Venerdì 1 febbraio 2013

Era una compagnia piacevole. Non si sentiva, come invece tanti uomini a un appuntamento galante (ormai di questo si trattava), in obbligo di far ridere a ogni frase, o di indicare le cose per poi spiegarle con aria grave, o di opprimere con una sfilza di domande cortesi. Era curioso, ascoltava, raccontava un aneddoto, accoglieva i miei. A suo agio nell’andirivieni della conversazione. Sembravamo due tennisti durante i palleggi di riscaldamento che da fondo campo scambiano palle veloci ma facili sul diritto dell’avversario, fieri della loro cortese precisione. Sì, mi tornava in mente il tennis.

(Ian McEwan, “Miele”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Mercoledì 30 gennaio 2013

Chi intende manifestare sdegno morale prenda nota: prima di fare considerazioni etiche, si faccia sempre un’indagine preliminare. Si tratta di scoprire se l’arma è adatta al bersaglio…

Lo sdegno morale, infatti, è stato sempre utilizzato anche per giustificare ogni sorta d’infamia: l’Inquisizione, il Comitato di salute pubblica, le confessioni estorte sul tavolo di tortura. Lo sdegno morale nasconde per lo più un interesse diverso da quello che dà a intendere.

(Adam Soboczynski, “L’arte di non dire la verità”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Martedì 29 gennaio 2013

I nostri magistrati hanno ben conosciuto questo mistero. Le loro toghe rosse, i loro ermellini, in cui si ammantano come gatti dal pelo folto, i palazzi dove giudicano, i fiori di giglio, tutto questo apparato augusto era necessarissimo; e se i medici non avessero sottane e pantofole, e i dottori berretti quadrati ed abiti quattro volte più grandi del bisogno, mai avrebbero gabbato il mondo, che non può resistere a pompa così autentica. Se quelli possedessero la vera giustizia e i medici avessero la vera arte di guarire, non saprebbero che farsene dei berretti quadrati; la maestà di queste scienze sarebbe molto venerabile per se stessa.

(Blaise Pascal, “Pensieri”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Lunedì 28 gennaio 2013

Il carcere di Huntsville è noto come “The Walls”, i muri. E’ la più vecchia struttura carceraria del Texas, costruita con alti e spessi muri di mattoni, da cui il nome. Vi sono stati detenuti fuorilegge e pistoleri un tempo famosi. La sua camera della morte è stata utilizzata per giustiziare più uomini e donne che in qualsiasi altro Stato. Il carcere è orgoglioso della sua storia leggendaria.

(John Grisham, “Io confesso”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Sabato 26 gennaio 2013

Da pochi mesi erano state proclamate le leggi razziali, e stavo diventando un isolato anch’io. I compagni cristiani erano gente civile, nessuno fra loro né fra i professori mi aveva indirizzato una parola o un gesto nemico, ma li sentivo allontanarsi, e, seguendo un comportamento antico, anch’io me ne allontanavo: ogni sguardo scambiato fra me e loro era accompagnato da un lampo minuscolo, ma percettibile, di diffidenza e di sospetto. Che pensi tu di me? Che cosa sono io per te? Lo stesso di sei mesi addietro, un tuo pari che non va a messa, o il giudeo che “di voi tra voi non rida”?

(Primo Levi, “Ferro”, in “Racconti di montagna” a cura di Davide Longo)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Venerdì 25 gennaio 2013

“Salve caro signore: vorrei ordinare pollo al curry, cheesecake alla ciliegia e birra al malto belga per 152 persone. Sabato compio gli anni e un mio incaricato verrà a ritirare l’ordinazione alle 11 di mattina. La prego di preparare tutto per tempo”. – Lori Chandra

Gentile signora Chandra: sono un astrologo, non un cuoco, quindi ho paura che non riuscirò a soddisfare la sua richiesta. E’ ammirevole che lei sappia con tanta precisione quello che vuole e sia così determinata a ottenerlo, ma la prego di ricordare quanto è importante rivolgersi alle persone giuste per realizzare i propri desideri.

(Dall’Oroscopo di Rob Brezsny su “Internazionale” del 12/10/2012)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Mercoledì 23 gennaio 2013

Nel modo celebrativo tipico dei nuovi amanti, avevamo già sviluppato una quantità di compiaciute abitudini, accumulato frasi e feticci, e lo schema del nostro sabato sera era collaudato… In un clima di euforia e nitidezza postcoitale, ci vestivamo per uscire e prima di lasciare l’appartamento ci scolavamo il grosso di una bottiglia di chablis. A casa non bevevamo altro, sebbene né io né lui sapessimo niente di vino. Lo chablis era una scelta spiritosa perché, a quanto pareva, piaceva a James Bond.

   (Ian McEwan, “Miele”)

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