Parole

Il libro a cui stava lavorando trattava il fenomeno degli involucri verbali, un’espressione da lei coniata per definire quelle parole che non possedevano più un significato se non tra virgolette. La lingua era piena di quelle parole vuote – amico e reale e storia e cambiamento – parole che erano state svuotate del loro significato e ridotte a gusci vuoti. Alcune, come identità, ricerca e nuvola, erano state palesemente prosciugate dal loro utilizzo in rete. Per altre, le ragioni erano più complesse: come aveva fatto americano a diventare un termine ironico? Com’era possibile che la parola democrazia avesse finito per essere utilizzata in senso malizioso, derisorio?

(Jennifer Egan, “Il tempo è un bastardo”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Pietre e memoria

Sulle strade i sigilli per il ricordo. Continua, a Roma come in tutta Europa, l’apposizione delle Pietre d’inciampo di Gustav Demnig.
Giunto in Italia alla quinta edizione, il progetto Memorie d’inciampo restituisce alle famiglie e alle città la storia del proprio passato. Attraverso i sampietrini di ottone, le Stolpersteinen dell’artista Gustav Demnig – su cui sono incisi i nomi di chi non è tornato – “la Memoria privata si interseca con quella pubblica”, afferma Adachiara Zevi, curatrice dell’iniziativa. “Le famiglie hanno un luogo dove commemorare le vittime che non hanno potuto seppellire e i cittadini vengono a conoscenza delle storie dietro ai luoghi che percorrono quotidianamente”. Perché le pietre vengono poste in strada, di fronte alle case da cui nazisti e fascisti deportarono ebrei, oppositori e tutti coloro che erano ritenuti nemici del regime. Tutti possono apporre una Pietra d’inciampo.

(Sul mensile “Pagine ebraiche”, n.2, feb. 2014)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Le cose che non potevano

Non amo che le rose che non colsi

non amo che le cose che potevano essere

e non sono state

(Guido Gozzano, “Cocotte”)

* * * * *

Abbiamo la tendenza ad attribuire virtù e pregi straordinari alle scelte che non abbiamo fatto.

(Gianna Schelotto, “Le rose che non colsi”)

 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Indù, cristiano e musulmano

Che ci fa tuo figlio al tempio?” chiese il prete.

Hanno visto tuo figlio in chiesa. Si è fatto persino il segno della croce” protestò l’imam.

Tuo figlio è diventato musulmano” si lamentò il pandit.

I miei genitori, fino a quel momento ignari del fatto che ero indù, cristiano e musulmano praticante, rimasero esterrefatti. Gli adolescenti nascondono sempre qualcosa ai genitori e tutti i sedicenni hanno dei segreti. Ma il fato aveva deciso che un giorno io, i miei genitori e le mie tre guide spirituali – i tre saggi, chiamiamoli così – dovessimo incontrarci sul lungomare di Goubert Salai e che il mio segreto dovesse venire alla luce.

(Yann Martel, “Vita di Pi”)

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Nonne

Come abbia fatto mia nonna a sopportarlo non sono mai riuscito a capirlo. Era una donna intelligente e si deve a lei se la famiglia è rimasta unita finché fu in vita. Una volta alla settimana, la domenica mattina, tutti gli Uhlman si ritrovavano da lei. I figli, i quali venivano direttamente dall’ufficio – anche di domenica dovevano vedere se c’era della corrispondenza d’affari – si sedevano in tre angoli differenti, senza mai rivolgersi la parola e rivolgendola di rado anche alla madre. A parlare ci pensavano due delle sue tre nuore, che si mettevano a chiacchierare dei domestici, della parrucchiera, dell’Opéra e, naturalmente, dei loro figlioli. Era per loro che mia nonna viveva; in loro erano riposte tutte le sue speranze per il futuro…
A più di settant’anni si mise a leggere, tra mille difficoltà, “Il tramonto dell’Occidente” di Spengler per tenersi al passo con i giovani, che allora discutevano appassionatamente di quel libro.
Le devo moltissimo. Senza di lei la mia infanzia sarebbe stata quasi insopportabile.

(Fred Uhlman, “Storia di un uomo”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Obsolescenza programmata

La fine programmata degli oggetti che la Francia ha deciso di vietare. Pene fino a due anni per i produttori che fanno guastare prima gli elettrodomestici.

L’obsolescenza programmata è uno dei pilastri della società dei consumi, sostiene il teorico della decrescita Serge Latouche, e alcuni deputati francesi hanno deciso di abbatterlo. “Una lavatrice potrebbe durare trent’anni, invece è concepita per rompersi subito”, diceva già anni fa la candidata presidenziale Eva Joly: da allora l’idea che i prodotti – dagli elettrodomestici alle automobili – si fermino non per caso si è fatta largo nell’opinione pubblica, grazie anche a uno studio eseguito nel marzo 2013 su commissione dei verdi tedeschi.

(Stefano Montefiori sul Corriere della Sera del 29/9/2014)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Parigi

Il calendario fece un certo effetto su Madame, che non mi lesinò i complimenti. E allora, oh, beh, dissi con tutta la disinvoltura che il fatto mi pareva meritare che per studiare i fauves ero andata “appositamente” a Parigi. Naturalmente mi guardai bene dal dire cosa conoscevo di Parigi, perché tutte le mie cognizioni risalivano a una gita scolastica con le suore quando papà lavorava in miniera a Charleroi. Era stata una gita di quattro giorni, in pullman, con brevi soste per panini e pipì, e poi tutte di nuovo a bordo, a cantare “En passant par la Lorraine” sotto l’inflessibile letizia di Suor Marianne che temendo le lunghe conversazioni e i lunghi silenzi, entrambi apportatori di malizia, risolveva il dilemma con l’allegria di una sana canzone. Di Parigi mi era rimasto l’atroce ricordo del Musée de l’Histoire de France, del Panthéon, dei miei piedi gonfi come borse dell’acqua calda e della prima mestruazione che mi era venuta la seconda sera del soggiorno, dopo una camminata memorabile.

(Antonio Tabucchi, “Il gioco del rovescio”) 

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