La Goccia: tramonto

29 ottobre 2018

Ma arriva l’urlo di Zohra dal suo cammello: “Chiudete quella cazzo di bocca! Godetevi questo cazzo di tramonto sul vostro cazzo di cammello! Dio santo!”

Dopotutto, è quasi un miracolo che siano qui. Non perché sono sopravvissuti all’alcol, all’hashish e alle emicranie. Non per quello. E’ che sono sopravvissuti a tutte le cose della vita, alle umiliazioni, alle delusioni, alle pene d’amore e alle occasioni mancate, a cattivi padri e cattivi lavori, al sesso e alle droghe di seconda scelta, alle cadute di faccia e a tutti i viaggi e gli errori che ci sono voluti per arrivare a cinquant’anni e qui in questo posto… E dunque: sì. Vale per qualunque tramonto, ma per questo in particolare: chiudiamo quella cazzo di bocca.

(Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: premi

22 ottobre 2018

“Vinci un premio, ed è finita. Poi vai in giro a tenere lezioni per il resto della tua vita. E non scrivi mai più.” Gli picchiettò un’unghia sul petto: “Non vincerne.” E gli stampò un bacio sulla guancia.

   (Andrew Sean Greer, “Less”)

*  *  *  *  *

Un altro tuono scuote Less dai suoi pensieri. Ma non è un tuono; è un applauso, e lo scrittore giovane lo sta tirando per la manica della giacca. Perché Arthur Less ha vinto.

   (Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: come vivere da soli

15 ottobre 2018

Com’era vivere con un genio?

Come vivere da soli.

Come vivere da soli con una tigre.

Tutto doveva essere sacrificato al lavoro. Si cancellavano i programmi, si ritardavano i pasti; l’alcol doveva essere comprato immediatamente, oppure buttato tutto nel lavello. A seconda delle giornate, i soldi andavano contati o sperperati. L’orario del sonno era appannaggio del poeta, e le ore piccole erano frequenti quanto le sveglie all’alba.

   (Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: Laika

8 ottobre 2018

– Beatnik, Sputnik… Mi confondo sempre con questo tipo di parole…
(…) Da allora Sumire ribattezzò dentro di sé Myû “la ragazza dello Sputnik”.
Amava il suono di quell’espressione. La faceva pensare alla cagnetta Laika. Il
satellite artificiale che attraversa silenzioso il buio del cosmo. Gli occhi neri e
lucidi di Laika che si affacciano da un minuscolo oblò. Che cosa avrà visto, la
cagnetta, in quello spazio sconfinato e deserto?
(Murakami Haruki, “La ragazza dello Sputnik”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: quanto può Dio trattenersi?

1 ottobre 2018
…e bisognava dire anche che Hannah Citrin oltre che col suo corpo ce l’aveva
anche con Dio, e gli sventolava in faccia le mani, e gli faceva certi brutti gesti, e
strillava e lo bestemmiava in polacco, e questo ancora passi, ma in yiddish? che
questa lingua certo Dio la capisce bene. E cos’era poi che voleva sempre, che lui
avesse il coraggio una buona volta di scender giù e mettersi faccia a faccia con
una povera donna di Dynòv, e in ogni modo fin qui lui non ne aveva avuto il
coraggio, ma tutte le volte che cominciava a strillare e a correre per il vicolo,
Momik correva subito a guardare, per non perdere l’occasione di assistere
all’incontro, perché quanto può Dio trattenersi di fronte a tali insulti, e per di più
se li sentono tutti qui attorno? Ma è forse fatto di ferro, Dio?
(David Grossman, “Vedi alla voce: amore”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza