Tutto il nostro sangue, Sara Taylor

19 aprile 2019

Nell’era dell’acquisto di libri via web o addirittura di acquisto di libri non di carta ma di byte, una cosa che manca a molti è la possibilità di sfogliarli, di leggere qualche riga, per capire se potrà piacere e no. Per questo diverse case editrici – non abbastanza, per il momento – offrono sul proprio sito la possibilità di leggere qualche riga, a volte un intero capitolo.

Questo viene da “Tutto il nostro sangue”, di Sara Taylor, edito da Minimum Fax.

Quando la notizia dell’omicidio si sparge, sono da Matthew’s a comprare colli di pollo per andare a pescare granchi con la mia sorellina Renee. Non abbiamo granché da mangiare a casa, ma siamo riuscite a racimolare un dollaro e sessantatré centesimi in monetine, e abbiamo deciso che il modo migliore per riempirci la pancia con una somma del genere è pescare granchi che sono gratis. Di solito la nostra esca sono le croste di pancetta, ma questa volta le abbiamo già mangiate. Sono accovacciata a guardare le confezioni di cupcake
su uno degli scaffali più in basso, quando una donna mi scavalca per arrivare alla cassa. Il negozio è piccolo, gli scaffali sono uno attaccato all’altro. Quando mamma ci portava con sé a fare la spesa, Renee e io facevamo a gara per vedere chi arrivasse con meno saltelli dalla porta d’ingresso al bancone sudicio della carne sul lato opposto; la mia media era sette. La donna è grassa, ha un girovita che sembra più lungo dell’equatore; i suoi passi sono pesanti e le trema tutto il corpo; per qualche istante mi terrorizza l’idea che possa inciampare e precipitarmi addosso. Fa cadere una dozzina di scatolette di carne di maiale e fagioli sul
nastro della cassa e tira fuori i buoni pasto; poi si setaccia con le mani il davanti della camicetta rossa, stretta attorno al corpo, ed estrae dal reggiseno un biglietto da dieci accartocciato, chiedendo un pacchetto di sigarette al mentolo.

Sara Taylor è una scrittrice americana e questo romanzo è molto dentro i luoghi in cui è cresciuta: sud degli Usa, rurale. Lei è nata e cresciuta in Virginia, e proprio in Virginia sono ambientate le storie del romanzo, che è composto da storie ambientante in anni molto lontani l’uno dall’altro, in un intervallo di circa 200 anni. Quello della citazione precedente era il 1995.

Ma non si tratta di racconti separati, perché in comune hanno la violenza, il degrado umano, le tensioni in famiglia, le droghe e l’alcol. In breve il degrado di una certa periferia urbana già descritto in altri romanzi, in cui gli americani sono probabilmente più bravi degli altri.

E ogni volta i romanzi sembrano raccontare la stessa storia ma poi rivelano aspetti originali – qui c’è anche un po’ di fantascienza – che li rendono unici.

Sara Taylor, Tutto il nostro sangue, Minimum Fax

Necropolis, di Giordano Tedoldi

12 aprile 2019

E’ un apologo politico, ma anche un libro di narrativa ma anche un saggio, un libro che secondo il sito Minima&Moralia, uno dei più autorevoli in materia letteraria e culturale, contiene un elenco sterminato di riferimenti, da Omero a Van Gogh, da Baudelaire a Spengler fino a qualcosa di simile alla musica Trap.

La storia è quella di un uomo chiamato a scegliere in quale delle due necropoli della città essere sepolto. Il protagonista ha una nipote e altri personaggi che lo accompagnano. C’è un futuro – ormai è di moda l’aggettivo distopico, dunque anche in questo caso ci starà bene – e c’è anche l’oggi, l’attualità.

Sicuramente tra i rimandi c’è anche Dante, perché il viaggio del protagonista ricorda anche il viaggio della Commedia. Come tutti i romanzi filosofici può non piacere a tutti, essere faticoso, irritare.

Ma i romanzi filosofici della storia della letteratura sono stati anche capolavori: riflettere sulla vita, la morte, il libero arbitrio, le scelte condizionate è l’essenza di alcuni dei libri più importanti della storia. Quello di Tedoldi è un tentativo ambizioso segnato da recensioni entusiastiche e da commenti che invogliano a leggere non solo questa sua opera ma anche le precedenti.

 

Anche perché è uscito da pochi giorni e già se ne parla tantissimo.

Necropolis, Giordano Tedoldi,.Chiarelettere

Bugiarda, un romanzo israeliano

2 aprile 2019

Ayelet Gundar-Goshen è una scrittrice israeliana che qualche anno fa ebbe un certo successo in Italia con un romanzo intitolato “Svegliare i leoni”. Parlava di un medico israeliano che una notte investe un uomo, un immigrato eritreo. Questo episodio cambia la sua vita e lo trasforma profondamente. La scrittrice aveva preso ispirazione da un fatto accaduto in India ma aveva spostato il centro della vicenda nel mezzo del deserto israeliano per raccontare cosa succede ad un integratissimo uomo israeliano che incontra un immigrato eritreo sulla sua strada.

Da qualche giorno è in libreria un nuovo romanzo di questa scrittrice. Si chiama Bugiarda e racconta di una adolescente, commessa in una gelateria, che accusa un anziano cliente di averla aggredita. Una menzogna che trascina con sé molte altre menzogne. La storia di Nufar, la ragazzina, e di Avishai, il vecchio, è una storia che raccoglie altre piccole e grandi catastrofi.

Catastrofi raccontate in modo originale, arricchite da tanti altri personaggi tutti con una loro profondità psicologica non comune. Nessuno è veramente cattivo, anche in Bugiarda, e tutti hanno una spiegazione. Tutti i romanzi della scrittrice sono pubblicati in Italia da La Giuntina.

Bugiarda, Ayelet Gundar-Goshen, La Giuntina

Delfina e il mare

24 marzo 2019

Si chiama Simone Perotti e si definisce scrittore e marinaio. Non è un autore esordiente, ha già scritto quindici libri, e noi parleremo del quindicesimo. Si chiama “Delfina e il mare”, ed è il suo primo romanzo per ragazzi. Ma non è solo per ragazzi. L’autore ha voluto scriverlo anche per ricordare ad una umanità che sembra essersene dimenticata l’enorme potenza della natura e del mare, l’importanza di conoscerlo, l’importanza di ricordare idee fondamentali, come quella del salvataggio dei naufraghi. Perotti dice che siamo diventati tutti analfabeti del mare, noi che siamo una civiltà marinara, noi che siamo nati sul mare. Ma tutto il resto, Perotti ve lo dice nel booktrailer che pubblichiamo qui.
Il libro è anche un romanzo di avventura, ovviamente, come i libri per ragazzi. E’ edito da Salani. Regalatelo ad adulti e ragazzi.

 

Perduti nei Quartieri Spagnoli

18 marzo 2019

Una americana con origini indiane, che ha studiato glottologia all’Istituto universitario Orientale di Napoli, è forse la persona giusta per parlare dei Quartieri spagnoli di Napoli tanto da ambientarvi un romanzo.

Si chiama Heddi Goodrich ed a Napoli ha vissuto a lungo. Il romanzo è scritto in un italiano molto letterario ed è – come si legge nelle note della casa editrice – una “doppia storia d’amore” per una città e per una persona.

E’ interessante che a scriverlo sia una donna che non ha radici a Napoli perché forse mai prima d’ora si era descritto con precisione la natura dei rapporti tra donne e figli a Napoli. Un rapporto non facilissimo. Parlare dei “Quartieri” – anche l’aggiunta “spagnoli” pare sia una cosa recente e da turisti, non da autoctoni – e della colorata tribù di fuorisede che la abita vuol dire parlare di sentimenti, origini contadine, realtà ancestrali, ordine della famiglia e della società.

Un romanzo da leggere, soprattutto dovranno leggerlo i napoletani e le napoletane.

Heddi Goodrich, Perduti nei Quartieri spagnoli, editore Giunti

Le Case del malcontento

4 marzo 2019

Sacha Naspini è un autore grossetano che dopo molta gavetta è approdato ad una casa editrice importante come e/o. Scrive anche per il cinema e ne parliamo oggi per un romanzo uscito lo scorso anno, Le Case del malcontento. Le Case è un borgo dell’entroterra maremmano.

E’ il teatro in cui si muovono diversi personaggi e in cui arriva uno che lì è nato e che è stato via per un bel po’. La scrittura fa capire che l’autore ha familiarità con il cinema, perché la vita prosegue uguale a se stessa fino a che non arriva l’estraneo – Samuele, si chiama – che ovviamente dà il via al cambiamento della quotidianità e al romanzo. Che è anche un campionario di figure, di storie, di possibili rivoli che aprono altre storie.

Il romanzo è un thriller, fa anche un po’ paura in alcuni momenti come può far paura la provincia sperduta, come può far paura un posto abbandonato. C’è il segreto indicibile, c’è la storia d’amore, c’è un uso della lingua italiana e del dialetto molto precisa.

Un giornale ha definito il romanzo “una spoon river maremmana”.

