25 aprile

 24 aprile 2017
 
L’Agnese aveva fame: non mangiava dalla sera prima, ed era stato un pasto insufficiente e affrettato. Ma continuava a camminare con calma, sulla polvere, senza fermarsi mai. Intanto pensava: a quelle strane cose dei tedeschi, ai partigiani, alla roba rimasta nella barca. Il sole le batteva sulle spalle, la faceva ansare e sudare. Ci vollero altre quattro ore per arrivare alle prime case di L…
…Poi si trovò dentro la cucina fresca, coi piedi sotto la tavola, la schiena contro la spalliera della sedia, un piatto di minestra davanti, e il pane, il vino, la carne, tutte cose buone e la famiglia intera a servirla. Nessuno le chiese dei tedeschi, e come aveva fatto a scampare il pericolo, a uscire da quelle unghie. Le sorridevano, parlavano soltanto di mangiare e di dormire. Più tardi la condussero in una stanza, dove c’erano due letti bianchi rifatti, e le tendine bianche stirate alla finestra. Si spogliò, distese le gambe, i piedi fra le lenzuola, appoggiò la testa al cuscino. Era appena il tramonto, una gran luce d’estate, ma per lei fu subito buio, notte. Da tante ore non dormiva e da tanto tempo non dormiva in un letto.
 
    (Renata Viganò, “L’Agnese va a morire”)
 
               Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Esca giusta

Lei è di Bari? Ha un accento che non sembra barese, anche se non saprei identificarlo.”

Sono cresciuto a Bari ma dopo il liceo sono andato fuori a studiare. Vivo a Firenze da allora.”

E da bambino veniva qui a prendere i cefali.”

Mai preso un pesce in vita mia. Sono venuto qui due volte, non ho pescato niente e ho rinunciato. Non sono mai stato bravo a gestire le frustrazioni.”

Forse non usava l’esca giusta. E’ un errore comune. Non solo nella pesca.”

E’ probabile. Qual è l’esca giusta?” e stai per aggiungere: non solo nella pesca.

 

(Gianrico Carofiglio, “Il bordo vertiginoso delle cose”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Pesach

Per sapere che giorno era non serviva guardare il calendario: bastava annusare l’aria e sentire cosa stavano preparando le donne di casa. Per esempio, se in giro c’era profumo di matzah, non poteva essere che Pesach. E questo voleva dire che il capofamiglia doveva radunare tutti attorno a un tavolo e servire dolciumi e timballi di carne kasher macinata preparati con la matzah… Finito il pranzo si cantavano i canti pasquali, e allora noi bambini ci stringevamo attorno alle mamme, alle zie e alle nonne per imparare le parole.

 

(Sami Modiano, “Per questo ho vissuto”)  

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Campari

Forse era proprio il caso.

Dammi un Campari”, ordinò.

Il padrone del caffè lo guardò strano.

Un altro?” chiese.

(Andrea Vitali, “Galeotto fu il collier”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Carisma discreto

Ah, con il tuo aspetto e il mio cervello, potremmo fare molta strada” scherzò, con una voce alla Bogart…

Perkus Tooth aveva ragione. Posso ammettere senza problemi di fare da ornamento in occasione di cene esclusive. C’è qualcosa di gradevole in me. Io pattino senza attrito sui cuscinetti a sfera del mio fascino, emano un carisma discreto che nessuno avverte come minaccia. In quanto ex attore evoco il mondo dell’arte, senza però quella fastidiosa aura di scontento, di ambizione o di bisogno. Chiunque è in grado di capire in tre parole – diritti d’immagine – da dove viene il mio denaro e intuire che ne ho a sufficienza.

(Jonathan Lethem, “Chronic city”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza