Troia festeggia il 2018

21 febbraio 2018

Il sito di Troia si sta preparando per la sua spettacolare rinascita nel 2018, informa l’ufficio del turismo della Turchia. Il 2018 ricorre infatti il ventesimo anno dell’inserimento del sito di Troia nella lista del patrimonio culturale mondiale. Per arrivarci ci sono voli voli giornalieri da Istanbul (40 minuti di volo, www.onurair.com) e da Ankara (60 minuti di volo www.thy.com) verso Çanakkale. Inoltre, le corriere in partenza da tutte le grandi città come Izmir (320 Km, 4 ore), Bursa (260 Km, 3 ore), Istanbul (330 Km, 4,5 ore) e Ankara (680 Km, 8 ore) sono un ottimo collegamento con il sito di Troia. Oltre al sito antico cu sono anche 144.000 mq di parco nazionale con numerose attrazioni come i Tumuli di Achille e Aiace, diversi insediamenti antichi, una natura perfetta, spiagge e una vista mozzafiato. Intorno al parco nazionale, ci sono anche altri siti archeologici di fama internazionale come Alessandria Troade, Asso, Apollo Sminteo, Pario, il Monte Ida e così via.

http://www.2018troia.com/en/

Miranda Guterres

A gennaio a Katmandu

16 dicembre 2017

Fino a gennaio è ancora il momento giusto per visitare il Nepal. Capitale Katmandu, città che evoca esotismi lontani, il Nepal è un posto interessante a chi ama incondizionatamente la montagna. I mesi da ottobre a febbraio sono quelli più limpidi, con poche piogge e poca polvere, dunque adatti a chi voglia vedere i panorami. Il problema è che fa freddo, soprattutto in dicembre e gennaio, e l’altro problema è che difficilmente negli alberghi economici c’è il riscaldamento. Non a Katmandu comunque, che non è una città fredda, ha un clima relativamente mite. Attenzione però all’escursione termica: si passa dai 3 gradi in media la notte ai 20 gradi in media di giorno.

Per arrivare a Katmandu quasi sicuramente dovrete fare scalo. Le compagnie che offrono il miglior rapporto qualità-prezzo, con scali di lunghezza ragionevole, sono Etihad e Qatar Airlines. Con Etihad, prenotando oggi un volo il 2 gennaio con ritorno il 16, spendete meno di 800 euro in tutto.

Una volta lì, potete gironzolare per la città, partendo ovviamente da Thamel, il quartiere che negli anni 60 era pieno di hippy europei ed americani e che oggi è un quartiere commerciale pieno di ristorantini e negozietti.

Durban Square è l’area del centro storico un tempo piena di templi indù e di luoghi di culto del buddismo. Oggi, dopo il terremoto del 2015, di quei posti non c’è più molto. Ma, secondo il quotidiano The Independent, questo è l’anno giusto per visitare Katmandu. Se vi interessa, leggete qui

Se volete affidarvi a una agenzia, ottima è quella di Navyo Eller, attiva dal 1994 e ottima anche per chi non mastichi l’inglese, perché ha personale parlante italiano e la possibilità di essere contattata via skype o via whatsapp.

Offre diversi tour e – particolare non secondario – lavora da sempre con i criteri del turismo responsabile

Azzurra Mongini

Gerusalemme

7 dicembre 2017

Gerusalemme è la capitale di Israele da quando Israele esiste, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Non a caso è a Gerusalemme che si trovano le istituzioni del Paese, a partire dalla Knesset. E allora perché tutte queste polemiche? 

Il problema è che nessuno Stato al mondo – a parte Costarica ed El Salvador – hanno mai riconosciuto Gerusalemme come capitale. Non a caso le ambasciate si trovano tutte a Tel Aviv, che poi è un po’ come Milano in Italia: la città degli affari e della vita tanto quanto Gerusalemme è un simbolo. Anche l’ambasciata Usa rimarrà a lungo a Tel Aviv ed è probabile che alla scadenza del mandato di Trump sarà ancora a Tel Aviv perché gli Stati Uniti dovranno fare una serie di passi per trasferire davvero l’ambasciata a Gerusalemme. 

In ogni caso la scelta del presidente americano ha sicuramente riacceso le tensioni perché in medio oriente i simboli sono tutto e Gerusalemme è mille simboli tutti insieme. Una città sicuramente da visitare. E sicuramente da visitare sono altri luoghi del Medio Oriente, compresi i territori palestinesi occupati da Israele. Forse questo non è il momento migliore per andare ma vogliamo comunque darvi qualche indicazione nel caso vogliate passare il Natale da quelle parti, momento molto suggestivo vista l’importanza che le religioni del Libro ha da quelle parti. In ogni caso sappiate che la Farnesina si limita ad avvertire i turisti ad evitare “assembramenti”, avvertimento che probabilmente vale in ogni grande città del mondo. 

Se volete un viaggio organizzato che vi porterà a Gerusalemme ma anche a Gerico, a Nazareth, a Betlemme – tutte città in zona palestinese – potete partecipare al viaggio organizzato dalla Viaggeria Francescana: meno di 1500 euro per sette giorni, Natale in Terrasanta. 

Se preferite andare da soli, potete volare fino a Tel Aviv. Tel Aviv non è contemplata dai francescani ma è di gran lunga la città più vivace del medio oriente, bella e da vivere almeno un paio di giorni. Poi potrete spostarvi a Gerusalemme. Oppure potete arrivare direttamente a Gerusalemme con un viaggio organizzato come quelli di Boscolo e poi prolungare il soggiorno verso i territori palestinesi. 

Innanzittutto sappiate che non è affatto difficile recarsi anche nei territori palestinesi. Se arrivate in Israele, cosa più comoda, sappiate che non serve un visto se rimanete per meno di 90 giorni, cioè se siete dei turisti. Quando entrerete in Israele le autorità non vi metteranno un timbro sul passaporto ma vi daranno un cartoncino che dovrete restituire quando uscite. Quindi, conservatelo con cura, perché se lo perdete gli israeliani non sapranno quando siete entrati e potrebbero prenderla male.

Questo stesso cartoncino vi servirà per entrare nei territori palestinesi. I viaggiatori che vanno in Israele sanno che se sul passaporto ci sono visti di alcuni Paesi di religione islamica possono avere problemi. E’ vero solo in parte: in realtà questo non è motivo in sé di respingimento. E’ vero però che il visto di un Paese ostile ad Israele, per esempio l’Iran, può costituire un pregiudizio sfavorevole nei confronti del turista, che sarà sottoposto a controlli e interrogatori molto snervanti o invasivi e persino ad un fermo amministrativo e all’espulsione.

Poi, per entrare nei territori palestinesi, ci sono i valichi controllati da militari israeliani. Per entrare ci sono i service taxi – i locali li chiamano Servis – ovvero dei minibus che funzionano come dei taxi collettivi e si prendono a Gerusalemme est, ovvero alla Porta di Damasco, luogo molto noto di Gerusalemme.

Oppure ci sono alcune linee di bus che da Gerusalemme est – sempre nei pressi della Porta di Damasco –  vanno nei territori palestinesi – uno di questi è il bus numero 21.

O ancora ci sono i taxi veri e propri, di colore giallo, che possono entrare nei territori. I taxi palestinesi invece, di colore blu o verde. li trovate nei territori palestinesi e solitamente non hanno il permesso di portarvi in Israele. Possono scarrozzarvi solo tra città della Cisgiordania o West Bank, come la chiamano gli israeliani.

Ecco il sito dell’ufficio turistico palestinese, con qualche altra informazione. 

Un viaggiatore neozelandese ha raccontato anche per immagini sul suo blog qualche settimana fa il suo viaggio tra Israele e territori palestinesi. Non ha avuto particolari problemi, mostra come si vive e come sono fatte le città palestinesi e cosa c’è di interessante da vedere. Leggete il suo racconto, è interessante. Vedrete cittadine palestinesi non particolarmente belle – anzi, spesso solo trafficate e piene di palazzoni di cemento. Ma non sono bellezze naturali quelle che lasciano il segno visitando quei posti. 

