Sale d’aspetto

Spariscono i luoghi d’incontro, per esempio le sale d’attesa delle stazioni.

Però, ancora pochi anni fa, le sale d’aspetto erano luoghi molto frequentati… Spazi di ricovero collettivo, favorivano i rapporti sociali: occhiate distratte, conversazioni sul tempo e la politica, maledizioni condivise ai ritardi cronici dei treni, persino innamoramenti.

Oggi nella stazione ferroviaria di Savona, dove ti aspetteresti una sala d’aspetto, c’è un locale dalle pareti vitree, ma schermate, in cui ci sono le slot machine. Ecco, la scomparsa delle sale d’aspetto e la loro sostituzione con luoghi frequentati da singoli individui che giocano in solitudine la propria fortuna, mi sembra una perfetta metafora dell’ambiente (sociale?) in cui oggi siamo immersi.

(Adriano Favole su “La lettura” del Corriere della Sera, 3/1/2016)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Artisti

Venerdì 27 maggio 2016

Inoltre, ciò di cui aveva davvero voglia, dopo la monotonia e il tedio dei mesi precedenti, era l’avventura, e non ci si poteva certo aspettare che il settore delle lavanderie a gettoni fornisse chissà quali brividi, o anche solo particolari motivi d’interesse, a dirla tutta. Quanto alla sicurezza economica, per lui i soldi non avevano grande importanza. Adesso aveva duemila dollari fra risparmi e congedo, più il sussidio per i reduci, e comunque non ambiva a diventare milionario. Ecco perché, quando il padre gli disse che gli artisti finivano a vivere nelle soffitte, Roy si sentì replicare: – E cosa c’è di male? Cosa credi che siano le soffitte?

(Philip Roth, “Quando lei era buona”)

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Contavo

24 maggio 2016

…le donne asciugano

panni da secoli. Biancheria sintetica

pende da corde rosa e verdi fissate

al bastione di un forte del duecento. Lustrini

spettegolano nella luce del sole. L’assenza

di maglioni e calzini…

…E io che contavo

sugli anni per trovare una prospettiva.

 

(Aditi Rao, “Accanto alle rovine del Siri Fort a Shahpur Jat”)

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Prendere le misure

20 maggio 2016

Sei in ritardo,” disse Elizabeth.

Ho perso il treno,” mentì.

A me non importa, ma si è rinsecchito tutto.”

Non aveva l’energia per spiegarle che l’uomo esisteva solo per una minima parte della storia della Terra, l’Inghilterra era solo un’isoletta, lui era solo un insignificante puntino che nel giro di trent’anni avrebbe smesso di esistere, e non gli importava per nulla se due bracioline di agnello si erano rinsecchite.

(David Nobbs, “Caduta e ascesa di Reginald Perrin”) 

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Lontani dalla melma della menzogna coniugale

E’ un pensiero che tengo sempre a mente, questo, come un numero di telefono d’emergenza, che mi guida nella quotidiana manutenzione del mio matrimonio e a volte mi regala momenti di grandiosa pace solitaria – quella che io chiamo “la pace del pianerottolo”, poiché mi coglie per l’appunto sul pianerottolo, subito dopo essere uscito, magari dicendo ad Anna “Devo andare nel tal posto, non ne ho molta voglia, faccio più in fretta che posso”, e appena scesa la prima rampa di scale mi fermo, mi appoggio al muro, guardo la porta di casa che si è appena rinchiusa e mi sento in pace: perché sto davvero andando nel tal posto, ne ho davvero poca voglia, e farò davvero più in fretta che potrò. Solo chi ha provato questa sensazione può capire quanto siano belli i mezzi minuti passati così, appoggiati al muro sul pianerottolo di casa propria (prima mi accendevo pure una sigaretta, ora non più), a constatare quanto si è lontani dalla melma della menzogna coniugale, dal sesso coi sensi di colpa e da quella famosa carta bollata che prima o poi spunterebbe a dirti quante ore alla settimana puoi passare insieme a tuo figlio.

 

(Sandro Veronesi, “La forza del passato”) 

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Il nemico è tra noi?

Il nemico non sarà mica nascosto proprio qui, sotto i nostri occhi? Leali in apparenza, gli immigrati e i loro figli non costituiscono forse un esercito di spioni e di traditori?

Questa domanda posta ogni giorno dai giornali statunitensi tormenta l’animo dei patrioti armati…

L’America è entrata in guerra contro la Germania nell’aprile 1917 a fianco del Regno unito e della Francia. E, come racconta il giornalista Erik Kirschbaum nel suo libro “Burning Beethoven”, la mobilitazione si accompagna a una crociata contro gli statunitensi di origine tedesca, presunti traditori… Lo Stato di New York, ben presto seguito da altri quattordici, esclude l’insegnamento del tedesco dalle scuole nel dicembre 1917. Sei mesi più tardi il Sud Dakota e l’Iowa vietano addirittura l’uso di qualsiasi lingua straniera nei luoghi pubblici e nelle chiese. Appoggiando nel 1918 la proibizione di Beethoven, Bach e Mozart, che giudica “pericolosi”, il Los Angeles Times spiega: “E’ la musica della conquista, della tempesta, del disordine, della devastazione”. Alcuni direttori d’orchestra vengono arrestati e imprigionati.

(Pierre Rimbert su Le Monde diplomatique, apr. 2016)

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Madre

8 maggio 2016

Cambiò idea sulla visita a sua madre. Le mancava e si sentiva in colpa per non essere riuscito a prendersi cura di lei come avrebbe voluto. Ma una serata da lei avrebbe potuto significare un’altra delle sue lezioni sul prolungato celibato del figlio, terminata poi invariabilmente con il detto confuciano: “Ci sono cose che rendono un figlio indegno, e la mancanza di prole è la più grave”. Non era proprio la serata giusta per quel genere di cose.

(Qiu Xiaolong, “La ragazza che danzava per Mao”)

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Lasciarsi

Martedì 3 maggio 2016

Mi sono appena ricordata che non ho mai detto a Warren che lo lasciavo” disse Charlotte a Leonard.

Sono passati quindici anni, suppongo che nel frattempo se lo sia immaginato” disse Leonard a Charlotte.

Voglio dire che l’ho baciato e gli ho detto arrivederci a Idlewild assicurandogli che sarei tornata entro una settimana mentre sapevo benissimo che non sarei tornata”.

Lo so”.

Come fai a saperlo”.

Perché è così che lascerai me”.

 

(Joan Didion, “Diglielo da parte mia”) 

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