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L’Italia per i Russi

28 novembre 2018

La mostra Prospettiva Italia in russia

Il manifesto della mostra

Si apre oggi a Mosca la ventesima edizione della “Non fiction international book fair, una fiera che avrà la valorizzazione della cultura italiana al centro, anche con originali iniziative.

Intanto ci saranno ben 29 editori italiani in uno spazio realizzato nel luogo della fiera dalla Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Saranno presenti alcuni tra i maggiori autori italiani contemporanei, da Francesco Piccolo ad Edoardo Nesi, da Helena Janeczek ad Antonia Klugmann ma anche scrittori russi come Viktor Erofeev ed Oleg Filimonov.

E poi ci saranno due mostre: la prima è un reportage fotografico dal titolo “Dov’è Elena Ferrante”. Il rione, luogo della letteratura mondiale, prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, in cui le 40 fotografie di Ottavio Sellitti guideranno lo sguardo dei visitatori verso i luoghi simbolo de L’amica geniale, la tetralogia di Elena Ferrante ambientata a Napoli.

L’altra mostra si chiama “Illustrazione per ragazzi”: Eccellenze italiane, esposizione collettiva che raccoglie 60 opere di 18 tra i più talentuosi e conosciuti illustratori del panorama editoriale per ragazzi realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura insieme a BolognaFiere e il sostegno della Regione Emilia-Romagna, oltre che con la collaborazione della Russian State Children’s Library. Infine, per scoprire l’Italia, saranno presentati due numeri speciali della rivista “Iskusstvo” (Arte) che prendono le mosse dal romanzo di Calvino “Le città invisibili” per mostrare alcuni luoghi italiani poco conosciuti e con interessanti storie da svelare ai lettori russi.

Valeria Palumbo

Pubblicato in News

La Goccia: Vancouver

26 novembre 2018

Dopo qualche preliminare scherzoso Grace ha fatto la faccia seria. “Lenny” ha detto, “ti devo dire una cosa un po’ triste.”

“Oh, no” ho risposto io.

“Abbiamo ottenuto un permesso di residenza permanentein CanadaStabile. Fra tre settimane ci trasferiamo a Vancouver.”

Ho sentito il riso gonfiarsi nella gola e ho tossito sulla mano. Ho considerato le condizioni che mi venivano imposte. Grace. La donna che più mi aveva amato. Che per quindici anni aveva dato retta a tutta la mia malinconia e al mio disordine distimico. Vancouver.

    (Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

A (quasi) poco prezzo ai Caraibi

25 novembre

Un utilissimo elenco di strutture alberghiere a prezzi abbordabili. E’ quello che offre il sito del quotidiano britannico The Guardian a chi voglia visitare le isole caraibiche ma non disponga di moltissimi soldi, barche, yacht. E soprattutto non abbia voglia di lusso ma di sistemazioni decorose, perché ama il mare e il sole ma non necessariamente deve disporre di jacuzzi e bevande alcoliche.

Nell’isola di Guadalupe per esempio c’è l’hotel Les Flamboyants, che offre una camera a 53 dollari per notte. Si trova a 10 minuti da una delle spiagge più belle dell’isola, la spiaggia di Caravelle con la sua barriera corallina e la possibilità di fare snorkeling.

In un’altra isoletta dell’arcipelago dei Caraibi orientali, l’isola di Marie-Galante, c’è un albergo che si chiama Soleil Levant: una doppia con colazione a 55 dollari. L’albergo ha anche una piscina , le stanze anche una cucinetta e un tv a schermo piatto. Poco distante la spiaggia di Feuillère.

Altra isola: Martinica. In questo caso una struttura offre appartamenti a 83 dollari, con aria condizionata e wifi. Per mangiare non dovete far altro che girare per il lungomare tra i non costosi ristoranti. Se proprio volete andare a Barbados, isola decisamente per ricchi, trovate l’albergo South Gap: 106 dollari per la stanza. L’albergo è stato di recente rinnovato, è sul mare e la vista è decisamente bella. Anche in questo caso le stanze hanno una piccola cucina.

Il problema di questi posti è arrivarci: mettete in conto un giorno di voli con qualche scalo. Il costo, se prenotate per tempo, non è nemmeno impossibile: con meno di 1000 euro volate andata e ritorno con British Airways o American.

Miranda Guterres

La Goccia: New York

24 novembre 2018

Ogni newyorkese che ritorna si pone la stessa domanda: questa è ancora la mia città?

Ho una risposta pronta, ammantata di disperata ostinazione: sì, lo è.

E se non lo è, a maggior ragione l’amerò. L’amerò al punto da farla di nuovo mia.

(Gary Shteingart, “Storia d’amore vera e supertriste”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Per musei in Africa

23 novembre 2018

In Africa non c’è solo natura. Se visitate i Paesi del grande continente nero vi accorgete facilmente della cultura che potete ammirare, spesso in luoghi inaspettati. I Musei sono numerosi in tutti i Paesi. Se quelli del nord-Mediterraneo contengono molte vestigia romane e greche, e dunque mostrano cose non così inconsuete per noi, scendendo più a sud si possono vedere cose inedite per noi. Per esempio ad Addis Abeba, in Etiopia, nel Museo Nazionale, che si trova presso la facoltà di tecnologia dell’Università, potrete trovare alcuni ominidi fossili tra i cui famosissimi Lucy e Selam. Oltre che i fossili di ominidi il museo contiene opere d’arte e reperti archeologici, dal periodo pre-Axum fno al secolo scorso.

