I veri padroni del calcio

7 marzo 2019

Sarà capitato a molti, anche non appassionati di calcio, di notare la quantità impressionante di loghi commerciali che appaiono quando ci sono partite: quelli allo stadio, quelli sulle casacche degli atleti, quelle dietro gli atleti quando concedono interviste televisive. E poi ogni evento è un evento di business: molti avranno notato che uno degli sponsor principali della Champions League, la competizione tra le più forti squadre europee, goda della sponsorizzazione di Gazprom, il gigante dell’energia della Russia. In breve insomma quello del calcio non è solo un gioco per grandi e piccini ma un grande business. Si stima che in Italia crei circa 13 miliardi di euro di fatturato. Per capire dunque il sistema economico del calcio oggi vi consigliamo un libro scritto da Marco Bellinazzo, un giornalista del Sole 24 Ore che ha scritto molti libri sull’argomento. Il più recente, uscito nel 2017, si chiama “I veri padroni del calcio. Così il potere e la finanza hanno conquistato il calcio mondiale”:

Si afferma che il calcio è la “nazione più potente che sia mai apparsa nella storia” e forse è una esagerazione. Ma è certamente interessante analizzare il fenomeno calcio e i suoi intrecci con potenze economiche come quelle dei Paesi del Golfo o gli stessi oligarchi russi.

I veri padroni del calcio, Marco Bellinazzo, Feltrinelli, 2017

Le Case del malcontento

4 marzo 2019

Sacha Naspini è un autore grossetano che dopo molta gavetta è approdato ad una casa editrice importante come e/o. Scrive anche per il cinema e ne parliamo oggi per un romanzo uscito lo scorso anno, Le Case del malcontento. Le Case è un borgo dell’entroterra maremmano.

E’ il teatro in cui si muovono diversi personaggi e in cui arriva uno che lì è nato e che è stato via per un bel po’. La scrittura fa capire che l’autore ha familiarità con il cinema, perché la vita prosegue uguale a se stessa fino a che non arriva l’estraneo – Samuele, si chiama – che ovviamente dà il via al cambiamento della quotidianità e al romanzo. Che è anche un campionario di figure, di storie, di possibili rivoli che aprono altre storie.

Il romanzo è un thriller, fa anche un po’ paura in alcuni momenti come può far paura la provincia sperduta, come può far paura un posto abbandonato. C’è il segreto indicibile, c’è la storia d’amore, c’è un uso della lingua italiana e del dialetto molto precisa.

Un giornale ha definito il romanzo “una spoon river maremmana”.

Le Case del malcontento, Sacha Naspini, edizioni e/o, 2018

 

La dieta della longevità

1 marzo 2019

Siete stanchi di regalare o ricevere libri di cucina? Provate con un libro dedicato a come mangiar bene. Si chiama “La dieta della longevità” ed è scritto non da un cuoco o da uno stregone.

Valter Longo per l’esattezza fa o scienziato. Il libro, pubblicato da Vallardi, viene presentato come la “più grande scoperta scientifica nel campo dell’alimentazione dalla massima autorità mondiale”. Siete autorizzati a diffidare. Il libro però è interessante perché offre un quadro delle scoperte scientifiche su benessere, malattie ed alimentazione ed offre utili suggerimenti con la cosiddetta “dieta mima digiuno”.

Mangiare poco solo alcuni giorni al mese per prevenire le malattie e combattere l’invecchiamento. Usando le conoscenze che si hanno sulle diete delle popolazioni più longeve.

Longo è un biochimico, vive e lavora da tempo negli Stati Uniti, è genovese di nascita.

La dieta della longevità, Vallardi, Valter Longo

Rileggere Padre padrone

22 febbraio 2019

Il libro di Gavino Ledda “Padre padrone” ha significato molto per la letteratura italiana e la società italiana. Era la storia del figlio di un pastore che lotta con tutte le sue forze per sottrarsi al destino già scritto, quello di fare il mestiere del padre, con le sue durezze. Il sottotitolo era “educazione di un pastore” e il giovane Gavino di fare il pastore non ne ha voglia.

Vuole studiare, riesce ad emanciparsi anche grazie al servizio militare, che per moltissimi giovani, dagli anni 50 in poi, ha rappresentato davvero uno strumento di emancipazione, per lasciarsi alle spalle i paesi d’origine, imparare l’italiano, immaginare una vita diversa.

Ledda è poi diventato glottologo anche se non ha mai lasciato la sua Sardegna. Ha compiuto ottanta anni nel 2018.

Il sito di Gavino Ledda

Le altissime torri

15 febbraio 2019

La storia dell’attentato dell’11 settembre è talmente universale che tutti credono di conoscerla. E’ questa presunta, supposta conoscenza che viene evocata nella presentazione al lettore del libro “Le altissime torri”, di Lawrence Wright, che parla proprio di quella vicenda. Se leggerete questo libro scoprirete di sapere ben poco di quell’attentato, delle sue origini, del fondamentalismo islamico e di molte altre cose.

Perché quella storia è complessa, è una storia tuttora irrisolta. Il libro è avvincente come un romanzo, come una storia finta, anche se è tutta vera. E come nei romanzi che si rispettano ci sono personaggi straordinari. Solo che non sono di finzione.

Per gli appassionati di storia il libro è interessante perché non ha una tesi precostituita e perché fornisce un ricco apparato bibliografico. Per il lettore di romanzi, oltre alla scrittura scorrevole e avvincente, sarà interessante affrontare tanti personaggi che sembrano mediocri anche se fanno malvagità enormi. Il libro è pubblicato in Italia da Adelphi.

Le altissime torri, Lawrence Wright, Adelphi

Canzoni d’amore italiane

12 febbraio 2019

Sanremo continua a colonizzare Viaggi e Libri. Oggi parleremo di un libro che è utile avere a disposizione per ricordare un amore finito, un amore mancato o un amore in corso. Si chiama Romantic Italia ed è un elenco di canzoni italiane che hanno parlato – in modi diversi – dell’amore e delle sue molteplici forme.

Lo ha scritto Giulia Cavaliere,  critica musicale e giornalista per diverse riviste di settore, che con una cura filologica degna di uno studio universitario ha letteralmente scomposto i testi di decine di canzoni italiane, le più note e le meno note, da Nilla Pizzi a Battisti – Un’avventura – da Rimmel di De Gregori a Lasciarsi un giorno a Roma di Niccolò Fabi, e arrivando fino al 2018, con gruppi amati dai giovani dei vari decenni italici, come i Baustelle o TheGiornalisti.

Per ogni brano ci sono almeno tre pagine di analisi, utili sia per rileggere grandi classici (La notte di Adamo o Mi sono innamorato di te di Tenco) o per riscoprire grandi autori del passato e del presente. La musica leggera è da sempre un modo per capire l’Italia e gli italiani, vecchi e nuovi anch’essi. E poi serve sempre un libro che senza ironie banali ma anche senza prendersi troppo sul serio parli dell’effetto che ci fanno le canzoni d’amore.

Romantic Italia, di cosa parliamo quando cantiamo d’amore, Giulia Cavaliere, Minimum Fax

La storia italiana attraverso il Festival

8 febbraio 2019

Non vi sembri una banalità: si può leggere la storia d’Italia recente, quasi settanta anni, attraverso il Festival di Sanremo, che in questi giorni è il protagonista delle serate degli italiani.

A pensare di farci un libro è stato un giovane storico, Leonardo Campus, che ha pensato di raccontare un passaggio cruciale della storia italiana e del cambiamento di costume parlando di Nilla Pizzi e Claudio Villa, di Domenico Modugno e di Adriano Celentano, di Mina e di quello che intellettuali come Umberto Eco o Pierpaolo Pasolini scrivevano del Festival.

Campus analizza testi e musiche dei successi passati sul palco del Festival della canzone italiana per raccontare il passaggio dell’Italia dalle macerie del dopoguerra alla ricostruzione al boom fino alla spinta al cambiamento negli anni sessanta e alle resistenze conservatrici al cambiamento.

Il libro si chiama “Non solo canzonette” e racconta gli anni dal 1951 (la Genesi) al 1964 (l’apogeo). La nota introduttiva è firmata dal musicista Stefano Bollani.

