Sul viaggiare in treno

Stiamo tentando di mettere insieme una storia che riguarda questo mezzo di trasporto.”

Perché, il treno ha qualcosa di speciale?”

Indovinato. Le automobili? Per carità! Guidatori svitati, autostrade intasate, fast food fino a schiattare. No, grazie. Gli aerei sono senz’anima e irritanti…”

Tom lo informò del pezzo che stava scrivendo e di alcune sue impressioni di prima mano sul viaggiare in treno. “Non è come andare da A a B. Non è importante da dove si parte o dove si va. Quello che conta è la cavalcata di mezzo. Il bello è tutto lì” disse. “Se non sei cieco e ti prendi tutto il tempo che ci vuole…”

(David Baldacci, “A casa per Natale”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Come una vera famiglia

Più tardi, guardiamo la tele insieme, come una vera e propria famiglia, e non è la prima volta che mi ritrovo a domandarmi come una serata possa essere tanto ordinariamente domestica quando la vita non è più così. Addirittura, nelle ultime settimane, a dispetto di Stephen, e a dispetto di tutta la cattiveria, abbiamo dato il via a una nuova usanza: il lunedì sera, cena in grembo durante Il mondo dei dinosauri. Il rituale di famiglia sembra un fiore nel deserto straordinariamente robusto, preparato a cercare di sbocciare nel terreno più inospitale.

(Nick Hornby, “Come diventare buoni”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Ammiratori ma non amici

Narciso”, gli disse un giorno l’abate dopo una confessione, “devo dichiararmi colpevole di un giudizio severo a tuo riguardo. Ti ho ritenuto spesso orgoglioso e forse ti ho fatto torto. Sei molto solo, mio giovane fratello, sei isolato, hai ammiratori, ma non amici. Io vorrei aver occasione di biasimarti qualche volta, ma non c’è motivo. Vorrei che tu fossi qualche volta scortese, come lo sono facilmente i giovani della tua età. Tu non lo sei mai. Qualche volta sono preoccupato per te, Narciso”.

(Herman Hesse, “Narciso e Boccadoro”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

I padri non “fanno sognare”

Gli italiani, contro ogni principio di realtà, mostrano ancora e sempre di voler credere alla favola, a babbo Natale che arriva con i doni… A prescindere dall’età, hanno vinto gli elettori bambini, al massimo adolescenti, e hanno perso gli adulti: la sconfitta accomuna trasversalmente i padri…

Non è il tempo dei padri: nell’epoca del giovanilismo esasperato la pretesa di esercitare una funzione paterna è mal tollerata… non fa “sognare”, e ciò che gli italiani vogliono è appunto un sogno, e se quel sogno si trasforma in incubo, la colpa viene gettata sui politici, sull’altro traditore, mai sulla reiterata inclinazione a farsi ingannare.

 

(Francesco Giglio sul Manifesto del 21/3/2013)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Il mestiere di scrivere

Molti dei miei colleghi parlano come degli artisti, mentre io parlo come un artigiano. Tra loro e me, c’è la distanza che separa Michelangelo da un orologiaio…

Quando mi chiedono qual è la mia professione, raramente rispondo “scrittore”, tranne alla dogana, alla polizia e alle belle donne.

 

(Pierre Lemaitre su “La lettura” del Corriere della Sera, 31/8/2014)

 

* * * * *

I libri sono ferite dell’anima. L’ostrica costruisce perle vere, io forse no, le mie sono forse perle false. Però questo so fare. La perla è la malattia dell’ostrica. Scrivere è una malattia.

 

(Anna Maria Ortese, cit. Sergio Lambiase sul Corriere del Mezzogiorno del 15/8/2014)

 

* * * * *

Leggere del mestiere di scrivere è come ascoltarsi respirare. Scrivere del mestiere di scrivere ti getta in un imbarazzo talmente forte che dimentichi completamente come si fa a respirare.

(Zadie Smith, “Il mestiere di scrivere romanzi”, su Internazionale del 27/12/2008)

 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Convivenza

Dimenticava libri aperti sulla vaschetta dello sciacquone e ammucchiava vestiti smessi negli angoli, come foglie cadute. Invece di lavare i piatti li lasciava “a bagno”: un atto di ipocrisia davvero deplorevole.

Ma in fondo non m’importava… Amavo i segni della sua presenza, la promessa del suo ritorno, perfino l’odore era cambiato nel mio squallido appartamento. L’infelicità apparteneva al passato, mi sentivo come un malato in via di guarigione. Finalmente capivo il senso dell’espressione “gioie domestiche”. Non vorrei essere frainteso, ma poche cose mi hanno reso felice nella vita come la vista della biancheria intima di Connie stesa ad asciugare sul mio calorifero.

(David Nicholls, “Noi”) 

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Call center

…il mio calvario sta appena per cominciare. Al numero verde inevitabilmente non mi risponde una persona, bensì un sistema automatico che spara le domande… Praticamente stanno chiedendo a me di fare il lavoro per il quale un tempo pagavano apposta un bravo tecnico che veniva a casa e individuava lui il problema, poi lo risolveva. Mentre passo il mio tempo al telefono a subire l’interrogatorio di un software automatico, mi colpisce proprio questo. L’automazione ci viene sempre descritta come un modo per “risparmiare lavoro”. Falso. Il lavoro non viene affatto risparmiato, viene trasferito sulle spalle di noi consumatori che lo facciamo gratis, sostituendoci a quella che una volta era una mansione remunerata. Questo accade ogni volta che abbiamo un problema con un servizio, un’utenza, una banca, una compagnia aerea…

(Federico Rampini sul supplemento “D” di Repubblica del 9/8/2014)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Povertà

Negli anni trascorsi in Irlanda la povertà me la immaginavo accucciata a poca distanza da me. Credevo che mi aspettasse al varco. Me la figuravo accompagnata da disturbi mentali, malattie della pelle, parassiti, puzza di urina, incontri con vecchi amici e conoscenti che mi sorprendevano a mendicare per le strade di città lontane. “Ma è proprio lui? Ha fatto quella fine?”… Notti su vagoni di treno fermi ai binari periferici: Santa Maria Novella, Hauptbahnhof, Antocha. Le file alla mensa. Piccoli tragici furti, maltrattamenti subiti da balordi sadici muniti di scarponi e giubbe bullonate. Poliziotti che ti scrollano nel sonno, giunture reumatiche che scricchiolano e si spezzano invecchiandoti di colpo, rendendo tormentosa la ricerca del cibo, allontanando la sopravvivenza…
Mia madre continuava a spaventarmi sempre allo stesso modo. “Non diventare povero” diceva con gli occhi resi sognanti dai sedativi. “Non diventare mai povero”.

(Marco Montemarano, “La ricchezza”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza