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GOCCE DI APRILE 2012

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30 aprile 2012

Non si debba, adunque, lasciare passare questa occasione, acciò che l'Italia, dopo tanto tempo, vegga uno suo redentore...quale Italiano li negherebbe l'ossequio? A ognuno puzza questo barbaro dominio.

(Niccolò Machiavelli, “Il Principe”)

28 aprile 2012

Gli economisti sul libro paga della finanza.
...un pugno di economisti si spartisce l'intero spazio della comunicazione e delimita il terreno delle possibilità in campo. Presentati come accademici, incarnano il rigore tecnico nel mezzo della mischia ideologica. Ma se di questi “esperti” fossero note anche le altre attività, le loro analisi risulterebbero altrettanto credibili?...
“Perché sosteniamo l'esistenza di un conflitto d'interessi nel caso dei prodotti farmaceutici mentre lo escludiamo in quello delle medicine somministrate dai dottori dell'economia?”, domanda l'economista (eterodosso) Jean Gadrey. “Eppure le loro panacee hanno effetti assolutamente temibili, non sulla salute umana, ma sul corpo sociale”. Da alcuni anni, infatti, una dozzina di economisti propina le proprie ricette liberiste, con una certa predilezione per i salassi, allo stesso modo dei medici di Molière.
   (Dal servizio di Renaud Lambert su “Le Monde diplomatique”, mar. 2012)

27 aprile 2012
Ma com'era cominciato tutto? Se si vuole storia, è storia della discordia. E la discordia nasce dal ratto di una donna, o dal sacrificio di una fanciulla. E l'uno trapassa continuamente nell'altro. Furono i “lupi mercanti” sbarcati dalla Fenicia che rapirono in Argo la tauropàrthenos, la “vergine dedicata al toro”, chiamata Io. Come un messaggio dai monti, questo accese il falò dell'odio fra i due continenti. Europa e Asia da allora si battono, e a colpo segue colpo.

(Roberto Calasso, “Le nozze di Cadmo e Armonia”)



Giovedì 26 aprile 2012

- E' molto più facile abbattere un castello di sabbia che costruirne uno, - disse. La distruzione può anche essere divertente per un minuto o due, ma la rovina non lascia dietro di sé nessun senso di realizzazione. E' sterile, e i ragazzini se ne accorgono presto. Restano a mani vuote...

I ragazzini ci imiteranno. Gli abbiamo insegnato che le armi sono la soluzione. Ma forse sta per arrivare un tempo in cui da cerca-e-distruggi si passerà a cerca-e-progetta.

(William Least Heat Moon, “Le strade per Quoz”)


Mercoledì 25 aprile 2012
L'urgenza non è un motivo per lasciare metodi che funzionano a favore di metodi che non funzionano.

(Dal film “Nessuna verità” di Ridley Scott)


Martedì 24 aprile 2012
Le isole diventano sovente luoghi di raccoglimento o quiete, pentimento o espiazione, esilio o incarceramento: donde la presenza su di esse di tanti monasteri, prigioni ed asili, istituzioni che talvolta portano alle estreme conseguenze la condizione e il destino insulare...

La peculiarità comune alla maggior parte di esse consiste nell'attesa di ciò che accadrà. Anche le più piccole attendono almeno la nave che deve accostare, le notizie che porta: lo spettacolo o l'avvenimento. Gli isolani hanno più tempo per attendere che non gli altri: l'attesa è il contrassegno del loro tempo.

(Predrag Matvejević, ''Mediterraneo. Un nuovo breviario'')

Lunedì 23 aprile 2012
-
-Il modo in cui frusta questo giovane è un reato, quale che sia la mancanza che ha commesso. Come ufficiale della Force Publique, lo sa meglio di me, perché, senza dubbio, conosce le leggi dello Stato Indipendente del Congo. Se questo ragazzo muore a causa dei colpi di chicote, si ritroverà sulla coscienza un delitto.

--Quando sono venuto in Congo ho preso la precauzione di lasciare la coscienza nel mio paese – disse l'ufficiale. Adesso aveva un'espressione irridente e sembrava domandarsi se Casement era un pagliaccio o un pazzo.

(Mario Vargas Llosa, “Il sogno del celta”)


Sabato 21 aprile 2012

Tutti gridavano e spingevano, la polizia segreta era dappertutto.

L'uomo con la barba ci ha gridato: “Scrivete il mio nome! Domani lo troverete nella lista dei morti”. Poi è scoppiato il caos e la folla l'ha trascinato via.

(Dal reportage sulla Siria di Jon Lee Anderson, The New Yorker, su “Internazionale” del 2/3/2012)

Venerdì 20 aprile 2012

Poi notai la foto incorniciata di un giovane soldato sopra il pianoforte.
“Quello è nostro figlio Perce”, disse Mrs Sykes. “Gliel'hanno scattata durante l'ultima licenza, il giorno del suo diciannovesimo compleanno”. Una rapida occhiata ai loro volti rese superflua ogni domanda in merito a ciò che era accaduto a Perce.

   (James Lloyd Carr, “Un mese in campagna”)

19 aprile 2012

La nostra conversazione sconclusionata prese una piega utile quando il tizio non riuscì a rispondere a una domanda che avevo fatto io. Come per scusarsi, disse: - Potrei scrivere un libro su tutto quello che non so. E voi? - Io risposi che era così che mi guadagnavo da vivere.
   (William Least Heat Moon, “Le strade per Quoz”)


18 Aprile 2012

Pier Paolo Pasolini, irritato per la supponenza di certi giovanotti (che avevano torto – non so in che cosa, ma avevano torto – naturalmente), ebbe una volta a dire: “Ma cosa credete di fare? Ma chi credete di essere? Noi abbiamo visto il mare, voi non lo vedrete mai più”.

Voleva dire: noi abbiamo visto il mare, perché lo si poteva vedere una volta. Lo si poteva raggiungere dal centro di Roma in quaranta minuti. Provate adesso a perforare il traffico di Roma o di una qualsiasi altra città italiana per uscirne...

Noi abbiamo visto il mare, perché una volta il mare non era inquinato, e anche a Ostia e perfino a Fregene nelle giornate buone se ne poteva scorgere il fondo: limpido.

Noi abbiamo visto l'America, e voi non la vedrete mai più...Per la buona ragione che non esiste più.

Com'era quest'America che non c'è più, che – come si esprime Borges - “era un grande paese, si è ridotto a essere solo una grande potenza”?

(Beniamino Placido in “La riscoperta dell'America”, di Eco, Ceserani, Placido)


17 aprile 2012

sempre caro mi fu

quest'ermo colle

ma poi mi stufai

e ridiscesi a valle

(Roberto Di Egidio, “La mia Waterloo ventricolare”)

16 aprile 2012

I nostri vecchi ci avevano insegnato bene.

Come prima cosa, bisognava rispettare tutti gli esseri viventi, categoria in cui non rientravano i poliziotti, la gente legata al governo, i bancari, gli usurai e tutti coloro che avevano tra le mani il potere del denaro e sfruttavano le persone semplici.

Poi bisognava credere in Dio e in suo figlio Gesù, e amare e rispettare gli altri modi di credere in Dio diversi dal nostro...

Infine, non dovevamo fare agli altri quello che non volevamo fosse fatto a noi: ma se un giorno eravamo obbligati a farlo, doveva esserci un buon motivo.

(Nicolai Lilin, “Educazione siberiana”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza


14 aprile 2012

Se avessi denaro a sufficienza per vivere di rendita, riesci a vederti ritirato in un paesino della Francia senza che si sappia più niente da te e di te, senza parlare francese, principalmente perché non lo sai, ma anche perché non hai niente da dire e se pure qualcosa da dire ce l'avessi non avresti nessuno a cui dirlo, e passeresti gran parte del tempo a dormire nella tua caratteristica casetta medievale in pietra? Riusciresti a tirare avanti con un po' di ginnastica ogni tanto e un pezzo di formaggio Beaufort di qualità superlativa?...Non sarebbe meglio che un musulmano birmano ti infilasse un cobra in valigia il secondo giorno piuttosto che sopportare la lunga inattività fatta di gradevoli tramonti di un pacato prepensionamento in Francia?

(Padgett Powell, “Interrogative mood”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

13 aprile 2012
Quando l'ultimo mattone si dissolve in una città fantasma, il luogo può sopravvivere per un altro po', se pure deve sopravvivere, solo nella parola...
Le piramidi d'Egitto si sbriciolano un po' di più ogni anno mentre si fanno strada di nuovo verso il deserto, ma cancellare ciò che è stato scritto su di esse – la loro storia – richiederebbe l'annientamento della civiltà umana praticamente ovunque sul pianeta.
... sono convinto che un nome ben assegnato sia una protezione in più contro l'annichilimento totale e il regno dell'assoluto oblìo.
 
(William Least Heat Moon, “Le strade per Quoz”)
 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza


12 aprile 2012

 

--Beh, meglio tardi che mai...
--No. Tardi è tardi.

(Dal film “This must be the place”, di Paolo Sorrentino)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza


11 aprile 2012


--...Che fai qui, Nathan?
-- Il turista. E tu che fai?
--Io stavo pregando che arrivassi tu! Ero qui al Muro del Pianto a pregare che arrivassi tu...e sei arrivato!
-Okay, calmati, Jim.
...A volte le persone come Jimmy possono essere interessanti, ma di solito danno il meglio di sé nei primi tre minuti.
(Philip Roth, “La controvita”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

10 aprile 2012

Se gli uomini potessero, come è chiaro che sentono il peso
che grava loro nell'animo e li tormenta e li opprime,
conoscere anche le cause per le quali ciò avviene,
e perché quel fardello di pena sussista immutato nel cuore,
non trarrebbero la vita così, come ora per lo più li vediamo
non sapere che cosa ciascuno desideri, e sempre cercare
di mutare luogo nell'illusione di trovare sollievo.
(Lucrezio, “Contro la paura della morte”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

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