Come un polittico che si apre

14 marzo 2018

“Michaux diceva che l’intelligenza per fiorire deve essere ferita, e prima ancora che deve essere sporcata. Io aggiungo: se non va in setticemia – dopo essere stata ferita e sporcata – finisce che conferisce al soggetto una marcia in più”.

Con questa premessa si presenta il libro “Come un polittico che si apre”, una intervista di Marco Corsi, italianista, a Franco Buffoni, poeta e scrittore. Una conversazione a tutto campo dedicata alla poesia ma non solo: narrativa, arte, impegno politico e civile oltre che letterario, cinema e società, diritto, filosofia e naturalmente la lingua e la traduzione, terreno comune tra intervistatore e intervistato. Filo comune è l’attivismo, l’impegno in ogni campo.

Tra i tanti naturalmente quello dei diritti civili. Dense le pagine del volume dedicate al “privato”: la famiglia, la sessualità, le relazioni.  I nomi che compaiono nel volume sono altrettanto vari – da poeti come Sereni o Zanzotto a intellettuali come Fortini o Raboni – e accompagnano decenni di letteratura.

Il libro è edito da Marcos y Marcos.

Gaetano Vannuzzi

Bestie di Natale

12 dicembre 2017

Le vignette di Altan sono poesia e per questo inseriamo questa raccolta di vignette in questo settore. E’ appena uscito ed è un ottimo regalo di Natale “Bestie umane” (104 pagine, 10 euro). 

Si tratta di una inedita raccolta di vignette i cui protagonisti non sono uomini ma uomini e animali, divisi per capitoli – ci sono i cani a anche i “padrifigli o il capitolo “cacciagrossa” – e le battute sono come quelle dell’Altan classico. Anche perché l’artista ha sempre avuto un debole per l’antroporfizzazione delle bestie e per la animalizzazione degli umani 

Per esempio: ”L’hai fatta sul tappeto!”. ”Forse. Ma non sapremo mai la verità”. O anche: “Mi sento solo come un cane”, dice un cane seduto in poltrona. “Piantala, cretino”, risponde la moglie che sta cucinando. 

“Disegno il mondo per come è e per come potrebbe essere”, scrive l’autore nella prefazione. 

L’editore Gallucci, che pubblica il volume, definisce le vignette di Altan e le nostre reazioni come “guizzi trattenuti di intelligenza”, vignette animate da un “intuito fenomenale” in cui si mescolano “analisi e ironia”.

Gaetano Vannuzzi

Undying

18 ottobre 2017

Michel Faber è uno scrittore olandese di nascita e australiano e poi scozzese di adozione. Il suo nome è esploso in tutto il mondo editoriale nel 2002, quando uscì un libro cui aveva lavorato per anni: Il petalo cremisi e il bianco, una storia dickensiana di una prosituta.  Faber era già noto nel mondo editoriale, due anni prima era uscito un suo romanzo (in Italia “Sotto la pelle”) che fu un discreto successo. Ma con Il petalo il successo fu davvero notevole.

Dopo quel successo però  Faber si è fermato e solo molti anni dopo è tornato a scrivere. Oltre alla necessità per lo scrittore di trovare altre strade narrative, era successo che la moglie Eva, che era anche la sua prima editor, colei che leggeva i suoi lavori e gli dava consigli, si era ammalata di cancro.

Diagnosticato nel 2008, era un cancro incurabile. Eva è stata accanto a Faber per 26 anni ed è morta nel 2014.

Il libro di oggi è una raccolta di poesie scritte dall’autore per Eva. E’ pubblicato da La nave di Teseo e si chiama “Undying”.

I versi sono il racconto – dice la quarta di copertina del libro in italiano – di “cosa significhi trovare l’amore della propria vita ed essere costretti a dirgli addio”. Ma non è un libro sulla morte. E’ un libro sulla forza dei sentimenti e sulla loro eternità.

Miranda Guterres

Le poesie più belle di Zeichen

22 agosto 2017

A poco più di un anno dalla morte di Valentino Zeichen la casa editrice Fazi, che aveva pubblicato La sumera, di cui parlammo in occasione della morte del poeta, offre una raccolta delle “poesie più belle” del poeta italiano. E’ una raccolta a mani basse dalle sue opere, con l’aggiunta di qualche inedito, che è stata salutata come “una bella sorpresa” dai recensori e dagli appassionati di poesia.

Zeichen era un romano a tutti gli effetti, benché non fosse nato nella capitale, dove arrivò bambino a guerra finita dall’Istria. Le sue poesie sono fatte anche delle strade di Roma. In una baracca dietro piazza del Popolo visse da ragazzo, di una edicola in piazzale Flaminio o del bar della Pace o della libreria Feltrinelli parlano le sue poesie.

In una delle prime poesie, contenuta nella raccolta, scrive: 

«Presumibilmente, / sembro un poeta di alta rappresentanza / sebbene la mia insufficienza cardiaca ha per virtù medica il libro Cuore». Si possono leggere anche poesie dedicate alla mamma o alla sua infanzia a Fiume ma anche poesie meno “liriche”, più vicine alla sua cifra poetica, “razionale”. Scrisse infatti poesie sulla geopolitica, la chimica e la scienza. Il volume, 232 pagine, è edito da Fazi e costa 15 euro. 

