Berlino

22 dicembre 2016

Allora i miei genitori dicevano: vanno a bombardare Berlino. C’era anche una canzoncina.” E si mise a cantarla: “Al chiarchiaro di luna andiam e Berlino bombardiam, tralala, tralala, pompompom.” L’aria che accompagnava quel basso continuo era stata intonata da Goebbels al Palazzo dello sport: “Volete la guerra totale?”

(Cees Nooteboom, “Il giorno dei morti”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Babbo Natale

24 dicembre 2016

Visto che questo lavoro non basta ad arrotondare dei fine mese a volte molto spigolosi, faccio anche altre cosucce. Per qualche ora, qua e là, scarico cassette, imballo oggetti nella carta a bolle, distribuisco volantini, ogni tanto faccio le pulizie di notte negli uffici. E anche qualche lavoro stagionale. Sono due anni che mi travesto da Babbo Natale per Trouv’tout, un supermercato specializzato in elettrodomestici usati. Non sempre racconto a Nicole quello che faccio, le farebbe troppo male. Per giustificare le mie assenze, mi servo di diverse scuse. Siccome quando si tratta di lavori notturni è più difficile, mi sono inventato di sana pianta un gruppo di amici disoccupati con cui gioco a carte. Dico a Nicole che mi rilassa.

Prima ero direttore delle risorse umane in un’azienda con quasi duecento dipendenti.

(Pierre Lemaitre, “Lavoro a mano armata”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Androidi

17 dicembre 2016

Quest’anno in Giappone il regalo di Natale più ambito è stato un robot androide. Il mercato ne offre una pletora. Possono svolgere le delicate funzioni di una badante, o servire un tè come navigati maggiordomi inglesi… persino trasformarsi in un imbattibile giocatore di ping-pong che però si lascia programmare per far vincere ogni tanto il suo avversario umano…

(Silvio Piersanti sul Venerdì di Repubblica del 31/12/2015)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Odiare

13 dicembre 2016

Allora mamma, portandomi con sé, aveva attraversato l’Europa ancora sconvolta dalla prima guerra mondiale ed era riuscita ad arrivare fino a Kiev, dove aveva saputo della morte di papà. Adesso tornavamo in Italia… Tutti i negozi erano chiusi, le strade completamente deserte, ogni tanto si sentiva sparare, ogni tanto passavano colonne interminabili di soldati. E c’era la fame…

Casa” era una specie di casermone in cui erano alloggiati profughi di tutte le nazionalità, provenienti da tutte le parti della Russia e, come sempre, in quella miseria e dolore e paura, ci odiavamo gli uni con gli altri. Io ero troppo bambino, ma m’insegnarono subito a odiare.

(Giorgio Scerbanenco, “Venere privata”)

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Il primo errore

10 dicembre 2016

La cena passa, Erry viene mandato a dormire nella vecchia stanza di Bea (che hanno lasciato all’incirca com’era, per quando tornerà a casa, ammesso che ci torni)…

Bea, amore della mia maledetta vita. Come hai fatto a diventare una ragazza triste e solitaria che lavora nel bar di un albergo a Boston, indossa una giacca rossa e prepara martini per turisti e partecipanti a convention? Abbiamo forse commesso il primo errore quando eri ancora nel grembo di tua madre, il nome Beatrice era un fardello troppo gravoso? Perché hai abbandonato gli studi per un lavoro come questo? Se sono stato io a condurti a questo passo, me ne rammarico con tutto il cuore. Con quel che è rimasto del mio cuore.

(Michael Cunningham, “Al limite della notte”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Riforme

– Alla gente piacciono le riforme. Forse dovremmo trovarcene anche noi un paio…

– …E’ questa l’idea migliore che siete riusciti a partorire? La riforma?!

(Dal film “Fratello, dove sei?”, di Joel Coen)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

 

Referendum

Alessandro riteneva che il ruolo dell’intellettuale fosse quello di aderire, partecipare, e all’occorrenza piegare i fatti in favore delle idee della sua parte (Sartre); io ritenevo che bisognava stare fuori dalle pressioni di una parte, per conservare la capacità di comprensione e interpretazione degli accadimenti (Aron). In tutti e due i casi, avrebbe detto Bobbio, non eravamo neutrali (eravamo tifosi della nostra squadra), però ci differenziavamo perché Alessandro tendeva a essere parziale e io tendevo a essere imparziale. E la questione fondante era che non c’è nessun bisogno di essere neutrali per essere imparziali.

 

(Francesco Piccolo, “Il desiderio di essere come tutti”)

Le gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Riso bruciacchiato

29 novembre 2016

Ti è venuta benissimo, Carlos. Lo sai che per me la paella è afrodisiaca…”

…le conversazioni recuperarono il filo e, di tanto in tanto, con una certa seppur finta svogliatezza, le forchette avevano ripreso a frugare nel riso cercando i bocconi più grossi e appetitosi. Da un momento all’altro qualcuno dirà, pensò Carvalho, che il meglio è il riso bruciacchiato che resta attaccato al fondo della padella. E infatti, un ometto coi capelli gialli e malaticci, un salutare Rolex d’oro al polso e un cucchiaio tenace con il quale cercava l’anima bruciacchiata dell’intruglio, disse:

Non vi piace il fondo bruciacchiato? E’ la parte migliore”.

(Manuel Vàzquez Montalbàn, “Storie di fantasmi”) 

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