Azzurra Mongini

Natale alle Andamane

28 novembre 2017

Ancora non è uscito e ci vorrà ancora qualche anno, probabilmente, prima che le isole Andamane diventino famose come altri luoghi di villeggiatura per italiani e per film di Natale. Quindi forse è il momento per andarle a vedere. Le isole Andamane sono un arcipelago piuttosto vasto che si trova in mezzo all’oceano indiano, la parte più orientale dell’India. Da una parte c’è l’India, dall’altra la Birmania o Myanmar. molto più vicino all’Indocina che all’India. La capitale dell’Arcipelago si chiama Port Blair e ci si arriva partendo da Chennai, l’antica Madras. A Chennai si arriva direttamente dall’Italia. Il viaggio è lunghetto, solo quello “interno” dall’India a Port Blair dura almeno quattro ore. Da lì poi dovete scegliere l’isola che preferite, e forse Havelock è quella meglio organizzata per i turisti. Ci si arriva in traghetto. 

EarthViaggi propone un viaggio di sette giorni – dall’Italia all’isola di Havelock e ritorno – che è un semplice soggiorno mare, senza alcuna altra tappa, con prezzi a partire dai 2070 euro. Non vedrete esattamente l’India ma se avete voglia di andare al mare in dicembre forse non è tanto l’India che vi interessa.

Altro tour operator specializzato è Viaggindia, che propone un soggiorno leggermente più lungo arrivando a Delhi e facendo una notte di soggiorno lì. In ogni caso chi vuole andare in India deve avere il visto – che costa circa 100 euro, può farlo anche l’agenzia di viaggi – e deve considerare circa 500 euro di spese extra tra tasse aeroportuali e mance. 

Se preferite il fai da te la rete aiuta a prenotare alberghi. Un albergo buono come il Dolphin Resort costa circa 60 euro a notte (meno di 5000 rupie) per la stanza doppia deluxe, colazione compresa.

Il sito dell’ente turistico indiano si chiama IncredibleIndia

Miranda Guterres

 

Una spiaggia infinita e rossa

19 agosto 2017

Una spiaggia completamente colorata di rosso. E’ lo spettacolo che vi troverete davanti se, in settembre, vi troverete a Panjin, nel nord ovest della Cina. A poche decine di chilometri da questa città infatti potrete ammirare, percorrendo un ponte lunghissimo, uno spettacolo unico al mondo: quello di un fiume e della baia verso cui il fiume è diretto completamente rossa.

Si tratta di uno dei posti più belli della intera Cina: la linea della costa e la sponda del fiume assumono questo colore a causa di una pianta particolare, la Sueda, che in settembre diventa di un colore rosso intenso. Ogni anno 1 milione di turisti la visitano, non solo per ammirarla ma anche per godersi le spiagge e il mare. Il colore rosso è dovuto al suolo, ricco di componenti alcaline che tra agosto e settembre donano quel colore al tutto.

I toni del rosso variano dal rosso – arancio, già in maggio giugno, fino al porpora, ad ottobre. La Cina sta investendo da anni nell’area, costruendo infrastrutture per turisti, strutture per l’alloggio e digitalizzando la zona intorno a Panjin, la città principale. Tra l’altro sono sorte molte strutture per l’ecoturismo perché l’area è ricchissima di fauna ed adatta quindi al birdwatching. Qualche info da Tripadvisor

 

Miranda Guterres

Istanbul offerta da Turkish Airlines

9 maggio 2017

Forse non è il periodo migliore per visitare la Turchia, Paese che da tempo soffre una notevole compressione delle libertà. Forse anche per questo Turkish Airlines prova a rendere piacevole anche solo un passaggio veloce per Istanbul, offrendo ai propri passeggeri in transito per la città turca la possibilità di visitarla.
Turkish Airlines è una delle compagnie più grandi al mondo ed offre tratte aeree record, più di ogni altra compagnia. Per chi voli dal Pakistan verso l’Europa, il Regno Unito o gli Stati Uniti – se lo stop in aeroporto è superiore alle 20 ore – l’offerta è di fare un giro per Istanbul con uno speciale pass offerto dalla compagnia che dà diritto ad una notte in un hotel 4 stelle (per i clienti in business l’offerta è di due notti in hotel a 5 stelle. Inoltre i pakistani in transito verso Europa ed Usa hanno anche diritto ad un visto di sette giorni per visitare il Paese. E’ un modo di dimostrare disponibilità soprattutto verso un grande Paese musulmano, ma l’offerta di una notte in hotel vale anche per gli europei che partendo dal Pakistan stiano tornando a casa. Se non avete visto Istanbul e siete tra questi, è una occasione da non perdere.

Gaetano Vannuzzi

Filippine, paradiso ancora sconosciuto

26 aprile 2017

Dire Filippine vuol dire oltre 7000 isole. Molte tra queste isole offrono spiagge bianche e mari color turchese, dei veri paradisi. Le Filippine sono ancora relativamente sconosciute agli italiani (lo scorso anno, record, sono arrivati lì in 26 mila contro i circa 250 mila che ogni anno vanno in Thailandia) ma sono una meta turistica di tutto rispetto, soprattutto per i cinesi. Tra gli europei troverete lì soprattutto inglesi, tedeschi e francesi.


Se non volete volare su Manila alcune compagnie – come Singapore Airlines – vi permettono di arrivare direttamente in isole come Palawan, una di quelle più belle. Ma se volate sulla capitale (Air France e Lufthansa vi portano a Manila con scalo in circa 11 ore) non mancate di girarla, perché è ricca di cose da vedere.
Da lì potete prendere un volo interno o addirittura scegliere il traghetto, se amate l’avventura (il viaggio dura almeno 20 ore).

Una volta a Puerto Princesa, capitale dell’isola, non vi resta che individuare la spiaggia che fa per voi. Una di quelle che sono considerate da sogno si chiama El Nido, ma arrivarci vuol dire fare altre sei ore di macchina da Puerto Princesa (o prendere un aereo da Manila che vi porta abbastanza all’aeroporto di El Nido). La barriera corallina, qui e in tutta l’isola, è praticamente intatta
Altre isole famose: Boracay (detta l’Ibiza d’oriente), Pandan Island, Cabilao e Cebu (qui sotto).

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I prezzi per dormire e mangiare sono decisamente abbordabili: un resort di lusso, il più caro a Cebu, con vista mare e spiaggia privata offre stanze doppie a meno di 100 euro a notte,

Se state per meno di 21 giorni non serve il visto. Il periodo migliore per andare va da dicembre a maggio, quando non è stagione di tifoni.

Valeria Palumbo

Disney a Shangai

21 gennaio 2016

 

Non sarà certamente il primo motivo per andare a Shangai, ma se ci andate ve lo raccontiamo. La Walt Disney Company e lo Shendi Group di Shangai hanno annunciato qualche giorno fa che il 16 giugno prossimo verrà inaugurato con una grande cerimonia lo Shanghai Disney Resort. La struttura sarà la prima destinazione cinese Disney, e i personaggi classici del mondo Disney saranno – si spiega – “su misura per il popolo cinese”, con tanto di castello . Ovviamente la struttura includerà una Disneyland, con diverse aree tematiche, almeno due hotel (uno porterà il nome di Toy Story Hotel), un centro commerciale denominato Disneytown, con numerosi ristoranti, un gran teatro dove tra l’altro sarà messa in scena una versione in mandarino del Re Leone. E naturalmente un presumibilmente enorme Disney Store. 

Sabrina Gervasoni

In Libano, a parte i rifiuti

Sul sito Viaggiaresicuri del Ministero degli esteri italiano un “avviso” informa i turisti intenzionati a visitare il Libano che occorre essere prudenti per via di alcune manifestazioni di protesta che si sono verificate nel corso del fine settimana “davanti al Grand Serail, nel centro città di Beirut (Down Town), sfociate in scontri con la polizia. In vista di nuove manifestazioni, si raccomanda ai connazionali di evitare i luoghi delle proteste e gli assembramenti”.

Ma di cosa si tratta? Di proteste che abbiamo visto anche in Italia: il governo è accusato di aver lasciato Beirut sepolta dalla immondizia. Non se ne parla molto sui giornali italiani con qualche eccezione. Ma la storia è facile da capire per noi italiani: a causa della chiusura di una discarica ormai riempita fino all’orlo, nel Paese non si raccoglie l’immondizia da oltre un mese. Il rischio è anche quello di una crisi sanitaria. Le manifestazioni e la risposta delle forze dell’ordine sono state abbastanza violente, visto che si parla di centinaia di feriti. 

Ma il dato di fatto è che oggi il Libano – “monnezza” a parte – è un Paese relativamente sicuro. Ovviamente occorre considerare che nei luoghi molto affollati è bene stare attenti, che ci sono stati attentati da luglio 2013 ad agosto 2014 anche piuttosto sanguinosi e che è bene evitare Tripoli, la valle della Bekaa e il confine con la Siria. 

Qualche giorno fa Al Jazeera ha diffuso un bel servizio su un ostinato ristoratore che proprio nella valle della Bekaa non vuole chiudere la sua attività. I tavoli sono quasi tutti vuoti ed è un peccato, per un’area così bella. Non vi consiglieremo di andarci. Ma a Beirut, un salto potete farlo. Non sarà sicuro come Roma, ma neppure Parigi e Londra ormai sono sicure veramente. E persino le montagne e i boschi sotto il monte Libano sono oggetto di investimenti in “ecoturismo”, da qualche anno.

Insomma, perché non provarci in settembre? 

 

 

L’Iran che apre ancora di più al turismo

L’Iran non è un Paese chiuso al turismo. Nel 2014 per esempio hanno visitato questo Paese circa quattro milioni e mezzo di stranieri. Molti arrivano dai Paesi vicini, ma non pochi vengono dai Paesi europei. E i dati di questi ultimi hanno avuto un balzo significativo nell’ultimo anno, dall’elezione del Presidente Rohani: i tedeschi, dicono le autorità iraniane, sono saliti del 200 per cento, gli europei in generale del 240 per cento-

Ovviamente ci sono aree che è prudente non andare a vedere: tutta la zona attorno ai confini con l’Iraq e con l’Afghanistan sono aree non certo sicure. E tuttavia le autorità iraniane spesso ricordano che il loro Paese è la diciassettesimo posto nella graduatoria delle destinazioni sicure del pianeta. 

Nelle ultime settimane la stampa iraniana ha dato anche molto risalto alla visita di numerosi manager del mondo alberghiero europeo, americano ed arabo in visita nel Paese per fare investimenti. Non sono stati fatti i nomi, ma si è parlato di un marchio di fama mondiale, proprietario di oltre 150 alberghi di lusso nei cinque contininenti, famoso per i suoi servizi  e la sua ospitalità.

Ma cosa c’è da vedere in Iran? Intanto va ricordato che ben 17 siti iraniani sono patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. Potrete visitare l’antica Persepolis, fondata da Dario cinquecento anni prima di Cristo oppure un sito che risale all’età del Bronzo, Shahr I Sokhta

Potete andare a Tabriz, che fu capitale di un impero attorno al 1200 e che conserva una moschea di duecento anni successiva o perdervi nei Musei di Teheran e nei palazzi della capitale. Andare a Shiraz per la poesia o i giardini a o vedere le meravigliose moschee di Isfahan. 

Da qualche anno, se si va per turismo, il visto, pur necessario, viene rilasciato direttamente all’aeroporto di arrivo. La Farnesina però avverte che non si ha la “garanzia” che venga rilasciato. Per cui vi conviene comunque chiederlo prima in ambasciata o al consolato. 

Per arrivarci, dall’Italia c’è la Turkish Airlines, che con scalo a Istanbul vi porta in Iran con meno di 500 euro andata e ritorno. 

Ricordate che è una repubblica islamica. Per esempio: non è consentito salutare una donna stringedole la mano.