Alle Hawaii a vedere il vulcano

8 maggio 2018

L’arcipelago delle isole Hawaii si trova nel mezzo dell’oceano Pacifico, a migliaia di miglia di distanza dalla costa del continente americano, all’altezza della California e del Messico, sopra l’equatore.

Si tratta di un arcipelago vulcanico che si trova su una delle faglie sismiche del pianeta. Il posto più famoso delle isole Hawaii è Honolulu e si trova in una delle otto isole principali, che si chiama Oahu. Altra isola molto nota per i turisti è Maui. Il vulcano di cui avete sentito parlare nei giorni scorsi, Kilauea, si trova nell’isola più grande dell’arcipelago: Big Island o Hawaii. Nei giorni immediatamente successivi all’eruzione spettacolari cascate infuocate sono precipitate verso il mare sollevando nubi di vapore acqueo e attirando migliaia di turisti armati di macchine fotografiche e smartphone per immortalare lo spettacolo.

Se volete visitare l’arcipelago saprete già che non è esattamente facile arrivarci e che non si tratta di una vacanza per backpackers: i costi degli alberghi sono alti e soprattutto sono pochissime le strutture spartane o adatte a turisti con meno disponibilità economica. Dovete insomma mettere in conto almeno 3000 euro per una settimana di vacanza. Dall’Europa si deve considerare inoltre la durata del viaggio: voli che arrivano alle 30 ore, scali compresi.

Non ci sono voli diretti per Honolulu, che è la città con l’aeroporto internazionale, e dunque qualsiasi compagnia in partenza da Roma o da Milano vi proporrà almeno uno scalo in Europa o negli Usa, in genere a Los Angeles. Il costo del biglietto per arrivare è di circa 1300 euro. Poi, una volta arrivati ad Honolulu, si può usare un pacchetto vacanze anche comprato in Italia che vi offre i trasferimenti nell’isola o nelle isole che avrete scelto per il vostro soggiorno, il pernottamento e la prima colazione con qualche visita alle bellezze naturali dell’arcipelago (in genere giardini botanici e parchi. Ma se siete arrivati fino a lì non sarà stato certo per vedere qualche parco e qualche fiore).

Il costo di questi pacchetti è si aggira sui 1000 euro ai quali dovrete aggiungere il vitto. 

Le isole più apprezzate dai frequentatori delle Hawaii sono – oltre a Oahu – Maui, che offre tutte le varietà possibili, dalle calette tranquille e riparate alle grandi spiagge per surfisti, Hawaii o Big Island, quella del vulcano, per le sue spiagge nere e per il fatto di essere meno “turistica”, Kuai, ancora più defilata dal turismo di massa e con splendidi colori smeraldo e turchese.

Da maggio e fino a ottobre è caldo ma ci sono piacevoli alisei a rendere l’aria piacevole. Informazione ulteriore: in questa stagione il mare è meno mosso, poco propizio per il surf.

Miranda Guterres

Volontari ai Caraibi

10 aprile 2018

Se viaggiare non è per voi solo un modo per passare il tempo (e confidiamo che i nostri lettori siano un po’ meno superficiali di così) un articolo del New York Times di qualche giorno fa parlava delle possibilità di essere utili – facendo volontariato – anche per i viaggiatori. Anche per quelli che visitano i paradisi caraibici. La parola chiave infatti è uragani: essi colpiscono molte località del mondo, in particolare quelle caraibiche, e i viaggiatori possono usufruire di speciali programmi che consentono loro – da parte di alberghi, compagnie di navigazione ed altre aziende – di dare una mano.

L’idea è venuta a Kelly Hepburn, una agente immobiliare che aveva pianificato le sue vacanze alle isole Vergini, colpite però da due uragani. La Hepburn decise di partire ugualmente come volontaria, in un progetto per ripulire i sentieri e le spiagge di un parco nazionale delle Isole. La ong che gestisce il Virgin Island National Park da allora ha cominciato a far girare la voce: volontari disponibili a pulire le strade, i sentieri, anche solo per pochi giorni, possono ancora oggi rivolgersi a info@friendsvinp.org o ivolunteer@friendsvinp.org. Potranno vivere un campeggio e aiutare. Anche a Porto Rico, isola pure colpita spesso da varie disavventure naturali, l’organizzazione Para La Naturaleza, recluta volontari che possono iscriversi a programmi che vanno dalla cura delle foreste al monitoraggio degli iguana al mantenimento dei parchi al bird watching.

Ancora a Porto Rico, un resort di lusso organizza volontari per occuparsi di un parco naturale: si possono avere trasporti e pasti pagati scrivendo a yunquevolunteers@gmail.com. Ancora: all’isola di Dominica il Fort Young Hotel offre un pacchetto di cinque giorni: se se ne passano tre lavorando come volonari il prezzo è di meno di 400 dollari, compreso alloggio, trasferimenti dall’aeroporto, colazione e pasti, un giro dell’isola e ovviamente il trasporto al luogo di lavoro.

Miranda Guterres

New York a primavera

1 aprile 2018

Andare a New York in primavera è una esperienza da consigliare a chiunque. Non c’è bisogno di parlare del fascino di questa città americana ai nostri lettori. Possiamo forse darvi qualche consiglio pratico per arrivarci e dormirci senza spendere troppo. Il sito Lastiminute.com offre la possibilità di prenotare volo e albergo e scoprirete che con meno di 1000 euro potete organizzare una settimana nella città, pasti esclusi. 

Di New York abbiamo parlato anche qualche mese fa per illustrare la campagna del locale ente turistico

Il sito rimane il posto giusto anche per controllare le mostre, le iniziative, gli spettacoli e per comprare le card per girare la città e i suoi musei a prezzi speciali. Lo trovate qui  https://www.nycgo.com/

Tra le mostre in corso in questo periodo una dedicata a Nepal e Tibet al Metropolitan e una splendida mostra delle foto della città firmate da Jack Mc Dougle. Il titolo della mostra è Urban Colors

Se poi avete tempo date un’occhiata al blog di Simona Sacri, che ha pubblicato diversi post su New York. Uno vi spiega cos’è il club The Players mentre un altro vi conduce nei dintorni della città, per esempio a Woodstock, che oggi è una città rimasta alternativa, piena di spunti e di suggerimenti oltre che ovviamente di ricordi della stagione che evoca.

Sebastiano Pozzi

Il Perù non è solo del Papa

20 gennaio 2018

Una delle destinazioni della missione del Papa in America Latina di questi giorni, il Perù si trova poco sotto l’equatore. Confina a sud con Bolivia e Cile, a nord con l’Ecuador ed a est con il Brasile. Si affaccia sul mare ma ha anche le Ande che lo attraversano. A Lima le temperature raramente scendono sotto i 18 gradi e dunque qualsiasi mese è buono per andarci, anche se alcuni consigliano i mesi che vanno da marzo ad ottobre. Per andarci una ottima cosa sarebbe affidarsi ad agenzie locali che organizzano viaggi secondo i criteri del turismo responsabile. Una agenzia si chiama Fertours Perù. Ha sede a Lima ed è animata da peruviani, italiani o peruviani per metà italiani. Hanno uno slogan sulla loro home page: chi viaggia senza incontrare l’altro non viaggia, si sposta. Chiunque desideri conoscere questo Paese può rivolgersi a loro, che basano la loro idea sulla costruzione di una rete di persone peruviane ed italiana per un turismo fondato sulla reciprocità

Propongono diversi tour del Perù che potete vedere qui 

Qui invece qualche notizia in più sull’agenzia

Buon viaggio

Miranda Guterres

 

True york city

22 novembre 2017

True York City è il nome della campagna che l’ente del turismo di New York ha scelto per promuovere un turismo più approfondito che vada al di là del selfie sui luoghi più famosi della città più famosa del mondo.
La campagna è costata diversi milioni di dollari negli Usa e in un gruppo di altri 16 Paesi del mondo ed userà la frase “Famous Original New York City” in tutti gli annunci pubblicitari, che arriveranno anche sui social. Pronto anche un sito internet (nycgo.com/famousoriginal).

Alcuni esempi: chi salga sull’Empire State Building potrà cenare al ristorante coreano sulla 33esima. Una strada conosciuta dai newyorkesi come “koreatown”, famosa per la possibilità di mangiare autentico cibo coreano e non cibo per turisti che immaginano di mangiare coreano.

La campagna incoraggia l’uso dei ferries, quelli usati dai pendolari tra Brooklyn e Wall Street.

Tutti i turisti conoscono Times Square, molti meno conoscono il parco appena nato High Line, un parco lineare e luogo di passeggio e di incontro molto newyorkese, costruito su una sopraelevata.

Di posti così ce ne sono moltissimi e potete scoprirli navigando nel sito: la città è divisa in zone e le bellissime foto vi faranno venir voglia di andarci. O perlmeno, intanto, di navigare con la fantasia.

Miranda Guterres

Canada, terra di immigrati

6 luglio 2017

Se il 4 luglio è la festa dell’Indipendenza Usa, come tutti sanno, pochi sanno che il primo di luglio ricorre la festa dell’Indipendenza del Canada. Il quotidiano Huffpost ha pubblicato nei giorni scorsi una lista di “150 cose da sapere” su questo Paese nel 150esimo anniversario della sua nascita.

L’azienda canadese Canadian Visa Expert, una società che si occupa delle procedure per entare nel Paese da immigrati, ha elencato invece le 10 ragioni per cui gli immigrati raccomandano il Canada ai futuri immigrati. Il Canada è il secondo Paese al mondo per estensione ed ha oltre 2 milioni di laghi, intanto. Il suo primo ministro è uno dei leader più popolari al mondo ed è certamente molto positivo sul tema immigrati. Oggi il 20,6 per cento dei canadesi sono nati altrove. Il 19 per cento si identifica in una minoranza.

Infine: il Canada ospita ogni anno 300 mila immigrati, ha una economia che va benissimo, un tasso di istruzione altissimo ed ha tra l’altro una città considerata la più “multiculturale e diversa” al mondo, Toronto.

Gaetano Vannuzzi

Attenti al 4 luglio

1 luglio 2017

Se andate negli Stati Uniti e vi troverete da quelle parti il 4 di luglio, sappiate che rischiate grosso. Uno studio, condotto da Geotab, una azienda che produce dispositivi Gps per automobili, ha rivelato che il 4 luglio è il giorno più pericoloso dell’anno. Lo studio è stato fatto esaminando i dati degli  ultimi dieci anni.

Lo studio ha prodotto una infografica in cui tutti gli Usa – Stato per Stato – sono analizzati. Ogni anno negli Usa 30 mila persone muoiono in incidenti stradali. La notizia è che alcuni giorni sono più pericolosi di altri. In particolare quelli delle feste – Labor Day, Halloween, il capodanno.

 

La ragione è che il consumo di alcool in questi giorni è pià alto. Il 4 luglio in media muoiono in incidenti stradali 119 persone. Se il 28 per cento di tutti gli incidenti dipende dall’alcool, durante le feste questa percentuale sale notevolmente: il 47 per cento il 4 di luglio, il 41,6 a Capodanno, il 41 ad Halloween.

Gaetano Vannuzzi

Dallas, per vedere la Motown

Con l’hashtag Dallasvaleunviaggio la città texana si presenta al turista europeo che ci capitasse, per lavoro magari, l’opportunità di trovare una città ricca di spettacoli, mostre, eventi, concerti. Per esempio è aperta da febbraio e durerà fino a settembre la mostra “Maya: Hidden Worlds Revealed at the Perot Museum”, dedicata alla più affascinante delle civiltà presso il Perot Museum of Nature and Science. “È la più grande esposizione Maya che abbia mai viaggiato per gli States: conta una superfice di 3000 metri quadrati sui quali sono esposti oltre 200 autentici manufatti e ricostruzioni di ambienti coinvolgenti per esplorare le stupefacenti realizzazioni di una delle più potenti civiltà indigene Mesoamericane che tutt’ora ha milioni di discendenti viventi. L’esposizione, presentata sia in Inglese che in Spagnolo, sarà visitabile fino al 4 settembre 2017”.

Ma c’è anche un festival culinario, se capitate dalle parti di Dallas entro il 9 aprile. Si chiama Savor Dallas, è un festival culturale e culinario, presentato da Goody Goody, eccellenza della stravaganza epicurea firmata dai sapori di grandi chef, un’ampia degustazione di vini super alcolici. Intrattenimento dal vivo ed esperienze culturali definiranno l’anima di Dallas.

Infine, e qui avete tempo fino a luglio, “Sepia: A Legacy in Photography”, un’esposizione fotografica sulla gloriosa Motown Era, l’era di Diana Ross, The Supremes, Marvin Gaye, Stewy Wonder, Aretha Franklin, I Jackson 5 e tantissimi altri grandi artisti (Motown One Mo’Time Moments in Jazz). Verranno presentate diverse fotografie provenienti da giornali ormai fuori stampa in cui troviamo personaggi noti e immagini editoriali provenienti dal Sepia Magazine Photographic Archive, che contiene oltre 10,000 immagini di proprietà del museo. La mostra ha aperto le porte nel gennaio 2016 e resterà aperta fino a luglio 2017.

Assolutamente da non perdere!”.

Per maggiori informazioni sugli eventi a Dallas, visitate il sito VisitDallas alla sezione eventi.

Gaetano Vannuzzi

L’industria turistica contro Trump

22 febbraio 2017

Chiudere le frontiere? Idea pericolosa per l’economia statunitense, paragonabile alla chiusura che seguì gli attentati dell’11 settembre 2001. Una idea che rischia di condurre l’economia Usa in una china di decrescita e di stagnazione nel settore turistico. Lo afferma il presidente ed amministratore delegato del World Travel and Tourism Council, David Scowsill, in un convegno che si è tenuto la scorsa settimana a Las Vegas, la “Routes Americas aviation conference”. Scowsill ha detto che le politiche di restrizione nella concessione di visti e il senso di allarme diffuso dalle autorità politiche, a partire dal presidente Trump potrebbero far perdere 600 miliardi di dollari al settore. I dati del passato lo confermerebbero: tra il 2001 e il 2009 gli arrivi di turisti dall’estero sono diminuti del 9 per cento, ha detto Scowsill. Il settore turistico contribuisce al Pil per l’8 per cento ed occupa circa il 10 per cento del totale della forza lavoro Usa. Si parla di compagnie aeree, alberghi, agenzie di viaggi che segnalano già un caòlo delle prenotazioni verso gli Usa a seguito dell’ordine esecutivo del Presidente che ha vietato gli ingressi da sette Paesi. “Tenete il turismo fuori dalla politica”, ha detto il presidente del WTTC rivolgendosi all’Amministrazione. “Non è in questo modo che si rendono più sicuri i cittadini americani ma migliorando le tecnologie e condividendo le informazioni con le istituzioni e la polizia degli altri Paesi”. “I viaggi e il turismo hanno senso se si abbattono le barriere, non se se ne costruiscono altre”.

Valeria Palumbo

Una crociera in Ecuador

12 dicembre 2016

Earth Viaggi, tour operator con alcuni decenni di storia di turismo responsabile (“nel nostro nome è inscritta la nostra storia. Un storia di passione per la Terra che dura da oltre 26 anni. Da sempre vogliamo esplorarne le meraviglie. Ma lo facciamo in punta di piedi, rispettando gli ambienti naturali e la ricchezza antropologica dei popoli”, dicono nel loro sito), propone per maggio un viaggio in Ecuador. Non è per tutte le tasche anche perché arriva fino all’arcipelago delle Galapagos, considerate il paradiso del viaggio naturalistico.

Oltre alla stazione che porta il nome di Charles Darwin però il viaggio esplora anche l’Ecuador, Paese che vanta una grande varietà di ambienti, dalla costa del Pacifico agli altipiani andini coperti di ghiacciai.

Si parte dalla capitale Quito, si scende verso la valle dei vulcani (Cotopaxi e Lasso), si prosegue (sempre lungo la strada panamericana) per Riobamba e Ingapirca (3100 metri sul livello del mare) e poi per Cuenca, una delle più belle città coloniali dell’America Latina con una sontuosa Cattedrale. Il settimo giorno ci si imbarca per le isole. Il viaggio dura 12 giorni, prezzi a partire da 4390 euro.

Ps: il viaggio non è adatto ai fumatori. Sulle Galapagos è viatato fumare per l’alto rischio di incendi. La crociera è sua una lussuosa imbarcazione da 100 posti.

Micaela Montesur