In un laghetto riscaldato

13 novembre 2018

L’inverno ha i suoi piaceri: la neve per chi ama sciare, la montagna innevata per chi voglia osservare, gli alberghi di montagna per chi voglia coniugare benessere e ambiente.

A Cogne, nel mezzo del parco nazionale del Gran Paradiso, uno dei soggiorni più amati è l’Eco Wellness Hotel Notre Maison, un albergo a bassissimo impatto, più simile a uno chalet di montagna che a un albergo di lusso, vicinissimo alle piste di sci di fondo – circa 80 chilomentri – con un centro benessere di altissimo livellom una quasi scontata piscina coperta con acqua riscaldata a 35° e molte altre cose.

Ma la cosa più bella è un piccolo laghetto alpino riscaldato, che si trova all’esterno. E’ un’oasi vera e propria, vincitrice di premi proprio per la sua integrazione con l’ambiente circostante, per l’attenzione al risparmio energetico (viene alimentata da una centrale di cogenerazione a biomassa a emissioni zero, che funziona usando il cippato, ovvero gli scarti del bosco circostante).

E un posto dove deve esser piacevole vedere l’inverno intorno.

www.notremaison.it

Mare anche a novembre: ci si può provare

30 ottobre 2018

Se cercate ancora qualche giorno di mare, guardate il meteo e – in Europa – potete ancora trovare qualche momento per godervi almeno la spiaggia. In Sicilia, in Puglia, in Campania, nella solita Tenerife, a Malta, e anche in Albania.

A Dhermi, assicura chi c’è stato, ci sono spiagge bellissime e tranquille e un mare caraibico. Voi che ne dite?

spiaggia di Dhermi

Potete addirittura dormire praticamente in spiaggia, per esempio in questa struttura, che offre bungalow con bagno privato e spiaggia a 1 minuto a piedi per 25 euro a notte.

Arrivare a Dhermi non è difficile. L’ideale sarebbe prenotare un’auto a Tirana ma da qualche anno l’Albania si sta organizzando con efficienti bus che proprio dalla capitale partono per percorrere la costa. Una compagnia si chiama Riviera Bus e – anche se dal sito non sembra possibile prenotare corse – assicurano il collegamento da Tirana a Saranda passando per tutti i paesti costieri, Dhermi compreso. Il paese vero e proprio è in alto, la spiaggia e l’acqua cristallina un po’ distante, ma se non avete voglia di guidare non è difficile trovare tassisti informali che per pochi euro vi porteranno in spiaggia.

Per arrivare in Albania, oltre all’aereo, ci sono anche collegamenti marittimi dalla Puglia, dall’Abruzzo e dal Molise.

Eliana Giglioli

Aude, castelli e spiaggia

18 ottobre 2018

La regione della Francia in cui negli ultimi giorni violenti nubifragi, associati alle condizioni del territorio, hanno provocato diversi morti, si chiama Aude. Si trova tra Cabardès e la costa mediterranea ed è nota soprattutto per una città fortificata, Carcassonne, oltre che per alcuni castelli ed abbazie.

Da non perdere anche le bellezze naturali: chi ama camminare può cercare di fare escursioni sulla cantena montuosa della Montagne Noire o nel Parco Naturale Regionale della Narbonnaise en Méditerranée. Inoltre l’Aude offre spiagge sabbiose e un mare da non disdegnare. I chilometri di litorale sono meno di 50 e alcune sono frequentate da appassionati di surf e kitesurf.

Ma è soprattutto il resto dell’Aude che colpisce: non solo perché Carcassonne è patrimonio dell’umanità Unesco, la città fortificata più grande d’Europa, racchiusa in due cinte murarie ma anche per altri capolavori come il Canal du Midi, un autentico capolavoro di ingegneria che risale al XVII secolo. Notevoli poi i castelli catari, veri e propri rifugi per questo gruppo eretico del medioevo. Non tralasciate infine la gastronomia: il Cassoulet è una pietanza a base di fagioli e carne, i salumi locali sono rinomati, le olive altrettanto, fino al pesce e al vino.

