Italioso

Poi ci si era messa la gita di quinta a Strasburgo, la visita al Parlamento Europeo con tutto il suo codazzo di suggestioni… in fondo l’Europa era davvero un bel sogno. L’Italia mi andava stretta. Anzi, mi faceva un po’ schifo. In un tema avevo già coniato il neologismo “italioso” (fusione di italiano e mafioso), che alla prof non era piaciuto. Lo aveva segnato come errore: doppia riga rossa e, a fianco, un isterico punto di domanda.

 

(Nicola Pezzoli, “Mailand”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Elena Ferrante

24 febbraio 2017

Il vero nome di Elena Ferrante è Elena Ferrante. E’ il clamoroso colpo di scena delle ultime ore, una notizia che ha lasciato senza fiato migliaia di fan. Elena Ferrante non è affatto uno pseudonimo, come si era creduto fino a oggi, ma il vero nome della popolare scrittrice.

L’abbiamo incontrata alla libreria Feltrinelli di Napoli, dove da anni si presenta ai lettori dicendo “buongiorno, sono Elena Ferrante”, ma non viene creduta.

 

(In “Satira preventiva” di Michele Serra, su L’Espresso del 16/10/2016)

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Strofinando i pavimenti

21 febbraio 2017

La maggior parte di loro ci notava appena. C’eravamo quando avevano bisogno di noi, e quando non servivamo più, puf, scomparivamo. Restavamo sullo sfondo, strofinando in silenzio i loro pavimenti, lucidando i loro mobili, lavando i loro bambini, pulendo parti delle loro case che solo noi riuscivamo a vedere. Parlavamo di rado. Mangiavamo poco. Eravamo gentili. Eravamo buone. Non creavamo mai problemi e lasciavamo che ci trattassero come volevano. Lasciavamo che ci lodassero quando erano contente di noi. Lasciavamo che urlassero quando erano arrabbiate. Lasciavamo che ci regalassero cose che non volevamo, o che non ci servivano… Non chiedevamo mai l’aumento. Perché eravamo quasi tutte ragazze semplici, campagnole che non parlavano l’inglese e sapevano che in America il loro destino era sfregare lavandini e lavare pavimenti.

 

(Julie Otsuka, “Venivamo tutte per mare”)

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Cambiala

14 febbraio 2017

Avrei voluto incontrarti prima.”

Perché?”

Tutta la mia vita sarebbe stata diversa.”

Sei ancora in tempo. Cambiala.”

(‘Ala Al-Aswani, “Palazzo Yacoubian”)

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Prigione

10 febbraio 2017

Nel ’91 ero in prigione. Mi sono fatto quattro mesi a Dhahiriya.”…

Perché?” La mia voce è di sasso, esile e spaurita: “Che cosa avevi fatto?”…

Per dei graffiti, tutto qui”, dice sprezzante, stirandosi, le braccia che s’allungano al soffitto. “Io e mio fratello Omar: ci hanno beccato mentre disegnavamo la bandiera… Su un muro a Hebron.”

… “Quanti anni avevi?”…

Quindici… Era proibito disegnare la bandiera palestinese o qualunque altra cosa ne avesse i colori… Rosso, verde, bianco e nero: era vietato usare questi colori. Anche se si disegnava una cosa qualunque, ad esempio un’anguria”. Ride sotto i baffi e io mi copro la bocca con la mano, la tengo lì. “Ti mettevano in prigione per quello…”

(Dorit Rabinyan, “Borderlife”)

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Gonzo

7 febbraio 2017

Se stai giocando a poker e non capisci chi è il gonzo di turno, è assai probabile che allora sia tu.

(Massimo Bordin in “Stampa e regime”, Radio Radicale, 10/12/2016)

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La risposta non semplice

3 febbraio 2017

Perché sei proprio come me. Anche tu sei stato fatto a pezzi.”

Justine, tu sei la persona meno a pezzi che io abbia mai conosciuto.”

Che belle parole. Se continui così finirò per innamorarmi perdutamente di te.”

E che cosa ci sarebbe di male?”

Oh oh. Credo che siamo arrivati al punto in cui si scopre se c’è un altro uomo oppure no.”

La domanda aveva cominciato a sfiorarmi la mente.”

La risposta semplice è no” disse lei dopo qualche secondo.

E qual è la risposta non semplice?”

Sì.”

 

(Stephen Amidon, “La vera Justine”) 

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