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7 gennaio 2018

L'Iran non è sempre stato un Paese in cui togliersi uno scialle dalla testa costituiva un atto di rivolta punibile con l'arresto e la condanna, come è successo ad una giovane donna qualche giorno fa. L'Iran è stato molto occidentalizzato, è stato persino socialista e quasi comunista e persino laico non molti anni fa, meno di cinquanta. Quando, negli anni 20 del 1900, tutto il mondo cambiava, cambiava anche quel Paese. E per rendersene conto basta leggere un bel romanzo scritto da una scrittrice iraniana, Parisa Reza. Il suo libro si chiama Giardini di consolazione e racconta la situazione sociale e politica dell'Iran da quegli anni, appunto, mentre l'Europa usciva dalla prima guerra mondiale e in Russia si affermavano i rivoluzionari di Lenin, e gli anni 50, quando iniziava la guerra fredda.

Il romanzo inizia in un piccolo villaggio, parla di una famiglia contadina che ovviamente sogna di andare a vivere nella capitale, che in parte corona il sogno e che nella capitale incontra i movimenti del resto del mondo. C'è chi diventa un militante che vuole combattere la dittatura di Reza Pahlavi, per esempio. Una dittatura che vuole tuttavia modernizzare il Paese, alleata di ferro degli Stati Uniti, interessati alle risorse economiche del sottosuolo della antica Persia. Negli anni 50 l'Iran era un Paese contadino e gran parte della sua popolazione non era alfabetizzata. Oggi è uno dei Paesi mediorientali con il piu' alto tasso di alfabetizzazione, specialmente tra i giovani con meno di 24 anni, che sono moltissimi.

Il romanzo di Parisa Reza ha il merito di farci entrare nella storia piu' interessante di quel Paese, una storia potremmo dire pre-islamica, quella degli anni che precedettero l'arrivo al potere degli Ayatollah. Si conclude non a caso con il governo di un democratico, Mossadeq, che finì violentemente per un colpo di Stato sicuramente manovrato dagli Stati Uniti, che riportò al potere lo scià, che poi fu cacciato dalla rivoluzione islamica oltre venti anni dopo.

L'autrice vive a Parigi, è nata a Teheran nel 1965 e con questo romanzo, scritto in francese, ha vinto il premio Senghor come miglior romanzo francofono nel 2015. 

Giardini di consolazione, Parisa Reza, Edizioni E/O, 2017.

Azzurra Mongini

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