Le altissime torri

15 febbraio 2019

La storia dell’attentato dell’11 settembre è talmente universale che tutti credono di conoscerla. E’ questa presunta, supposta conoscenza che viene evocata nella presentazione al lettore del libro “Le altissime torri”, di Lawrence Wright, che parla proprio di quella vicenda. Se leggerete questo libro scoprirete di sapere ben poco di quell’attentato, delle sue origini, del fondamentalismo islamico e di molte altre cose.

Perché quella storia è complessa, è una storia tuttora irrisolta. Il libro è avvincente come un romanzo, come una storia finta, anche se è tutta vera. E come nei romanzi che si rispettano ci sono personaggi straordinari. Solo che non sono di finzione.

Per gli appassionati di storia il libro è interessante perché non ha una tesi precostituita e perché fornisce un ricco apparato bibliografico. Per il lettore di romanzi, oltre alla scrittura scorrevole e avvincente, sarà interessante affrontare tanti personaggi che sembrano mediocri anche se fanno malvagità enormi. Il libro è pubblicato in Italia da Adelphi.

Le altissime torri, Lawrence Wright, Adelphi

La banalità del ma

1 febbraio 2019

Giuseppe Civati è un esponente politico poco noto ai più. Si tratta di un relativamente giovane ex Pd – partecipò alle prime manifestazioni di Matteo Renzi – che poi ha formato un suo movimento, che si chiama Possibile, e che è noto soprattutto nel mondo “social”, come si dice.

Pochi forse sanno che insieme a due soci ha fondato una casa editrice che si chiama People. La casa editrice ha una missione ammirevole: raccontare e indagare il cambiamento nella società. Per farlo si propone un “punto di vista laterale” e si offre anche come agenzia di comunicazione.

Noi ne parliamo perché sta per uscire – ma già da oggi si può comprare online – un libro di disegni e vignette di uno degli autori più “laterali” di questo tempo. Parliamo di Mauro Biani, che da tempo ha sostituito Vauro con le sue vignette su un quotidiano pure “laterale” come Il Manifesto. Di Biani è appena uscito “La banalità del ma”. Il titolo del libro lo capite dalla vignetta di copertina.

Mauro Biani, la banalità del ma

La banalità del ma

Per chi ama il genere e per chi vuole comprendere il presente.

La banalità del ma, di Mauro Biani, People

Il mostro della memoria

29 gennaio 2019

Qual è la percezione della Shoah in Israele? Nei giorni in cui si commemora l’Olocausto in pochi si chiedono che significato abbia quell’evento nel Paese degli ebrei, la terra per molto tempo sognata e nata infine anche perché c’era stato lo sterminio. Vale la pena, allora, di leggere un romanzo di uno scrittore israeliano.

Un uomo scrive una lettera al direttore dello Yad Vashem, l’Ente con sede a Gerusalemme che custodisce la memoria della Shoah. Si capirà nel corso del romanzo di chi si tratta e perché decide di scrivere la sua lunga lettera. E’ anche nel suo ruolo e nella sua esperienza il senso di “Il mostro della memoria”.

Perché il narratore-scrittore a un certo punto della sua vita comincia ad accompagnare comitive di ogni tempo nei campi di sterminio, in quelle visite che dovrebbero mantenere viva la memoria. E che rischiano di non farlo. A meno che al narratore non accada di non reggere progressivamente più quel ruolo, di brillante oratore. Di non reggere più le cifre aride, le esposizioni tecniche. Perché le persone sotto quei numeri urlano sempre di più.

Il libro è scritto da Yishai Sarid, che vive e lavora a Tel Aviv. Si chiama Il mostro della memoria ed è pubblicato in Italia da E/O, che ha pubblicato anche il suo primo romanzo, Il poeta di Gaza.

Camerunensi in Europa

11 gennaio 2019

Africani, a migliaia, hanno combattuto per liberare l’Europa dal fascismo e dal nazismo. Africani d’Africa. Per esempio camerunensi, che il generale francese De Gaulle arruolò. Il Camerun era una colonia francese e lo scrittore e poeta camerunense Patrice Nganang, che oggi vive a New York, dove insegna storia e letteratura comparate e non è esattamente amato da chi oggi governa il suo Paese, ha raccontato la storia di questi africani nel libro “La stagione delle prugne”. Dal Camerun quei soldati risalirono l’Africa, incontrarono proprio in fascisti italiani e l’esercito di Mussolini nell’Africa del Nord.

Il romanzo si apre proprio con l’immagine del deserto, premessa di quella del mar Mediterraneo e nella storia di intrecciano le vicende di personaggi con radici e vicende diverse – poeti e aspiranti intellettuali o semplici contadini strappati alla loro terra – accomunati dal destino di diventare i liberatori d’Europa, insieme a tanti altri.

Il romanzo è il secondo di una trilogia storica di Nganang.

La stagione delle prugne, Patrice Nganang, 66thand2nd

Mammalingua, filastrocche per bambini

7 gennaio 2018

Bruno Tognolini è un poeta e uno scrittore. Si definisce “poeta e scrittore per bambini e per vecchi”. Ha scritto decine di libri, ha venduto migliaia di copie, vive a Bologna, ha lavorato per la tv e per il teatro. E tutto quello che ha fatto riguarda i bambini. Decine di racconti, romanzi, poesie, filastrocche.

Quello della letteratura per l’infanzia è uno degli ambiti della letteratura che sono poco seguiti, che sono sottovalutati. Si tratta di un ambito che funziona molto bene, un mercato di nicchia che funziona benissimo. E nelle classifiche di vendita – dopo i best seller, la Rowling o il Diario di una schiappa – c’è sempre un libro di Tognolini. Uno dei più venduti questo inverno si chiama “Mammalingua” ed è un libro da regalare ad una neomamma. Si tratta di “21 filastrocche” e l’idea del libro ha una sua storia: è venuta a tre giovani libraie cagliaritane che hanno pensato ad un libro da regalare ai nuovi nati. Correva l’anno 2000.

A scrivere il libro hanno chiamato una illustratrice cagliaritana esule ad Udine, Pia Valentinis, e uno scrittore cagliaritano esule a Bologna, appunto Tognolini. E i due hanno elaborato un alfabeto – da “Acqua” a “Zitti” passando per “giorno”, “piangi”, “ridi” che le mamme da allora leggono ai loro neonati. Al figlio o alla figlia di pochi mesi – assicurano le migliaia di lettrici che da allora hanno avuto il libro tra le mani – la filastrocca piace sempre.

Mammalingua, ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme, Castoro editore, 2008ù

Gaetano Vannuzzi

Missione grande bellezza

3 gennaio 2019

L’Italia ha una lunga storia di opere d’arte saccheggiate da eserciti. La parte del leone l’hanno fatta i francesi con Napoleone ed i nazisti durante la seconda guerra mondiale. Un libro uscito lo scorso anno racconta la storia degli uomini che si sono dedicati al recupero di queste opere, da Antonio Canova spedito a Parigi dal Papa nel 1815 a Rodolfo Siviero, definito nel libro “lo 007 dell’arte”, che si occupò delle opere razziate in Italia tra il 1940 e il 1945.

Sul secondo dopoguerra di rilievo ci sono anche altre figure, da un gruppo di eroine vere e proprie “monuments women” italice allo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, che era stato capo partigiano con il nome di Pietro Ferraro, decorato sia dagli italiani sia dagli americani. Le opere rubate all’italia in fondo dipendono anche dal fatto che Hitler sia stato un pittore mancato, folgorato dalle bellezze artistiche italiane nei suoi viaggi degli anni 30.

Nel libro si impara anche che esiste un reparto dei carabinieri dedicato specificamente al recupero e alla tutela del patrimonio culturale italiano, l’unico organo di polizia del mondo specializzato nel recupero delle opere d’arte.

Missione grande bellezza, Alessandro Marzo Magno, Garzanti, 2017

Miranda Guterres

L’estate che sciolse ogni cosa

16 dicembre 2018

Atlantide è un piccolo editore indipendente che fatica a portare i suoi libri in librerie sempre più simili a centri commerciali. Ma fate il possibile per trovare i suoi libri, perché è un editore che riesce a scovare veri tesori.

E’ il caso di Tiffany McDaniel, una rivelazione secondo tutti quelli che hanno letto i suoi libri. In particolare stiamo parlando de “L’estate che sciolse ogni cosa”, che è anche un piccolo caso editoriale perché arrivato alla quarta edizione, che per un libro edito da una casa editrice così piccola non è affatto cosa comune.

Il libro parla di una estate, quella del 1984, che cambierà la vita di un giovane e del posto in cui vive.

Siamo a Breathed, Ohio, l’estate è torrida e un adolescente sostiene di essere Satana in persona. Il romanzo è stato definito “gotico”, “di formazione”, “lirico”, “capolavoro”, “strano”.

Per molti la chiave dei romanzi è l’autenticità e sicuramente questo non è un esercizio di stile ma un romanzo vivo, profondo, emozionante, struggente.

