Europa

23 giugno 2016

Non vuole partecipare a questo evento storico? Qualcosa da raccontare ai suoi nipoti?”…

Be’, ne abbiamo a bizzeffe in patria.”

Ma questo, Mr. Braintree… Questo è sicuramente un fatto unico e irripetibile, non le pare? Tante nazioni che si uniscono, quando solo pochi anni fa ci combattevamo tutti gli uni contro gli altri. L’America e l’Unione Sovietica, fianco a fianco. Lo scambio di idee, la dichiarazione di impegno verso una visione condivisa del futuro”…

Lei ha un modo molto europeo di guardare alle cose”.

I britannici fanno parte dell’Europa, credo?”

 

(Jonathan Coe, “Expo 58”) 

 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Un solo gesto sbagliato

25 giugno 2016

Comunque non poteva smettere di pensare alla rapidità con cui andavano in rovina le vite di certe persone che non riuscivano a decidersi ad agire in un determinato modo al momento giusto; lo turbava il pensiero della facilità con cui un uomo poteva distruggere tutta la propria vita con un solo gesto sbagliato… A volte, a tarda notte, seduto nella sua stanza tenendo tra le mani rigide e arrossate un libro, con la testa intorpidita dal freddo nonostante il cappello, il commesso provava una strana sensazione, come se si stesse allontanando da quelle pagine stampate e stesse invece leggendo qualcosa sul proprio conto.

 

(Bernard Malamud, “Il commesso”) 

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Ordine e disordine

Che l’ordine e la disciplina siano sempre e comunque salutari non è poi così certo. Ma che il disordine sia insalubre, perché genera ansia, perché corrode l’anima, è invece sicurissimo…

L’ordine ha le sue brave patologie (quella più tipica è la dittatura) e le sue riconoscibili stupidità… Ma il disordine è già in sé una patologia, e nel malessere italiano, ultimamente così acuto, non escludo che l’incapacità di fare ordine – riordinare i gesti come i pensieri – sia una delle cause più eclatanti.

(Michele Serra su “La Repubblica del 7/10/2013)

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Praticare il disimpegno

E’ che sono fatto così: quando mi sfugge l’andazzo della vita (che – dite pure il contrario, se credete – va per conto suo, un po’ come il corpo che ognuno si ritrova), quando mi guasto e non mi so riparare, quando perdo dei pezzi e non mi preoccupo nemmeno di capire dove sono finiti, l’unica è fare dell’altro, lasciare che passi come il raffreddore.

Per quanto irresponsabile sembri (e indubbiamente lo sia), trovo che praticare il disimpegno come tecnica di soluzione dei problemi funzioni abbastanza.

(Diego De Silva, “Mia suocera beve”)

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Sensazioni

10 giugno 2016

Le sensazioni sono come i bambini: non vuoi che guidino loro, ma non puoi lasciarli nel portabagagli!

(Dal film “Tentazioni (ir)resistibili”, di Stuart Blumberg) 

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Diventare periferia

7 giugno 2016

Mentre i miei genitori invecchiavano e io e i miei fratelli abbandonavamo il centro geografico per finire sulle coste, la nazione nel suo complesso abbandonava il centro economico per finire con il sistema attuale, in cui l’uno per cento della popolazione guadagna il sedici per cento del reddito totale (rispetto all’otto per cento del 1975). Questo è un grande momento per essere un amministratore delegato americano, e un brutto momento per essere il suo dipendente meno pagato. Un grande momento per essere la Wal-Mart, un brutto momento per essere d’intralcio alla Wal-Mart… gestire fondi pensione è un’ottima idea, ma lo è molto meno dover dipendere da essi…

(Jonathan Franzen, “Zona disagio”)

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Svagarsi

4 giugno 2016

Gli chiesi che vita bisognava dunque condurre secondo lui. – Vita sana, – disse. – Lavorare, ma senza foga. Svagarsi, nutrirsi e discorrere. Soprattutto svagarsi.

Mi stava davanti dondolandosi sui piedi, con le mani dietro la schiena. La camicia aperta a risvolti sul petto gli dava un’aria sorniona di adolescente che la sa lunga, di quarantenne rimasto adolescente per scioperataggine. – Bisogna capire la vita, – disse ancora, strizzando l’occhio con un’espressione di disagio. – Capirla quando si è giovani.

(Cesare Pavese, “La spiaggia”)

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