Visitare la Macedonia, che non si chiama così

15 maggio 2018

La Macedonia è una parte della ex Repubblica Federale di Yugoslavia e non si chiama Macedonia. Il suo nome è infatti FYROM, acronimo in lingua inglese per dire “ex repubblica di Macedonia della federazione Jugoslava”. Si tratta di una parte di territorio ricco di diversità etnica e paesaggistica che confina con la Grecia e con la regione greca che ha lo stesso nome. Le autorità greche infatti, come racconta il travel blogger Fabio Nodari, sono i più decisi avversari di quel nome, che considerano abusivo. Dunque, se dalla Macedonia entrate in Grecia, vi spiegheranno che loro non riconoscono un Paese chiamato Macedonia. Per questo si chiama FYROM.

La capitale della Macedonia è Skopjie.

I prezzi sono davvero competitivi se confrontati con altre regioni vicine: con meno di 70 euro si dorme in doppia in alberghi a 4 stelle nella località turistica più esclusiva del Paese, il lago Ohrid, che la Macedonia condivide con l’Albania. E parliamo di alberghi come il Sileksis, che si trova direttamente sulla spiaggia e che offre anche piscina, stanze nuovissime, wifi gratis, sauna e stanza fitness.
Per arrivare in Macedonia si deve volare sulla capitale, Skopjie, che dall’Italia è raggiunta dalla compagnia aerea low cost ungherese Wizz Air. Con meno di 150 euro andata e ritorno potete arrivarci, se prenotate con anticipo.

Skopjie è una tipica città balcanica, una città moderna con millenni di storia, oltre un milione di abitanti e un antico mercato che è il più antico di tutti i Balcani.

Da vedere anche la fortezza Kale, risalente al sesto secolo dopo Cristo e ricostruita, a seguito di un terremoto, nel 1100. Da vedere anche il luogo natale di Madre Teresa, che nacque proprio a Skopjie.

Tutte le informazioni sul sito dell’ente del turismo macedone, dove è anche possibile prenotare gli alberghi.

Miranda Guterres

Tutti a Cavallino Treporti

1 maggio 2018

Le città italiane più visitate dai turisti, italiani e stranieri sono, nell’ordine: Roma, Milano, Venezia, Firenze. Al quinto porto c’è Rimini e anche questo si spiega: i sette milioni di turisi che la città romagnola attira ogni anno si spiegano con la storia di questa località, che da decenni ha investito sul turismo e viene ripagata dai visitatori che arrivano. Non è una città particolarmente importante per i beni artistici che possiede, non quanto le prime quattro, ma è sicuramente attrezzata per offrire al turista il massimo del divertimento, del relax, della vacanza intesa come vacanza.

Quel che colpisce è che scorrendo la classifica delle città italiane per numero di turisti che ogni anno la visitano, ci sono poi paesi e quasi paesi, alcuni sconosciuti ai più. Al sesto posto per esempio c’è Cavallino-Treporti, comune nei dintorni di Venezia, che accoglie ogni anno oltre sei milioni di turisti.

Ai posti successivi ci sono altre località intorno a Venezia. Evidentemente si tratta di turisti che alloggiano nei dintorni, anche per spendere di meno, oltre che per unire alla vacanza culturale anche quella balneare.

Si spiegano così i molti milioni di visitatori a Jesolo, a Caorle o a San Michele al Tagliamento, tutti in provincia di Venezia, appunto.

Quel che colpisce è invece che una città importante che potrebbe offrire la stessa combinazione ha molti meno visitatori di questi paesi.

Al quindicesimo posto infatti, con circa 3 milioni e 300 mila presenze, ecco Napoli. Nonostante il suo fascino storico, culturale, archeologico, architettonico, nonostante il suo golfo, con il mare che incontra la sagoma incombente del Vesuvio, nonostante le sue pizzerie, nonostante Pompei e Capri, Napoli è in classifica dietro un comune che si chiama Lazise, che ha 100 mila visitatori in più ogni anno.

Alzi la mano chi conosce Lazise. E’ sul Lago di Garda, un paesino bellissimo in ottima posizione per andare verso Venezia e anche verso Milano o per rimanere a Gardaland. E i turisti vanno a Lazise, più che a Napoli.

Gaetano Vannuzzi

Un treno storico nel Sannio

19 aprile 2018

Tra gli anni 20 e gli anni 40 del secolo scorso le Ferrovie italiane diedero vita a carrozze per trasportare passeggeri pensate per situazioni di grande affollamento. Una si chiamava “Centoporte”, un’altra Corbellini. Queste carrozze sono l’asse portate di un treno storico che è stato riattivato da poco tempo e che consente un tuffo nel passato in un territorio naturalisticamente e storicamente molto bello da vedere. Da maggio e fino alla fine dell’anno infatti, per 14 domeniche, si potrà partecipare ad una esperienza di riscoperta del territorio del Sannio, attraverso un mezzo di trasporto slow per eccellenza come il treno. Tra Benevento e i confini con il Molise, seguendo campagne, osservando greggi, borghi, paesaggi che sembrano ancora come quelli di un secolo fa, e nello stesso tempo partecipare a incontri storici, passeggiate culturali, voli in mongolfiera, visite a musei. Si parte dalle stazioni di Napoli o di Salerno, a seconda dei percorsi. In un caso ci si ferma anche ad Aversa, Caserta e Benevento, nell’altro caso a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, e poi ad Avellino e Benevento.
Le iniziative sono queste:

6 maggio – TRENO WELCOME: alla scoperta dei borghi di Pietrelcina, Campolattaro e Morcone

20 maggio – GIORNATA OASI WWF:domenica all’Oasi di Campolattaro

3 giugno – DOMENICA AL MUSEO: Musei aperti a Benevento

10 giugno – BENEVENTO LONGOBARDA: rievocazione storica nella città Unesco

3-4 luglio – FESTIVAL DELLA SPIRITUALITA’: teatro e turismo a Pietrelcina

29 luglio – JAZZ SOTTO LE STELLE: il meglio del jazz a Pietrelcina

5 agosto – FOLK E COMICRON: Pontelandolfo teatro della musica folk e dei cortometraggi comici

26 agosto – IL PAESE DELL’ACQUA: Sassinoro capitale del turismo escosostenibile

2 settembre – L’ECCIDIO DI PONTELANDOLFO: Visite culturali al borgo tra briganti e “ruzzole”

23 settembre – IL TRENO DI SAN PIO: escursione a Pietrelcina sulle orme del Santo

14 ottobre – RADUNO INTERNAZIONALE MONGOLFIERE: In volo dal borgo di Fragneto Monforte

28 ottobre – IL TRENO DEL CICLOTURISMO: Da Morcone ad Altilia in bici tra paesaggi unici

4 novembre – LA DOMENICA DELLE STREGHE: Halloween a Benevento: riti magici e Janare

16 dicembre – FESTA DEL TORRONE E DEL CROCCANTINO: S.Marco dei Cavoti, borgo del gusto

su richiesta degustazioni a bordo e guide turistiche

info : sannioautentico@cnabenevento.com

I biglietti singoli sono in vendita su tutti i canali #Trenitalia, biglietterie e self service di stazione, agenzie di viaggio abilitate, sul sito www.trenitalia.com, e sull’app “Trenitalia” per dispositivi mobili. Sarà possibile acquistare i biglietti anche direttamente a bordo del treno, senza alcuna maggiorazione e in relazione alla disponibilità dei posti a sedere.

Gaetano Vannuzzi

Murales nei borghi

12 aprile 2018

Paesi On Line, sito di turismo e di studi sul turismo, ha diffuso qualche settimana fa una classifica dedicata ai “borghi dipinti”: molti piccoli borghi italiani si stanno infatti dando nuova vita – anche turistica – grazie all’apporto di artisti di vario tipo che ravvivano le mura di questi antichi luoghi di vita tipici dell’Italia medievale. Murales, mostre a cielo aperto o semplicemente dipinti che rendono diversi borghi altrimenti destinati allo spopolamento.

Il primo nella classifica di Paesi On Line è Dozza, che ha oltre cinquant’anni di storia sul tema: paesino sulle colline bolognese, dal 1965 ospita una vera e propria esposizione, la Biennale del Muro Dipinto che, nel mese di settembre, accoglie artisti di tutto il pianeta. Dozza è così diventata una “galleria  a cielo aperto”, con dipinti lungo le facciate delle case del centro che spaziano da temi classici a quelli astratti.

Analogo esempio, ma più recente, è Diamante, in Calabria. Qui si fanno murales dall’inizio degli anni 80. Stessa sorte per un comune nei dintorni di Roma, Rocca di Papa, dove i murales si fanno dagli anni 80, anche con il contributo di famosi nomi di artisti internazionali.

Gli ultimi due paesi della classifica sono Matelica, nelle Marche, e Orgosolo, in Sardegna. In particolare questo comune e la sua tradizione sono ideali per chi abbia passione per la politica, in particolare di sinistra. Qui infatti la tradizione dei murales proviene dal 1968.

Miranda Guterres

A piedi verso il santuario

5 aprile 2018

Più di ottocento anni fa San Francesco si ritirava sul monte della Verna, nell’appennino toscano, per uno dei suoi periodi di silenzio. Questo monte gli fu praticamente donato da un nobile del suo tempo e su quel monte sorse un insediamento monastico oggi ancora attivo come Santuario. La comunità che lo anima accoglie chi sale, specialmente i pellegrini. E’ possibile arrivarci a piedi, attraverso cinque giorni di cammino dal mare agli appennini, lungo la Valmarecchia, costeggiando fiumi, boschi, borghi arroccati. Il viaggio è organizzato dalla associazione riminese Umana Dimora.

Si parte da Rimini il 21 aprile (Villa Verucchio è il punto di ritrovo e l’inizio del cammino è dal Duomo di Rimini. Dal 22 al 24 il percorso prevede varie tappe da Villa Verucchio alle Balze di Veghereto mentre il 25 la tappa è da Balze a La Verna. Il rientro a Rimini avverrà in pullman.

Il costo a persona è di 338 euro e comprende cena in ristorante tipico e pernottamento in agriturismo in camera singola/doppia/tripla con trattamento di B&B il 21/4; pernottamento in camera doppia con trattamento di mezza pensione in hotel 3stelle per le notti del 22 e 24 aprile a San Leo e Balze; cena in ristorante tipico e pernottamento in convento per la notte del 23/4; transfer da La Verna a Rimini giorno 25 aprile; rimborso spese per le guide volontarie de L’Umana Dimora; l’associazione a L’Umana Dimora, l’assicurazione e la guida “Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna”- L’Escursionista Editore. Non sono inclusi nel pacchetto: lenzuola e asciugamani per il pernottamento in convento; extra in albergo e agriturismo; eventuali tasse di soggiorno da pagare il loco e quant’altro non espressamente indicato.
Prenotazione obbligatoria e a numero chiuso entro lunedì 16 aprile 2018

Per chi non fosse abituato, consigliamo: Zaino con borraccia, occhiali da sole, asciugamani e sacco lenzuolo (per il pernottamento previsto in convento)
Abbigliamento da escursionismo adatto al periodo con i ricambi necessari per i giorni di cammino (considerare la possibilità di elevata escursione termica nelle varie ore della giornata) Scarponi da trekking con suola scolpita (obbligatori) e scarpe comode di ricambio, bastoncini e ghette (consigliati)

Info: www.umanadimorarimini.it

Miranda Guterres

Fiori di primavera

18 marzo 2018

La primavera è la stagione dei fiori e l’Italia offre numerosissime occasioni di vedere fiere e mostre a tema. Visitando le città della penisola potrete dunque anche approfittare di una di queste occasioni che ormai sono diventate pretesto per mettere insieme i temi più diversi, dall’ambiente alla cultura. 

Per esempio al Parco Giardino Sigurtà fino a fine aprile si può andare a vedere la fioritura di migliaia di Tulipani. L’iniziativa si chiama Tulipanomania e si tiene tutti gli anni a partire dall’8 marzo. Questo evento è seguito ogni anno da un milione di visitatori, che vengono ad ammirare le oltre 300 specie di tulipani che fioriscono.

La manifestazione viene affiancata anche da un concorso fotografico: chi volesse può provare a partecipare alla competizione inviando al parco entro il 30 aprile 2018 due immagini in alta definizione (massimo 2 MB ciascuna e formato jpeg) che ritraggono i tulipani e gli altri soggetti floreali di Tulipanomania, dalle tonalità e forme più eterogenei. I primi giorni di maggio la famiglia Sigurtà sceglierà le tre più belle e gli autori delle fotografie avranno come premio un abbonamento stagionale valido per l’entrata al Parco per tutta la stagione 2018 (che terminerà l’11 novembre) e il riconoscimento “morale” di vedere le proprie creazioni pubblicate sui canali di comunicazione del Parco.

Il parco si trova a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona. Il parco non è un parco qualsiasi: è classificato al secondo posto tra le aree verdi più belle dell’intera europa. Il sito ha 600 anni, inaugurato da un patrizio di nome Gerolamo Nicolò Contarini che acquistò l’intera proprietà che al tempo aveva una funzione puramente agricola. La fattoria coltivata a foraggio fu affiancata da un vero e proprio giardino patrizio.

Si raggiunge abbastanza facilmente in treno: si trova a circa 10 km dalla Stazione di Peschiera del Garda dalla quale parte un bus della APAM (linea 46 Mantova Valeggio Peschiera d/G). Altrimenti potete fermarvi in treno a Verona Porta Nuova e da qui un autobus – per 28 chilometri – vi porta al parco. La linea è la 160 della ATV.

Miranda Guterres

San Patrizio

7 marzo 2018

Si festeggia il 17 marzo la festa di San Patrizio che – come saprà anche chi ha poca familiarità con l’Irlanda e le sue tradizioni – di gran lunga la festa più importante per l’Irlanda. Dunque questi giorni sono ideali per visitarla e conoscere le sue tradizioni entrandoci dentro. La festa di San Patrizio viene considerata la più bella d’Europa per la partecipazione e gli eventi a base di musica, balli e danze, tutte sotto il verde nella tonalità smeraldo. A parte la birra, ci sono spettacoli, concerti, teatro di strada, esposizioni. e il tutto inizia prima. Quest’anno già dal 14 marzo ci sono eventi in tutta l’Irlanda e anche nell’Ulster – anche a Belfast il 17 c’è una parata in onore del Santo. Per andare proprio alle radici della festa religiosa potete andare ad Armagh e Downpatrick, i luoghi in cui il pio Patrizio fondò le sue prime chiese nel V secolo ed è qui che troverete anche The Home of St Patrick Festival. Dal momento in cui le campane rintoccano all’unisono nelle due contee iniziano i festeggiamenti a base di concerti in cattedrale, cerimonie sacre e infinite attività.

Gaetano Vannuzzi

Notte al Sepolcreto

1 marzo 2018

Venerdì 2/03 dalle 21:00 alle 2:00 e Sabato 3/03 dalle 5:00 alle 8:00 avete la possibilità di visitare di notte il Sepolcreto di Milano e le altre cose interessantissime conservate all’interno della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

Di questo curioso luogo milanese abbiamo parlato qui.

Il Gruppo MilanoCard gestisce oltre ad Ar.Se anche la Cripta di San Sepolcro e Highline Galleria – il percorso lungo i tetti di Galleria Vittorio Emanuele, che saranno anche loro aperti dalla notte all’alba durante MuseoCity. Per l’occasione, disponibile un biglietto integrato che permette di visitare tutti e tre i monumenti a soli 19,60€.
• Visite notturne venerdì 2 marzo dalle 21 alle 2 e all’alba Sabato 3 marzo dalle 5 alle 8; per le visite di notte e all’alba si consiglia la prenotazione alla pagina www.arsemilano.it/museocity/
• Visite di notte e all’alba: biglietto di ingresso ad Ar.Se 12€, bambini accompagnati gratuiti – oppure biglietto integrato con la mostra di Bill Viola alla Cripta di San Sepolcro e Highline Galleria 19,60€; visita guidata al corridoio degli strumenti gratuita.
• L’architettura di Ar.Se non consente l’accesso a visitatori con gravi disabilità motori.

Sebastiano Pozzi

 

In giro per le città

10 febbraio 2018

Un modo diverso di girare per i borghi italiani – se non volete o non potete usare le gambe – è di sfruttare la sterminata offerta del turismo locale. Per esempio il sito della Regione Puglia Viaggiare in Puglia segnala che a Ostuni opera un efficiente ente del turismo locale che propone di girare per i vicoli stretti e tortuosi del borgo medioevale del Paese o anche per le campagne circostanti della Valle d’Itria (o anche lungo il mare) a bordo di Ape Calessino, un tre ruote motorizzato ben noto nell’Italia di un tempo e da qualche anno riutilizzato appunto a fini turistici.

Succede anche nella capitale, a Roma, dove tuttavia un giro turistico in Ape non è esattamente una scelta economica, essendo pensata soprattutto per i turisti stranieri che ormai usano sempre meno il carrozzino trainato dai cavalli.

Infine, a Como, se volete salire a Brunate, c’è una splendida funicolare pubblica che ha oltre un secolo di vita per arrivare velocemente nel piccolo centro di villeggiatura sopra la città lombarda, noto per il suo incredibile panorama sul lago.

Il percorso dura circa 6 minuti, per fare un chilometro e davvero ne vale la pena.

Gaetano Vannuzzi

Carnevale ad Ivrea

3 febbraio 2018

Manca poco alla fase culminante del Carnevale, che in Italia ha una antica tradizione in diverse città. Oltre che a Venezia, un carnevale molto sentito è quello di Ivrea, che affonda le sue radici nel Medioevo e in un rito – la Zappata e l’abbruciamento degli Scarli condotti dagli Abbà sino alla fine del ‘700 – che si sono tramandati nel tempo. Le prime tracce scritte della cerimonia risalgono al 1808. Si tratta di una grande festa civica popolare dal forte valore simbolico, durante la quale la comunità di Ivrea festeggia la sua autodeterminazione. In sostanza si celebra l’affrancamento dal tiranno nel Medioevo.

La festa è nota soprattutto per la battaglia delle arance, che si svolge nell’arco di tre giorni nelle strade della cittadina. I personaggi chiave del Carnevale sono due: la Vezzosa Mugnaia, simbolo di libertà ed eroina della festa ed il Generale, personaggio di origine napoleonica di origine napoleonica. Il corteo è accompagnato dalle  note delle dei “Pifferi e Tamburi”.

Domani, domenica, come succede già da due settimane, ci sono eventi preparatori. Per esempio alle 10 si svolge il mercatino degli aranceri mentre alle 10.30 c’è una parata dei carri da getto. Altro momento importante è quello della riappacificazione degli abitanti dei rioni. Alle 12 quelli del rione di San Maurizio e quelli del Borghetto sul Ponte Vecchio, rappresentati dal delegato del Bano della Croazia per il Borghetto ed il Console Maggiore di San Maurizio, che si incontreranno sul ponte per rievocare un episodio del 1700. Poi, nel pomeriggio, giro della città dei Pifferi e Tamburi con esecuzione della “Generale”, in onore del Generale. 

Miranda Guterres