La scheda di Lonely Planet sul Museo

Se invece vi capita di andare in Sudafrica, sappiate che a Città del Capo da un anno è stato inaugurato lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Mocaa), un edificio molto grande e un progetto molto ambizioso, ideato dal tedesco Jochen Zeitz, collezionista ed ex amministratore delegato della Puma. 9.500 metri quadrati della struttura distribuiti su 9 piani, ai quali si accede da un imponente atrio che Heatherwick ha realizzato a forma di chicco di mais nei silos di cemento dove un tempo si immagazzinava il grano. Due le grandi collezioni: le opere di arte africana di Zeitz e quelle di proprietà del Mocaa. In questo momento sono molte le mostre tra cui una di bellissime opere della fotografa tunisina Mouna Kurray.

Museo

Monaa, Cape Town

Miranda Guterres

De Andrè e Volontè, due libri

22 novembre 

Una biografia da leggere è certamente “Gian Maria Volontè”, una biografia di uno degli attori più complessi del cinema italiano, attore di cinema e teatro, carattere difficile, militante di sinistra con un padre e un fratello dalla parte opposta della barricata, il grande successo con i film di Leone e quello dei film politici. Capozzoli conosce a fondo il suo soggetto, è stata la sua tesi di laurea e per questo il libro è dettagliato, preciso, accurato. Nella quarta di copertina si legge una frase di Volontè: “A trenta anni ero una cosa, a cinquanta sono un’altra. Oggi non so dare una definizione del mio essere attore se non questa: lo sono di volta in volta in maniera diversa, in relazione alle circostanze”. Nel volume ci sono molti documenti privati, delle donne della sua vita soprattutto. E’ pubblicato da Add Editore.

Mirko Capozzoli, Gian Maria Volontè, Add Editore. 

Per gli appassionati di Fabrizio de Andrè la Fondazione che porta il nome del cantautore ha pubblicato un volume – Anche le parole sono nomadi – in cui si rileggono i testi, scritti da Fabrizio De André o insieme ai suoi preziosi collaboratori, per riflettere sui contenuti che ha posto alla sua e nostra attenzione: gli ultimi, gli emarginati, il potere, la libertà, l’anarchia, la guerra, solo per citarne alcuni. 40 brani in cui le storie degli ultimi emergono con prepotenza. E non si sono solo i testi ma anche le cose che l’autore diceva magari presentando i brani durante i concerti. Per i tanti giovani che oggi lo riscoprono.

Anche le parole sono nomadi, Fondazione Fabrizio de Andrè Onlus, Chiarelettere

Gaetano Vannuzzi

L’amica geniale, tra poco in tv

20 novembre 2018

La scrittrice ha spiegato in un libro – titolo La frantumaglia – le ragioni della sua volontà di mantenere l’anonimato.

Una scelta, spiegava, dovuta alla volontà di non essere esposta alla confusione che sempre tocca gli autori, specie italiani, specie se scrivono storie che si prestano.

Come la sua prima opera, L’amore molesto, che risale a un quarto di secolo fa e che parlava di molestie ed incesto.

Negli anni ci sono stati persino studi universitari per capire – in base al lessico dei suoi libri – l’identità che si nascondeva dietro quel nome.

Di chi stiamo parlando? Di Elena Ferrante, che tra poco sarà nota anche al pubblico televisivo per una fiction tratta dal suo romanzo “L’amica geniale”.

Storia di due ragazzine e della loro amicizia nella Napoli degli anni cinquanta, in quartieri popolari di quella città.

Il romanzo segue Lila e Lenù nel corso della loro vita, da bambine a grandi, e non mancherà di appassionarvi perché parla di amicizia tra donne e di come i sentimenti buoni (ma anche quelli meno edificanti) alimentino i rapporti veri e duraturi.

Armatevi di coraggio, se decidete di iniziare. L’amica geniale, edizione completa, è composta di diverse opere. Per quasi 2000 pagine.

L’amica geniale, Elena Ferrante, Edizioni E/O

Valeria Palumbo

La Goccia: prima dell’acredine

19 novembre 2018

La seconda volta c’era andato con Robert. Era stato circa a metà della loro relazione, quando Less aveva acquistato sufficiente uso di mondo da essere d’aiuto nei viaggi e Robert non era ancora così traboccante di acredine da diventare un impaccio, l’epoca in cui una coppia ha trovato il proprio  equilibrio e l’urlo primordiale della passione si è smorzato ma la gratitudine ancora sgorga; gli anni d’oro, insomma, ma nessuno lo capisce.

 (Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Le Carré e il suo passato

15 novembre 2018

John Le Carré, nato nel 1931 in una cittadina del Dorset, entra nel Foreign Office alla fine degli anni cinquanta. Quando inizia a lavorare in Germania – prima a Bonn, poi ad Amburgo – viene contattato dai servizi segreti britannici, l’MI6, e comincia a lavorare. Il suo primo romanzo si chiamava “Chiamata per il morto!” e lo scrisse quando ancora lavorava per i servizi segreti.

L’interruzione della sua carriera di agente segreto è dovuta ad un agente doppiogiochista che lavorava per il Kgb e anche questa storia è oggetto di un romanzo, uno dei più famosi di Le Carré, La talpa. Il suo ultimo romanzo risale al 2017 ed è il ventiquattresimo.

Si chiama Un passato da spia ed il protagonista è un agente noto per chi ha letto i libri dell’autore: si tratta di George Smiley, che è poi noto agli addetti ai lavori almeno quanto James Bond. In questo caso c’è anche un discepolo, che consente all’autore di ripensare al suo passato e di parlare di molti altri temi: dalla guerra fredda all’eterna lotta per il potere. Si parla di vicende del passato, quando ancora c’era Berlino Est, per riflettere sul difficile rapporto tra la giustizia, la verità e la legge.

Un passato da spia, John Le Carré Mondadori, 2017