Sotto il cielo dell’Australia

15 febbraio 2018

Mauro Buffa è un giornalista che oggi dirige un istituto culturale a Trento e che soprattutto ama viaggiare. Ha già scritto reportage di viaggio (sulla Transiberiana, sulla Transmongolica, sugli Stati Uniti). Stavolta l’editore Ediciclo ci offre il suo reportage sull’Australia, che cinquanta anni fa era una meta anche di italiani, come testimoniato anche da un film Bello onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata.

Oggi, come ci spiega Buffa, se volete andare lì per lavorare dovete sapere che si trovano lavori di basso livello oppure superspecializzati: insomma, manodopera per lavori agricoli o in luoghi sperduti, come l’interno, molto più duro della costa, oppure medici o ingegneri specializzati, per esempio in biotecnologie.

Il libro è bello per conoscere meglio un Paese che è un continente attraverso mezzi come il treno o gli autobus di linea.

Sotto il cielo dell’Australia, Mauro Buffa, Ediciclo

Miranda Guterres

Andare in Polinesia

 

1 novembre 2017

 

La Polinesia francese è composta di cinque grandi arcipelaghi, 118 isole. Molte di queste sono disabitate. Altre sono abitate da pochissime persone. Situate nel mezzo dell’oceano Pacifico, queste isole sono anche molto lontane l’una dall’altra. Tahiti, una delle più famose, dista per esempio 1700 chilometri da Mangareva, quella meno battuta dal turismo.

 

Non che dobbiate necessariamente arrivare a Mangareva per trovare un po’ di pace, ma se volete andare nella Polinesia francese (ci sono sempre 28 gradi e sempre molta luce, fino a marzo è stagione umida ma tutto l’arcipelago è al riparo da uragani e tempeste, di solito)  noi vi consigliamo Mangareva.

 

Anche solo arrivarci è difficile: si vola da Tahiti e c’è se va bene un volo a settimana.

Mangareva fa parte dell’arcipelago Gambier, isole molto appartate rispetto alle altre, con la solita laguna mozzafiato circondanta da alture lussergianti. Acque cristalline, turchese intenso nel mare, coralli. C’è anche qualche interesse culturale perché c’è la più grande cattedrale della Polinesia francese. Qui i missionari costruirono parecchi edifici religiosi.

 

Per dormire, oltre a qualche albergo, trovate anche qualche pensione familiare, come quella di Bianca e Benoit, attiva da almeno un ventennio. I due infatti stanno per lasciarne la gestione alla figlia Tania.

http://www.panpacific.it/pacchetto/pensione-chez-bianca-et-benoit/

 

Il costo del biglietto per volare in Polinesia è piuttosto alto. Per entrare e rimanere meno di tre mesi non servono visti ai cittadini europei.

Altre info qui: http://www.tahiti-tourisme.it/

 Azzurra Mongini

 

Nuova Zelanda, “immigrant friendly”

18 gennaio 2017

Nei primi giorni del nuovo anno un Paese del nostro mondo fa sapere che l’economia cresce molto grazie all’aumento dell’immigrazione. Si tratta della Nuova Zelanda, uno dei Paesi che cresce di più in tutto il mondo negli ultimi due anni. Risultato: un boom del mercato immobiliare e prestiti a costi bassissimi. Nel secondo trimestre dello scorso anno la Nuova Zelanda è cresciuta del 3,6 per cento (il Regno Unito è al 2,2, gli Usa all’1,2 l’Australia al 3). Un Paese in crescita, con una situazione politica stabile ed eccellenti opportunità di lavoro per chi vuole trasferirsi, anche per usufruire di una sanità di base gratuita pertutti i cittadini. In Nuova Zelanda il 25 per cento degli abitanti è straniero. A magnificare questo sistema non è il governo neozelandese ma la compagnia privata New Zealand Visa Expert, che con il governo non ha nulla a che vedere. E’ una società di servizi per chi vuole andare nel Paese. Il sito è www.newzealandvisaexpert.com

 

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Il Giga selfie australiano per giapponesi

Lo sappiamo che se ci leggete non siete proprio tipi da selfie.

Quello di cui parliamo oggi però non è tanto un selfie, anzi un “Giga selfie” che pure è una idea. Parliamo piuttosto delle strategie degli enti del turismo nazionale per attrarre turisti. Perché questo lo propone l’ente del turismo dell’Australia. Una idea rivolta ovviamente soprattutto a loro, i mitici giapponesi ancora armati di macchina fotografica in giro per il mondo. L’idea è quella di offrire un “selfie aumentato”, ovvero non la solita faccia dalla quale a malapena spunta un panorama spesso anonimo ma appunto un autoscatto Giga. L’Australia è perfetta per l’idea, visto che dispone di spazi enormi e naturalisticamente molto belli. I giapponesi che l’hanno visitata l’anno scorso sono stati oltre 300 mila. E allora in alcuni dei punti più scenografici del Paese, come la bellissima baia di Sydney, sono state piazzate delle fotocamere gratuite che dialogano via wifi con  gli smartphone presenti nell’area. Si punta il proprio telefonino evoluto verso la fotocamera che viene attivata e scatta una foto che poi ci invia email. In questo modo avremo una foto con noi in mezzo a un paesaggio. Il video promozionale dell’Ente del turismo gira moltissimo sui siti giapponesi. E i protagonisti del video sono loro. 

Hai meno di 30 anni? Vacanza-lavoro in Australia

“Cricket, birra Foster, Crocodile Dundee e il mitico circuito di moto GP di Phillip Island…pensi di conoscere già tutto dell’Australia?Nulla di più sbagliato!Abbandona il tuo comodo divano per tuffarti in un paese dove l’avventura e lo stile di vita rilassato saranno il tuo pane quotidiano. Se hai tra i 18 e i 30 anni, puoi richiedere il Working Holiday Visa (WHV) e trascorrere in Australia per un periodo massimo di un anno viaggiando e lavorando allo stesso tempo”. Lo dice il sito internet dell’ufficio del turismo dell’Australia, che offre tutte le informazioni per chiedere un visto per gli under 30. E le condizioni sembrano facili, perché basta avere un passaporto, e non aver già usufruito in passato del Working Holiday Visa in Australia.

Con questo visto si può stare in Australia fino a 12 mesi consecutivi, entrare ed uscire quante volte si vuole, lavorare per periodi consecutivi fino a sei mesi, studiare  per periodi fino a 4 mesi consecutivi. E, per quanto riguarda il lavoro, il sito dice che “C’è un’infinità di lavori che aspettano solo te“, dal settore agricolo a quello dell’ospitalità – per il quale però bisogna prima fare un corso da “Responsible Service of Alcohol training course”, al volontariato  (http://govolunteer.com.au) alla tutela dell’ambiente (www.conservationvolunteers.com.au).

Se volete, date un’occhiata. 

Nothing like Australia

La campagna si chiama “Nothing like Australia“, e promuove il turismo nel Paese dei canguri.

E’ significativo però che uno dei motivi per visitare il Paese è questo, secondo il sito turistico:

“Multiculturalism: diverse food, festivals and faith”. Si spiega infatti che dal 1945 più di sei milioni di persone dal mondo sono arrivate in Australia per viverci, che oggi oltre il 20 per cento degli australiani è nato all’estero, e che più del 40 per cento è di origini etniche miste.

 

“In our homes we speak 226 languages – after English, the most popular are Italian, Greek, Cantonese and Arabic” . Quanto al cibo, se volete un  takeaway thailandese, una “perfetta pasta italiana”, delle tapas o degli involtini a Chinatown, li troverete. Troverete la samba e la capoeira, troverete chiese cattoliche ed anglicane, templi indu, buddisti e sikh, moschee e sinagoghe, anche affiancate sulle stesse strade.

 

Domenico Costantini