Tiffany McDaniel, L’estate che sciolse ogni cosa, Atlantide

Lumi Videla e lo Schindler italiano

11 dicembre 2018

Già altre volte si è accomunata la storia di alcuni eroi italiani a quella del tedesco celebrato nel film di Spielberg, Oskar Schindler. Per questo forse non era il caso di usare per l’ennesima volta questa espressione. Di fatto però la storia di Emilio Barbarani, ambasciatore oggi in pensione, che nel 1974 lavorava all’ambasciata italiana a Santiago del Cile, è simile. In Cile nel 1973 c’era stato un colpo di Stato. L’anno dopo, nel giardino dell’ambasciata italiana, viene ritrovato il cadavere di Lumi Videla, giovane rappresentante del Mir, il Movimento di rivoluzione cileno, uno dei gruppi di estrema sinistra bersaglio del colpo di Stato.

La ragazza era insieme a tanti altri rifugiati politici e la domanda su chi l’ha uccisa ha due possibili risposte: delitto passionale, ad opera di uno dei rifugiati, o delitto politico, ad opera dei servizi segreti del dittatore, proprio per gettare una cattiva luce sulla diplomazia italiana che presta asilo agli oppositori del regime? A indagare sul caso viene inviato, dall’Argentina, proprio il giovane Emilio Barbarani. Il romanzo dunque è questa storia, il racconto di intrighi internazionali e di vicende interne, con personaggi affascinanti.

Barbarani ha deciso di raccontare questa storia solo finita la sua carriera diplomatica, consapevole che quando si fa il diplomatico il riserbo è fondamentale. Ma l’uomo aveva dei valori, quelli trasmessi dalla madre e dalla sua educazione: “Mia madre e i salesiani mi hanno insegnato che i deboli vanno difesi e al forte non va data vinta. Avrei fatto lo stesso nei Paesi comunisti: aiutare chi lotta e rischia per le proprie idee”, ha detto in una intervista a Famiglia Cristiana.

Chi ha ucciso Lumi Videla, Emilio Barbarani, Mursia 

La cosa più vicina alla vita

29 novembre 2018

James Wood è un critico letterario britannico, giornalista, autore per importanti riviste anglosassoni. Vive negli Stati Uniti. Il libro pubblicato da Mondadori si chiama “La cosa più vicina alla vita”. Parla della letteratura, della narrativa, dei libri.

Partendo dalla morte del giovane fratello di un amico, dall’idea di Dio, dalla vicinanza singolare tra la fede e la letteratura. Il libro è una specie  di biografia in cui imparerete perché Wood è finito negli Stati Uniti e quanto gli manchi la sua Gran Bretagna dell’infanzia. E’ anche un romanzo, perché si legge come un romanzo.

Ma soprattutto curioserete tra le sue letture, le sue citazioni, dove ci sono autori di tutto il pianeta, anche alcuni italiani. I libri che parlano di letteratura sono anche il modo per riorientare la propria esperienza, rileggere quello che si è letto superficialmente, leggere per la prima volta quello che non si è mai letto, riconsiderare con gli occhi di un altro lettore i libri fondamentali della propria vita.

La cosa più vicina alla vita, Mondadori, James Wood

Gaetano Vannuzzi

 

De Andrè e Volontè, due libri

22 novembre 

Una biografia da leggere è certamente “Gian Maria Volontè”, una biografia di uno degli attori più complessi del cinema italiano, attore di cinema e teatro, carattere difficile, militante di sinistra con un padre e un fratello dalla parte opposta della barricata, il grande successo con i film di Leone e quello dei film politici. Capozzoli conosce a fondo il suo soggetto, è stata la sua tesi di laurea e per questo il libro è dettagliato, preciso, accurato. Nella quarta di copertina si legge una frase di Volontè: “A trenta anni ero una cosa, a cinquanta sono un’altra. Oggi non so dare una definizione del mio essere attore se non questa: lo sono di volta in volta in maniera diversa, in relazione alle circostanze”. Nel volume ci sono molti documenti privati, delle donne della sua vita soprattutto. E’ pubblicato da Add Editore.

Mirko Capozzoli, Gian Maria Volontè, Add Editore. 

Per gli appassionati di Fabrizio de Andrè la Fondazione che porta il nome del cantautore ha pubblicato un volume – Anche le parole sono nomadi – in cui si rileggono i testi, scritti da Fabrizio De André o insieme ai suoi preziosi collaboratori, per riflettere sui contenuti che ha posto alla sua e nostra attenzione: gli ultimi, gli emarginati, il potere, la libertà, l’anarchia, la guerra, solo per citarne alcuni. 40 brani in cui le storie degli ultimi emergono con prepotenza. E non si sono solo i testi ma anche le cose che l’autore diceva magari presentando i brani durante i concerti. Per i tanti giovani che oggi lo riscoprono.

Anche le parole sono nomadi, Fondazione Fabrizio de Andrè Onlus, Chiarelettere

Gaetano Vannuzzi