Rimane sempre qualcosa di bello

26 gennaio 2016

E la sera, quando a letto termino la mia preghiera con le parole: “Ti ringrazio, mio Dio, per tutto ciò che è buono e caro e bello”, sono piena di gioia… Non penso a tutti i sofferenti, ma al bello che ancora rimane. In questo sono molto diversa da mamma, che a chi è di cattivo umore consiglia: “Pensa alle miserie che ci sono al mondo, e sii felice che tu non ne soffri!”… Invece io penso che rimane sempre qualcosa di bello, la natura, lo splendore del sole, la libertà, noi stessi; è un possesso che non si perde.

(Dal “Diario” di Anna Frank) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Umanità non decorosa

23 gennaio 2016

Teresa P. in manicomio è stata rinchiusa da quando aveva 7 anni. Dio solo sa come si possa esser ritenuti pazzi a quell’età. O meglio lo sanno i demoni nelle menti di chi ha gradualmente deciso che ad Aversa (come altrove) non dovevano finirci solo gli “psichiatrici” ma anche una variegata fetta di umanità non decorosa per le famiglie e la società: donne nubili, omosessuali, zie isteriche, ragazzi fragili oltre che anarchici e, come raccontano qui, finanche partigiani.

(Natascia Festa sul Corriere del Mezzogiorno dell’11/10/2015)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Inconcludenti e annoiati

19 gennaio 2016

 

Passò il resto del pomeriggio alla finestra, unendosi a quella folta popolazione di inconcludenti, di annoiati – il barbiere con le mani in mano, il commesso del negozio di antiquariato dove non entra mai nessuno, l’agente assicurativo senza appuntamenti, il merciaio che sta fallendo – , tutte quelle migliaia che se ne stanno alle finestre della città e guardano passare il pomeriggio. Una condanna priva di nome sembrava incombere sul suo benessere e lui era incapace di ritrovare la sua esuberanza, il suo buonsenso.

(John Cheever, “Il nuotatore – Tutti i racconti”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Tracce migranti

15 gennaio 2016

Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo giorni e mesi di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se un giorno mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me.

Se leggerai questa lettera, io sarò salvo, e noi avremo un futuro.

Ti amo, tuo per sempre. Samir.

(Messaggio ritrovato in una busta di plastica appesa al collo di uno dei cadaveri spinti dalla corrente sulla spiaggia di Pozzallo nel mese di settembre 2014)

(Su “Tracce migranti”, di Mauro Biani)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Inspirare, espirare

9 gennaio 2016

Passeggio per la città. Inspiro. Espiro. Metto un piede davanti all’altro. Questo è quanto. Non mi è rimasto molto. Mi sento come una vecchia fabbrica abbandonata, obsoleta, vuota. Ci sono le architravi, i muri, i pavimenti, e certo sarebbe possibile riconvertire il tutto, liberarsi delle scorie, organizzare sfilate di moda, balletti e festival negli stessi luoghi dove un tempo stampavano carrozzerie di automobili. Ma sono stanco di travestimenti. Voglio solamente inspirare, espirare, mettere un piede davanti all’altro. Provare a non dover più essere nessuno.

(Giuseppe Culicchia, “Bla Bla Bla”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Graffiti

5 gennaio 2016

C’è anche Steve Jobs, il fondatore della Apple, tra i protagonisti dei quattro graffiti realizzati a Calais, sul versante francese della Manica, da Banksy, il re della graffit-art. Per sostenere la causa dei migranti, Banksy ha raffigurato in mezzo alle tende dei profughi uno Steve Jobs in jeans e dolcevita nero con un vecchio modello di computer Mac e un sacco sulle spalle. Un modo per ricordare come Jobs fosse nato da un padre di origine siriana prima di essere adottato.

(Box sul Corriere della Sera del 12/12/2015)

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