Miranda Guterres

Poesie per Falcone

24 maggio 2017

Per chi si trova a Siracusa, oggi pomeriggio presso il Cerchio, in via Arsenale 40/A, si terrà un incontro dal titolo “Per non dimenticare. Memorial Giovanni Falcone. E dal giorno dopo?”. Sarà l’occasione per presentare una antologia di poesie scritte per ricordare l’attentato che 25 anni fa uccise Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti della sua scorta. Il libro si chiama “Verso Capaci – Imbuca la poesia…esplode la meraviglia” ed è merito di Nadia Lisanti, una poetessa lucana che ha selezionato le poesie giunte da tutta Italia dopo un gestival che si tenne nel 2016. Da quel festival sono arrivate moltissime poesie al comune di Capaci e sono state affisse agli alberi lungo il corso centrale del paese. Insieme alle poesie il libro contiene anche alcune testimonianze tra cui quella di Antonio Vassallo, fotografo, giornalista indipendente, impegnato in politica e responsabile dell’Associazione “La Prospettiva” di Siracusa, che oggi, 24 maggio, aprirà il dibattito. Vassallo fu tra i primi a giungere sulla scena dell’attentato, scattando alcune fotografie che poi gli furono sequestrate da personale che si qualificò come appartenente ai servizi segreti. Di quegli scatti, che avrebbero potuto contenere particolari importanti per le indagini, si è persa ogni traccia.

A coordinare il dibattito anche Luca Campi, poeta lombardo che vive da tempo a Siracusa.

La dirimpettaia di Ramat

E’ così raro ormai parlare di libri di poesia. Lo dimostra anche la scarsità di articoli in questo nostro piccolo sito. Eppure ogni tanto vale la pena parlarne. Chissà che qualche lettore non abbia voglia di andare in libreria e cercare questo volume. Ammesso che uno spazio per la poesia sia ancora disponibile nelle librerie italiane. 

Silvio Ramat è un docente di letteratura italiana moderna, ed è noto per importanti saggi sulla letteratura e sulla poesia. Ma è anche poeta egli stesso. “La dirimpettaia e altri affanni”, edito da Mondadori, è una “poesia”, come si legge sulla copertina. O meglio un insieme di “stanze”, in cui si mescola memoria e fantasia. 

Vi si troveranno immagini del passato di Ramat (Caro babbo” è il titolo di una sezione del libro), della sua città (Firenze), di poeti e poesie. Ma soprattuto c’è la dirimpettaia del titolo, osservata dal narratore come in un famoso film di Hitchcock, giorno per giorno. 

 

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Fare Poesia in Afghanistan

Landays significa piccolo serpente non velenoso. E’ pashtu, la lingua più diffusa in Afghanistan. Landays è la parola che definisce brevi poesie, di due soli versi, di solito di nove e tredici sillabe rispettivamente, di solito diffusi solo per via orale, facili da ricordare anche per persone analfabete, da sempre usati soprattutto dalle donne afghane, anche per testimoniare una forma di ribellione sotterranea. Oggi in Afghanistan è attiva una società letteraria femminile, anche se l’attività letteraria e in particolare poetica delle donne che la animano continua ad essere una attività a forte rischio. La notizia che vogliamo darvi è che una ampia delegazione della Società letteraria sarà presente al festival internazionale della Poesia che si tiene al Southbank Centre di Londra questa estate. Insieme alle afghane ci saranno poeti e poetesse da Iraq, Palestina, Iran, Pakistan. I landays afghani saranno dedicati alla guerra, al conflitto e alla oppressione. Ma anche all’amore, ai droni, ai soldati americani, al sesso, come scrive il quotidiano britannico Guardian. Il progetto della Società letteraria delle donne afghane è ambizioso: girare villaggio per villaggio per raccogliere i landays diffusi oralmente dalle donne del Paese, per non farli perdere. E’ già uscito un libro che li raccoglie: si chiama I am the Beggar in the world.

Questo video è stato prodotto per dare l’idea di questa forma artistica

 

 

Infine, ecco qualche verso, in inglese, per capire di cosa parliamo.

I Call. You’re stone One day you’ll look and find I’m gone

May God destroy the Taliban and end their wars.

They’ve made Afghan women into widows and whores.

You sold me to an old man, father May god destroy your home; I was your daughter

May your airplane crash and may the pilot die that you are pouring bombs on my beloved Afghanistan.

Making love to an old man Is like fucking a shrivelled cornstalk black with mould

When sisters sit together, they always praise their brothers.

When brothers sit together, they sell their sisters to others.

Your eyes aren’t eyes. They’re bees. I can find no cure for their sting.

My pains grow as my life dwindles, I will die with a heart full of hope.

I’ll kiss you in the pomegranate garden. Hush! People will think there’s a goat in the underbrush.

Sulle strade di Dylan Thomas

Nel Galles di Dylan Thomas

 

 

 

 

La costa gallese, esplorando le terre del poeta Dylan Thomas. Il quotidiano britannico The Guardian offre un percorso dal luogo in cui Thomas è nato, a Cwmdonkin Drive, Swansea, verso la Boathouse a Laugharne sulla costa del Carmarthenshire.

 

 

 

 

Le strade che hanno ispirato il “bardo gallese”, morto nel 1953 negli Stati Uniti.

 

 

Il sito del quotidiano offre una bella carta interattiva per seguire i “luoghi” di Dylan Thomas

 

Su IBS tutti i suoi libri in italiano

 

Salvatore Tranchino