Djerbahood

24 giugno 2018

L’isola tunisina di Djerba non è solo il luogo dei divertimenti per turisti spensierati. Da qualche anno è anche la location che ospita una sorta di mostra permanente. L’iniziativa si chiama Djerbahood ed è un progetto che nel luglio di quattro anni fa vide arrivare sull’isola centinaia di artisti di strada di oltre 30 Paesi del mondo che nel 2014, in una sorta di happening artistica a cielo aperto, hanno trasformato l’antico villaggio tradizionale di Erriadh, uno dei più antichi della Tunisia, in una sorta di mostra a cielo aperto, con le loro opere alle mura del labirintico villaggio. Opere che negli anni sono cambiate, o sono scomparse, o sono state integrate dai locali.

Se non avete in programma di andarci, potete vedere le immagini del progetto Djerbahood su questo sito. Ci troverete i lavori degli artisti, una web-serie che racconta quei mesi e anche gli altri progetti di questo interessante laboratorio. Se invece l’idea di un viaggio a Djerba vi attira evitate la zona turistica della città di Houmt Souk, quella dei viaggi organizzati e dei grandi alberghi, e scegliete proprio Erriadh per soggiornare. Sarete forse più lontani dalle spiagge ma nel mezzo della vita vera di un villaggio tunisino che tra l’altro può vantare El Ghriba, la più grande e più antica sinagoga nordafricana. Dovrebbe risalire al sesto secolo prima di Cristo.

E non abbiate paura di trovare alberghi scomodi. Il Dar Dhiafa per esempio ha due piscine, il wifi, stanze splendide, e con meno di 600 euro ci passate una settimana con colazione inclusa. Nei due ristoranti dell’hotel, giurano gli avventori, si mangia da re.

Gaetano Vannuzzi