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Il mostro della memoria

29 gennaio 2019

Qual è la percezione della Shoah in Israele? Nei giorni in cui si commemora l’Olocausto in pochi si chiedono che significato abbia quell’evento nel Paese degli ebrei, la terra per molto tempo sognata e nata infine anche perché c’era stato lo sterminio. Vale la pena, allora, di leggere un romanzo di uno scrittore israeliano.

Un uomo scrive una lettera al direttore dello Yad Vashem, l’Ente con sede a Gerusalemme che custodisce la memoria della Shoah. Si capirà nel corso del romanzo di chi si tratta e perché decide di scrivere la sua lunga lettera. E’ anche nel suo ruolo e nella sua esperienza il senso di “Il mostro della memoria”.

Perché il narratore-scrittore a un certo punto della sua vita comincia ad accompagnare comitive di ogni tempo nei campi di sterminio, in quelle visite che dovrebbero mantenere viva la memoria. E che rischiano di non farlo. A meno che al narratore non accada di non reggere progressivamente più quel ruolo, di brillante oratore. Di non reggere più le cifre aride, le esposizioni tecniche. Perché le persone sotto quei numeri urlano sempre di più.

Il libro è scritto da Yishai Sarid, che vive e lavora a Tel Aviv. Si chiama Il mostro della memoria ed è pubblicato in Italia da E/O, che ha pubblicato anche il suo primo romanzo, Il poeta di Gaza.

Vedi Napoli

24 gennaio 2019

Ma andare a Napoli è sicuro per i turisti? Il sito Geekyexplorer qualche tempo fa si soffermò sulle innumerevoli avvertenze di siti per turisti riservate al capoluogo partenopeo: borseggiatori, violenza, maleducazione le tre parole più usate. Il blogger ha scelto invece di attenersi ai dati di fatto, primo tra tutti l’indice di criminalità presente a Napoli. Napoli risultava la sessantacinquesima città al mondo, nel senso che sessantaquattro prima di essa sono più insicure. Tra di esse Houston, Philadelphia, Marsiglia. Posti dove non pensereste mai di trovarvi in pericolo, no?

Detto questo, il sito dell’Agenzia nazionale italiana per il turismo ci ricorda invece una caratteristica di Napoli che spazza via tutte le altre: il suo centro storico è il più grande d’Europa. E attraversarlo vuol dire attraversare venti secoli di storia, attraverso strade, piazze, edifici, monumenti, castelli. 720 ettari di bellezze, dalle mura dell’ottavo secolo, come colonia greca, alle epoche successive, fino alla unificazione.

Napoli è una metropoli che – come nessun’altra – fonde il moderno e l’antico. In più c’è il mare. Che altro volete?

La stanza di Giovanni

23 gennaio 2019

Con la prefazione di Colm Toibin, Fandango manda in stampa il romanzo “La stanza di Giovanni“, di James Baldwin, autore americano nato a metà degli anni 20 e morto a metà degli anni 80 del secolo scorso. I libri di Baldwin sono già usciti in Italia, dagli anni Sessanta in poi, perché non stiamo certo parlando di uno scrittore minore. Fandango ha deciso di ripubblicarli tutti. Sono dei classici.

Poverissimo, prima predicatore ad Harlem poi scrittore e intellettuale nel Greenwich Village, Baldwin si avvicinò allo scrittore nero americano Richard Wright, quello dei romanzi “Negro” e “I figli dello zio Tom”.

Nero anche lui, omosessuale, Baldwin dopo New Yok si sposta a Parigi e da lì e poi in Svizzera, ma anche ad Istanbul e di nuovo a New York,. All’estero scrive gran parte delle sue opere. Morì in Francia. Ma i temi delle sue opere sono profondamente americani, sia per le ambientazioni che per i personaggi.

Esponente del movimento per i diritti civili, pacifista integrale, ebbe problemi anche dalla sua stessa comunità. Le Pantere nere per esempio non amano particolarmente le tematiche omosessuali delle sue opere. La stanza di Giovanni in un certo senso racconta una esperienza vicina alla sua. E’ la storia di un ragazzo approdato a Parigi dagli Stati Uniti alla ricerca di una vita diversa, che incontra due figure che incarnano i suoi desideri diversi.
La stanza di Giovanni, James Baldwin, Fandango

In Giappone, non solo a Tokyo

22 gennaio 2019

E’ una promozione dell’Ente del turismo giapponese ed avete tempo fino al 4 febbraio per coglierla. Insieme alla compagnia aerea Japan Airlines e alle sue compagnie partner, la proposta una tariffa esclusiva con due stop over interni, ovvero due tappe ulteriori in Giappone per conoscere anche qualcos’altro, oltre Tokyo ed i luoghi più noti. Il Giappone è un po’ come l’Italia, allungato, e non è facile visitarlo tutto in pochi giorni a meno che non vogliate fare i tour in torpedone cui si sottopongono i turisti fai da te che passando da Pompei a Venezia in due giorni.

Con un po’ di calma e questa offerta potrete invece avventurarvi anche nel nord del Giappone per scoprire la natura lussureggiante del Tohoku e dello Hokkaido oppure fare una passeggiata al Chusonji di Hiraizumi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, o un giro tra i ciliegi in fiore del castello di Hirosaki, ad Aomori. Potete vedere Osaka e provare i sapori della sua tradizione gastronomica o visitare i templi ed i santuari scintoisti di Fukoka.

Importante è prenotare entro il 4 febbraio 2019 per viaggi fino al 15 dicembre 2019 (ad esclusione del periodo di Pasqua e dei tre mesi estivi). I turisti italiani che lo scorso anno hanno visitato il Giappone sono stati 141 mila.

Il sito dell’Ente del turismo giapponese. 

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La via dei Sassi

18 gennaio 2019

La via dei canti raccontata da Chatwin viene evocata in un volume che parla non delle vie dell’Australia ma di un modo per arrivare da Bari a Matera senza passare per la costa, e anzi voltando le spalle all’Adriatico. Lo propone Andrea Mattei, che è autore di un libro che parla proprio di questa strada come di un percorso antico, di un ambiente selvaggio, che “si innalza sopra le mete tradizionali e più scontate del turismo di massa”.

Il libro si chiama “La via dei Sassi” ed Ediciclo la fa trovare in libreria nell’anno di Matera capitale europea della cultura. Si parte dalla basilica di San Nicola, nel capoluogo pugliese, per arrivare nella città dei Sassi in sette giorni a piedi.

Si attraversa la “Puglia più vera” che poi diventa Basilicata, si attraversano la storia, la natura, le leggende popolari. Si passa in mezzo agli uliveti e si rivivono miti antichi per arrivare a Matera, “città a due dimensioni, culla di storia e laboratorio di nuove idee”.

La via dei Sassi, da Bari a Matera Lungo il cammino materano, Andrea Mattei, Ediciclo, 2018

Nel segno di Caravaggio

17 gennaio 2019

Chi abbia un po’ di frequentazione con le discipline artistiche e con la pittura del Seicento ha sicuramente in mente il concetto di incredulità in San Tommaso tradotta in dipinto: nel quadro omonimo Caravaggio infatti il Tommaso raffigurato tocca con l’indice le costole di Cristo. L’immagine è perfetta e molto affine al pittore, assassino e artista, appassionato ed espressivo con la luce dei suoi quadri. Per chi non l’avesse mai vista, è questa

San Tommaso, Caravaggio

Caravaggio, Incredulità di San Tommaso

Un volume appena uscito per l’editore Skira parla di questa immagine e di molte altre “ossessioni” del pittore. E lo fa per una volta in una prospettiva non cronologica ma considerando l’opera di Caravaggio nel suo insieme, nei due decenni tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 in cui operò. Perché Caravaggio morì meno che quarantenne nel 1610.

Nella sua vita aveva usato con disinvoltura il coltello, prima contro un rivale in amore e poi – mortalmente – nei confronti di un tale con cui aveva litigato, forse per banali motivi di gioco, forse per denaro, forse per questioni politiche. Nella sua pittura lame e pugnali non mancano, come non mancano le teste mozzate.

A scrivere “Nel segno di Caravaggio”, questo il titolo del volume, è lo storico dell’arte Stefano Zuffi.

 

In bus alla Women’s March

15 gennaio 2019

Anche quest’anno, ed è il terzo, si tiene a Washington, negli Stati Uniti, la Women’s March, una iniziativa nata il 21 gennaio di due anni fa, quando in centinaia di migliaia di donne sfilarono per la capitale degli Usa e in molte altre capitali mondiali per l’affermazione di diritti delle donne, per i diritti dei migranti, per quelli delle persone omosessuali.

Fu una marcia importante perché arrivava a poche settimane dall’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump e fu importante perché organizzata senza sigle politiche, partita dalla rete e trasmessa in rete, in diretta su Youtube per esempio. Quest’anno la Women’s march si terrà il 19 gennaio e nel frattempo è diventata oggetto di attenzione per le aziende, come strumento pubblicitario.

Per esempio GoGo Charters, che è il più importante marchio per organizzare viaggi in bus per gruppi ha deciso di sponsorizzarla. Se siete un gruppo di persone e dovete andare da una città all’altra, negli Usa potete scegliere GOGO. Un bus di 50 posti che vi porti da New York a Washington e vi riporti indietro costa meno di 1500 dollari. Vuol dire che con 30 dollari a testa, se siete una squadra sportiva, un gruppo di ballo, una classe, potete spostarvi in comodissimi bus sotto il marchio di GOGO Charters.

Ebbene, per le donne che si stanno organizzando per la Terza marcia delle donne, l’iniziativa di questa azienda è semplice: per ogni bus prenotato donerà 150 dollari alla Women’s March National Organization, la sigla che organizza la manifestazione. In questo modo l’azienda promuove l’impegno sui temi della salute riproduttiva, dell’istruzione, dei diritti sociali.

“Speriamo che il 19 gennaio potremo unirci alle donne che hanno lottato per i loro inalienabili diritti per decenni”, affermano. “E’ tempo di marciare ancora”

Camerunensi in Europa

11 gennaio 2019

Africani, a migliaia, hanno combattuto per liberare l’Europa dal fascismo e dal nazismo. Africani d’Africa. Per esempio camerunensi, che il generale francese De Gaulle arruolò. Il Camerun era una colonia francese e lo scrittore e poeta camerunense Patrice Nganang, che oggi vive a New York, dove insegna storia e letteratura comparate e non è esattamente amato da chi oggi governa il suo Paese, ha raccontato la storia di questi africani nel libro “La stagione delle prugne”. Dal Camerun quei soldati risalirono l’Africa, incontrarono proprio in fascisti italiani e l’esercito di Mussolini nell’Africa del Nord.

Il romanzo si apre proprio con l’immagine del deserto, premessa di quella del mar Mediterraneo e nella storia di intrecciano le vicende di personaggi con radici e vicende diverse – poeti e aspiranti intellettuali o semplici contadini strappati alla loro terra – accomunati dal destino di diventare i liberatori d’Europa, insieme a tanti altri.

Il romanzo è il secondo di una trilogia storica di Nganang.

La stagione delle prugne, Patrice Nganang, 66thand2nd

Con le balene della Baja California

10 gennaio 2019

Proposte di partenza per marzo per la Baja California, un territorio desertico che si protende nell’Oceano Pacifico, una penisola di 1200 chilometri di sabbia, montagne e mare doveve potete ammirare leoni marini che nuotano e si rituffano nelle acque blu, visitare le missioni dei gesuiti in luoghi incredibili, tornare all’oceano per vedere le balene grigie che arrivano dal nord.

Uno dei tour proposti da Earth cultura e natura si chiama proprio “Incontro con le balene grigie”. Si andrà in una laguna dove vivono alcuni biologi che da anni studiano i cetacei. Si dorme in tenda, si naviga in barche a motore, si possono persino accarezzare le balene. Il resto del viaggio prevede il pernottamento in Hotel tra i migliori disponibili e trasferimenti con mezzi fuoristrada a seconda del numero di partecipanti.

Quote a partire da: € 3.300,00. Il sito di Earth viaggi.