Info

Gaetano Vannuzzi

Il brand degli etruschi

13 ottobre 2018

L’idea è di Toscana Promozione, l’agenzia di promozione turistica della regione Toscana, ed è originale: per una volta infatti la regione più attenta alla valorizzazione della “toscanità” in ogni spazio della vita culturale, dall’arte alla letteratura alla cucina, promuove un aspetto della Toscana meno noto: la regione è stata anche terra etrusca, e la cultura etrusca è di gran lunga meno nota e per questo più affascinante. Dunque – nell’ambito della tradizionale fiera del turismo di Rimini – l’idea è stata quella di “rilanciare gli etruschi” con quella che gli addetti ai lavori chiamano con orribile neologismo il “rebranding” di un marchio: “Gli Etruschi: Antico Popolo Contemporaneo”.

Il progetto di promozione turistica mira alla (ri)scoperta del patrimonio archeologico di questo antico popolo italico attraverso vari canali, dagli audiolibri a un videogioco, da “videopillole” diffuse sugli immancabili social network realizzate in collaborazione con i siti museali. Disse un etruscologo francese che almeno “per due volte nel VII secolo a.C. e nel XV d.C., pressoché la stessa regione dell’Italia centrale, l’Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana”.Dunque occorre conoscere questi luoghi.

Una delle strade, molto di moda, è quella di percorsi di trekking o in bicicletta nelle terre etrusche tra Piombino e Volterra, passando per Vetulonia, Populonia e Baratti. O attraverso le Vie Cave della Maremma Toscana, che offrono l’opportunità di camminare in un ambiente di grande impatto e fascino.

Miranda Guterres

La luce della Danimarca

4 ottobre 2018

Tra i posti della Danimarca suggeriti dal sito turistico nazionale VisitDenmark si segnala Skagen, la città più a nord del Paese. E’ il posto con il maggior numero di ore di luce del Paese ed è una città immersa in un fascino artistico che può ricordare la Parigi dei primi del 900. In più rispetto a Parigi ci sono spiagge incontaminate e natura selvaggia.

Il fascino artistico dipende proprio dalla luce di Skagen, che ha consentito alla città di essere meta di centinaia di artisti internazionali, soprattutto nel 1800. Non a caso lo Skagens Museum espone oltre 1800 opere di artisti danesi e internazionali relative al periodo tra 1870 agli anni ’30, con opere di PS Krøyer e Anna Ancher. La stagione migliore per visitarla naturalmente è la primavera e poi l’estate, quando i colori sono più belli.

Se ci andate non mancate di vedere la penisola sabbiosa di Greenen, dove si incontrano il Mare del Nord e il Mar Baltico. Skagen è nota in Danimarca e fuori dalla Danimarca per i suoi ottimi ristoranti di pesce e più in generale perché si mangia bene ovunque, al porto, ammirando i tramonti estivi.

Cosa vedere a Praga

3 ottobre 2018

Dal blog delle Cosmopolite rubiamo qualche suggerimento su Praga, una delle città che si possono visitare con voli a poco prezzo e dove di solito si va per un week end o poco di più.

La prima tappa è piazza Venceslao, ovvero Václavské náměstí, con la sua statua equestre e la sua memoria di Jan Palach, piena di bar e di negozietti da girare. Ovviamente è una via turistica ma basta poco per allontanarsi. Se non uscirete proprio dal circuito turistico certo troverete un mercatino (Havelské tržiště Market) e poi la città vecchia, con il famoso orologio astronomico della fine del 1400. Ancora qualche passo ed ecco il ponte Carlo, un massiccio ponte di pietra pieno di turisti, di artisti, di artigiani. Sopra, il Castello, che si raggiunge attraverso una gradinata.

Per la cena le Cosmopolite suggeriscono uno dei tanti ristoranti di Malá Strana. Per il secondo giorno si puà andare per chiese (tra le altre la Chiesa della Vergine della neve. Nel suo giardino un ristorante-birreria). Se volete vedere una scultura cinetica di Kafka, cercatela dopo il Legion’s Bridge. Infine, all’ingresso della collina di Petrin, c’è un impressionante monumento alle vittime del comunismo.

Infine, non perdete l’isola di Kampa, nel centro della città, lungo la Moldava. Per i praghesi è come Venezia, c’è un muro dedicato a John Lennon e molta altra arte.

Gaetano Vannuzzi

Sulle tracce dei dinosauri

20 settembre 2018

C’è una piccolissima regione della Spagna che si chiama La Rioja.Si trova nel nord del Paese, tra Burgos e Pamplona, ed è ricchissima di bellezze naturalistiche, archeologiche, paesaggistiche. Borghi medievali, riserve naturali, ovviamente chiese. Il centro più importante è Logroño.

A qualche decina di chilometri di distanza ci sono due monasteri – Suso e Yuso – che sono dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco e famosi perché proprio qui furono scritti i primi testi in lingua spagnola. Se preferite le bellezze naturali, c’è una riserva, quella della Sierra di Cebollera, a soli 50 chilometri da Logroño.

Se avete bambini, è interessante e divertente seguire la rete di itinerari alla ricerca dei dinosauri. Si tratta di gigantesche impronte fossilizzate che testimoniano la presenza di questi dinosauri. Nella regione c’è anche un vero parco giurassico con 40 siti dedicati ai dinosauri. Si trova a Enciso, a 72 chilometri da Logroño.

Info

https://lariojaturismo.com/

Miranda Guterres

A settembre in Iran

6 settembre 2018

Tra settembre e dicembre: è questo secondo chi lo conosce il periodo migliore per visitare l’Iran. Tutto l’Iran, non solo la caotica Teheran o i luoghi santi. Uno dei tour operator specializzati è Metamondo, che da sempre organizza vari tour nel Paese, per assaporare la storia millenaria che emana, visto che tra l’altro ha visto condottieri e imperatori come Ciro, Dario, Alessandro. Accanto alle vestigia di questa storia ci sono i profumi, i giardini, la poesia persiana, la religione.

Per chi entra in Iran per la prima volta ci sono due tour: Iran Classico, di 8 giorni e Magica Persia di 10. Si può avere una vista complessiva sui siti, le città, la storia millenaria del Paese, toccando posti come Isfahan, Persepoli, Shiraz, Yazd. Per chi invece torna nel Paese dovrà sicuramente vedere siti archeologici di rilievo come l’antica capitale achemenide di Susa, Kermanshah e i bassorilievi di Bisotun, il deserto e i suoi villaggi.

Il tour classico, con pensione completa, volo, alberghi 4 stelle, trasferimenti, biglietti dei siti e persino l’acqua nei viaggi costa 1500 euro a persona per partenze in settembre ed ottobre. Per il tour da 10 giorni (Magica Persia) il prezzo sale a 1780 euro.

Alcune informazioni pratiche: intanto serve il passaporto con almeno sei mesi di validità, con almeno 2 pagine libere e senza visti per Israele. Serve anche un visto di ingresso che però – se il vostro viaggio è inferiore ai 14 giorni – si chiede direttamente in aeroporto. Importante è portare con sé due fototessera e 90 euro. In Iran si arriva con Alitalia, Austrian Airlines, Tukish Airlines e con la compagnia di bandiera Iran Air.

Il periodo migliore per visitare l’Iran va da marzo a maggio e da settembre a ottobre.

Per quanto riguarda le regole di abbigliamento, gli uomini devono avere pantaloni lunghi mentre le donne devono avere le braccia e le gambe coperte. Coprire anche i capelli con un foulard. Non ci sono regole sui colori, anzi i colori chiari sono consigliati.

Tenete presente che le carte di credito internazionali non sono utilizzabili e che dunque dovrete avere denaro contante. La moneta si chiama Rial.

Per entrare in Iran non è necessaria alcuna vaccinazione.

