Venerdì 30 novembre 2012

A Gary era sempre piaciuto il lavoro fisico, costruire cose, una reazione alla vita universitaria. Condivideva l’idea di Kurt Vonnegut – in realtà era un’idea di Max Frisch – che anziché Homo sapiens avremmo dovuto chiamarci Homo faber. Viviamo per costruire. E’ quello che ci caratterizza. E’ proprio vero, pensò. Immaginare qualcosa, rigirarsela nella testa, accarezzarla mille volte nei sogni, poi concretizzarla nella vita reale. Niente di più appagante.

   (David Vann, “Da dove vengono i sogni”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Giovedì 29 novembre 2012

“L’acqua dell’ultimo istante”.
Annuì con un leggerissimo inchino mentre prendeva la ciotola dalle mani di Minamoto. Non tremo. Sono calmo. Sono preparato…
Non è vero. Non sono un samurai. Ho ventisette anni. Non posso morire. Mamma…
Ho paura, ho paura, ho paura. Mamma, aiutami. Non voglio.
“Quando tutte le cose della vita sono false / esiste una sola cosa vera, la morte”.
Tornò in sé. Riprese il controllo. Il suo momento. La sua condanna. Cadere come un fiore di ciliegio. Dal nulla al nulla.
Si sentì fiero, forte, dignitoso. Ce la faccio. Fino in fondo. Come un samurai. Sono un samurai.

   (Massimo Lugli, “Il guardiano”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Lunedì 26 novembre 2012

Sta bene: accetto la regola per il gioco,

il vostro gioco

nuovo, “nuovissimo” dite (ohi che il nuovissimo

di ieri lo portano

già i becchini). Sta bene,

eccomi pronto. Via tutto, ogni cosa…

Tabula rasa, tutto daccapo.

…Anche (perfino) gli stupidi si stancano.

Allora? Allora voi

farete un altro gioco, un altro cerchio,

scoprirete un’altra verità e tutta nuovissima;

sempre voi…

Noi sputeremo irosi contro lo specchio.

 

(Ugo Fasolo, “L’allineamento”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Sabato 24 novembre 2012

Quasi tutti i professionisti della medicina hanno visto almeno un paziente sottoposto al cosiddetto accanimento terapeutico, l’uso di tecnologie all’avanguardia su persone gravemente malate e in fin di vita. Il paziente viene aperto, intubato, attaccato a una macchina e bombardato di farmaci. Tutto questo avviene nel reparto di terapia intensiva e costa decine di migliaia di dollari al giorno. Il risultato è un livello di sofferenza che non augurerei neanche al peggiore dei terroristi.
Non si contano le volte che un collega medico mi ha detto: “Promettimi che se mi vedi ridotto così mi ammazzi”. Dicono sul serio… Possibile che i medici prescrivano tante cure e poi non le vogliano per loro stessi?

   (Ken Murray su “Internazionale” del 28/9/2012)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Venerdì 23 novembre 2012

Nell’ambulatorio fecero le radiografie, e Frank le osservò sullo schermo illuminato. Questa è la visione frontale, disse, ed era il teschio di Irene, le cavità degli occhi e la mandibola scarnificata, le due file di denti ghignanti, proprio come nelle bandiere dei pirati. Un’anteprima della sua morte…
Dov’è l’infiammazione? Chiese Irene. Cosa si dovrebbe vedere?
Bè, il problema è questo, Irene. Qui non c’è niente.
Che significa, non c’è niente?
Che stando alle radiografie non hai nessuna infiammazione.
Ma io ce l’ho…
Io so che c’è qualcosa, disse. Solo che lì non si vede.

   (David Vann, “Da dove vengono i sogni”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Mercoledì 21 novembre 2012

…la coscienza di sé, l’autostima, il senso di compiutezza della propria vita, l’aspirazione sacrosanta alla felicità, la volontà di provare a dar corpo ai sogni più ingenui e persino l’onestà e la fiducia nella giustizia degli uomini dipendono anche dallo stato del paese in cui le persone nascono e crescono e vivono, e dalla quantità e qualità del futuro che sembra possibile raggiungere.
 …Penso ai miei figli, ai nostri figli, all’ingiustizia cattiva di un mondo che li blandisce ogni giorno solo perché li considera consumatori perfetti… che, beffa suprema e insostenibile, li incolpa di non avere né fame né voglia né desideri perché hanno già tutto, quando invece non è vero.
 I nostri figli non hanno tutto. Hanno solo molta roba che costa poco e non vale nulla.

   (Edoardo Nesi, “Le nostre vite senza ieri”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza