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7 aprile 2018

Ismail Kadare è uno scrittore albanese che vive tra Parigi e Durazzo. E' nato ad Argirocastro, la città in cui nacque il dittatore albanese Enver Hoxha, e torna nel suo Paese d'origine a passare le vacanze d'estate da quando quel regime è caduto. Ma non era un dissidente.

Anzi, come ha scritto di recente Claudio Magris, è un autore che ha conosciuto anche le lusinghe del regime, oltre ai suoi incubi. Per esempio è stato membro del Parlamento albanese dal 1970 al 1982, "minacciato di morte e anche celebrato dal regime, fiero, nel suo nazionalismo, di avere un grande scrittore coronato dal successo mondiale. Esperienze che chi non ha vissuto in un simile regime non può nemmeno veramente immaginare e tanto meno giudicare. Kadare ha abbandonato l’Albania nel 1990, quando la dittatura stava morendo o era pressoché morta e quando, si dice, la delusione per la democrazia nata dalle ceneri di quel totalitarismo sembra essere stata per lui non tanto meno forte dell’orrore ora coraggiosamente mostrato, ora necessariamente sfumato", scriveva Magris

Di recente la casa editrice La nave di Teseo ha acquistato i diritti della sua opera di narrativa (egli nasce come poeta) e dunque tutti i suoi romanzi sono disponibili. Tra gli altri La bambola, un romanzo ambientato proprio nella sua città natale e dedicato alla madre. Il libro infatti prende avvio con un viaggio che l'autore e la moglie fanno da Parigi ad Agirocastro perché la madre è in fin di vita. Da lì inizia il romanzo che - oltre ad essere un atto d'amore per la madre è anche un racconto della storia del suo Paese, dagli anni 30 in poi.
Appena uscito poi un racconto: La provocazione. Una riflessione sulla guerra a partire da due postazioni nemiche che si fronteggiano su una linea di confine in un inverno gelido e nevoso. Un racconto incalzante sui dilemmi eterni di ogni guerra.

Sebastiano Pozzi

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