African mothers

20 settembre 2017

Solo negli ultimi dodici mesi si calcola che l’Uganda, un Paese dell’Africa centro-orientale che confina a nord con il Sud Sudan, a ovest con la Repubblica Democratica del Congo ed a sud con il Kenya e la Tanzania, ha accolto un milione di profughi. Provenienti in particolare dal Sudan, circa 1800 persone al giorno sono entrate in questo Paese grande più o meno come l’Italia e stretto in mezzo al continente africano. 

L’Uganda è anche il Paese oggetto di una mostra fotografica che dal 21 settembre sarà a Roma, presentata ad un dibattito al Festival della letteratura di viaggio che ogni anno si tiene nella Capitale d’Italia. La mostra, del fotografo Mimmo Frassineti, si chiama African mothers. Frassineti, fotografo free lance, lo scorso anno realizzà un reportage che fu pubblicato dal Venerdì della Repubblica con i testi della giornalista Antonella Barina nella città di Gulu in Uganda settentrionale.

Quelle foto e quelle inedite – che sono quasi cinquanta – sono state realizzate in un villaggio ancora più povero di Gulu, a pochi chilometri di distanza, e mostravano anche l’attivià di un ospedale missionario dedicato in particolare all’assistenza alel donne. L’Uganda ha un tasso di natalità altissimo e per questo è oggi una delle nazioni dove nascono più bambini sul pianeta. Le immagini di Frassinetti mostrano i reparti dell’ospedale, i viali alberati attorno ad esso, il mercato della città, le strade, i negozi e soprattutto le mamme con i loro bambini.

Azzurra Mongini

Al mare in Marocco

6 settembre 2017

C’è un posto in Marocco che l’ente del turismo di quel Paese definisce “un angolo di paradiso” perché un luogo perso “tra le acque dell’Atlantico e le sabbie del Sahara”. Si chiama Dakhla.

Chilometri di spiaggia, la possibilità di fare sport o semplicemente di rilassarvi, le coste più belle al riparo dal mondo. Le spiagge più famose si chiamano PK25 e Foum El Bouir. La prima è fatta di acque calme e cristalline, ideali per rilassarsi. La seconda è fatta per chi ama gli sport acquatici, tempio per surfer professionisti e dilettanti. I più esperti arrivano al vicino  Pointe du Dragon, famoso per i suoi cavalloni e le sue spettacolari onde. 

Il problema è che Dhakla è all’estremo sud del Marocco e il Ministero degli esteri, nel suo sito Viaggiaresicuri.it, sconsiglia i “viaggi non indispensabili” in questa località: troppo vicino al confine con la Mauritania, zona di disordini e di rivolte indipendentiste da parte del Fronte Polisario e di possibili infiltrazioni di gruppi terroristici. 

I tour operator però organizzano comunque viaggi anche per Dakhla e lo stesso Ministero degli esteri italiano ricorda sempre che anche le grandi città, europee, africane o asiatiche sono a rischio, ormai. 

Il soggiorno sul mare costa poco e se visitate il Marocco e volete concludere il vostro viaggio con qualche giorno di spiaggia potete anche farlo. E’ sempre possibile segnalare sempre la vostra presenza in zona sul sito Dove Siamo nel Mondo. 

Azzurra Mongini

 

A settembre in Mozambico

10 agosto 2017

Sulla costa orientale del continente africano, con il Sudafrica a Sud, lo Zimbabwe ad ovest e la Tanzania a nord, il Mozambico non è una delle mete più gettonate dai turisti italiani e non è facilissimo trovare viaggi in questo Paese nei cataloghi. Eppure è un Paese relativamente tranquillo, se si fa eccezione per una lunga guerriglia che però da un anno a questa parte ha interrotto le azioni armate ed ha stipulato una tregua con il governo.

E’ un Paese dove le strutture sanitarie sono discrete e dove le malattie endemiche – se si fa eccezione per la malaria, per la quale occorre fare la profilassi – non sono diffusissime. Inoltre, particolare significativo per chi cerchi il mare, il clima del Mozambico è tropicale: da novembre a marzo piove, da aprile a novembre il clima è secco. Più fresco fino ad agosto, poi decisamente caldo. La capitale Maputo ha temperature accettabili – 26 gradi in media ad ottobre, mentre le spiagge più belle che si trovano al sud, hanno temperature dell’aria e dell’acqua molto piacevoli. 

Un tour operator che organizza viaggi in Mozambico si chiama Mokoro ed offre un tour con la capitale e qualche giorno di mare, per circa 10 giorni complessivi  compresi i voli intercontinentali, a meno di 1500 euro con prima colazione inclusa. Un altro operatore è Hotelplan, che organizza viaggi con soggiorni in alberghi molto lussuosi

Se volete andare da soli, il modo più veloce per andare in Mozambico dall’Italia è passare per il Portogallo (Il Mozambico è stato colonia portoghese). Con meno di 800 euro comprate andata e ritorno. Ovviamente ricordate che per entrare serve il visto, che si fa presso l’Ambasciata del Mozambico a Roma. I prezzi degli alberghi per il turista fai da te non sono “africani”: a Maputo si possono spendere anche 250 euro per una stanza.

Un albergo molto amato dalla comunità di viaggiatori di Tripadvisor si chiama semplicemente Maputo, si trova in Avenida Ho Chi Minh e costa meno di 80 euro a notte. 

Buon viaggio

Miranda Guterres

 

Algeria, dove è meglio non andare

4 luglio 2017

Nel sud-est dell’Algeria, al confine con la Libia, si estende un massiccio montuoso all’interno del deserto del Sahara. Si chiama Tassili n’Ajjer. Gran parte di questa catena montuosa è ptrimonio dell’umanità Unesco. E non solo per gli alberi che la popolano. La ragione principale è che si tratta di un gigantesco parco archeologico e una delle cose che si possono vedere è una incisione che secondo alcuni è la più bella al mondo.

Si tratta della “vache qui pleure”, una incisione rupestre che rappresenta un bovino che piange. Alcuni visitatori hanno tirato in ballo Picasso. Risalirebbe a 7000 anni fa.

Il problema è che si trova in un luogo piuttosto poco sicuro. Un luogo in cui secondo il Foreign Office inglese ma anche secondo la Farnesina non è sicuro andare. Sotto e ad est dell’Algeria c’è la Libia, ci sono il Mali e – a Ovest – la Mauritania. Anche entrare dalla Tunisia o dal Marocco via terra non è possibile per il turista occidentale.

Occorre dotarsi di un visto, e poi visitare le città e i luoghi che sono meno pericolosi. Si può cominciare da Algeri (ci arriva Alitalia), bella e tutto sommato tranquilla per il turista – attenti solo ai borseggiatori e al traffico caotico. E poi Orano, Constantine. Potete anche – ma non fatelo da soli, appoggiatevi ad una agenzia turistica del luogo – fare un giro del Paese, e può darsi che vi portino anche a Djanet, la città più vicina al Parco Naturale di cui parlavamo all’inizio.

Ma fate attenzione, scegliete con cura, e segnalate sempre la vostra presenza nel Paese sul sito Dovesiamonelmondo

Gaetano Vannuzzi

Un viaggio d’altri tempi

20 giugno 2017

Un tipo di viaggi molto particolare, che piace a chi sogna un mondo che non c’è più, fatto di lusso ed eleganza davvero esclusivi. I treni di Rovos Rail possono offrire una esperienza di questo tipo perché fin dalla partenza del viaggio sarà il signor Rohan Vos, il proprietario della compagnia di cui sopra, ad accogliervi personalmente per augurarvi buon viaggio. Da dove si parte? Da Pretoria, stazione da cui da quasi trenta anni partono i treni di Rovos Rail e da dove parte il “Pride of Africa”, considerato “il più lussuoso al mondo”. E il vero lusso si vede non dallo sfarzo ma dal servizio discreto associato ad una cucina prelibata.

Si tratta di carrozze d’epoca, che quindi vi faranno calare in un clima di qualche decennio fa, quando il viaggio era proprio degli esploratori, non dei turisti. I viaggi possono durare un week end ma anche quindici giorni. Non mancano gli scenari di esotica bellezza, dal deserto della Namibia alle cascate dello Zimbabwe ai panorami mozzafiato attorno a Città del Capo. Siamo in Africa meridionale, e il viaggio è adatto soprattutto a chi ama la natura.

Sul treno ci sono 36 cabine per 72 passeggeri, una carrozza panoramica con splendide vetrate e lussuose poltrone dalle quali ammirare il paesaggio o la carrozza lounge che termina in una romantica veranda aperta, alla fine del treno, che permette di immergersi nei colori e nei profumi della natura circostante.

I prezzi non sono così alti, in fondo: tre giorni per il Cape Town tour, per esempio, tutto compreso, vi potrebbe costare sui 2000 euro dormendo in suite, con la metà dormite in una cabina normale. 

Miranda Guterres

Cocoon, capodanno alle Seychelles ma anche no…

23 dicembre 2016

Da Londra a Berlino a Cesenatico, dal Kenya a Zanzibar alle Seychelles: se ricordate il film Cocoon, uscito alla metà degli anni 80 e dedicato a tre pensionati e ad una loro magica nuova giovinezza, capirete perché c’è un tour operator che si chiama Cocoon Travel.

L’idea di questo gruppo è semplice ma vincente: offrire viaggi un po’ più lunghi di quelli turistici cercando resort e strutture, di villaggi e alberghi che possano accogliere famiglie e pensionati per periodi di tempo diversi da quelli tradizionali: non sette o quattordici giorni ma – magari – un mese o tre mesi.

Il vantaggio è poter conoscere posti molto esotici o di poter stare qualche tempo in una tranquilla pensione della riviera romagnola affidandosi a professionisti che penseranno al vostro viaggio organizzato nei minimi dettagli, in base alle vostre esigenze e preferenze. Il catalogo spazia appunto dal Kenya alle capitali europee, dal capodanno alle Seychelles a circa 2500 euro (per 15 giorni) alla possibilità di affittare un monolocale a Cesenatico nel prossimo settembre a poco più di 200 euro al mese. Per tutte le tasche e per tutti i gusti.

Azzurra Mongini

L’Egitto spera in Tutankhamon

25 settembre 2016

Da settimane i familiari di Giulio Regeni aspettano una qualche verità attendibile sulla sorte del loro figlio, che si trovava al Cairo per studiare, per scrivere la sua tesi di dottorato, e che è stato ucciso da qualcuno. Il governo egiziano per ora non dà notizie molto attendibili. In compenso si preoccupa del turismo, perché l’Egitto deve al turismo gran parte delle sue entrate e da molti anni – per motivi molto seri – i turisti non sono più tanti come un tempo.

E’ comprensibile dunque che – pur dovendo fronteggiare le critiche internazionali, anche di chi si è accorto dopo la morte di Regeni che i casi di sparizione di dissidenti in Egitto sono centinaia – l’Egitto pensi a rassicurare, in vista della stagione turistica. Ieri il governo del Cairo ha diffuso i contenuti di una ricerca secondo cui il 53 per cento dei turisti definisce l’Egitto come destinazione “must”, come luogo da vedere assolutamente nel prosimo futuro. Il sondaggio è stato diffuso durante un convegno al Cairo con oltre 200 organizzazioni internazionali rappresentative del mercato turistico, provenienti da 25 Paesi (era rappresentata anche l’Italia) e alla presenza del Segretario generale della World Tourism Organisation.

Il primo punto del convegno è stato quello della sicurezza per “chiunque viaggi nel paese, usi i nostri aeroporti, visiti i nostri siti storici, soggiorni nei nostri alberghi”. Quella della sicurezza è stata definita una “priorità” dal governo egiziano. 

Quest’anno le autorità egiziane confidano molto nelle notizie attorno alla Tomba di Tutankhamon e alla scoperta di una camera funeraria segreta dietro la tomba sul cui contenuto si avranno presto notizie. Il ministro del turismo egiziano ha detto che questo sarà “il big bang, la scoperta del secolo” perché potrebbe darci testimonianze straordinarie sulla vita nell’Antico Egitto. Nella camera funeraria ci sarebbe una grande quantità di metalli.

Sabrina Gervasoni

In Africa con gli esperti

Kel12 è un tour operator milanese di ottimo livello, che offre un servizio veramente speciale. Nell’era del fai da te, dei viaggi comprati su internet, la funzione dell’agente di viaggi sembra essere destinata a scomparire. Ma per un tour operator nato oltre 35 anni fa, per fortuna, non basta Internet per esser costretti a sparire. Kel 12 scrive sul proprio sito che nel 1978, quando nascque, “i viaggiatori che si avventuravano fuori dalle rotte conosciute erano pochi, romantici, nomadi, che rispondevano ad un’esigenza personale. Non c’erano telefoni, bussole satellitari, assicurazioni. Si era soli con il viaggio e con un senso dell’andare che lasciava ampi margini all’imprevisto. Il Sahara era la patria della libertà. Pochi confini, da attraversare senza neanche rendersene conto e dogane che erano container piazzati nel vuoto”. Kel 12, fondata da Sergio Scarpa in quell’anno, ha nel frattempo “raggiunto per primi luoghi che solo dopo altri hanno scoperto, abbiamo aperto strade, tracciato sentieri che oggi sono diventati comuni, ma che comuni, vissuti con Kel 12, non sono mai. Il nostro viaggio non è una rapida, seppur emozionante, visione dei luoghi; non è la visita, spesso banale e frettolosa, ad un villaggio. Il nostro viaggio è ricerca di incontro con la natura, la storia, l’arte. Incontro con l’altro, il diverso, da conoscere e rispettare”.

Per questo, prima di scegliere una destinazione, è bene che sappiate dove state andando. Per questo è utile, oltre che navigare in rete alla ricerca di esotico, andare a trovare quelli di Kel 12. Sono a MIlano ma anche in molte agenzie selezionate in giro per l’Italia, soprattuto al centro-nord.

E per esempio giovedì 26 marzo, a Milano, Kel 12 vi invita al Teatro san Lorenzo alle Colonne, in Corso di Porta Ticinese, per una serata dal titolo “L’Africa dei parchi e degli animali”, insieme ad un esperto che vi racconterà le dune cangianti della Namibia e la fauna africana della Tanzania.Appuntamento è alle ore 21. Se volete partecipare mandate una mail a carlotta.mazzoni@kel12.com

Tunisia, meta esotica e cultura

Se ne avete abbastanza di mari tropicali asettici e di città d’arte europee, un posto da vedere per voi – anche in questi mesi ancora troppo freddi in Italia – è la Tunisia.

A breve distanza dall’Italia, con voli di linea che raggiungono tranquillamente Tunisi, e con la possibilità di arrivarci anche via nave, la Tunisia offre un patrimonio archeologico per molti versi sorprendente, con sette siti iscritti nell’elenco del Patrimonio Mondiale Unesco, una bellissima natura – diversi i bei parchi – e la possibilità di vedere il deserto vero, alle porte del Sahara, per esempio nelle oasi di Tozeur e Nefta, sul lato settentrionale del Chott El Jerid, un magnifico lago salato.

Se avete voglia di mare, potete andare a Djerba, luogo scelto da tour operator e agenzie, per le sue spiagge bianche, oppure optare per Zarzis, la più a sud delle stazioni balneari del Paese, molto più appartata. Ottimo il clima: in questo periodo ci sono 20-25 gradi, per esempio. 

 

 

Per muoversi nel Paese è una buona idea quella di scegliere l’auto, visto che si può approfittare di una discreta rete stradale. Ma anche muoversi in bus o – per la costa nord – usando il treno è una possibilità.

Infine, avrete la possibilità di vedere un Paese arabo, in un’area del pianeta molto difficile di questi tempi, che è relativamente tranquillo rispetto a tanti suoi vicini. Il sito “Viaggiare Sicuri” del Ministero degli esteri nei giorni scorsi ha parlato di un “miglioramento della situazione di sicurezza”, e non ha lanciato allarmi particolari, se non i soliti legati al rischio di attentati: fare attenzione nei grandi centri commerciali, nei mercati all’aperto, negli spostamenti notturni. Ovviamente è bene stare lontani dal confine libico: il valico di frontiera di Ras Jedir ha visto spesso scontri a fuoco anche per il tentativo di ingresso di profughi libici nel Paese. 

L’Ente del turismo tunisino, che ha sede a Milano, ha un sito molto ben fatto. 

 

Novembre in Senegal, con qualche informazione

Il Senegal è un ottimo posto per passare i mesi di novembre e dicembre. La temperatura media a Dakar in questo periodo è di circa 25 gradi,  ed è dunque il momento migliore per fare camminate, qualche bagno sulle coste dell’Atlantico, escursioni sui fiumi. Sono finite le piogge – molto frequenti fino ad ottobre – 

E’ di ieri la notizia che il cittadino della Guinea che era stato ricoverato in isolamento a Dakar, capitale del Senegal, perché affetto dalla febbre emorragica da virus Ebola, è stato dichiarato guarito. Si tratta dell’unico caso fino ad oggi registrato nel Paese, dove le Autorità sanitarie mantengono comunque alto il livello di attenzione e restano in vigore i protocolli sanitari previsti. Sono chiuse le frontiere terrestri, marittime ed aeree con la Guinea, la Liberia, la Siera Leone. Dunque il Paese è un posto che – informandosi comunque sempre sul sito viaggiaresicuri.it e sui mezzi di informazione, si puà visitare. 

Altro punto critico riguarda il terrorismo. Il Senegal confina con il Mali e la Mauritania, e proprio le zone di confine sono da considerarsi non sicure e pertanto si sconsiglia vivamente di recarvisi. In queste aree sono infatti molto attivi i gruppi terroristici di matrice saheliana.

Meno preoccupante la criminalità comune, anche se in alcune aree dela periferia di Dakar, come Yoff, Colobane, e in alcune zone turistiche, come quella di Saly, quella del Lago Rosa si sono registrati casi di rapina. Come in tutto il mondo, è bene evitare luoghi isolati di notte e la mattina presto. 

Tra le proposte di viaggio, Jonas, che organizza viaggi di turismo responsabile, ha un “Capodanno 2014” nel Paese. Se volete andarci prima, e per meno giorni, provate le proposte di Quality Group