Primavera

31 marzo 2017

Tobias adorava la primavera. Vedere l’inverno mollare la presa, era proprio così, spuntavano nuove possibilità, una nuova chance perché accadesse qualcosa di nuovo, perché il mondo fosse diverso. Gli era capitato spesso di pensare che il Capodanno sarebbe dovuto cadere in primavera, non in inverno, perché dopo il 31 dicembre non c’era nessuna differenza rispetto a prima, in primavera invece cambiava tutto.

(Samuel Bjørk, “La stagione degli innocenti”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Foto capovolta

28 marzo 2017

Solo mentre sorseggiava una grappa al ginepro e chiacchierava amabilmente con Carlo e Italo, Rocco s’era ricordato che il giudice Baldi lo aveva convocato alle tre e mezzo.

La faccia del magistrato in attesa dietro la scrivania gli era apparsa con la violenza di una mazzata in piena fronte…

Arrivarono con mezz’ora di ritardo.

Baldi però non era nel suo ufficio.

Rocco seduto davanti alla scrivania del magistrato guardava il cielo piatto e grigio fuori dalla finestra. La foto incorniciata d’argento era sempre lì, al lato del tavolo, capovolta. Si allungò. La girò e la osservò. Era la foto di una donna…

La rottura fra i due doveva essere recente. Perché la foto capovolta era solo il primo dei passi verso il divorzio definitivo. Foto capovolta significava che il giudice qualche speranza di recuperare il rapporto l’aveva ancora.

(Antonio Manzini, “Pista nera”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Giornata terribile

24 marzo 2017

– Oggi è stata una giornata terribile!

– Benvenuto nel club.

– Oh, no. La sua sarà stata una giornata terribile, ma la mia è stata la madre di tutte le giornate terribili!

(Dal film “Oggi è già domani”, di Joel Hopkins)

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Vedere le cose diversamente

21 marzo 2017

Gli piaceva poter dire che lui e Lynda avevano cresciuto due giovani adulti senza problemi, secondo gli standard attuali. Non molti genitori potevano vantarsi di aver fatto altrettanto.

Nemmeno io, aveva pensato Lynda in parecchie occasioni. Non ne sono così convinta. Ma non l’aveva mai detto. Sapeva che lei e Robert vedevano le cose diversamente, che a volte perfino le parole scelte con maggior cura non erano sufficienti a colmare la distanza che li separava.

(Catherine Dunne, “Donna alla finestra”) 

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Il mondo che vogliamo

17 marzo 2017

Quel che vogliamo è un mondo dove sia possibile per tutti far crescere i bambini, arredare la casa, intrattenere gli ospiti, cucinare buoni pasti, fare e ascoltare musica.

(Karl Marx citato da Luciana Castellina sull’inserto del Manifesto del 12/1/2017)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Mi ricordo meglio

14 marzo 2017

Non aveva alcun senso dell’ordine e credeva di essere molto ordinata. In occasione di una delle visite che le facevo a Marsiglia, le comprai un classificatore alfabetico, spiegandogliene i misteri e che le bollette del gas si dovevano mettere sotto la lettera G. Mi ascoltò con sincera convinzione e si mise con ardore a classificare. Qualche mese più tardi, in occasione di un’altra visita, mi accorsi che le bollette del gas erano sotto la Z. “Perché per me è più comodo,” mi spiegò “mi ricordo meglio”.

 

(Albert Cohen, “Il libro di mia madre”)

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Fino alla sazietà

7 marzo 2017

Si sentiva staccata dalla famiglia. Trovava strano che, dopo tante premure prodigatele da piccola, a un certo punto (prestabilito) quel flusso di affetto si fosse arrestato e fossero invece iniziate le pretese. Era come se, in una prima fase, alquanto breve, una fosse tenuta ad assorbire amore (fino alla sazietà) e poi, per un periodo assai più lungo e serio, una fosse tenuta a soddisfare certe aspettative.

(John Irving, “Il mondo secondo Garp”)

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Quello che è buono

3 marzo 2017

Di cosa abbiamo (davvero) bisogno.

Secondo André Gorz, il motto della società capitalista è: “Quello che è buono per tutti non vale nulla. Sei rispettabile solo se hai “meglio” degli altri”. Gli si può contrapporre il motto ecologista: “E’ degno di te solo quello che è buono per tutti. Merita di essere prodotto solo ciò che non privilegia né avvilisce nessuno”.

(Razmig Keucheyan su Le Monde diplomatique/il manifesto, feb. 2017)

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