Un sito Unesco inaspettato

25 agosto 2018

L’iniziativa itinerante Unesco chiamata Festival Experience, che finora ha interessato le regioni Puglia e Campania alla scoperta dei siti Unesco del sud Italia meno noti, ha consentito di conoscere una bella realtà in Sardegna. Si tratta del Museo “Casa Zapata”, che è una residenza risalente al XVI, voluta dagli aragonesi, formata da un palazzo principale con gioardino e da altri due palazzi riservati all’agricoltura, realizzati qualche secolo dopo e dedicati a magazzini, stalle e casa del fattore.

Questo ambiente è diventato un museo archeologico che contiene i ritrovamenti dell’area archeologica Su Nuraxi. Il palazzo infatti ingloba costruzioni nuragiche che si possono ammirare tramite un sistema di passerelle sospese e di pavimenti in vetro. Oltre allo spettacolare complesso nuragico ci sono quasi 200 reperti ritrovati nell’area, prodotti della cultura materiale e soprattutto manufatti ceramici che sono dei fossili guida e rappresentano preziosi indicatori cronologici.Inoltre nel museo sono custoditi documenti e materiali di uso comune per gli abitanti della zona ai primi del 1900.

Particolare non trascurabile: l’area archeologica di Su Nuraxi ‘e Cresia è l’unica in Sardegna interamente fruibile anche da diversamente abili o persona a ridotta mobilità. Inoltre, trovandosi completamente al coperto, è totalmente fruibile anche in giornate di pioggia.

Polo Museale Casa Zapata, Barumini, Sardegna.

Gaetano Vannuzzi

Tremiti, tra spiagge e pini

17 maggio 2018

20 chilometri di costa, non di più: sono le isole Tremiti, arcipelago a poche decine di miglia dal promontorio del Gargano formato da cinque isole più grandi, molto diverse per morfologia e caratteristiche. La più grande si chiama San Domino ed è ricoperta da pini di Aleppo e lecci, bellissima dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Poi c’è San Nicola, che è piena di testimonianze storiche: torri, fortificazioni imponenti, muraglie, chiese e chiostri di una fortezza-abbazia, Santa Maria a Mare, che ricopre un rilevante interesse storico e artistico. Capraia non ha alberi ed è terra di gabbiani, soprattutto. Cretaccio è poco più di uno scoglio, un tempo base di un ponte che collegava le due isole più grandi. Infine Pianosa, che è riserva integrale del parco marino delle Tremiti.

San Domino è lunga meno di 3 chilometri e larga meno di 2, si gira a piedi. Le automobili infatti non sono ammesse nell’arcipelago, a parte proprio San Domino, che è l’isola più grande. L’auto insomma non serve. San Domino è anche l’isola più mondana, con discoteche e anche turismo di giornata. Si arriva infatti alle Tremiti con circa 1 ora di nave da Termoli (ma si parte anche dal Gargano) e molti turisti vanno lì a passare la giornata di mare. E tuttavia gli abituali visitatori assicurano che anche in agosto si può godere di mare e solitudine nelle molte calette sulla costa: la foresta digrada verso il mare e, a volte con qualche accortezza (meglio non portare i bambini) si trovano spiagge immacolate e mare caraibico o, più spesso, insenature di scogli e roccia.

Inoltre esistono anche dei servizi di acqua taxi, che consentono con 5 o 10 euro di raggiungere le baie meno raggiungibili, via mare. San Domino è collegata via mare (meno di 500 metri, 5 euro con il taxi boat) con San Nicola. L’unica spiaggia vera e propria è quella chiamata Marinella, raggiungibile a piedi e piuttosto affollata in alta stagione.
I prezzi alle Tremiti non sono proprio alla portata di tutti. I viaggiatori abituali consigliano di cercare di dormire in campeggio o – per soggiorni lunghi – affittare un appartamento. Anche dei prezzi dei generi alimentari non possiamo dire che siano economici.

Informazioni sono disponibili su questo sito.

Miranda Guterres

Castelli in Sicilia

2 gennaio 2017

Sapete che in Sicilia ci sono oltre 400 castelli? E’ il calcolo fatto dall’Istituto italiano dei castelli, che da oltre 50 anni studia e lavora per salvaguardare questi edifici, presenti in Italia da almeno mille anni e fino a qualche tempo fa piuttosto trascurati dal turismo. Castelli e manieri infatti, a differenza di chiese, palazzi ed altre tipologie architettoniche, non erano considerati “monumenti”. Inoltre sono spesso la testimonianza di regimi tirannici e anche per questo, in alcune epoche storiche, sono stati distrutti. E’ accaduto per esempio al Castello a Mare di Palermo, demolito a colpi di piccone durante il Risorgimento. Lo stesso accadde a Siracusa: la città vecchia, Ortigia, era ricca di bastioni persi nel corso del tempo perché demoliti.

In Sicilia sono castelli il Palazzo dei Normanni di Palermo, il castello Ursino di Catania, ma ci sono anche castelli ad Enna (il Castello di Lombardia, per esempio), i castelli di Paternò, di Caccamo, di Acicastello. Poco più che ruderi sono i castelli di Delia, di Mazzarino (Garsuliato) o di Pietraperzia e sono diventati dei punti di riferimento per vere e proprie escursioni a cavallo nei territori della Sicilia. In migliori condizioni i “castra” eretti da Federico II di Svevia o le fortezze realizzate tra il 1400 e il 1600.

Basti pensare al castello di Milazzo o il castello Eufemio di Calatafimi. Se poi volete dormire in un castello federiciano, sappiate che a Castelvetrano, nel palazzo Pignatelli, si ha la possibilità di prenotare attraverso AirbnB. Nel prezzo della stanza è compreso anche un tour del palazzo. 

Miranda Guterres

Ischia, dalla coppa di Nestore ad Anna Falchi

13 settembre 2017

Ischia è più bella a settembre e ottobre.

Con questa certezza gli operatori turistici dell’isola invitano i turisti a non rinunciare ad una vacanza di fine estate. Dopo il terremoto l’isola ha risentito di un calo di prenotazioni,contenuto dagli appelli alla calma e dal richiamo dei vip presenti sull’isola ma non completamente arginato. Fino al 20 settembre un possibile pretesto per visitare Ischia è la manifestazione enogastronomica “andar per cantine”, manifestazione organizzata dalla Pro Loco Panza che consente di riscoprire l’anima contadina di Ischia e di rivederne il legame antico con il vino. Si potranno visitare le cantine, dalle più antiche a quelle all’avanguardia e si potranno vedere i vigneti dell’entroterra dell’isola, tra tufo verde e macchia mediterranea, dal borgo di Campagnano all’eremo dell’Epomeo, passando per la baia di Sorgeto e per le piccole e graziose cantine di Serrara Fontana.

La storia del vino nell’isola è antichissima: la coppa di Nestore risale al settimo secolo prima di Cristo e contiene un inno al vino, anfore per il suo trasporto sono state trovate nel mare che la circonda, sono note le vicende fiscali di dazi imposti sull’esportazione del vino già ai tempi degli angioini

Anche questa manifestazione ha un vip a garantire, se ne sentivate il bisogno: si tratta di Anna Falchi che afferma “Il terremoto non può scalfire la bellezza di un territorio orgoglioso e incantevole”. In occasione della manifestazione Alilauro offre biglietti,comprensivi del tour enogastronomico, a 35 euro andata e ritorno da Napoli, per Ischia o per Forio. Attenzione però: la promozione vale solo scaricando il voucher sul sito della Pro Loco , non prenotando online sul sito Alilauro 

Ecco l’indirizzo http://www.prolocopanzaischia.it/eventi/news/99-vieni-ad-ischia-con-alilauro

Azzurra Mongini

Mare a Capodanno in Europa

8 ottobre 2015

Una delle destinazioni ideali per chi ancora non sopporta l’idea di tornare all’inverno e non ha i mezzi o il tempo di allontanarsi troppo è cercare in Europa qualche destinazione piacevole.

A Porto Santo, per esempio, in questo periodo ci sono ancora oltre 25 gradi. Stiamo parlando di un’isola del Portogallo che gode di una specie di continua temperatura primaverile persino a Capodanno. Porto Santo fa parte dell’arcipelago e della Regione Autonoma di Madeira: a 1000 chilometri dalla costa dell’Europa e a circa 500 dall’Africa, Porto Santo si raggiunge da Lisbona in 90 minuti.

L’isola è soprattutto sabbia gialla (a sud, nove chilometri di strada che costeggiano un mare molto bello e soprattutto con temperature piacevoli in qualsiasi stagione).

Il clima è asciutto e stabile.
C’è anche un museo intitolato a Cristoforo Colombo e alla sua casa.

Informazioni sul sito del Turismo Portoghese, alla pagina su Porto Santo

 

 

Andare all’isola di Wight

Ci rendiamo conto che la foto non fa venire voglia di partire: pioggia e fango, in giugno, non sono il massimo.

Ma se vi dicessimo che la foto è scattata all’Isola di Wight? Sede di un famoso festival, che deve la sua fama alla stagione 1968-1970, l’Isola è situata a sud della costa dell’Inghileterra, al largo di Southampton. Ci abitano poco più di 130 mila persone, e ci si arriva in traghetto da Southampton.

Prima ancora del festival famoso, l’isola era una meta turistica piuttosto nota: le bellezze naturali, la vita semplice, la geologia, sono ancora oggi motivo di un certo turismo, che negli ultimi anni ha anche visto incrementare le camminate o i giri in bicicletta.

Quasi ogni città o villaggio nell’isola ha alberghi, ostelli o campeggi

Quanto al festival, alla prima edizione suonarono i Jefferson Airplane, nel 1969 andarono sull’Isola britannica Dylan, gli Who, Joe Cocker. E alla edizione che si tenne alla fine dell’agosto 1970, seguita da 600 mila persone, documentata in un notissimo film, si esibì per l’ultima volta Jimi Hendrix, si esibirono i Doors di Jim Morrison, e suonarono tutti i più grandi di quelli anni, fino a Lehonard Cohen. Ma fu l’ultima edizione, perché il disastro economico – in pochissimi pagarono il biglietto, e gli abitanti dell’isola non gradirono affatto – fece chiudere il festival per parecchi anni.

Il festival ha ripreso vita nel 2002. Si tiene in giugno, viene attentamente pianificato dal Consiglio dell’Isola, e da allora ha ripreso quota. L’anno scorso la star fu Bruce Springsteen. Quest’anno il programma prevede tra i tanti anche Bon Jovi.

Rispetto agli anni sessanta, le informazioni pratiche per i partecipanti sono: ci sono punti di ricarica per i telefonini? Sì, anche se si consiglia: “why don’t you just ditch the mobile for the weekend and go old school?”. Ci sono docce? “There are single sex and communal showers so they ask you to not spend hours in there – would you want to anyway? And probably don’t go naked unless you like a bit of attention”.

 

Le isole di Tripadvisor: Koh Tao

Pochi giorni fa il sito dei viaggiatori più noto al mondo – Tripadvisor – offriva una delle sue consuete classifiche. Questa volta toccava alle 10 isole più belle del mondo. Una di queste si chiama Koh Tao. Appisolata lungo il Golfo di Thailandia all’ombra dei rigogliosi palmeti, l’sola di Koh Tao trae il suo nome dalle numerose tartarughe che ne popolano le spiagge. Le spiagge di sabbia bianca custodite da ripide colline, alcune raggiungibili solo in fuoristrada e 300 giorni di sole l’anno sono il richiamo ideale per lunghi pomeriggi di relax.

 

Oggigiorno l’isola di Koh Tao riceve più di 100.000 visitatori ogni anno ed è il paradiso per molti subacquei provenienti da ogni parte del mondo. L’isola è considerata uno dei migliori siti nel Golfo della Thailandia per le immersioni subacque. Stupende baie con spiagge di sabbia bianca e acqua cristallina circondano l’intera isola. Molti Resort ed Hotel presenti a Ko Tao si affacciano a questi stupendi paradisi tropicali con la possibilità di fare snorkeling stando a stretto contatto con una spettacolare vita marina. Sull’isola si trovano diverse scuole Diving di ottima qualità che offrono sia corsi base che corsi avanzati. Oltre al diving a Koh Tao si possono svolgere una serie di attività differenti tipo Thai Box, pesca, trekking, sonorkeling e passegiate nelle zone montuose.

Quale è il periodo migliore per visitare L’isola di Koh Tao? A Koh Tao l’alta stagione va dal mese di Dicembre a Marzo e da Luglio ad Agosoto. In questi mesi il sole è quasi sempre presente e le piogge poco frequenti. Quindi chi fosse interessato a visitarla in questo periodo, per via dell’alta affluenza di visitatori si consiglia di prenotare in anticipo un un bungalow in uno dei tanti resort o alberghi.

L’isola è anche una destinazione famosa per i Thailandesi che vi si recano sopratutto durante le vacanze o i giorni di festa nazionale.

Sull’isola non ci sono aeroporti, e questo la preserva dal rischio charter. Ci si arriva in ferry, da Koh Samui (dove si può arrivare in aereo anche dall’Italia, usando voli charter) oppure da Chumphon, città che si può raggiungere in bus o in treno da Bangkok.

 

Uragani? Uno strumento utile.

Si chiama National Hurricane Center il sito internet più utile per chi è in procinto di partire per isole caraibiche, per il centro o per il sudamerica.

Il sito del Ministero degli Esteri Viaggiare Sicuri ricorda che la stagione dei cicloni in diverse isole caraibiche, come Antigua, potrebbe provocare forti disagi o situazioni di emergenza.

Per ciclone, uragano, tifone (o willy-willie) si intendono piogge torrenziali e forti venti che superano i 118,5km/h (64 nodi). Le forze dei predetti, che chiameremo semplicemente cicloni, è calcolata su scala da 1° a 5° livello con l’aumentare dell’intensità dei venti. Il rischio del loro possibile verificarsi varia a seconda delle zone e dei periodi dell’anno.

– Zone atlantico/caraibiche: la stagione degli uragani di solito va da giugno a novembre (in media 8/14 tempeste tropicali per stagione che possono tramutarsi in uragani);
– Zone Pacifico/sud-est Asia a nord dell’equatore – la stagione dei cicloni tropicali e dei tifoni va di solito da maggio a novembre (in media 10/18 tempeste tropicali per stagione che possono tramutarsi in cicloni);

Anche le zone costiere dell’India sono attraversate da fitte piogge monsoniche da maggio ad ottobre.

Per le zone costiere dell’estremo oriente a sud dell’Equatore la stagione dei cicloni è in genere da ottobre a maggio

Ovviamente è difficile prevedere con precisione dove, quando e con quale forza un ciclone tropicale si verifichi. Dal suo inizio cambia spesso e velocemente rotta di direzione, velocità dei venti, può accrescere o perdere d’intensità in modo improvviso passando da ciclone di 1° a 4° o 5° livello o decrescere a solo tempesta tropicale.

Il passaggio di un ciclone, se di forte intensità, può provocare ingenti danni alle infrastrutture, trasporti interrotti (voli cancellati, aeroporti chiusi, etc..), elettricità e/o comunicazioni interdette.

Anche per questo è sempre consigliabile a chi viaggia di registrare i dati relativi al viaggio sul sito Dove siamo nel mondo e di sottoscrivere una assicurazione che copra anche le spese sanitarie e l’eventuale trasferimento aereo in altro Paese o il rimpatrio del malato.

Maddalena Zambelli

In barca a vela in Provenza

 

Per l’estate Jonas propone tra l’altro un giro a vela delle isole di Hyeres, al largo della Provenza francese. Note anche come le Isole d’Oro per le finissime e lucenti lamine di mica presenti nella sabbia, l’arcipelago è un vero paradiso naturale praticamente incontaminato dove rigenerare le proprie energie tra spiagge dalle mille sfumature di bianco, oro e rosso.

Queste isole, occupate fin dall’antichità da coloni greci ed abitate da allora in modo discontinuo, sono oggi tutelate dallo stato tramite leggi speciali per proteggerne la flora e la fauna. Qui non esistono strade, solamente sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta attorniati da un’incredibile varietà di verde: pini e mirti popolano i boschi mentre i vigneti locali producono un ottimo vino rosè. La cucina di queste parti è di una semplicità … provenzale. E per ogni piatto esiste un vino adatto, ovviamente di produzione locale: i Côtes de Provence, ad esempio, sono tra i miglior “crus”.

Una vacanza fatta su misura, l’importante è scegliere dei buoni compagni di viaggio: si veleggia sospinti dal vento fino a raggiungere la baia migliore per un tuffo nel blu o una serata in rada.

Si parte da Hyeres, che si raggiunge in circa 8 ore di treno da Milano (ma si può anche arrivare a Marsiglia in aereo, e poi raggiungere Hyeres, a circa 70 km

Il programma ed info qui.

Salvatore Tranchino