La Goccia: perquisizione efficace

10 settembre 2018

Per effettuare una perquisizione davvero efficace, che verifichi davvero cosa c’èe cosa non c’è in un luogo dato, ci vuole molto più tempo di quello che di solito poliziotti, carabinieri, finanzieri possono dedicare. A volte, nelle perquisizioni come nella vita, passi davanti a qualcosa di decisivo e non te ne accorgi.

(Gianrico Carofiglio, “La regola dell’equilibrio”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: mi ci sono abituato

3 settembre 2018

– Bello studio, ti rispecchia, – disse mentre procedevamo per il corridoio verso la mia stanza,in fondo.
Non credo che il mio studio mi rispecchi. Lo ha fatto un architetto esaltato, io mi sono limitato a subire e a pagare. Per almeno due anni avrei voluto abbandonarlo e scappare via.
A poco a poco, mi ci sono abituato. Niente di più.

(Gianrico Carofiglio, “La regola dell’equilibrio”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Christian Raimo sullo Strega

“Ancora sulla cinquina”, parte terza, è il titolo dell’ultimo post di Christian Raimo sul blog della casa editrice Minimum Fax.

Raimo parla dei cinque finalisti del Premio Strega, ricorda che più o meno i protagonisti di queste storie sono degli “scampati”, e che ormai “i romanzi contemporanei sono pieni di diagnosi psichiatriche, nomi di equilibratori dell’umore, e anche questi non fanno eccezione (fateci caso, le coppie per Carofiglio o Piperno o Ghinelli si formano come per Carlo Verdone o Woody Allen: chiacchierando di Prozac e psicosi…)”. Ma gli spostati sembrano essere da un po’ i personaggi più fortunati. Raimo cita “il Pietro Paladini di Caos calmo che sceglie di abitare la panchina davanti alla scuola della figlia dopo la morte improvvisa della moglie, o i due ragazzi Alice e Mattia della Solitudine dei numeri primi che a volersi bene non ce la faranno proprio, tetanizzati da indicibili shock infantili. (Ed è interessante come attraverso questa stessa lente si possano leggere anche La scomparsa di Lauren Armstrong di Gaia Manzini o La logica del desiderio di Giuseppe Aloe, candidati Strega perduti nella selezione della cinquina.)”.

Raimo scrive anche che la soluzione letteraria che viene data da questi ed altri romanzi è spesso la scrittura, come medicina. Ma quel che ci interessa notare è che in fondo è giusto che i personaggi che vincono siano quasi sempre così.

Basti pensare al militare protagonista del primo Premio Strega, il maggiore di Tempo di uccidere, di Flaiano. O alla tensione verso il suicidio dei personaggi di Pavese, vincitore del premio Strega qualche anno dopo, con “La bella estate”. E poi Bassani, La Capria, Elsa Morante, i personaggi del Lessico di Natalia Ginzburg…

Quel che cambia forse è la qualità della scrittura. Rileggete l’incipit della Bella estate di Pavese, per capire cosa intendiamo

“A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall’ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria”.

Maddalena Zambelli