In viaggio in Eritrea

20 dicembre 2018

Di recente si è parlato più del solito dell’Eritrea. Sono eritrei molti dei migranti che arrivano in Italia, e molti di coloro che ottengono il diritto d’asilo sono proprio eritrei, perché non c’è dubbio che chi fugge da quel Paese fugge da una realtà in cui per esempio esiste una sorta di servizio militare a vita. Per esempio il cittadino italiano che sia in possesso anche della cittadinanza eritrea, qualora permanga nel Paese per un periodo superiore all’anno, è considerato cittadino residente dalle locali Autorità e, pertanto, soggetto agli obblighi del servizio militare.

Di recente il cantante Jovanotti ha girato un videoclip in quel Paese e per questo è stato oggetto di critica da parte delle organizzazioni per i diritti umani. Ma nel mondo i Paesi totalitari o dittatoriali sono molti: chi sa che situazione politica c’è nelle Maldive? Chi, turista in Cina, sa che in quel Paese c’è la pena di morte? E dunque forse è utile anche conoscere l’Eritrea, sapere come funziona, per decidere consapevolmente se visitarla o no. Intanto per chi volesse andare serve il visto, da chiedere all’ambasciata a Roma o al consolato a Milano. Per avere il visto ci vuole un mese.

Quando poi arrivate dovete cambiare i vostri euro in moneta locale (Nakfa) utilizzando esclusivamente i canali ufficiali (aeroporto, alberghi autorizzati, sportelli bancari e agenzie statali Himbol). Se al termine del soggiorno nel Paese si è ancora in possesso di moneta locale e si intende ricambiarla in valuta estera, ci si può rivolgere agli stessi uffici di cambio che convertono la moneta al tasso di cambio ufficiale. Non potete tornare in Italia con più di 500 Nakfa

Quanto alla sicurezza, dopo la firma di un accordo di pace con l’Etiopia non ci sono più tensioni di confine. Il Paese comunque rimane poverissimo e questo ha portato negli ultimi anni ad un aumento della criminalità comune. Negli ultimi mesi ai cittadini eritrei sono state distribuite armi, pertanto non è infrequente incontrare civili armati.

Tutti gli stranieri devono essere muniti di apposito permesso per spostarsi al di fuori della città di Asmara. Occorre pertanto richiedere ed ottenere un permesso scritto, da esibire in caso di richiesta da parte delle Autorità preposte e dei posti di blocco lungo le strade. Il permesso si ottiene presso il Ministero del Turismo. Inoltre evitate di andare nelle zone di confine e registratevi comunque sul sito “Dove siamo nel mondo” del ministero degli esteri.
Molti tour operator organizzano comunque viaggi in Eritrea. Uno di questi è A Zonzo Travel. Come altri propone anche giri sulla terraferma ed escursioni alle isole Dhalak. I viaggiatori che commentano in rete assicurano acque cristalline.

Miranda Guterres