La Goccia: si rinuncia

28 dicembre 2018
“E, comunque, ci si abitua a tutto nella vita, no?” esclamò, mentre Antonia lo trascinava a sé per una foto.
Non ci si abitua, si rinuncia a cambiare le cose. E’ ben diverso. Così avrei voluto dirgli, ma lui era già lontano.
(Lorenzo Marone, “La tentazione di essere felici”)
Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: matematica e guerra

24 dicembre 2018

…il più grande progetto della sua vita: vuole stampare i nuovi libri per le scuole afgane. Quando le scuole sono state riaperte in primavera, il materiale didattico a disposizione era quasi inesistente. Utilizzare i testi che il regime dei mujahidin e i talebani hanno fatto stampare è impensabile. I bambini delle prime classi l’alfabeto lo imparavano così: “J di Jihad – il nostro scopo sulla terra, I di Israele – i nostro nemico, K di Kalashnikov – noi vinceremo, M di Mujahidin – i nostri eroi…”

Anche nei libri di matematica era la guerra a dominare. I ragazzi che andavano a scuola – perché i talebani avevano fatto stampare testi scolastici solo per maschi – non imparavano a far di conto con mele e dolci, ma con pallottole e kalašnikov. “Il piccolo Omar ha un kalašnikov con tre caricatori. In ogni caricatore ci sono venti pallottole. Usa due terzi delle sue pallottole per uccidere sessanta infedeli. Quante pallottole gli servono per uccidere un infedele?”

(Ǻsne Seierstad, “Il libraio di Kabul”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: splendono le cose secondarie

7 dicembre 2018

Dunque avrei potuto profittare di quegli istanti fuggevoli, non di confidenza, ma piuttosto di tregua con mio padre. E non l’ho fatto. Erano troppo poca cosa.

Considerazione: viviamo prigionieri del mito della profondità e della complessità, finché la morte, privandoci delle cose più ovvie, le rende ironicamente memorabili. Le superfici cominciano a splendere, splendono le cose secondarie, i ricordi più fiochi e le parole che dicevamo per caso e che non avremmo appuntato nemmeno a matita ora diventano leggende.

(Edoardo Albinati, “Vita e morte di un ingegnere”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: testa

3 dicembre 2018

– Hai così tanto da dare! Per favore, non mollare…

– …Un giorno mi sveglio e mi ritrovo in un ospedale psichiatrico. Non ce la faccio! Non ce la posso fare.

(Dal film “Mr. Jones”, di Mike Figgis)

* * * * *

Per favore, stacci con la testa. Per favore.

(Dal film “Cuori puri”, di Roberto De Paolis)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: partiva

30 novembre 2018

Di tanto in tanto il signor Rail tornava…

…meno facile da capire era perché lui, di tanto in tanto, partisse. Non c’era mai una vera, plausibile ragione perché lo facesse, né una stagione o un giorno o una circostanza particolari. Lui, semplicemente, partiva…

– Quando parti?

– Domani, Jun.

L’indomani, partiva.

Dove andasse, nessuno lo sapeva. Nemmeno Jun.

(Alessandro Baricco, “Castelli di rabbia”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: Vancouver

26 novembre 2018

Dopo qualche preliminare scherzoso Grace ha fatto la faccia seria. “Lenny” ha detto, “ti devo dire una cosa un po’ triste.”

“Oh, no” ho risposto io.

“Abbiamo ottenuto un permesso di residenza permanentein CanadaStabile. Fra tre settimane ci trasferiamo a Vancouver.”

Ho sentito il riso gonfiarsi nella gola e ho tossito sulla mano. Ho considerato le condizioni che mi venivano imposte. Grace. La donna che più mi aveva amato. Che per quindici anni aveva dato retta a tutta la mia malinconia e al mio disordine distimico. Vancouver.

    (Andrew Sean Greer, “Less”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

La Goccia: prima dell’acredine

19 novembre 2018

La seconda volta c’era andato con Robert. Era stato circa a metà della loro relazione, quando Less aveva acquistato sufficiente uso di mondo da essere d’aiuto nei viaggi e Robert non era ancora così traboccante di acredine da diventare un impaccio, l’epoca in cui una coppia ha trovato il proprio  equilibrio e l’urlo primordiale della passione si è smorzato ma la gratitudine ancora sgorga; gli anni d’oro, insomma, ma nessuno lo capisce.

 (Andrew Sean Greer, “Less”)

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