Le Case del malcontento, Sacha Naspini, edizioni e/o, 2018

 

Le altissime torri

15 febbraio 2019

La storia dell’attentato dell’11 settembre è talmente universale che tutti credono di conoscerla. E’ questa presunta, supposta conoscenza che viene evocata nella presentazione al lettore del libro “Le altissime torri”, di Lawrence Wright, che parla proprio di quella vicenda. Se leggerete questo libro scoprirete di sapere ben poco di quell’attentato, delle sue origini, del fondamentalismo islamico e di molte altre cose.

Perché quella storia è complessa, è una storia tuttora irrisolta. Il libro è avvincente come un romanzo, come una storia finta, anche se è tutta vera. E come nei romanzi che si rispettano ci sono personaggi straordinari. Solo che non sono di finzione.

Per gli appassionati di storia il libro è interessante perché non ha una tesi precostituita e perché fornisce un ricco apparato bibliografico. Per il lettore di romanzi, oltre alla scrittura scorrevole e avvincente, sarà interessante affrontare tanti personaggi che sembrano mediocri anche se fanno malvagità enormi. Il libro è pubblicato in Italia da Adelphi.

Le altissime torri, Lawrence Wright, Adelphi

La banalità del ma

1 febbraio 2019

Giuseppe Civati è un esponente politico poco noto ai più. Si tratta di un relativamente giovane ex Pd – partecipò alle prime manifestazioni di Matteo Renzi – che poi ha formato un suo movimento, che si chiama Possibile, e che è noto soprattutto nel mondo “social”, come si dice.

Pochi forse sanno che insieme a due soci ha fondato una casa editrice che si chiama People. La casa editrice ha una missione ammirevole: raccontare e indagare il cambiamento nella società. Per farlo si propone un “punto di vista laterale” e si offre anche come agenzia di comunicazione.

Noi ne parliamo perché sta per uscire – ma già da oggi si può comprare online – un libro di disegni e vignette di uno degli autori più “laterali” di questo tempo. Parliamo di Mauro Biani, che da tempo ha sostituito Vauro con le sue vignette su un quotidiano pure “laterale” come Il Manifesto. Di Biani è appena uscito “La banalità del ma”. Il titolo del libro lo capite dalla vignetta di copertina.

Mauro Biani, la banalità del ma

La banalità del ma

Per chi ama il genere e per chi vuole comprendere il presente.

La banalità del ma, di Mauro Biani, People

Il mostro della memoria

29 gennaio 2019

Qual è la percezione della Shoah in Israele? Nei giorni in cui si commemora l’Olocausto in pochi si chiedono che significato abbia quell’evento nel Paese degli ebrei, la terra per molto tempo sognata e nata infine anche perché c’era stato lo sterminio. Vale la pena, allora, di leggere un romanzo di uno scrittore israeliano.

Un uomo scrive una lettera al direttore dello Yad Vashem, l’Ente con sede a Gerusalemme che custodisce la memoria della Shoah. Si capirà nel corso del romanzo di chi si tratta e perché decide di scrivere la sua lunga lettera. E’ anche nel suo ruolo e nella sua esperienza il senso di “Il mostro della memoria”.

Perché il narratore-scrittore a un certo punto della sua vita comincia ad accompagnare comitive di ogni tempo nei campi di sterminio, in quelle visite che dovrebbero mantenere viva la memoria. E che rischiano di non farlo. A meno che al narratore non accada di non reggere progressivamente più quel ruolo, di brillante oratore. Di non reggere più le cifre aride, le esposizioni tecniche. Perché le persone sotto quei numeri urlano sempre di più.

Il libro è scritto da Yishai Sarid, che vive e lavora a Tel Aviv. Si chiama Il mostro della memoria ed è pubblicato in Italia da E/O, che ha pubblicato anche il suo primo romanzo, Il poeta di Gaza.

Camerunensi in Europa

11 gennaio 2019

Africani, a migliaia, hanno combattuto per liberare l’Europa dal fascismo e dal nazismo. Africani d’Africa. Per esempio camerunensi, che il generale francese De Gaulle arruolò. Il Camerun era una colonia francese e lo scrittore e poeta camerunense Patrice Nganang, che oggi vive a New York, dove insegna storia e letteratura comparate e non è esattamente amato da chi oggi governa il suo Paese, ha raccontato la storia di questi africani nel libro “La stagione delle prugne”. Dal Camerun quei soldati risalirono l’Africa, incontrarono proprio in fascisti italiani e l’esercito di Mussolini nell’Africa del Nord.

Il romanzo si apre proprio con l’immagine del deserto, premessa di quella del mar Mediterraneo e nella storia di intrecciano le vicende di personaggi con radici e vicende diverse – poeti e aspiranti intellettuali o semplici contadini strappati alla loro terra – accomunati dal destino di diventare i liberatori d’Europa, insieme a tanti altri.

Il romanzo è il secondo di una trilogia storica di Nganang.

La stagione delle prugne, Patrice Nganang, 66thand2nd