Valeria Palumbo

Le città napoleoniche

30 agosto 2018

Un recente studio dei ricercatori del Mit Media Lab di Cambridge ha valutato la popolarità dei personaggi storici e la loro capacità di influenzare il loro tempo e la cultura di oggi. Lo studio era condotto sulle voci biografiche presenti su Wikipedia, in tutte le lingue in cui è disponibile, e le relative pagine viste. Tra Freud, Buddha, Marx, Sofocle ed Annibale c’era anche Napoleone Bonaparte. Probabilmente non serviva questo studio per certificare l’importanza storica di Napoleone.

Napoleone è stato importante in un bel pezzo del mondo, come è possibile vedere nella mappa che riportiamo.

città napoleoniche

Questa mappa per l’esattezza mostra le città napoleoniche.

Da Ajaccio a Waterloo, passando per Parigi, Dubrovnik, Granada o Jena, le città napoleoniche sono riunite in una federazione europea, che le mette tutte insieme e soprattutto promuove la cultura del condottiero corso e delle sue gesta attraverso il turismo.

Esistono infatti veri e propri tour delle città napoleoniche che consentono di conoscere anche luoghi meno noti – da Albenga a La-Roche-sur-Yon – con i relativi circuiti napoleonici. Quest’ultima città per esempio diventò per volontà di Napoleone capitale della regione francese della Vandea. Per qualche tempo anzi la città si chiamò proprio Napoléon e tornò a chiamarsi come si chiamava solo nel 1870.

La Federazione europea delle città napoleoniche è stata fondata in Francia e si propone di fare questo: favorire gli scambi attraverso l’organizzazione di incontri, colloqui, pubblicazioni in collaborazione con le università, istituzioni culturali ed associazioni storiche, promuovere e sostenere le opere di conservazione e di restauro del patrimonio dell’epoca napoleonica, sviluppare le attività di animazione e di valorizzazione del patrimonio attraverso la realizzazione di esposizioni, manifestazioni artistiche e culturali, giri di scoperta specialmente nel contesto di scambi turistici, scolastici ed universitari.

Naturalmente tra le città napoleoniche ci sono quelle della Corsica e dell’isola D’Elba, ma anche tanto altro. E altrettanto naturalmente non mancano tour napoleonici a Parigi.

Ma forse è più originale andare a vedere posti meno noti, come Loano, città napoleonica nonché luogo di una importante vittoria del generale
o a Waterloo, per vedere il suo ultimo quartier generale.

Gaetano Vannuzzi

Un sito Unesco inaspettato

25 agosto 2018

L’iniziativa itinerante Unesco chiamata Festival Experience, che finora ha interessato le regioni Puglia e Campania alla scoperta dei siti Unesco del sud Italia meno noti, ha consentito di conoscere una bella realtà in Sardegna. Si tratta del Museo “Casa Zapata”, che è una residenza risalente al XVI, voluta dagli aragonesi, formata da un palazzo principale con gioardino e da altri due palazzi riservati all’agricoltura, realizzati qualche secolo dopo e dedicati a magazzini, stalle e casa del fattore.

Questo ambiente è diventato un museo archeologico che contiene i ritrovamenti dell’area archeologica Su Nuraxi. Il palazzo infatti ingloba costruzioni nuragiche che si possono ammirare tramite un sistema di passerelle sospese e di pavimenti in vetro. Oltre allo spettacolare complesso nuragico ci sono quasi 200 reperti ritrovati nell’area, prodotti della cultura materiale e soprattutto manufatti ceramici che sono dei fossili guida e rappresentano preziosi indicatori cronologici.Inoltre nel museo sono custoditi documenti e materiali di uso comune per gli abitanti della zona ai primi del 1900.

Particolare non trascurabile: l’area archeologica di Su Nuraxi ‘e Cresia è l’unica in Sardegna interamente fruibile anche da diversamente abili o persona a ridotta mobilità. Inoltre, trovandosi completamente al coperto, è totalmente fruibile anche in giornate di pioggia.

Polo Museale Casa Zapata, Barumini, Sardegna.

Gaetano Vannuzzi