Martedì 30 ottobre 2012

I soli abitanti dell’isola che non sembrassero suscitare il disprezzo e l’antipatia di mio padre erano gli invisibili, innominati reclusi del Penitenziario. Anzi, certi suoi modi romantici e maledetti potevano lasciarmi supporre che una specie di fratellanza, o di omertà, lo legasse non soltanto a costoro, ma a tutti gli ergastolani e carcerati della terra. E anch’io, si capisce, parteggiavo per loro, non soltanto per imitazione di mio padre, ma per una mia naturale inclinazione, che mi faceva apparire la prigione una mostruosità ingiusta, assurda, come la morte.

   (Elsa Morante, “L’isola di Arturo”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Sabato 27 ottobre 2012

-Il suo più grande fallimento?
-Ogni libro che ho scritto. Solo quello che devo ancora scrivere, per me ha una vaga speranza di riuscire… Nel mio caso, la citazione che più mi si avvicina dice: “Ho imparato molto dai miei sbagli, e li ho rifatti tutti nello stesso modo”.

   (Dall’intervista a Jonathan Coe sul Venerdì di Repubblica del 29/9/2012)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Venerdì 26 ottobre 2012

Nelle sue visioni e nei suoi sogni a occhi aperti, l’interno del capanno era caldo, e lui sedeva su una sedia comoda, fumando la pipa…
E non c’era nessuna Irene. Ogni volta che aveva sognato il capanno, non aveva mai visto Irene. Se ne rendeva conto soltanto adesso. Non era seduta su una sedia accanto a lui, né in piedi davanti alla stufa a legna. Non c’era posto per lei nel sogno di Gary. Lui era seduto lì a fumare la pipa, davanti alla finestra, guardando l’acqua del lago, ed era solo in mezzo alla natura. Ecco cosa voleva. Ecco cosa aveva sempre voluto.

   (David Vann, “Da dove vengono i sogni”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Giovedì 25 ottobre 2012

“La mia chance l’ho avuta”, ripeté, ritraendosi da una vita fatta di mancanze. “Ebbi la mia occasione, e a volte, nella vita, non ci sono seconde chance. Guardi quello che hai, non quello che ti manca, e vai avanti.”
Henry osservò il figlio che lo ascoltava; per la prima volta dopo tanti anni, Marty sembrava accontentarsi di starlo a sentire. Non voleva litigare a tutti i costi.
“E’ come il disco rotto che abbiamo trovato”, spiegò Henry. “Certe cose, quando si rompono, non si possono più aggiustare.”

   (Jamie Ford, “Il gusto proibito dello zenzero”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Martedì 23 ottobre 2012

Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l’ora
d’arrivo, e neppure
conosco quali stazioni
precedano la mia

Scusate. E’ una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch’io mi domando perché
l’ho recata… Vogliate scusare.
Dicevo, ch’era bello stare insieme.
Chiacchierare. Abbiamo avuto qualche
diverbio, è naturale… Ma, cos’importa.
Sia come sia, torno a dirvi, e di cuore,
grazie per l’ottima compagnia

Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, son certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.
Scendo. Buon proseguimento.

   (Giorgio Caproni, “Congedo del viaggiatore cerimonioso”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Lunedì 22 ottobre 2012

Paul è sul treno. Tutti i giorni fa avanti e indietro con le stesse persone. Sa in quali città abitano, che tipo di soprabito indossano, cosa mangiano a colazione, ma non ha idea di chi siano. Salgono e scendono insieme e sono totalmente anonimi. Loro lo riconoscono? Si accorgono, in certi giorni, che sta meglio che in altri? Il treno sbanda leggermente, una donna che incontra tutti i giorni da anni avanza lungo il corridoio. La saluta con un cenno del capo, lei ricambia. Vedi, si dice, è facile fare amicizia.

(A. M. Homes, “Musica per un incendio”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Sabato 20 ottobre 2012

L’abbattimento del tiranno è un caso più clinico che politico. Il potere non è abituato a ruzzolare nella polvere, anche se questo è il suo incubo. Quando succede è goffo, patetico, moccioso. Perciò diventa improvvisamente membro del genere umano. Prima, sul piedistallo, posava da statua in uniforme, spietato e impettito…
Ora tutti i capi di Stato che s’inchinarono a lui, gli strinsero la mano, corrono a lavarsela per scongiuro, per disinfettarla dal contagio del potere crollato… un brivido a serpentina nella schiena coglie tutti loro alla vista del socio stramazzato al suolo. Toccano ferro con mano sudata.

   (Erri De Luca a proposito di Gheddafi, su Vanity Fair del 2/11/2011)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza