Che e Fidel al Country Club

Alcune celebri foto di Korda mostrano Fidel Castro e Che Guevara, entrambi in (divisa) verde olivo, impegnati in una partita a golf. Nei loro sguardi si legge l’ironia, quasi l’ilarità della situazione: due guerriglieri barbuti e vittoriosi nel green dove fino a un paio di anni prima si rilassavano solo i membri delle più facoltose famiglie cubane assieme a ricchissimi stranieri e, magari, a noti esponenti della mafia nordamericana. La location era infatti il Country Club, il circolo più esclusivo dell’Avana…

Era il 1961, Fidel e il Che intendevano dimostrare che la Rivoluzione si impossessava anche dell’esclusivo club circondato da una lussureggiante vegetazione tropicale. Per trasformarlo, da luogo di privilegiati, nel più importante centro culturale dell’America latina, dove migliaia di studenti del terzo mondo, latinoamericani, africani, asiatici,  gratuitamente avrebbero potuto trasformarsi in artisti. Il Country Club, decise Fidel, sarebbe stato nazionalizzato per ospitare “le più belle scuole d’arte”.

    (Roberto Livi sull’inserto “Alias” del Manifesto del 17/5/2014) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Bambini in guerra

“Scusate. Non ne capisco niente e non ho ancora dei figli, ma perché mai dovrebbero rafforzare il nazionalismo palestinese?”…

“Perchè sono palestinesi. Un bambino deve crescere con una consapevolezza nazionale e culturale. Guarda i bambini ebrei, a sei anni conoscono già tutte le guerre del paese e sanno in quale arma vogliono fare il servizio militare”.

“…ma quando vedi un bambino israeliano così, che effetto ti fa?”

“Brutto” rispose prontamente Samir.

 

   (Sayed Kashua, “Due in uno”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Malattia

Quando arrivai, quel giorno, la trovai al telefono e, posando il giornale sul suo letto, finsi di non accorgermi che aveva perso i capelli…

Niente musica?”, chiesi.

Ho la nausea”, rispose. “Sono stufa della musica”.

Peccato”.

Però ho questo”, disse indicando uno stereo a forma di uovo. Sul davanti c’era la scritta “SUONO & NATURA”. Girò una manopola grigia e schiacciò un pulsante: nella stanza fluttuò un rumore di onde, di gocciolìo d’acqua sulla sabbia, di spuma che sciabordava e di gabbiani che stridevano sui flutti. Di colpo mi parve assurdo sentire quelle cose frammiste agli odori e ai segnali dell’efficienza ospedaliera.

 

(Andrew O’ Hagan, “Stammi vicino”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Treni

Con ogni treno che muore scompare un pezzo d’Italia. Non è retorica, è la realtà. Con i treni gli italiani si sono conosciuti e hanno conosciuto il loro Paese. Sono usciti dal villaggio. Hanno scoperto luoghi fondamentali della nostra identità nazionale. Città, posti di mare, montagne, regioni che sembravano inaccessibili. Con i treni hanno allargato il loro orizzonte. Con i treni che scompaiono, vittime di una logica miope e di una contabilità stupida, l’Italia si impoverisce, perde i suoi collegamenti, costringe una parte della sua popolazione a vivere nell’incuria, nello sfacelo, nella sporcizia di stazioni abbandonate, nell’inferno di strade intasate. Ogni treno che scompare è un po’ di Europa che si allontana. E’ una ricaduta nel sottosviluppo.

(Pierluigi Battista su “Style” del Corriere della Sera, mag. 2014)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Miseria

Erano contadini e ragazzi di strada, miserabili che possedevano solo la loro collera e una vita che non valeva quasi niente. Erano lì per quel poco di cibo e di speranza che avevano ricevuto, erano felici di combattere contro i francesi e contro un’oppressione insopportabile. Non capivano forse niente di comunismo e di capitalismo, ma lottavano con tutte le loro forze per vendicarsi degli anni di umiliazione, desiderando una vita migliore e un diverso avvenire. Nei loro ranghi, la macchina del rimbecillimento funzionava così bene che persino chi era stato arruolato a forza era pronto a versare il sangue per la patria.

(Hoai Huong Nguyen, “L’ombra dolce”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Leggere e scrivere

Leggere è una delle cose che mi piacciono di più… Quel che mi piace di meno è scrivere. In generale non ho un’idea chiara di quel che farò. Spesso avverto un vuoto, sono senza idee, ma d’improvviso compare la prima frase. Valéry diceva che il primo verso è un dono. E’ vero: scriviamo la prima riga sotto dettatura. Chi ce la dona? Non lo so. Ma sta di fatto che compare una riga e che su quella riga si regge tutta la poesia.

 

   (Octavio Paz su “R2 Cultura” di Repubblica, 29/3/2014)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Famiglia

“Guarda me. Arrivo dal paese quasi pezzente e nel giro di qualche anno sono pieno di soldi, ho una bella moglie, un figlio: insomma tutto quello che un uomo può desiderare dalla vita. Poi mi accorgo che la mia bella moglie è un’alcolizzata, come suo padre, e il padre prima di suo padre prima di lui e anche il mio William lo diventa… ma almeno è riuscito a regalarmi Charles. Potevo aspettare che crescesse. Sì, certo, avrei potuto ma avevo bisogno di qualcuno che mi stesse vicino, a cui insegnare quello che sapevo e in Italia c’era Enrico, tuo padre… quando lo invitai per il suo viaggio di nozze, capii subito di che stoffa fosse. Mi dissi: eccolo, l’hai trovato. Era il figlio che avevo sempre voluto. Così lo chiamai a lavorare…”

“Già, ma lui aveva una famiglia… aveva me” lo interruppi mentre raccontava m’era montata una gran rabbia dentro… era del mio destino che aveva deciso.

“E’ vero” ammise “e non puoi sapere le volte che gli ho detto di tornare a prendervi, di portarvi qui…” Sprofondò lo sguardo nel bicchiere, pensieroso e con un filo di voce aggiunse: “Aveva un’altra…”

    (Gaetano Cappelli, “Parenti lontani”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza