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Turismo esperienzale

29 agosto 2017

Negli ultimi tempi dalla bocca di tutti coloro che parlano di turismo esce l'espressione "turismo esperienzale". Leggevamo una dichiarazione del sottosegretario al turismo Dorina Bianchi, per esempio, che parlava di un borgo calabrese, in provincia di Crotone, di nome Caccuri, e abbiamo letto che la visita di quel borgo è un esempio "di turismo lento e culturle ma soprattutto esperienziale". Ma cosa significa esperienziale? 

L'offerta di turismo si sta raffinando da tempo nel tentativo di offrire un viaggio sempre più personalizzato, individualizzato, al turista, che non si accontenta più solo del biglietto per arrivare a destinazione e di una stanza d'albergo. Chiede di più. Così nascono tour enologici, gastronomici, enogastronomici, letterari, spirituali, alla ricerca di strade meno battute. 

Due anni fa i giovani di Confcommercio analizzando i dati di ricerche e studi in materia, decretarono che il 2015 sarebbe stato l'anno del turismo esperienziale. In pratica è una vacanza faticosa, in cui non si limita a godersi il sole o la natura ma si impara qualcosa e si torna a casa arricchiti di una esperienza. Per questo le aziende turistiche, soprattutto quelle agrituristiche ma non solo, si sono attrezzate. E ovviamente sono arrivate anche le start up basate su questa idea.

Una di queste, ancora ai primi passi, si chiama I Love Guido e tenta di sfruttare la tendenza alla ricerca di turismo esperienziale coinvolgendo turisti e guide. In pratica si sceglie un tour tra quelli proposti, si aderisce e - se i partecipanti sono almeno 5 - il tour ha inizio. Ma che tipo di tour? Guido per ora è presente solo in tre grandi città - Milano, Firenze e Parigi. Nel corso del 2016 ha portato a spasso oltre 200 persone, portate a visitare musei minori fiorentini, la street art parigina, quartieri milanesi. Le parole con cui i promotori di Guido si presentano sono incoraggianti, considerando che si tratta di una startup che usa la rete:

"In questo mondo ipertecnologico, Guido chiama innovativa una guida umana e vorrebbe che più persone possibili riscoprissero attraverso questa voce narrante, storie e saperi dimenticati".

E addirittura si propone la "rivoluzione del turismo culturale", inventando un nuovo modo di vedere le città. 

Prossimamente volete provarlo? Clementina, a Milano, vi propone a settembre un giro a Milano tra design e moda: "Avete mai visto un orto sopra il tetto e i binari nel cortile di un palazzo? Dove abitava Giò Ponti?". Con questa proposta potete aggiungervi al tour, il 15 settembre per esempio. Sempre a Milano Marco vi propone un giro "Brera by night". 

Oppure a Firenze i primi di settembre potreste provare un giro della città medievale, dove vi si racconterà cosa Dante chiama "Il mio bel San Giovanni". 

O seguire uno dei tanti tour di Parigi. 

Oppure volete proporvi come promotori di tour nella vostra città? Anche in questo caso non vi resta che accedere al sito e provare. Il sito chiede la registrazione per accedere. 

www.iloveguido.it

 

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