Vuoi ricevere la nostra newsletter?

La luce della Danimarca

4 ottobre 2018

Tra i posti della Danimarca suggeriti dal sito turistico nazionale VisitDenmark si segnala Skagen, la città più a nord del Paese. E’ il posto con il maggior numero di ore di luce del Paese ed è una città immersa in un fascino artistico che può ricordare la Parigi dei primi del 900. In più rispetto a Parigi ci sono spiagge incontaminate e natura selvaggia.

Il fascino artistico dipende proprio dalla luce di Skagen, che ha consentito alla città di essere meta di centinaia di artisti internazionali, soprattutto nel 1800. Non a caso lo Skagens Museum espone oltre 1800 opere di artisti danesi e internazionali relative al periodo tra 1870 agli anni ’30, con opere di PS Krøyer e Anna Ancher. La stagione migliore per visitarla naturalmente è la primavera e poi l’estate, quando i colori sono più belli.

Se ci andate non mancate di vedere la penisola sabbiosa di Greenen, dove si incontrano il Mare del Nord e il Mar Baltico. Skagen è nota in Danimarca e fuori dalla Danimarca per i suoi ottimi ristoranti di pesce e più in generale perché si mangia bene ovunque, al porto, ammirando i tramonti estivi.

Cosa vedere a Praga

3 ottobre 2018

Dal blog delle Cosmopolite rubiamo qualche suggerimento su Praga, una delle città che si possono visitare con voli a poco prezzo e dove di solito si va per un week end o poco di più.

La prima tappa è piazza Venceslao, ovvero Václavské náměstí, con la sua statua equestre e la sua memoria di Jan Palach, piena di bar e di negozietti da girare. Ovviamente è una via turistica ma basta poco per allontanarsi. Se non uscirete proprio dal circuito turistico certo troverete un mercatino (Havelské tržiště Market) e poi la città vecchia, con il famoso orologio astronomico della fine del 1400. Ancora qualche passo ed ecco il ponte Carlo, un massiccio ponte di pietra pieno di turisti, di artisti, di artigiani. Sopra, il Castello, che si raggiunge attraverso una gradinata.

Per la cena le Cosmopolite suggeriscono uno dei tanti ristoranti di Malá Strana. Per il secondo giorno si puà andare per chiese (tra le altre la Chiesa della Vergine della neve. Nel suo giardino un ristorante-birreria). Se volete vedere una scultura cinetica di Kafka, cercatela dopo il Legion’s Bridge. Infine, all’ingresso della collina di Petrin, c’è un impressionante monumento alle vittime del comunismo.

Infine, non perdete l’isola di Kampa, nel centro della città, lungo la Moldava. Per i praghesi è come Venezia, c’è un muro dedicato a John Lennon e molta altra arte.

Gaetano Vannuzzi

Il dio della solitudine

2 ottobre 2018

Philip Schultz ha oltre settanta anni, è americano, ha fondato la Writers Studio School di New York, una scuola privata in cui si insegnano le tecniche di scrittura, ed è un poeta. Uno dei più importanti tra i viventi. Una delle sue raccolte di poesia si chiama Il dio della solitudine e in Italia lo ha pubblicato l’editore Donzelli, a cura di Paola Splendore. Lo scrittore Nicola Lagioia, in un lungo articolo dedicato a Schultz ed uscito su Internazionale, parla della vita di questo artista, della sua infanza povera da figlio di ebrei dell’est arrivati negli Usa durante la guerra, della sua dislessia (di cui ha scritto in un libro). Lagioia pubblica alcune delle sue poesie, come questa.

Per pagare il funerale di mio padre
mi feci prestare dei soldi da persone
cui lui già doveva soldi.
Uno lo definì una nullità.
No, dissi io, lui era un fallito.
Nessuno ricorda
il nome di una nullità, perciò
sono chiamati nullità.
I falliti non li dimentichi.

La sua poesia non è retorica né eroica, è fatta di parole comuni e di cose comuni. Lagioia scrive che è bella perché fondata sul dolore, perché solo chi ha sofferto ha una personalità. E’ un dolore non esibito, però, un dolore che ha formato l’uomo, non sappiamo se anche il poeta. Le sue poesie, dice lo stesso autore, sono “indifferenti alla sofferenza che descrivono”.

Il dio della solitudine, Phillip Schultz, 2018, Donzelli

 

Valeria Palumbo

La Goccia: quanto può Dio trattenersi?

1 ottobre 2018
…e bisognava dire anche che Hannah Citrin oltre che col suo corpo ce l’aveva
anche con Dio, e gli sventolava in faccia le mani, e gli faceva certi brutti gesti, e
strillava e lo bestemmiava in polacco, e questo ancora passi, ma in yiddish? che
questa lingua certo Dio la capisce bene. E cos’era poi che voleva sempre, che lui
avesse il coraggio una buona volta di scender giù e mettersi faccia a faccia con
una povera donna di Dynòv, e in ogni modo fin qui lui non ne aveva avuto il
coraggio, ma tutte le volte che cominciava a strillare e a correre per il vicolo,
Momik correva subito a guardare, per non perdere l’occasione di assistere
all’incontro, perché quanto può Dio trattenersi di fronte a tali insulti, e per di più
se li sentono tutti qui attorno? Ma è forse fatto di ferro, Dio?
(David Grossman, “Vedi alla voce: amore”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La storia di Paul e Veblen, un romanzo americano

27 settembre 2018

L’amore al tempo degli scoiattoli è un romanzo di Elizabeth MKKenzie, scrittrice californiana. E’ il primo romanzo della MkKenzie che arriva in Italia, edito da Marsilio. Il titolo originale era molto più filosofico e interessante: contiene il nome della protagonista, o meglio di uno dei protagonisti. (The Portable Veblen)

La Mk Kenzie non è una giovane esordiente ma di una giornalista di una autorevole rivista di critica letteraria Usa. Il romanzo non è il suo primo ma è apprezzato da scrittori importanti, da Jonathan Franzen ad Elizabeth Strout. Il libro è pieno di umorismo e di consapevolezza, scritto da una persona che ha letto tanto e che conosce a fondo i sentimenti e la cultura del suo tempo.

E’ un romanzo profondamente morale, la protagonista è irresistibile, le riflessioni sulla malattia, la morte, il matrimonio, la famiglia sono da non perdere. Come ha detto uno di quelli che hanno amato il libro, in fondo è una divertente e moderna storia d’amore ma anche di tutto quello che viene prima dell’amore.

L’amore al tempo degli scoiattoli, Elizabeth Mk Kenzie, Marsilio, 

Valeria Palumbo

Ad Asti per Chagall

26 settembre 2018

Apre domani ad Asti una grande retrospettiva dedicata al pittore Marc Chagall. Dai suoi ricordi d’infanzia alla sua idea della pace e della fratellanza universale, dai suoi personaggi fiabeschi ai suoi colori, tutto l’immaginario del grande pittore sarà in mostra al Palazzo Mazzetti della città piemontese, che ospita la mostra “Chagall, colore e magia”. Per seguire le tre linee culturali dell’artista – quella ebraica, quella russa, quella europea-occidentale – sono in mostra oltre 150, dai dipinti agli acquerelli alle incisioni. E danno modo di vedere le diverse fasi del percorso artistico di Chagall, dalla cultura russa degli anni 20 alla fuga oltreoceano fino alla morte negli Stati Uniti. La mostra è aperta fino a febbraio,. il biglietto costa 10 euro, se avete l’abbonamento ai musei del Piemonte l’ingresso è gratuito.

Qui le informazioni

Miranda Guterres