La Goccia: stupidi rancori

21 maggio 2018

Lui e Francie non avevano mai litigato da quando si conoscevano, non si erano mai detti una frase poco gentile, la loro devozione reciproca era stata costante e irriducibile, era l’unica amicizia profonda che avesse stretto con un parente di quel ramo della famiglia, il clan infranto dei folli, distruttivi Ferguson, fra tutti i cugini, fratelli, sorelle, zie e zii, solo lui e Francie erano riusciti a evitare quegli stupidi rancori, e soffriva al pensiero che ora lei potesse dargli addosso.

(Paul Auster, “ 4 3 2 1 ”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: principe asiatico

14 maggio 2018

Lo credevo un principe asiatico, anche se adesso non so più perché avessi avuto questa impressione. Forse la lettura di tutti quei romanzi. Ne avevo tanti, e li leggevo tutti. Non avevo altro da fare.

Lo guardai e mi venne voglia di andar via, di andar via con lui. Volevo avvicinarmi e dirgli: “Per favore, altezza, posso venire nel suo paese, perché voglio fuggire da questa vita, perché non ho niente nella mia vita e non posso sopportarlo. Vado a messa con una cameriera che mi porta i guanti e il libro delle preghiere, o vado a trovare i parenti, e per il resto aspetto, aspetto, aspetto. Non ho niente da fare e ho vent’anni”.

(Han Suyin, “L’albero ferito”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Strumento educativo

8 gennaio 2018

Dopo la messa e la colazione, verso le sette e mezzo, le suore ci obbligano a un’ora di cucito, che sarà poi ripreso nel pomeriggio e completato entro l’ora stabilita. Il lavoro va fatto alla perfezione e il premio per un’esecuzione perfetta consiste nel non essere picchiate. Se non riesci a finirlo, al momento non accade nulla, ma l’ansia e la paura cominciano a montare perché devi aspettarti la punizione nel corso della giornata.

E infatti, prima o poi, la punizione arriva. Lo strumento educativo è una lunga bacchetta di legno bagnata usata sulla nuda pelle. Sulle spalle, sulla testa, sulle gambe, dove capita. Io cerco di proteggermi la testa con le mani, ma i colpi mi provocano forti dolori, lividi e qualche volta ferite. In quei momenti mi capita di farmi la pipì addosso, e allora sono altri guai.

 

(Emma La Spina, “Il suono di mille silenzi”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Iceberg

 

La tradizione del racconto americano è stata identificata con una tipologia specifica di scrittura, di stampo fondamentalmente realistico e basata su un paziente lavoro di sottrazione e scarnificazione degli elementi informativi e su un’apparente impassibilità dello sguardo e dell’analisi. Sintetizzabile nella teoria dell’iceberg formulata dallo stesso Hemingway, in base alla quale lo scrittore deve trasferire su carta solo lo stretto indispensabile, fornendo al lettore le coordinate essenziali che gli consentano di immergersi nell’oceano del non detto e cogliervi le ragioni ultime dei personaggi e dei loro rapporti.

(Luca Briasco sull’inserto “Alias” del Manifesto del 6/10/2013)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

2 ottobre 2015

Presentimento

29 settembre 2015

Sulla corriera che lo riportava a casa fu colto da un improvviso presentimento, quando un’unica nube isolata oscurò per qualche istante il sole, come se una catastrofe stesse ora per compiersi, ma il carcere aveva profondamente trasformato la sua indole, lo aveva reso accorto e prudente: aveva imparato a dissimulare i sentimenti e a differire nel tempo le reazioni…

Giunse a casa della donna che per cinque anni aveva aspettato di rivedere, gli aprì la madre di lei che lo scrutò con spavento, portandosi una mano alla bocca; poi uscì il padre, che lo guardò sopra la testa: “Doveva toccare a me dirti che si è sposata con tuo cugino?”.

 

(F. De André e A. Gennari, “Un destino ridicolo”)

Le Goccce sono scelte da Mariletta Caiazza

Non c’è guerra senza saccheggio

Bastava rimanere al coperto, spiare i movimenti, vedere dove i selvaggi avevano nascosto le cose più preziose: di solito le seppellivano. Allora Nathaniel Gordon e i suoi uscivano allo scoperto. Iniziava la danza… Non c’è guerra senza saccheggio, non c’è saccheggio senza stupro, un buono stupro va coronato con l’uccisione.

I cadaveri delle donne sembravano vuoti manichini.

    (Wu Ming, “Manituana”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

 

Mercoledì 27 febbraio 2013

Gli chiesi cosa pensava lui della stretta ferrea che le leggi di mercato, dopo averci vezzeggiato per decenni, stavano esercitando ora sull’Italia della piccola industria e dell’artigianato, sulla mia città, su di me e sulla mia gente, e cosa avremmo dovuto fare

Alla conclusione del suo intervento Richard si voltò verso di me, mi puntò in faccia i suoi occhi grigi da lupo e mi disse questa cosa formidabile:

– Però, Edoardo, sono certo che alla fine, in qualche modo, l’economia soccomberà a un atto dell’immaginazione.

   (Edoardo Nesi, “Storia della mia gente”. NB Richard è Richard Ford)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Lunedì 21 gennaio 2013

A metà degli anni Cinquanta il governo sovietico ha vietato di tenere in casa le persone malate di mente, costringendo i parenti a trasferirle a forza in istituti speciali. Questa triste realtà ha spinto molti genitori, che non avevano voluto separarsi dai loro bambini, a cercare dei posti dove il braccio della legge non arrivava. Così, nel giro di dieci anni, la Transnistria si è riempita di famiglie che venivano da tutta l’Urss, perché sapevano che nella tradizione criminale siberiana le persone malate nello spirito o nel corpo sono considerate sacre, definite messaggeri di Dio e chiamate “Voluti da Dio”.

Sono cresciuto tra di loro, tra i Voluti da Dio, molti sono diventati miei amici: non mi sembravano normali, per me erano normali, come tutti gli altri.

(Nicolai Lilin, “Educazione siberiana”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Giovedì 13 dicembre 2012

Una domanda oggi usuale nei colloqui d’assunzione recita: “Quali crede che siano le sue debolezze?”. Evidentemente in questo modo s’intende appurare l’autostima del candidato. Saggio è colui che risponde affermando di essere a volte troppo “impaziente”. Ciò suggerisce ambizione e agilità mentale, ma al tempo stesso dimostra che il candidato è consapevole di come uno sviluppo eccessivo di tale qualità sia dannoso.

   (Adam Soboczynski, “L’arte di non dire la verità”)

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