Mammalingua, filastrocche per bambini

7 gennaio 2018

Bruno Tognolini è un poeta e uno scrittore. Si definisce “poeta e scrittore per bambini e per vecchi”. Ha scritto decine di libri, ha venduto migliaia di copie, vive a Bologna, ha lavorato per la tv e per il teatro. E tutto quello che ha fatto riguarda i bambini. Decine di racconti, romanzi, poesie, filastrocche.

Quello della letteratura per l’infanzia è uno degli ambiti della letteratura che sono poco seguiti, che sono sottovalutati. Si tratta di un ambito che funziona molto bene, un mercato di nicchia che funziona benissimo. E nelle classifiche di vendita – dopo i best seller, la Rowling o il Diario di una schiappa – c’è sempre un libro di Tognolini. Uno dei più venduti questo inverno si chiama “Mammalingua” ed è un libro da regalare ad una neomamma. Si tratta di “21 filastrocche” e l’idea del libro ha una sua storia: è venuta a tre giovani libraie cagliaritane che hanno pensato ad un libro da regalare ai nuovi nati. Correva l’anno 2000.

A scrivere il libro hanno chiamato una illustratrice cagliaritana esule ad Udine, Pia Valentinis, e uno scrittore cagliaritano esule a Bologna, appunto Tognolini. E i due hanno elaborato un alfabeto – da “Acqua” a “Zitti” passando per “giorno”, “piangi”, “ridi” che le mamme da allora leggono ai loro neonati. Al figlio o alla figlia di pochi mesi – assicurano le migliaia di lettrici che da allora hanno avuto il libro tra le mani – la filastrocca piace sempre.

Mammalingua, ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme, Castoro editore, 2008ù

Gaetano Vannuzzi

Missione grande bellezza

3 gennaio 2019

L’Italia ha una lunga storia di opere d’arte saccheggiate da eserciti. La parte del leone l’hanno fatta i francesi con Napoleone ed i nazisti durante la seconda guerra mondiale. Un libro uscito lo scorso anno racconta la storia degli uomini che si sono dedicati al recupero di queste opere, da Antonio Canova spedito a Parigi dal Papa nel 1815 a Rodolfo Siviero, definito nel libro “lo 007 dell’arte”, che si occupò delle opere razziate in Italia tra il 1940 e il 1945.

Sul secondo dopoguerra di rilievo ci sono anche altre figure, da un gruppo di eroine vere e proprie “monuments women” italice allo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, che era stato capo partigiano con il nome di Pietro Ferraro, decorato sia dagli italiani sia dagli americani. Le opere rubate all’italia in fondo dipendono anche dal fatto che Hitler sia stato un pittore mancato, folgorato dalle bellezze artistiche italiane nei suoi viaggi degli anni 30.

Nel libro si impara anche che esiste un reparto dei carabinieri dedicato specificamente al recupero e alla tutela del patrimonio culturale italiano, l’unico organo di polizia del mondo specializzato nel recupero delle opere d’arte.

Missione grande bellezza, Alessandro Marzo Magno, Garzanti, 2017

Miranda Guterres

L’estate che sciolse ogni cosa

16 dicembre 2018

Atlantide è un piccolo editore indipendente che fatica a portare i suoi libri in librerie sempre più simili a centri commerciali. Ma fate il possibile per trovare i suoi libri, perché è un editore che riesce a scovare veri tesori.

E’ il caso di Tiffany McDaniel, una rivelazione secondo tutti quelli che hanno letto i suoi libri. In particolare stiamo parlando de “L’estate che sciolse ogni cosa”, che è anche un piccolo caso editoriale perché arrivato alla quarta edizione, che per un libro edito da una casa editrice così piccola non è affatto cosa comune.

Il libro parla di una estate, quella del 1984, che cambierà la vita di un giovane e del posto in cui vive.

Siamo a Breathed, Ohio, l’estate è torrida e un adolescente sostiene di essere Satana in persona. Il romanzo è stato definito “gotico”, “di formazione”, “lirico”, “capolavoro”, “strano”.

Per molti la chiave dei romanzi è l’autenticità e sicuramente questo non è un esercizio di stile ma un romanzo vivo, profondo, emozionante, struggente.

Tiffany McDaniel, L’estate che sciolse ogni cosa, Atlantide

Lumi Videla e lo Schindler italiano

11 dicembre 2018

Già altre volte si è accomunata la storia di alcuni eroi italiani a quella del tedesco celebrato nel film di Spielberg, Oskar Schindler. Per questo forse non era il caso di usare per l’ennesima volta questa espressione. Di fatto però la storia di Emilio Barbarani, ambasciatore oggi in pensione, che nel 1974 lavorava all’ambasciata italiana a Santiago del Cile, è simile. In Cile nel 1973 c’era stato un colpo di Stato. L’anno dopo, nel giardino dell’ambasciata italiana, viene ritrovato il cadavere di Lumi Videla, giovane rappresentante del Mir, il Movimento di rivoluzione cileno, uno dei gruppi di estrema sinistra bersaglio del colpo di Stato.

La ragazza era insieme a tanti altri rifugiati politici e la domanda su chi l’ha uccisa ha due possibili risposte: delitto passionale, ad opera di uno dei rifugiati, o delitto politico, ad opera dei servizi segreti del dittatore, proprio per gettare una cattiva luce sulla diplomazia italiana che presta asilo agli oppositori del regime? A indagare sul caso viene inviato, dall’Argentina, proprio il giovane Emilio Barbarani. Il romanzo dunque è questa storia, il racconto di intrighi internazionali e di vicende interne, con personaggi affascinanti.

Barbarani ha deciso di raccontare questa storia solo finita la sua carriera diplomatica, consapevole che quando si fa il diplomatico il riserbo è fondamentale. Ma l’uomo aveva dei valori, quelli trasmessi dalla madre e dalla sua educazione: “Mia madre e i salesiani mi hanno insegnato che i deboli vanno difesi e al forte non va data vinta. Avrei fatto lo stesso nei Paesi comunisti: aiutare chi lotta e rischia per le proprie idee”, ha detto in una intervista a Famiglia Cristiana.

Chi ha ucciso Lumi Videla, Emilio Barbarani, Mursia 

La cosa più vicina alla vita

29 novembre 2018

James Wood è un critico letterario britannico, giornalista, autore per importanti riviste anglosassoni. Vive negli Stati Uniti. Il libro pubblicato da Mondadori si chiama “La cosa più vicina alla vita”. Parla della letteratura, della narrativa, dei libri.

Partendo dalla morte del giovane fratello di un amico, dall’idea di Dio, dalla vicinanza singolare tra la fede e la letteratura. Il libro è una specie  di biografia in cui imparerete perché Wood è finito negli Stati Uniti e quanto gli manchi la sua Gran Bretagna dell’infanzia. E’ anche un romanzo, perché si legge come un romanzo.

Ma soprattutto curioserete tra le sue letture, le sue citazioni, dove ci sono autori di tutto il pianeta, anche alcuni italiani. I libri che parlano di letteratura sono anche il modo per riorientare la propria esperienza, rileggere quello che si è letto superficialmente, leggere per la prima volta quello che non si è mai letto, riconsiderare con gli occhi di un altro lettore i libri fondamentali della propria vita.

La cosa più vicina alla vita, Mondadori, James Wood

Gaetano Vannuzzi

 

De Andrè e Volontè, due libri

22 novembre 

Una biografia da leggere è certamente “Gian Maria Volontè”, una biografia di uno degli attori più complessi del cinema italiano, attore di cinema e teatro, carattere difficile, militante di sinistra con un padre e un fratello dalla parte opposta della barricata, il grande successo con i film di Leone e quello dei film politici. Capozzoli conosce a fondo il suo soggetto, è stata la sua tesi di laurea e per questo il libro è dettagliato, preciso, accurato. Nella quarta di copertina si legge una frase di Volontè: “A trenta anni ero una cosa, a cinquanta sono un’altra. Oggi non so dare una definizione del mio essere attore se non questa: lo sono di volta in volta in maniera diversa, in relazione alle circostanze”. Nel volume ci sono molti documenti privati, delle donne della sua vita soprattutto. E’ pubblicato da Add Editore.

Mirko Capozzoli, Gian Maria Volontè, Add Editore. 

Per gli appassionati di Fabrizio de Andrè la Fondazione che porta il nome del cantautore ha pubblicato un volume – Anche le parole sono nomadi – in cui si rileggono i testi, scritti da Fabrizio De André o insieme ai suoi preziosi collaboratori, per riflettere sui contenuti che ha posto alla sua e nostra attenzione: gli ultimi, gli emarginati, il potere, la libertà, l’anarchia, la guerra, solo per citarne alcuni. 40 brani in cui le storie degli ultimi emergono con prepotenza. E non si sono solo i testi ma anche le cose che l’autore diceva magari presentando i brani durante i concerti. Per i tanti giovani che oggi lo riscoprono.

Anche le parole sono nomadi, Fondazione Fabrizio de Andrè Onlus, Chiarelettere

Gaetano Vannuzzi

L’amica geniale, tra poco in tv

20 novembre 2018

La scrittrice ha spiegato in un libro – titolo La frantumaglia – le ragioni della sua volontà di mantenere l’anonimato.

Una scelta, spiegava, dovuta alla volontà di non essere esposta alla confusione che sempre tocca gli autori, specie italiani, specie se scrivono storie che si prestano.

Come la sua prima opera, L’amore molesto, che risale a un quarto di secolo fa e che parlava di molestie ed incesto.

Negli anni ci sono stati persino studi universitari per capire – in base al lessico dei suoi libri – l’identità che si nascondeva dietro quel nome.

Di chi stiamo parlando? Di Elena Ferrante, che tra poco sarà nota anche al pubblico televisivo per una fiction tratta dal suo romanzo “L’amica geniale”.

Storia di due ragazzine e della loro amicizia nella Napoli degli anni cinquanta, in quartieri popolari di quella città.

Il romanzo segue Lila e Lenù nel corso della loro vita, da bambine a grandi, e non mancherà di appassionarvi perché parla di amicizia tra donne e di come i sentimenti buoni (ma anche quelli meno edificanti) alimentino i rapporti veri e duraturi.

Armatevi di coraggio, se decidete di iniziare. L’amica geniale, edizione completa, è composta di diverse opere. Per quasi 2000 pagine.

L’amica geniale, Elena Ferrante, Edizioni E/O

Valeria Palumbo

Le Carré e il suo passato

15 novembre 2018

John Le Carré, nato nel 1931 in una cittadina del Dorset, entra nel Foreign Office alla fine degli anni cinquanta. Quando inizia a lavorare in Germania – prima a Bonn, poi ad Amburgo – viene contattato dai servizi segreti britannici, l’MI6, e comincia a lavorare. Il suo primo romanzo si chiamava “Chiamata per il morto!” e lo scrisse quando ancora lavorava per i servizi segreti.

L’interruzione della sua carriera di agente segreto è dovuta ad un agente doppiogiochista che lavorava per il Kgb e anche questa storia è oggetto di un romanzo, uno dei più famosi di Le Carré, La talpa. Il suo ultimo romanzo risale al 2017 ed è il ventiquattresimo.

Si chiama Un passato da spia ed il protagonista è un agente noto per chi ha letto i libri dell’autore: si tratta di George Smiley, che è poi noto agli addetti ai lavori almeno quanto James Bond. In questo caso c’è anche un discepolo, che consente all’autore di ripensare al suo passato e di parlare di molti altri temi: dalla guerra fredda all’eterna lotta per il potere. Si parla di vicende del passato, quando ancora c’era Berlino Est, per riflettere sul difficile rapporto tra la giustizia, la verità e la legge.

Un passato da spia, John Le Carré Mondadori, 2017

Quando iniziò il silenzio

31 ottobre 2018

E’ stato definito “singolare e inquietante” il romanzo di cui parliamo oggi. E’ stato scritto dall’americano Jesse Ball, di cui proprio in questi giorni esce per l’editore NN un nuovo romanzo, “Censimento”.

Quello di cui parliamo si chiama invece “Quando iniziò il silenzio” ed è stato pubblicato da Baldini e Castoldi.

E’ la storia di un uomo, l’io narrante, che per motivi anche molto personali decide di indagare su una storia di molti anni prima. In Giappone nel 1977 sono avvenute alcune misteriose sparizioni di persone sole. A un certo punto alla polizia giapponese arriva una lettera in cui il presunto autore confessa di esser stato il responsabile. Viene arrestato ma da quel momento fino alla sua morte – condannato per impiccagione – non parlerà più, nemmeno per confermare la sua confessione, tantomeno per spiegare il senso del suo presunto crimine.

L’io narrante dunque molti anni dopo decide di capire le ragioni di questo silenzio, indagando come un detective sui suoi protagonisti. Il romanzo mette insieme diversi generi, dal documento “originale” all’intervista al dialogo serrato. L’autore, dicono quelli che hanno letto i suoi libri, è tra i migliori della nuova generazione di americani.

Quando iniziò il silenzio, Jesse Ball, Baldini & Castoldi

Miranda Guterres

Un romanzo d’amore

28 ottobre 2018

E’ una storia d’amore il romanzo più venduto in queste settimane negli Stati Uniti secondo le classifiche del New York Times e del Washington Posgt. Si chiama Every breath ed è disponibile anche in Italia, con lo stesso titolo: Ogni respiro. L’autore è un maestro del genere, si chiama Nicholas Sparks. Il libro è pubblicato da Sperling e Kupfer. La protagonista femminile si chiama Hope, quello maschile Tru.

I due di incontrano in North Carolina e ovviamente il loro passato e il loro futuro si presentano presto a imporre delle scelte. I lettori di Sparks lo amano a prescindere, quelli che lo hanno amato nei suoi primi romanzi in alcuni casi giudicano questa storia bella ma non travolgente, tutti amano la scelta dell’ambientazione, comprese alcune camminate sulla spiaggia della North Carolina.

E’ un romanzo d’amore, negli Usa forse si vende tanto anche per questo.

Ogni respiro, Sperling & Kupfer, 2018

Miranda Guterres