Corrida

La grande qualità della corrida è nel mostrare la morte senza produrre dolore in chi la guarda. Altrimenti i turisti eviterebbero di volare in Spagna, pagare il biglietto e mettersi in fila per entrare nell’arena… Cosa ci salva dal provare rabbia per l’inutile violenza? Cosa ci impedisce di stare male come davanti a una qualunque esecuzione? Il toro entra vivo nell’arena, potremmo salvarlo, ma non lo faremo. Eppure vediamo un gatto sull’autostrada e facciamo di tutto per evitarlo, rischiamo anche di ammazzare noi stessi con una manovra azzardata. Invece il toro vogliamo vederlo crepare, ci paghiamo il biglietto e promettiamo a nostro nipote che presto potrà venire anche lui. Esultiamo esaltati quando stramazza. Esultiamo senza dolore.

(Dalla prefazione di Ascanio Celestini a “Cordiali saluti” di Andrea Bajani)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Napoli

Non c’è a Napoli racconto popolare o barzelletta che non inneggi all’adulto lazzarone e al giovane scugnizzo… Si dice che la furbizia cialtrona aiuti a sopravvivere in condizioni difficili ma, in realtà è essa stessa che crea queste situazioni e impedisce il progresso, il quale si fonda su programmi lungimiranti, su decisioni razionali, su sforzi lunghi e tenaci.

 

(Domenico De Masi su “Style” del Corriere della Sera, gen. 2015)

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Alla voce “offesa” per la Treccani c’è “sei un Napoli” (di Mirella Armiero)

Un video di Grillo: “Il napoletano onesto è un ogm” (di Angelo Agrippa)

 

(Titoli di prima pagina del Corriere del Mezzogiorno del 25/1/2015)

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Meglio derubato a Napoli che onorato a New York. Perché sei comunque a Napoli. Cosa vuoi di più per essere felice?

 

(Edward Luttwak a “La Zanzara”, Radio 24)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Una specie di Chicago a Tel Aviv

Come i miei genitori, avevo paura dei cani. Mi erano estranei come il whisky, di un altro mondo, inferiore e violento, da cui bisognava guardarsi e starne separati, un mondo che si dispiegava lungo la passeggiata a mare e via Yarkon e oltre via Allenby, sino a Giaffa, e che mia mamma chiamava “Quartiere Florentin”, una specie di Chicago a Tel Aviv, popolato di ambulanti, malfattori, mutilati, vedove, divorziate, gelatai da spiaggia, poveri, mediatori, bambini di strada pullulanti di pidocchi, sgranocchiatori di semi di girasole, frequentatori di spettacoli pomeridiani e bocciati a scuola.

Ovviamente anche Eli, il terrore e l’abominio degli insegnanti, vi apparteneva. Quattro volte alla settimana andava al cinema.

   (Yaakov Shabtai, “Lo zio Perez spicca il volo”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Dickens

I lettori decidono come finirà l’ultimo Dickens. Finora, molti hanno tentato di trovare un finale per Il mistero di Edwin Drood, l’ultimo romanzo di Charles Dickens, rimasto incompiuto e pubblicato postumo nel 1870: ma ora uno studioso di Dickens, Pete Orford dell’Università di Buckingham, ha lanciato un sito web, www.droodinquiry.com, affinché tutti possano conoscere la vicenda avventurosa di Drood e scegliere il finale preferito (e magari, se non l’hanno già fatto, appassionarsi al libro)…

(Ida Bozzi sul “Corriere della Sera” del 6/1/2015)

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E’ stata inaugurata in Gran Bretagna la statua che Charles Dickens non voleva. Disattendendo la volontà del grande scrittore inglese, che nel suo testamento aveva chiesto espressamente agli amici di astenersi dal creare monumenti a lui dedicati dopo la sua morte, è stata “svelata” ieri, giorno del suo 202esimo compleanno, la scultura di bronzo che Portsmouth, città natale dell’autore di Oliver Twist, ha dedicato al suo illustre concittadino… I suoi discendenti, presenti alla cerimonia, si sono invece dichiarati “felici” per l’iniziativa.

(Box su “La Repubblica” dell’ 8/2/2014)

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Dickens e John Candy

Dal mio indirizzo e-mail, se non da altro, avrai capito che ho il pallino di Dickens. Sì, in questo periodo sto leggendo il suo epistolario. Ci sono dodici volumi di lettere e ogni volume è lungo diverse centinaia di pagine. Anche se avesse scritto soltanto lettere, la sua sarebbe stata una vita decisamente produttiva, ma il fatto è che non ha scritto soltanto lettere. Ci sono anche quattro volumi di articoli giornalistici, volumi belli grossi. E ha diretto un paio di riviste… Dimentico qualcosa? Ah, sì: una decina dei più grandi romanzi in lingua inglese. Quindi comincio a chiedermi se la mia infatuazione non sia dovuta, almeno in parte, al fatto che fosse l’opposto di me…

Ma non sono molti quelli come il vecchio Charlie. Di solito gli esseri umani non riescono a creare opere destinate a durare nel tempo. Vendono anelli per le tende della doccia, come il personaggio interpretato da John Candy in quel film (mi spiego: gli anelli possono benissimo durare, ma probabilmente non sono cose di cui la gente parlerà dopo la tua morte).

   (Nick Hornby, “Tutta un’altra musica”) 

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Le donne e le bugie

Tra censure e divieti, la prima cosa che le donne hanno imparato a creare sono le bugie, e ditemi voi cosa c’è di più inventivo che saper mentire, escogitando ogni genere di sotterfugio per realizzare i propri desideri.

    (Camilla Baresani sul “Corriere Innovazione” del Corriere della Sera, 27/11/2014)

 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Non c’è guerra senza saccheggio

Bastava rimanere al coperto, spiare i movimenti, vedere dove i selvaggi avevano nascosto le cose più preziose: di solito le seppellivano. Allora Nathaniel Gordon e i suoi uscivano allo scoperto. Iniziava la danza… Non c’è guerra senza saccheggio, non c’è saccheggio senza stupro, un buono stupro va coronato con l’uccisione.

I cadaveri delle donne sembravano vuoti manichini.

    (Wu Ming, “Manituana”) 

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