Con le balene della Baja California

10 gennaio 2019

Proposte di partenza per marzo per la Baja California, un territorio desertico che si protende nell’Oceano Pacifico, una penisola di 1200 chilometri di sabbia, montagne e mare doveve potete ammirare leoni marini che nuotano e si rituffano nelle acque blu, visitare le missioni dei gesuiti in luoghi incredibili, tornare all’oceano per vedere le balene grigie che arrivano dal nord.

Uno dei tour proposti da Earth cultura e natura si chiama proprio “Incontro con le balene grigie”. Si andrà in una laguna dove vivono alcuni biologi che da anni studiano i cetacei. Si dorme in tenda, si naviga in barche a motore, si possono persino accarezzare le balene. Il resto del viaggio prevede il pernottamento in Hotel tra i migliori disponibili e trasferimenti con mezzi fuoristrada a seconda del numero di partecipanti.

Quote a partire da: € 3.300,00. Il sito di Earth viaggi.

Un capodanno cinese

8 gennaio 2018

Le feste sono appena finite ma in oriente sono prossime all’inizio. Il 5 febbraio si festeggia infatti il capodanno cinese, momento di ingresso nell’anno del Maiale. In realtà il capodanno cinese non ha una data precisa e cambia di anno in anno, essendo basato sulla luna – il secondo novilunio dopo il solstizio d’inverno. Ma è un rito centrale, di passaggio al nuovo più che una vera e propria festa istituzionale: il Capodanno cinese (Chūnjié) è una tradizione molto radicata non solo in Cina ma per i popoli orientali in gen.

La festa è presa anche seriamente: le strade sono addobbate come nel nostro Natale e come nel nostro Natale tradizione vuole che ci si debba incontrare con genitori, parenti e persone amiche per trascorrere insieme almeno i primi tre/quattro questi giorni di festa e per scambiare i piccoli doni beneauguranti prima di mettersi in tavola.

Ci si scambiano regali – invece di panettoni e pandori va molto il the – e si mangia molto. Immancabili sono infine le note lanterne rosse che, al termine delle due settimane di festa per il Capodanno, vengono staccate e portate in strada per chiudere il periodo insieme ad altre persone, tra spettacoli pirotecnici e la danza del leone, simbolo di prosperità e longevità.

Se non avete soldi o voglia di andare a vederlo a Pechino, potete puntare su Roma, MIlano o, meglio ancora Prato, la città italiana che ha in proporzione agli abitanti la più grande comunità cinese. La festa lì – assicurano – è all’altezza di quelle in madrepatria.

Miranda Guterres

Sciare a poco prezzo in Polonia: Zakopane

4 gennaio 2018

Sciare non è esattamente alla portata di tutti. Se però avete la passione e una famiglia troppo numerosa da poter portare sulle Dolomiti, potete scegliere soluzioni low cost in Italia o, anche, andare all’estero. Molto belle per esempio, secondo gli esperti, le piste di Zakopane. Siamo nel sud della Polonia, alle pendici dei monti Tatra, località di partenza per sport invernali ed escursioni.

Le località sciistiche vicine si chiamano Kasprowy Wierch e Gubałówka, raggiungibili tramite funivia e funicolare. Gli impianti di risalita sono numerosi, 29, e ci sono piste per tutti i gusti.

Un albergo che ha lo stile degli chalet di lusso dei primi del 1900, il Gran Nosalowy Dwor, vi farà passare una settimana, in due, colazione inclusa, per meno di 700 euro. E parliamo di un cinque stelle. Se volete potete alloggiare anche con meno di 300 euro in questa stagione, o anche spendendo molto meno e dormendo in ostello, come vi consigliano qui.

Per arrivare a Zakopane potete atterrare a Cracovia, che dista circa 100 chilometri, o all’aeroporto di Katowice, che dista circa 200 chilometri. Sia dall’uno che dall’altro aeroporto ci sono trasferimenti organizzati a prezzi non altissimi. E per arrivare a Cracovia c’è Ryanair. Prenotando per tempo e non pretendendo trattamenti di riguardo si può andare e tornare con 100 euro a persona.

Valeria Palumbo

Un safari responsabile

27 dicembre 2018

Se amate l’Africa da cartolina, quella del romanzo “La mia Africa”, se è la natura che vi interessa ma trovate orribili i “safari” nelle riserve, se odiate vedere persone armate e proprio non ci tenete a sentirvi un po’ “l’uomo bianco” nel continente nero, vi consigliamo di rivolgervi a Wilderness Safaris.

Da oltre trenta anni questa società organizza viaggi in Africa – dal Sud Africa allo Zimbabwe, dal Botswana al Kenya fino alle Seychelles – per chi vuole vedere l’Africa da cartolina ma anche imparare da quel che vedete e dalle persone che incontrate.

Capirete gli ecosistemi che incontrerete, la fauna che incrocerete e le persone che vi accompagneranno. WIlderness Safari assicura comodità – non dovrete preoccuparvi di organizzare spostamenti e prenotare alberghi. Ovviamente questo costa, ma avete assicurata una esperienza di turismo responsabile nel senso che non vi limiterete a “consumare” la fauna e le bellezze che vedrete, farete qualcosa per proteggerle. Sapendo che chi organizza il vostro safari condivide i suoi profitti con le comunità locali.

“La nostra filosofia di “conservazione sostenibile tramite il turismo responsabile” garantisce alle comunità locali la partecipazione ai proventi del turismo e assicura la protezione di queste aree a vantaggio delle generazioni future”. Le persone che lavorano con Wilderness safari sono persone che vengono dalle comunità che incrocerete.

Wilderness Safari

In viaggio in Eritrea

20 dicembre 2018

Di recente si è parlato più del solito dell’Eritrea. Sono eritrei molti dei migranti che arrivano in Italia, e molti di coloro che ottengono il diritto d’asilo sono proprio eritrei, perché non c’è dubbio che chi fugge da quel Paese fugge da una realtà in cui per esempio esiste una sorta di servizio militare a vita. Per esempio il cittadino italiano che sia in possesso anche della cittadinanza eritrea, qualora permanga nel Paese per un periodo superiore all’anno, è considerato cittadino residente dalle locali Autorità e, pertanto, soggetto agli obblighi del servizio militare.

Di recente il cantante Jovanotti ha girato un videoclip in quel Paese e per questo è stato oggetto di critica da parte delle organizzazioni per i diritti umani. Ma nel mondo i Paesi totalitari o dittatoriali sono molti: chi sa che situazione politica c’è nelle Maldive? Chi, turista in Cina, sa che in quel Paese c’è la pena di morte? E dunque forse è utile anche conoscere l’Eritrea, sapere come funziona, per decidere consapevolmente se visitarla o no. Intanto per chi volesse andare serve il visto, da chiedere all’ambasciata a Roma o al consolato a Milano. Per avere il visto ci vuole un mese.

Quando poi arrivate dovete cambiare i vostri euro in moneta locale (Nakfa) utilizzando esclusivamente i canali ufficiali (aeroporto, alberghi autorizzati, sportelli bancari e agenzie statali Himbol). Se al termine del soggiorno nel Paese si è ancora in possesso di moneta locale e si intende ricambiarla in valuta estera, ci si può rivolgere agli stessi uffici di cambio che convertono la moneta al tasso di cambio ufficiale. Non potete tornare in Italia con più di 500 Nakfa

Quanto alla sicurezza, dopo la firma di un accordo di pace con l’Etiopia non ci sono più tensioni di confine. Il Paese comunque rimane poverissimo e questo ha portato negli ultimi anni ad un aumento della criminalità comune. Negli ultimi mesi ai cittadini eritrei sono state distribuite armi, pertanto non è infrequente incontrare civili armati.

Tutti gli stranieri devono essere muniti di apposito permesso per spostarsi al di fuori della città di Asmara. Occorre pertanto richiedere ed ottenere un permesso scritto, da esibire in caso di richiesta da parte delle Autorità preposte e dei posti di blocco lungo le strade. Il permesso si ottiene presso il Ministero del Turismo. Inoltre evitate di andare nelle zone di confine e registratevi comunque sul sito “Dove siamo nel mondo” del ministero degli esteri.
Molti tour operator organizzano comunque viaggi in Eritrea. Uno di questi è A Zonzo Travel. Come altri propone anche giri sulla terraferma ed escursioni alle isole Dhalak. I viaggiatori che commentano in rete assicurano acque cristalline.

