Israele è solo un angolo sperduto nel mondo: per Amos Oz

Tanti di quei grilli per la testa: realizzarsi, sregolarsi, nervi, vizi, vedere il mondo, godersi la vita e chissà cosa diavolo ancora. Lo saprai anche tu meglio di me. E quei capelli lunghi: tutti artisti, a quanto pare. Una generazione intera fatta di artisti… Ecco, mio figlio maggiore mi ha appena annunciato che il lavoro nell’autorimessa non fa per lui. Che nemmeno il kibbutz fa per lui. Che la terra d’Israele, con tutto il rispetto, è solo un angolo sperduto nel grande mondo. E lui deve partire per vederlo, quel grande mondo lì, fare esperienze prima di decidere qual è la sua strada nella vita. Chissà quale illuminazione filosofica da chissà quali altitudini l’ha fatto pervenire alla conclusione che si vive una volta sola e che la vita è breve. Né più né meno. E che la vita è solo sua, né dello stato né del kibbutz, né del movimento né dei suoi genitori. Già…

Lo sa bene il cuore, anche se la bocca non lo dice, che siamo stati sconfitti, di una sconfitta irrimediabile, eterna. Tutto è perduto, Eshkol.

(Amos Oz, “Una pace perfetta”)  

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Allah Akbar

19 dicembre 2015

 

Allah Akbar.”

Mena mi ha fatto un sorriso dolcissimo e si è portata la mano sul cuore.

“Devo andare”, ha detto.

“Grazie cara. Ci vediamo domani.”

Ma il giorno dopo non l’ho più vista. Anzi non l’ho rivista mai più. Il giorno dopo il sole è spuntato come sempre, ma Mena no. Al posto suo è arrivata un’infermiera nuova. Australiana. Bionda e allegra…

“Salve. Che è successo a Mena?”

“L’hanno licenziata no?” ha risposto la nuova infermiera.

“Come?”

“Era musulmana no?” ha detto l’infermiera nuova. “Un rischio per la sicurezza. Li hanno sospesi tutti dal servizio a partire da mezzanotte…”

   (Chris Cleave, “Incendiary”)

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Natale

21 dicembre 2015

Mio padre sembra abbastanza in forma se non lo si guarda troppo a lungo…
– Be’, Clay, cosa vuoi per Natale?
– Niente, – dico, dopo un po’.
– Vuoi rinnovare l’abbonamento a “Variety”?
– L’ho già rinnovato.
Un’altra pausa.
– Hai bisogno di soldi?
– No – gli dico, sapendo che me ne allungherà comunque un po’…
– Mi sembri dimagrito, – dice.
– Ummm.
– E pallido.
– Sono le droghe, – mormoro.
– Non ho sentito cos’hai detto.

(Bret Easton Ellis, “Meno di zero”)

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Stare disconnessi

15 dicembre 2015

 

La diffusione di smartphone e tablet rendono facile il lavoro a distanza in qualsiasi momento del giorno e della notte, fuori da qualsiasi controllo, con conseguenze pericolose per la salute del lavoratore e quindi anche per la qualità del suo contributo. E se il diritto a non controllare più email, sms e web è riconosciuto progressivamente in Francia a partire dal 2014, Mettling (direttore risorse umane di Orange, ndr) sottolinea che va completato con un dovere. Essere in grado di “staccare” viene individuata come una nuova “competenza” del lavoratore, una qualità obbligatoria anche ai fini dell’efficienza aziendale.

(Stefano Montefiori sul Corriere della Sera del 16/9/2015)

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Occidente e islam

11 dicembre 2015

Quando ero bambina, in Marocco, nessun religioso mi ha mai detto cosa fare, in cosa credere e cosa indossare. E se lo facevano, ero libera di non ascoltarli. Le cose cambiarono negli anni ottanta. Eravamo in piena guerra fredda e i despoti arabi intravidero un’opportunità: potevano restare al potere reprimendo i dissidenti, soprattutto laici di sinistra, e incoraggiando la destra religiosa, con il sostegno tacito o esplicito degli Stati Uniti e di altri alleati occidentali. Nel vuoto creato dalla decimazione della sinistra laica nel mondo arabo, si fecero avanti i wahabiti, dotati di risorse finanziarie quasi infinite…

Quest’anno il governo di Riyadh ha decapitato più persone di quante ne abbia decapitate lo Stato islamico, ha perseguitato sciiti e atei, e ha distrutto siti archeologici di grande valore culturale e religioso intorno alla Mecca e a Medina. L’Arabia saudita sta bombardando lo Yemen da sette mesi. Eppure, quando il terrore colpisce, non viene chiamata in causa. Con il sostegno dell’occidente, che compra petrolio dai despoti e gli vende armi…

(Laila Lalami su “Internazionale” del 20/11/2015)

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Ho maledetto un prete

8 dicembre 2015

 

Dov’è tuo marito?”

E’ morto.”

Tom era sorpreso. “E viaggi sola?” domandò, incredulo. La foresta era abbastanza pericolosa per un uomo come lui: una donna non aveva molte speranze di sopravvivere…

Incapace di resistere alla curiosità, chiese: “Che reato hai commesso?”

Ho maledetto un prete” rispose lei, e distolse lo sguardo.

(Ken Follett, “I pilastri della terra”)

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Destarsi

4 dicembre 2015

Chi si desta, di solito non fa che riprendere il filo di tediose cure: tutte le cose non ancor fatte o non compiute gli si riaffollano in capo e lo riaggrediscono, e ben presto l’hanno riavviato sui tetri binari della sua quotidiana esistenza; egli s’alliscia o (a seconda dei temperamenti) s’arruffa i capelli, sospira, sorbisce il caffè, ed è di nuovo pronto per il suo meschino calvario.

Vi son, pure, giorni in cui uno si leva con una specie di sussulto d’energia, che sembra inopinatamente alludere ad altro ovvero altro implicare, che sembra chiamare il recluso fuor della sua prigione; e codesto altro, sebbene indeterminato, si veste dei più rosei colori…

(Tommaso Landolfi, “Del meno”)

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Dove si mettono i piedi

27 novembre 2015

“Un tempo, a Borås c’era un vecchio poliziotto che si chiamava Fredlund” disse Stefan. “Era brusco, facilmente irritabile e lento, ma era un investigatore brillante. Un giorno che era insolitamente di buon umore, ha detto una frase che non ho mai dimenticato: bisogna camminare con una torcia elettrica in mano, bisogna tenerla dritta davanti a sé per vedere dove si mettono i piedi, ma di tanto in tanto bisogna anche illuminare ai lati, per sapere dove non si sono messi i piedi.

(Henning Mankell, “Il ritorno del maestro di danza”)

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