Cammino

31 gennaio 2017

Blocco dello scrittore”. Sapete che cos’è? E’ il motivo che mi ha portato a intraprendere il cammino.

(Dal film “Il cammino per Santiago”, di Emilio Estevez)

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La religione non c’entra niente con questo. Niente di niente.

(Dal film “Il cammino per Santiago”, di Emilio Estevez)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Periodo temporaneo di lunghezza illimitata

27 gennaio 2017

Nel giugno 1940 Breckinridge Long, il vicesegretario a capo della divisione visti del Dipartimento di Stato americano, scrisse una nota per i colleghi: “Siamo in grado di ritardare e interrompere efficacemente per un periodo temporaneo di lunghezza illimitata l’afflusso di immigrati nel territorio degli Stati Uniti. Ci basterebbe raccomandare ai nostri consoli di frapporre ogni ostacolo e richiedere ulteriori documentazioni, e di ricorrere a vari meccanismi amministrativi in grado di rimandare indefinitamente la concessione dei visti”.

Un periodo temporaneo di lunghezza illimitata” era un’espressione intelligente, pensò Lola quando lesse quelle parole… Il novanta percento delle quote di immigrazione assegnate agli ebrei e a coloro che fuggivano dai regimi fascisti rimase vacante.

(Lily Brett, “Lola Bensky”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Condominio

24 gennaio 2017

Nel condominio dove sono andata ad abitare, le persone neanche si parlavano, si salutavano a malapena. Ho fatto amicizia con una coppia di anziani, che sono diventati i “nonni” dei miei figli, e questa amicizia ha contagiato tutto il condominio. Ora la vita in quel palazzo è cambiata.

(Florentina Stefanisi, albanese, nella mostra sui Migranti c/o Istituto Superiore Nautico Giovanni XXIII, Salerno, dicembre 2016)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Libri, un vizio

19 gennaio 2017

-Dico solo che lei è così pessimista perché se ne sta sempre chiusa in casa a leggere libri.
-Magnifico! Condannare il vizio della lettura è una tradizione molto spagnola.

(Alicia Giménez-Bartlett, “Nido vuoto”)

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Oh, Cristopher…

17 gennaio 2017

Quando vado a trovare mia madre, ce ne stiamo seduti tranquillamente nella sua stanzetta. “E’ una bella stanza”, penso. Dalla finestra si vede il verde, e la luce è naturale, non fluorescente.

Mia madre ha dimenticato la sua vita perciò quando sono con lei sta quasi sempre zitta. Ascolta. Mangiamo un panino e io le racconto quello che ho fatto negli ultimi giorni, le parlo del tempo o delle ultime notizie. Per la maggior parte del tempo, tiene lo sguardo fisso sulle sue ginocchia, ma quando mi guarda i suoi occhi castani sono chiari e vividi. Sembrano capire tutto. “Oh, Christopher”, dice, ogni volta che arrivo…

Penso al pomeriggio in cui non dirà più “Oh, Christopher”, e mi fisserà soltanto, e a cosa farò allora.

 

(Dal racconto di Sean Michaels su “Internazionale” del 23/12/2016)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Regalo

13 gennaio 2017

Più tardi, mentre lo apriva, le sue dita avevano tremato visibilmente. Aveva tentato di scacciare via quel tremito, non voleva ammettere di essere agitato. In parte lo era per l’eccitazione, in parte perché quel pacchetto in qualche modo lo inquietava. Non aspettava posta, né regali. Non era esattamente benvoluto dagli ex ospiti del collegio, né da quelli dell’istituto. Con un’ombra di malinconia pensò al Natale e ai compleanni della sua infanzia. Oddio, quando era stata l’ultima volta che qualcuno gli aveva fatto un regalo?

(Marc Raabe, “Sono qui”)

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Babbà

9 gennaio 2017

 

… zio Attilio venne subito a trovarci a più riprese. La prima volta, forse una mattina perché in casa non c’era nessuno dei miei fratelli, evidentemente a scuola, i mobili non erano ancora tutti arrivati. Con mia madre e mio zio ci sedemmo nel corridoio su certe casse ancora imballate. Mio zio aprì un pacchetto che aveva con sé, lo scartocciò, lo depose su una cassa tra noi: auree, splendenti, apparvero le dolci forme. “Sono appena appena fatti. Lo vuoi”, mi disse sorridendo mio zio, ma gli occhi di azzurro napoletano li ricordo come velati, “lo vuoi nu babbà?”. Annuii, presi il dolce, dolce e tenero già dal nome per me nuovo, lo addentai. E sprofondai in quella dolcezza con pochi eguali nel nostro Pianeta.

 

(Tullio De Mauro, “Parole di giorni lontani”)

 
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