Miranda Guterres

Presepi italiani

18 dicembre 2018

I presepi viventi sono una delle caratteristiche distintive di moltissimi borghi e paesi italiani. Soprattutto al sud anche se da qualche anno la tradizione si sta diffondendo anche nel nord del Paese. Per esempio in Lombardia, a San Biagio, in provincia di Mantova, da oltre un quarto di secolo è attivo un presepe vivente: si può visitare nel giorno di Natale, in quello di Santo Stefano, e poi il 30 dicembre, il 6 e il 13 gennaio e si mette in scena nel campo sportivo del paese: San Biagio ha circa 2000 abitanti. Praticamente tutto il paese partecipa al presepe – circa 300 sono i figuranti. Ogni nucleo familiare mette in scena un “mestiere”, ogni capanna racchiude una famiglia. Come in molti paesi del nord la presenza di migranti integrati è significativa e quindi anche nel presepe sono molti gli stranieri. L’ingresso è libero, si possono fare offerte per la Parrocchia. Info.

Se invece preferite i presepi tradizionali, un luogo unico nel suo genere è il museo del presepe, attivo da 15 anni in un piccolo paese della provincia di Pisa, Usigliano. Usigliano è su una collina circondata da boschi, vigneti, frutteti. Si tratta di un pezzo di Toscana meno noto di altri ma altrettanto bello. Domina la valle un edificio, la Fattoria Castelli, che oggi è ristrutturata, ha anche qualche stanza per dormire e ospita il Museo del presepe, visitabile tutto l’anno su appuntamento.

Il percorso inizia da quella che originariamente era la cantina dell fattoria e prosegue tra tini e botti. Alcuni presepi sono anche realizzati dentro le botti. Per visite tel. 0587/685047 – 335/5920686. Il sito della fattoria

Per tornare al presepe vivente, imperdibile quello tra i Sassi di Matera, in una ambientazione che ricorda ovviamente la Galilea di 2000 anni fa. Si potrà vedere il 22 e 23 dicembre, dal 28 al 30 dicembre 2018, dal 4 al 6 gennaio 2019. Info sul sito dedicato.

Gaetano Vannuzzi

Il vostro bagno pulito

5 dicembre 2018

Cintas, una grande azienda americana che produce molte cose, tra cui prodotti per la pulizia dei posti di lavoro, ha diffuso un comunicato in cui avverte che è la stagione dell’influenza e dei raffreddori e – per chi viaggia – è bene avere comportamenti attenti ad evitare contagio con batteri e virus.

Cintas – per avere un termine di paragone – ha più di 30 mila dipendenti. Non è una piccola azienda. E il settore dell’igiene è uno dei suoi core business.

A cosa stare attenti? Stazioni ferroviarie, aeroporti e fermate d’autobus sono luoghi in cui si possono contrarre infezioni. Per evitarle basta fare attenzione ad alcune raccomandazioni, come evitare di toccare le superfici di rubinetti dei bagni degli aerei, di sfogliare riviste trovate in viaggio, di abusare di cuscini e coperte offerte dalla compagnia.

E se ci si trova in giro?

Il 56 per cento degli americani hanno problemi a trovare un bagno pulito quando si muovono. E allora Cintas ha pensato di creare una app (“Free mobile restroom app”) che si chiama Got to Go che – sulla base della vostra localizzazione – vi dice dove è il bagno più vicino con tanto di valutazione sulla pulizia.

Miranda Guterres

A (quasi) poco prezzo ai Caraibi

25 novembre

Un utilissimo elenco di strutture alberghiere a prezzi abbordabili. E’ quello che offre il sito del quotidiano britannico The Guardian a chi voglia visitare le isole caraibiche ma non disponga di moltissimi soldi, barche, yacht. E soprattutto non abbia voglia di lusso ma di sistemazioni decorose, perché ama il mare e il sole ma non necessariamente deve disporre di jacuzzi e bevande alcoliche.

