kermanshah e i bassorilievi di Bisotun, il deserto e i suoi villaggi.

Il tour classico, con pensione completa, volo, alberghi 4 stelle, trasferimenti, biglietti dei siti e persino l’acqua nei viaggi costa 1500 euro a persona per partenze in settembre ed ottobre. Per il tour da 10 giorni (Magica Persia) il prezzo sale a 1780 euro.

Alcune informazioni pratiche: intanto serve il passaporto con almeno sei mesi di validità, con almeno 2 pagine libere e senza visti per Israele. Serve anche un visto di ingresso che però – se il vostro viaggio è inferiore ai 14 giorni – si chiede direttamente in aeroporto. Importante è portare con sé due fototessera e 90 euro. In Iran si arriva con Alitalia, Austrian Airlines, Tukish Airlines e con la compagnia di bandiera Iran Air.

Il periodo migliore per visitare l’Iran va da marzo a maggio e da settembre a ottobre.

Per quanto riguarda le regole di abbigliamento, gli uomini devono avere pantaloni lunghi mentre le donne devono avere le braccia e le gambe coperte. Coprire anche i capelli con un foulard. Non ci sono regole sui colori, anzi i colori chiari sono consigliati.

Tenete presente che le carte di credito internazionali non sono utilizzabili e che dunque dovrete avere denaro contante. La moneta si chiama Rial.

Per entrare in Iran non è necessaria alcuna vaccinazione.

Valeria Palumbo

L’Iran al tempo di Trump

16 maggio 2018

Luciana Borsatti è stata corrispondente da Teheran per molti anni. Prima era stata al Cairo. Certamente conosce l’Iran e dunque, per farsi una idea, può essere utile
comprare il suo “L’Iran al tempo di Trump”, edito da Castelvecchi. Il libro prende spunto dalla decisione dell’Amministrazione Usa di rinnegare l’accordo sul nucleare
iraniano che – dopo gli accordi firmati da Europa e Usa, con Obama, nel 2015 – sembrava un tema destinato a scomparire tra le emergenze planetarie. E’ possibile che
l’accordo diventi carta straccia riportando indietro la lancetta della storia. Cosa ne penseranno gli iraniani?

Di questo soprattutto ci parla il libro della Borsatti. Parla di un Paese giovane, frustrato, straordinariamente aperto al mondo, come sanno i turisti che lo hanno visitato, e avvolto in una contraddizione fortissima, una democrazia islamica, con un fortissimo potere clericale che pervade la società e i problemi di una società moderna, con grandi città congestionate dal traffico e inquinatissime, università animatissime, donne istruite ma anche costrette a pratiche da società medievale, a partire dal sempiterno velo da indossare.

Nel libro le voci degli iraniani, di molti e diversi cittadini di quel Paese. Essi raccontano il loro Paese e aiutano lo straniero a capire meglio.

Luciana Borsatti, L’Iran al tempo di Trump, Castelvecchi

Sebastiano Pozzi