Le Case del malcontento

4 marzo 2019

Sacha Naspini è un autore grossetano che dopo molta gavetta è approdato ad una casa editrice importante come e/o. Scrive anche per il cinema e ne parliamo oggi per un romanzo uscito lo scorso anno, Le Case del malcontento. Le Case è un borgo dell’entroterra maremmano.

E’ il teatro in cui si muovono diversi personaggi e in cui arriva uno che lì è nato e che è stato via per un bel po’. La scrittura fa capire che l’autore ha familiarità con il cinema, perché la vita prosegue uguale a se stessa fino a che non arriva l’estraneo – Samuele, si chiama – che ovviamente dà il via al cambiamento della quotidianità e al romanzo. Che è anche un campionario di figure, di storie, di possibili rivoli che aprono altre storie.

Il romanzo è un thriller, fa anche un po’ paura in alcuni momenti come può far paura la provincia sperduta, come può far paura un posto abbandonato. C’è il segreto indicibile, c’è la storia d’amore, c’è un uso della lingua italiana e del dialetto molto precisa.

Un giornale ha definito il romanzo “una spoon river maremmana”.

Le Case del malcontento, Sacha Naspini, edizioni e/o, 2018

 

Le primavere arabe in un romanzo

20 maggio 2017

Shukri al Mabkhout è uno scrittore tunisino che ha vinto due anni fa l’International Prize for Arabic Fiction, il più importante premio letterario nel mondo arabo con un romanzo ora tradotto in italiano dall’editore e/o con il titolo “L’Italiano”.

Il libro narra del naufragio delle cosiddette primavere arabe, della storia della Tunisia e di parte del mondo arabo-mediterraneo negli anni 80 e 90 del 1900, delle repressioni di regimi corrotti e dispotici, delle ambizioni e dei sogni di libertà dei protagonisti. Il romanzo si apre con un funerale dal quale viene raccontata la storia del protagonista, Abdel Nasser, un giornalista e del suo amore per una donna.

Abdel viene chiamato “l’italiano” per la sua avvenenza ma – come ha scritto Il Sole 24 Ore recensendo il romanzo – il romanzo racconta di “cose intime senza intimismo”, parla di politica ma “senza gli schematismi dell’ideologia, e senza formule fisse”. Utile per capire meglio un mondo poco conosciuto.

Gaetano Vannuzzi