Nell’isola di Guadalupe per esempio c’è l’hotel Les Flamboyants, che offre una camera a 53 dollari per notte. Si trova a 10 minuti da una delle spiagge più belle dell’isola, la spiaggia di Caravelle con la sua barriera corallina e la possibilità di fare snorkeling.

In un’altra isoletta dell’arcipelago dei Caraibi orientali, l’isola di Marie-Galante, c’è un albergo che si chiama Soleil Levant: una doppia con colazione a 55 dollari. L’albergo ha anche una piscina , le stanze anche una cucinetta e un tv a schermo piatto. Poco distante la spiaggia di Feuillère.

Altra isola: Martinica. In questo caso una struttura offre appartamenti a 83 dollari, con aria condizionata e wifi. Per mangiare non dovete far altro che girare per il lungomare tra i non costosi ristoranti. Se proprio volete andare a Barbados, isola decisamente per ricchi, trovate l’albergo South Gap: 106 dollari per la stanza. L’albergo è stato di recente rinnovato, è sul mare e la vista è decisamente bella. Anche in questo caso le stanze hanno una piccola cucina.

Il problema di questi posti è arrivarci: mettete in conto un giorno di voli con qualche scalo. Il costo, se prenotate per tempo, non è nemmeno impossibile: con meno di 1000 euro volate andata e ritorno con British Airways o American.

Miranda Guterres

Per musei in Africa

23 novembre 2018

In Africa non c’è solo natura. Se visitate i Paesi del grande continente nero vi accorgete facilmente della cultura che potete ammirare, spesso in luoghi inaspettati. I Musei sono numerosi in tutti i Paesi. Se quelli del nord-Mediterraneo contengono molte vestigia romane e greche, e dunque mostrano cose non così inconsuete per noi, scendendo più a sud si possono vedere cose inedite per noi. Per esempio ad Addis Abeba, in Etiopia, nel Museo Nazionale, che si trova presso la facoltà di tecnologia dell’Università, potrete trovare alcuni ominidi fossili tra i cui famosissimi Lucy e Selam. Oltre che i fossili di ominidi il museo contiene opere d’arte e reperti archeologici, dal periodo pre-Axum fno al secolo scorso.

La scheda di Lonely Planet sul Museo

Se invece vi capita di andare in Sudafrica, sappiate che a Città del Capo da un anno è stato inaugurato lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Mocaa), un edificio molto grande e un progetto molto ambizioso, ideato dal tedesco Jochen Zeitz, collezionista ed ex amministratore delegato della Puma. 9.500 metri quadrati della struttura distribuiti su 9 piani, ai quali si accede da un imponente atrio che Heatherwick ha realizzato a forma di chicco di mais nei silos di cemento dove un tempo si immagazzinava il grano. Due le grandi collezioni: le opere di arte africana di Zeitz e quelle di proprietà del Mocaa. In questo momento sono molte le mostre tra cui una di bellissime opere della fotografa tunisina Mouna Kurray.

Museo

Monaa, Cape Town

Miranda Guterres

In un laghetto riscaldato

13 novembre 2018

L’inverno ha i suoi piaceri: la neve per chi ama sciare, la montagna innevata per chi voglia osservare, gli alberghi di montagna per chi voglia coniugare benessere e ambiente.

A Cogne, nel mezzo del parco nazionale del Gran Paradiso, uno dei soggiorni più amati è l’Eco Wellness Hotel Notre Maison, un albergo a bassissimo impatto, più simile a uno chalet di montagna che a un albergo di lusso, vicinissimo alle piste di sci di fondo – circa 80 chilomentri – con un centro benessere di altissimo livellom una quasi scontata piscina coperta con acqua riscaldata a 35° e molte altre cose.

Ma la cosa più bella è un piccolo laghetto alpino riscaldato, che si trova all’esterno. E’ un’oasi vera e propria, vincitrice di premi proprio per la sua integrazione con l’ambiente circostante, per l’attenzione al risparmio energetico (viene alimentata da una centrale di cogenerazione a biomassa a emissioni zero, che funziona usando il cippato, ovvero gli scarti del bosco circostante).

E un posto dove deve esser piacevole vedere l’inverno intorno.

www.notremaison.it