La Goccia: migliaia di giorni

6 agosto 2018

Adesso il signor Linh è vecchio, e stanco. Il paese sconosciuto lo sfinisce. La morte lo sfinisce… La morte gli ha preso tutto. Lui non ha più niente. E’ a migliaia di chilometri da un paese che non esiste più, a migliaia di chilometri dalle tombe orfane dei corpi morti a pochi passi da esse. E’ a migliaia di giorni da una vita che fu bella, incantevole.

    (Philippe Claudel, “La nipote del signor Linh”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: una scena al rallentatore

23 luglio 2018

E cominciava a sognare sua madre com’era l’ultima volta che l’aveva vista, mentre correva in un campo lungo la strada. Era vestita di bianco – pantaloni a sigaretta e una maglia bianca attillata con lo scollo a barchetta – e aveva litigato per l’ultima volta con il marito alle porte della cittadina di Truth or Consequences, nel New Mexico. Lui l’aveva sbattuta fuori dall’auto infuocata e George Harvey, seduto immobile come una statua sul sedile posteriore, con gli occhi sgranati, indifferente alla paura come può esserlo una statua, aveva seguito tutta quanta la scena come faceva sempre allora, al rallentatore. Lei era corsa via senza mai fermarsi, il corpo bianco, magro e fragile che spariva mentre suo figlio si aggrappava al ciondolo d’ambra che gli aveva lasciato strappandoselo dal collo. Il padre guardava la strada. “Se n’è andata, figliolo” gli aveva detto. “E non tornerà”.

(Alice Sebold, “Amabili resti”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: UMILITA’

29 giugno 2018

UMILITA’. – Dell’umilità si vede somma sperienza nello agnello il quale si sottomette a ogni animale, e quando per cibo son dati all’incarcerati leoni, a quelli si sottomettano come alla propria madre, in modo che spesse volte s’è visto i lioni non li volere occidere.

(Leonardo da Vinci, “Scritti letterari”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: non uscirò di qui

11 giugno 2018

Non venirmi a raccontare stronzate sulle regole di Moss Side, non c’è mai un buon motivo per mandare qualcuno al creatore… vieni qui dopo che per anni non ti sei mai fatto vivo e mi dici che hai ammazzato come cani dei ragazzi di diciassette anni. Io cosa dovrei fare? Ascoltarti, aiutarti, magari nasconderti? O assolverti? Non sei più un figlio di Moss Side, BigMac, non sei più un mio problema, non so cosa sei tornato a fare in questo letamaio e non lo voglio sapere. Adesso mi siedo su questa poltrona e chiudo gli occhi, quando li riapro non voglio più vedere il tuo muso nero in questa stanza”.

Peter cercò di respirare, le parole del pastore bruciavano molto più delle ferita d’arma da fuoco…

Non me ne vado, Juggla, non posso. Puoi lasciarmi morire dissanguato ma non uscirò di qui, non prima che tu mi abbia ascoltato”.

Il reverendo, che nel frattempo si era riseduto, aprì gli occhi… non disse una parola per oltre un minuto, ma in silenzio si preparava ad ascoltare Peter.

(Stefano Tura, “Tu sei il prossimo”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza