Tremiti, tra spiagge e pini

17 maggio 2018

20 chilometri di costa, non di più: sono le isole Tremiti, arcipelago a poche decine di miglia dal promontorio del Gargano formato da cinque isole più grandi, molto diverse per morfologia e caratteristiche. La più grande si chiama San Domino ed è ricoperta da pini di Aleppo e lecci, bellissima dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Poi c’è San Nicola, che è piena di testimonianze storiche: torri, fortificazioni imponenti, muraglie, chiese e chiostri di una fortezza-abbazia, Santa Maria a Mare, che ricopre un rilevante interesse storico e artistico. Capraia non ha alberi ed è terra di gabbiani, soprattutto. Cretaccio è poco più di uno scoglio, un tempo base di un ponte che collegava le due isole più grandi. Infine Pianosa, che è riserva integrale del parco marino delle Tremiti.

San Domino è lunga meno di 3 chilometri e larga meno di 2, si gira a piedi. Le automobili infatti non sono ammesse nell’arcipelago, a parte proprio San Domino, che è l’isola più grande. L’auto insomma non serve. San Domino è anche l’isola più mondana, con discoteche e anche turismo di giornata. Si arriva infatti alle Tremiti con circa 1 ora di nave da Termoli (ma si parte anche dal Gargano) e molti turisti vanno lì a passare la giornata di mare. E tuttavia gli abituali visitatori assicurano che anche in agosto si può godere di mare e solitudine nelle molte calette sulla costa: la foresta digrada verso il mare e, a volte con qualche accortezza (meglio non portare i bambini) si trovano spiagge immacolate e mare caraibico o, più spesso, insenature di scogli e roccia.

Inoltre esistono anche dei servizi di acqua taxi, che consentono con 5 o 10 euro di raggiungere le baie meno raggiungibili, via mare. San Domino è collegata via mare (meno di 500 metri, 5 euro con il taxi boat) con San Nicola. L’unica spiaggia vera e propria è quella chiamata Marinella, raggiungibile a piedi e piuttosto affollata in alta stagione.
I prezzi alle Tremiti non sono proprio alla portata di tutti. I viaggiatori abituali consigliano di cercare di dormire in campeggio o – per soggiorni lunghi – affittare un appartamento. Anche dei prezzi dei generi alimentari non possiamo dire che siano economici.

Informazioni sono disponibili su questo sito.

Miranda Guterres

Visitare la Macedonia, che non si chiama così

15 maggio 2018

La Macedonia è una parte della ex Repubblica Federale di Yugoslavia e non si chiama Macedonia. Il suo nome è infatti FYROM, acronimo in lingua inglese per dire “ex repubblica di Macedonia della federazione Jugoslava”. Si tratta di una parte di territorio ricco di diversità etnica e paesaggistica che confina con la Grecia e con la regione greca che ha lo stesso nome. Le autorità greche infatti, come racconta il travel blogger Fabio Nodari, sono i più decisi avversari di quel nome, che considerano abusivo. Dunque, se dalla Macedonia entrate in Grecia, vi spiegheranno che loro non riconoscono un Paese chiamato Macedonia. Per questo si chiama FYROM.

La capitale della Macedonia è Skopjie.

I prezzi sono davvero competitivi se confrontati con altre regioni vicine: con meno di 70 euro si dorme in doppia in alberghi a 4 stelle nella località turistica più esclusiva del Paese, il lago Ohrid, che la Macedonia condivide con l’Albania. E parliamo di alberghi come il Sileksis, che si trova direttamente sulla spiaggia e che offre anche piscina, stanze nuovissime, wifi gratis, sauna e stanza fitness.
Per arrivare in Macedonia si deve volare sulla capitale, Skopjie, che dall’Italia è raggiunta dalla compagnia aerea low cost ungherese Wizz Air. Con meno di 150 euro andata e ritorno potete arrivarci, se prenotate con anticipo.

Skopjie è una tipica città balcanica, una città moderna con millenni di storia, oltre un milione di abitanti e un antico mercato che è il più antico di tutti i Balcani.

Da vedere anche la fortezza Kale, risalente al sesto secolo dopo Cristo e ricostruita, a seguito di un terremoto, nel 1100. Da vedere anche il luogo natale di Madre Teresa, che nacque proprio a Skopjie.

Tutte le informazioni sul sito dell’ente del turismo macedone, dove è anche possibile prenotare gli alberghi.

Miranda Guterres

Alle Hawaii a vedere il vulcano

8 maggio 2018

L’arcipelago delle isole Hawaii si trova nel mezzo dell’oceano Pacifico, a migliaia di miglia di distanza dalla costa del continente americano, all’altezza della California e del Messico, sopra l’equatore.

Si tratta di un arcipelago vulcanico che si trova su una delle faglie sismiche del pianeta. Il posto più famoso delle isole Hawaii è Honolulu e si trova in una delle otto isole principali, che si chiama Oahu. Altra isola molto nota per i turisti è Maui. Il vulcano di cui avete sentito parlare nei giorni scorsi, Kilauea, si trova nell’isola più grande dell’arcipelago: Big Island o Hawaii. Nei giorni immediatamente successivi all’eruzione spettacolari cascate infuocate sono precipitate verso il mare sollevando nubi di vapore acqueo e attirando migliaia di turisti armati di macchine fotografiche e smartphone per immortalare lo spettacolo.

Se volete visitare l’arcipelago saprete già che non è esattamente facile arrivarci e che non si tratta di una vacanza per backpackers: i costi degli alberghi sono alti e soprattutto sono pochissime le strutture spartane o adatte a turisti con meno disponibilità economica. Dovete insomma mettere in conto almeno 3000 euro per una settimana di vacanza. Dall’Europa si deve considerare inoltre la durata del viaggio: voli che arrivano alle 30 ore, scali compresi.

Non ci sono voli diretti per Honolulu, che è la città con l’aeroporto internazionale, e dunque qualsiasi compagnia in partenza da Roma o da Milano vi proporrà almeno uno scalo in Europa o negli Usa, in genere a Los Angeles. Il costo del biglietto per arrivare è di circa 1300 euro. Poi, una volta arrivati ad Honolulu, si può usare un pacchetto vacanze anche comprato in Italia che vi offre i trasferimenti nell’isola o nelle isole che avrete scelto per il vostro soggiorno, il pernottamento e la prima colazione con qualche visita alle bellezze naturali dell’arcipelago (in genere giardini botanici e parchi. Ma se siete arrivati fino a lì non sarà stato certo per vedere qualche parco e qualche fiore).

Il costo di questi pacchetti è si aggira sui 1000 euro ai quali dovrete aggiungere il vitto. 

Le isole più apprezzate dai frequentatori delle Hawaii sono – oltre a Oahu – Maui, che offre tutte le varietà possibili, dalle calette tranquille e riparate alle grandi spiagge per surfisti, Hawaii o Big Island, quella del vulcano, per le sue spiagge nere e per il fatto di essere meno “turistica”, Kuai, ancora più defilata dal turismo di massa e con splendidi colori smeraldo e turchese.

Da maggio e fino a ottobre è caldo ma ci sono piacevoli alisei a rendere l’aria piacevole. Informazione ulteriore: in questa stagione il mare è meno mosso, poco propizio per il surf.

Miranda Guterres

Tutti a Cavallino Treporti

1 maggio 2018

Le città italiane più visitate dai turisti, italiani e stranieri sono, nell’ordine: Roma, Milano, Venezia, Firenze. Al quinto porto c’è Rimini e anche questo si spiega: i sette milioni di turisi che la città romagnola attira ogni anno si spiegano con la storia di questa località, che da decenni ha investito sul turismo e viene ripagata dai visitatori che arrivano. Non è una città particolarmente importante per i beni artistici che possiede, non quanto le prime quattro, ma è sicuramente attrezzata per offrire al turista il massimo del divertimento, del relax, della vacanza intesa come vacanza.

Quel che colpisce è che scorrendo la classifica delle città italiane per numero di turisti che ogni anno la visitano, ci sono poi paesi e quasi paesi, alcuni sconosciuti ai più. Al sesto posto per esempio c’è Cavallino-Treporti, comune nei dintorni di Venezia, che accoglie ogni anno oltre sei milioni di turisti.

Ai posti successivi ci sono altre località intorno a Venezia. Evidentemente si tratta di turisti che alloggiano nei dintorni, anche per spendere di meno, oltre che per unire alla vacanza culturale anche quella balneare.

Si spiegano così i molti milioni di visitatori a Jesolo, a Caorle o a San Michele al Tagliamento, tutti in provincia di Venezia, appunto.

Quel che colpisce è invece che una città importante che potrebbe offrire la stessa combinazione ha molti meno visitatori di questi paesi.

Al quindicesimo posto infatti, con circa 3 milioni e 300 mila presenze, ecco Napoli. Nonostante il suo fascino storico, culturale, archeologico, architettonico, nonostante il suo golfo, con il mare che incontra la sagoma incombente del Vesuvio, nonostante le sue pizzerie, nonostante Pompei e Capri, Napoli è in classifica dietro un comune che si chiama Lazise, che ha 100 mila visitatori in più ogni anno.

Alzi la mano chi conosce Lazise. E’ sul Lago di Garda, un paesino bellissimo in ottima posizione per andare verso Venezia e anche verso Milano o per rimanere a Gardaland. E i turisti vanno a Lazise, più che a Napoli.

Gaetano Vannuzzi

Un treno storico nel Sannio

19 aprile 2018

Tra gli anni 20 e gli anni 40 del secolo scorso le Ferrovie italiane diedero vita a carrozze per trasportare passeggeri pensate per situazioni di grande affollamento. Una si chiamava “Centoporte”, un’altra Corbellini. Queste carrozze sono l’asse portate di un treno storico che è stato riattivato da poco tempo e che consente un tuffo nel passato in un territorio naturalisticamente e storicamente molto bello da vedere. Da maggio e fino alla fine dell’anno infatti, per 14 domeniche, si potrà partecipare ad una esperienza di riscoperta del territorio del Sannio, attraverso un mezzo di trasporto slow per eccellenza come il treno. Tra Benevento e i confini con il Molise, seguendo campagne, osservando greggi, borghi, paesaggi che sembrano ancora come quelli di un secolo fa, e nello stesso tempo partecipare a incontri storici, passeggiate culturali, voli in mongolfiera, visite a musei. Si parte dalle stazioni di Napoli o di Salerno, a seconda dei percorsi. In un caso ci si ferma anche ad Aversa, Caserta e Benevento, nell’altro caso a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, e poi ad Avellino e Benevento.
Le iniziative sono queste:

6 maggio – TRENO WELCOME: alla scoperta dei borghi di Pietrelcina, Campolattaro e Morcone

20 maggio – GIORNATA OASI WWF:domenica all’Oasi di Campolattaro

3 giugno – DOMENICA AL MUSEO: Musei aperti a Benevento

10 giugno – BENEVENTO LONGOBARDA: rievocazione storica nella città Unesco

3-4 luglio – FESTIVAL DELLA SPIRITUALITA’: teatro e turismo a Pietrelcina

29 luglio – JAZZ SOTTO LE STELLE: il meglio del jazz a Pietrelcina

5 agosto – FOLK E COMICRON: Pontelandolfo teatro della musica folk e dei cortometraggi comici

26 agosto – IL PAESE DELL’ACQUA: Sassinoro capitale del turismo escosostenibile

2 settembre – L’ECCIDIO DI PONTELANDOLFO: Visite culturali al borgo tra briganti e “ruzzole”

23 settembre – IL TRENO DI SAN PIO: escursione a Pietrelcina sulle orme del Santo

14 ottobre – RADUNO INTERNAZIONALE MONGOLFIERE: In volo dal borgo di Fragneto Monforte

28 ottobre – IL TRENO DEL CICLOTURISMO: Da Morcone ad Altilia in bici tra paesaggi unici

4 novembre – LA DOMENICA DELLE STREGHE: Halloween a Benevento: riti magici e Janare

16 dicembre – FESTA DEL TORRONE E DEL CROCCANTINO: S.Marco dei Cavoti, borgo del gusto

su richiesta degustazioni a bordo e guide turistiche

info : sannioautentico@cnabenevento.com

I biglietti singoli sono in vendita su tutti i canali #Trenitalia, biglietterie e self service di stazione, agenzie di viaggio abilitate, sul sito www.trenitalia.com, e sull’app “Trenitalia” per dispositivi mobili. Sarà possibile acquistare i biglietti anche direttamente a bordo del treno, senza alcuna maggiorazione e in relazione alla disponibilità dei posti a sedere.

Gaetano Vannuzzi

La Tunisia meno affollata

18 aprile 2018

Un modo per visitare la Tunisia senza passare per i luoghi più affollati ma senza per questo rinunciare al mare è guardare a Nord, dove è possibile trovare spiagge deserte e molto altro. La costa nord del Paese è nota come côte du Corail e i fondali sono ricchissimi di corallo rosso. Nello stesso tempo è possibile visitare siti naturali o storici.

Le due cittadine che si affacciano su questa costa sono Tabarka e Biserta. Tabarka è stata a metà del 1500 un territorio ligure, ai tempi delle Repubbliche marinare. Non manca dunque un vecchio Forte genovese, arroccato su una piccola penisola. Il forte si trova su un’isola di fronte alla città, che è collegata alla terraferma da meno di un secolo.

Quanto a Biserta, è soprannominata anche “la Venezia africana” per i canali che collegano il lago al mare e che attraversano la città. Potete immaginare il fascino della città vecchia, fatta di mura che furono erette prima dai Punici, poi dai Biazantini, poi dagli arabi.

Vicino a Biserta, se volete respirare un po’ di storia, si trova il sito archeologico di Utica, una delle più antiche città del Mediterraneo, fondata dai Fenici ancora prima di Cartagine e Dougga, una città nordafricana che conserva numerosi resti di monumenti punici, numidi e romani, che ne fanno uno dei più importanti siti archeologici della Tunisia. Il sito è annoverato nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’UNESCO.

Se volete vedere un po’ di artigianato, tra Tabarka e Biserta trovate Sejnane, città nota per la lavorazione della ceramica. Ogni estate le due città si animano grazie ai festival di musica che si svolgono in luglio e agosto: Il Tabarka Jazz Festival, il Tabarka Latino Days e il Festival Internazionale di Biserta.

Per maggiori informazioni, visitate il sito www.tunisiaturismo.it

Miranda Guterres

Murales nei borghi

12 aprile 2018

Paesi On Line, sito di turismo e di studi sul turismo, ha diffuso qualche settimana fa una classifica dedicata ai “borghi dipinti”: molti piccoli borghi italiani si stanno infatti dando nuova vita – anche turistica – grazie all’apporto di artisti di vario tipo che ravvivano le mura di questi antichi luoghi di vita tipici dell’Italia medievale. Murales, mostre a cielo aperto o semplicemente dipinti che rendono diversi borghi altrimenti destinati allo spopolamento.

Il primo nella classifica di Paesi On Line è Dozza, che ha oltre cinquant’anni di storia sul tema: paesino sulle colline bolognese, dal 1965 ospita una vera e propria esposizione, la Biennale del Muro Dipinto che, nel mese di settembre, accoglie artisti di tutto il pianeta. Dozza è così diventata una “galleria  a cielo aperto”, con dipinti lungo le facciate delle case del centro che spaziano da temi classici a quelli astratti.

Analogo esempio, ma più recente, è Diamante, in Calabria. Qui si fanno murales dall’inizio degli anni 80. Stessa sorte per un comune nei dintorni di Roma, Rocca di Papa, dove i murales si fanno dagli anni 80, anche con il contributo di famosi nomi di artisti internazionali.

Gli ultimi due paesi della classifica sono Matelica, nelle Marche, e Orgosolo, in Sardegna. In particolare questo comune e la sua tradizione sono ideali per chi abbia passione per la politica, in particolare di sinistra. Qui infatti la tradizione dei murales proviene dal 1968.

Miranda Guterres

Volontari ai Caraibi

10 aprile 2018

Se viaggiare non è per voi solo un modo per passare il tempo (e confidiamo che i nostri lettori siano un po’ meno superficiali di così) un articolo del New York Times di qualche giorno fa parlava delle possibilità di essere utili – facendo volontariato – anche per i viaggiatori. Anche per quelli che visitano i paradisi caraibici. La parola chiave infatti è uragani: essi colpiscono molte località del mondo, in particolare quelle caraibiche, e i viaggiatori possono usufruire di speciali programmi che consentono loro – da parte di alberghi, compagnie di navigazione ed altre aziende – di dare una mano.

L’idea è venuta a Kelly Hepburn, una agente immobiliare che aveva pianificato le sue vacanze alle isole Vergini, colpite però da due uragani. La Hepburn decise di partire ugualmente come volontaria, in un progetto per ripulire i sentieri e le spiagge di un parco nazionale delle Isole. La ong che gestisce il Virgin Island National Park da allora ha cominciato a far girare la voce: volontari disponibili a pulire le strade, i sentieri, anche solo per pochi giorni, possono ancora oggi rivolgersi a info@friendsvinp.org o ivolunteer@friendsvinp.org. Potranno vivere un campeggio e aiutare. Anche a Porto Rico, isola pure colpita spesso da varie disavventure naturali, l’organizzazione Para La Naturaleza, recluta volontari che possono iscriversi a programmi che vanno dalla cura delle foreste al monitoraggio degli iguana al mantenimento dei parchi al bird watching.

Ancora a Porto Rico, un resort di lusso organizza volontari per occuparsi di un parco naturale: si possono avere trasporti e pasti pagati scrivendo a yunquevolunteers@gmail.com. Ancora: all’isola di Dominica il Fort Young Hotel offre un pacchetto di cinque giorni: se se ne passano tre lavorando come volonari il prezzo è di meno di 400 dollari, compreso alloggio, trasferimenti dall’aeroporto, colazione e pasti, un giro dell’isola e ovviamente il trasporto al luogo di lavoro.

Miranda Guterres

A piedi verso il santuario

5 aprile 2018

Più di ottocento anni fa San Francesco si ritirava sul monte della Verna, nell’appennino toscano, per uno dei suoi periodi di silenzio. Questo monte gli fu praticamente donato da un nobile del suo tempo e su quel monte sorse un insediamento monastico oggi ancora attivo come Santuario. La comunità che lo anima accoglie chi sale, specialmente i pellegrini. E’ possibile arrivarci a piedi, attraverso cinque giorni di cammino dal mare agli appennini, lungo la Valmarecchia, costeggiando fiumi, boschi, borghi arroccati. Il viaggio è organizzato dalla associazione riminese Umana Dimora.

Si parte da Rimini il 21 aprile (Villa Verucchio è il punto di ritrovo e l’inizio del cammino è dal Duomo di Rimini. Dal 22 al 24 il percorso prevede varie tappe da Villa Verucchio alle Balze di Veghereto mentre il 25 la tappa è da Balze a La Verna. Il rientro a Rimini avverrà in pullman.

Il costo a persona è di 338 euro e comprende cena in ristorante tipico e pernottamento in agriturismo in camera singola/doppia/tripla con trattamento di B&B il 21/4; pernottamento in camera doppia con trattamento di mezza pensione in hotel 3stelle per le notti del 22 e 24 aprile a San Leo e Balze; cena in ristorante tipico e pernottamento in convento per la notte del 23/4; transfer da La Verna a Rimini giorno 25 aprile; rimborso spese per le guide volontarie de L’Umana Dimora; l’associazione a L’Umana Dimora, l’assicurazione e la guida “Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna”- L’Escursionista Editore. Non sono inclusi nel pacchetto: lenzuola e asciugamani per il pernottamento in convento; extra in albergo e agriturismo; eventuali tasse di soggiorno da pagare il loco e quant’altro non espressamente indicato.
Prenotazione obbligatoria e a numero chiuso entro lunedì 16 aprile 2018

Per chi non fosse abituato, consigliamo: Zaino con borraccia, occhiali da sole, asciugamani e sacco lenzuolo (per il pernottamento previsto in convento)
Abbigliamento da escursionismo adatto al periodo con i ricambi necessari per i giorni di cammino (considerare la possibilità di elevata escursione termica nelle varie ore della giornata) Scarponi da trekking con suola scolpita (obbligatori) e scarpe comode di ricambio, bastoncini e ghette (consigliati)

Info: www.umanadimorarimini.it

Miranda Guterres

New York a primavera

1 aprile 2018

Andare a New York in primavera è una esperienza da consigliare a chiunque. Non c’è bisogno di parlare del fascino di questa città americana ai nostri lettori. Possiamo forse darvi qualche consiglio pratico per arrivarci e dormirci senza spendere troppo. Il sito Lastiminute.com offre la possibilità di prenotare volo e albergo e scoprirete che con meno di 1000 euro potete organizzare una settimana nella città, pasti esclusi. 

Di New York abbiamo parlato anche qualche mese fa per illustrare la campagna del locale ente turistico

Il sito rimane il posto giusto anche per controllare le mostre, le iniziative, gli spettacoli e per comprare le card per girare la città e i suoi musei a prezzi speciali. Lo trovate qui  https://www.nycgo.com/

Tra le mostre in corso in questo periodo una dedicata a Nepal e Tibet al Metropolitan e una splendida mostra delle foto della città firmate da Jack Mc Dougle. Il titolo della mostra è Urban Colors

Se poi avete tempo date un’occhiata al blog di Simona Sacri, che ha pubblicato diversi post su New York. Uno vi spiega cos’è il club The Players mentre un altro vi conduce nei dintorni della città, per esempio a Woodstock, che oggi è una città rimasta alternativa, piena di spunti e di suggerimenti oltre che ovviamente di ricordi della stagione che evoca.

Sebastiano Pozzi