Non solo canzonette, Leonardo Campus, Mondadori Education

La banalità del ma

1 febbraio 2019

Giuseppe Civati è un esponente politico poco noto ai più. Si tratta di un relativamente giovane ex Pd – partecipò alle prime manifestazioni di Matteo Renzi – che poi ha formato un suo movimento, che si chiama Possibile, e che è noto soprattutto nel mondo “social”, come si dice.

Pochi forse sanno che insieme a due soci ha fondato una casa editrice che si chiama People. La casa editrice ha una missione ammirevole: raccontare e indagare il cambiamento nella società. Per farlo si propone un “punto di vista laterale” e si offre anche come agenzia di comunicazione.

Noi ne parliamo perché sta per uscire – ma già da oggi si può comprare online – un libro di disegni e vignette di uno degli autori più “laterali” di questo tempo. Parliamo di Mauro Biani, che da tempo ha sostituito Vauro con le sue vignette su un quotidiano pure “laterale” come Il Manifesto. Di Biani è appena uscito “La banalità del ma”. Il titolo del libro lo capite dalla vignetta di copertina.

Mauro Biani, la banalità del ma

La banalità del ma

Per chi ama il genere e per chi vuole comprendere il presente.

La banalità del ma, di Mauro Biani, People

Il mostro della memoria

29 gennaio 2019

Qual è la percezione della Shoah in Israele? Nei giorni in cui si commemora l’Olocausto in pochi si chiedono che significato abbia quell’evento nel Paese degli ebrei, la terra per molto tempo sognata e nata infine anche perché c’era stato lo sterminio. Vale la pena, allora, di leggere un romanzo di uno scrittore israeliano.

Un uomo scrive una lettera al direttore dello Yad Vashem, l’Ente con sede a Gerusalemme che custodisce la memoria della Shoah. Si capirà nel corso del romanzo di chi si tratta e perché decide di scrivere la sua lunga lettera. E’ anche nel suo ruolo e nella sua esperienza il senso di “Il mostro della memoria”.

Perché il narratore-scrittore a un certo punto della sua vita comincia ad accompagnare comitive di ogni tempo nei campi di sterminio, in quelle visite che dovrebbero mantenere viva la memoria. E che rischiano di non farlo. A meno che al narratore non accada di non reggere progressivamente più quel ruolo, di brillante oratore. Di non reggere più le cifre aride, le esposizioni tecniche. Perché le persone sotto quei numeri urlano sempre di più.

Il libro è scritto da Yishai Sarid, che vive e lavora a Tel Aviv. Si chiama Il mostro della memoria ed è pubblicato in Italia da E/O, che ha pubblicato anche il suo primo romanzo, Il poeta di Gaza.

La stanza di Giovanni

23 gennaio 2019

Con la prefazione di Colm Toibin, Fandango manda in stampa il romanzo “La stanza di Giovanni“, di James Baldwin, autore americano nato a metà degli anni 20 e morto a metà degli anni 80 del secolo scorso. I libri di Baldwin sono già usciti in Italia, dagli anni Sessanta in poi, perché non stiamo certo parlando di uno scrittore minore. Fandango ha deciso di ripubblicarli tutti. Sono dei classici.

Poverissimo, prima predicatore ad Harlem poi scrittore e intellettuale nel Greenwich Village, Baldwin si avvicinò allo scrittore nero americano Richard Wright, quello dei romanzi “Negro” e “I figli dello zio Tom”.

Nero anche lui, omosessuale, Baldwin dopo New Yok si sposta a Parigi e da lì e poi in Svizzera, ma anche ad Istanbul e di nuovo a New York,. All’estero scrive gran parte delle sue opere. Morì in Francia. Ma i temi delle sue opere sono profondamente americani, sia per le ambientazioni che per i personaggi.

Esponente del movimento per i diritti civili, pacifista integrale, ebbe problemi anche dalla sua stessa comunità. Le Pantere nere per esempio non amano particolarmente le tematiche omosessuali delle sue opere. La stanza di Giovanni in un certo senso racconta una esperienza vicina alla sua. E’ la storia di un ragazzo approdato a Parigi dagli Stati Uniti alla ricerca di una vita diversa, che incontra due figure che incarnano i suoi desideri diversi.
La stanza di Giovanni, James Baldwin, Fandango